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Serie dell’Agni Yoga
Sovramundano
La Vita Interiore
Volume IV
1938
Urusvati sa che lo Yogi può essere definito colui che si sacrifica. A cosa rinuncia, se ha già lasciato le ricchezze terrene? Egli ha sempre un tesoro con sé: il lavoro, il pensiero, la volontà e grandi risorse di energia. Vi attinge di continuo, e ciò che spende è ricostituito dal prana sovramundano.
Lo Yogi funge da legame vivente con il Mondo Sovramundano: è una collaborazione nobile ma ardua. Gli accumuli caotici terreni causano sofferenza e spesa di energia. Lo Yogi, però, sa sacrificare e conosce che il Bene comune non si consegue facilmente. Gestisce con intelligenza le proprie risorse e non eccede nella fatica. Sa che si devono evitare gli estremi. Inala subito il prana e lascia riposare l’organismo. Non sarà un riposo lungo perché il Sovramundano subito compensa la spesa di energia.
Il Pensatore diceva: “Si dà e si riceve. I sacrifici ci arricchiscono”.
Sovramundano IV, 949
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