Foglie del Giardino di Morya
Libro Due
Illuminazione

1925

Benvenuti, o cercatori!

Benvenuti, o portatori del Bene Comune!

L’Oriente vi saluta.

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Domanderanno: “Chi t’ha dato l’Insegnamento?”.

Rispondi: “Il Mahatma dell’Est”.

Domanderanno: “Dove vive?”.

Rispondi: “La dimora del Maestro non si può rivelare, non solo, ma neppure pronunciare. La tua domanda mostra quanto sei lungi dal comprendere l’Insegnamento. Anche in senso umano devi capire quanto sia errata”.

Domanderanno: “Quando potrò essere d’aiuto?”.

Rispondi: “Da questo momento, per l’eternità”.

“Quando mi preparerò?”.

“Non perdere un minuto!”.

“E quando suonerà la chiamata?”.

“Vigila anche dormendo”.

“Che farò fino a quell’ora?”.

“Esalta la qualità del tuo lavoro”.

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È necessario dar prova di disciplina di spirito; senza di che non si può essere liberi. Per lo schiavo, essa è come una prigione; per chi è libero, è un meraviglioso giardino risanatore. Finché la disciplina di spirito è una palla al piede, le porte restano chiuse, poiché non si sale quando si è in vincoli. La disciplina di spirito è come le ali.

Chiunque la comprenda come illuminazione dei mondi futuri, è già pronto.

Chi ha una visione dell’evoluzione vi si accosta sollecito, lieto, togliendo la polvere dal sentiero. Soprattutto, non ha timori. E rifiutando ciò che non è indispensabile, è semplice. È facile capire che realizzare l’evoluzione è sempre bello.

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1 — Un tempo anche cento guerrieri erano un esercito. Mille erano già un’armata.

Venne il tempo che centomila conquistarono il mondo. In seguito ne sorsero a milioni, ma anch’essi non mutarono l’orbita dello spirito. Quindi ne chiamerò sotto la Bandiera dello Spirito un miliardo. Questo sarà il segno della Mia armata.

Pensate a quando ciò si compirà, e sette bandiere si affermeranno!

2 — Lo spirito è perfetto solo quando è conscio del Cosmo. E ciò accade spesso, ma non sempre realizziamo la comunione con il Vero.

Il cielo sembra vivo, e diciamo: “Quante mosche”. Così interpretiamo il tocco lievissimo di ali invisibili. Il tesoro dell’Inizio è il Vuoto, eppure voi siete il sentiero dell’Inizio.

3 — Pensate ogni giorno come compiere il Mio lavoro. Insegnate a chi vi succederà, insegnate la bellezza. Rendete salda la loro vista. Perché anni, se bastano settimane?

È più facile resistere a un ruggito che permettere ai pensieri di non ammuffire. Quindi, dico, procediamo. Moltiplicherò le vostre forze.

4 — Ecco il messaggio: fà la Mia Volontà.

Sii prudente con ciò che è terreno. Quando si è in marcia, le squisitezze non servono.

5 — Per l’opera interiore, si venda lo scudo della menzogna.

6 — Voglio dire del karma puro e vissuto con cautela. Toccate con prudenza i nodi catramati del destino.

È molto pericoloso toccare gli eventi passati già induriti, che vi seguono. Vi avverto quindi che non adempiere i decreti, non osservare la Gerarchia, è assai più nocivo che non paia.

Si può coprire il flusso del karma con il ghiaccio della comprensione. Ma attenti a non distruggere quella coltre con stoltezza o crudeltà, cose proibite sotto le Nostre Insegne.

Ripeto: custodite la via!

7 — A chi parleremo? Un mulo può tirare un carro.

Possibile che lo spirito umano non sappia costringere il corpo a rallegrarsi nel lavoro? Il mulo porta il suo cavaliere al riparo, quando il tempo minaccia. Possibile che lo spirito umano si lasci turbare dal flusso del karma?

8 — Ricordate la manifestazione del Maestro; tenete puro lo Scudo.

Manderò ogni difesa, ogni possibilità, ma conducetevi con fermezza.

Tra la folla impazzita velate il fuoco dello spirito.

Leggete il Mio libro e non lasciatevi atterrire dalle voci di calamità, poiché il cieco non vede ciò che a voi è svelato.

Ma per vostro bene, vi dico: evocate più sovente il Mio Nome.

Vi pare piacevole vedere paesi morti? Ma osservate la caduta del mondo della falsità. Menzogna, menzogna, perisci!

9 — L’Insegnamento deve essere capito meglio. Lo si deve applicare con tutte le risorse.

Sorridete alle piccole pietre!

10 — Il Maestro dice che dovreste sentire i legami che vi hanno unito in modo miracoloso.

Avete sandali mirabilmente allacciati per il lungo viaggio. Come il passato, così il futuro è progettato.

Non si possono evitare gli incontri previsti dal destino. E innumerevoli sono i messaggi, sulle pagine della vita. Dunque tutto è pronto; ma non lacerate il Mio ordito. Il turbine della follia distrugge i Miei disegni migliori. Non si devono disperdere i tesori dati per il mondo.

Essere minori non è una scusa.

Meglio celebrare la vittoria dopo la prima battaglia, che vagare sottoterra.

Quindi, dico, marciate assieme, e copritevi con uno stesso scudo. Che ognuno purifichi il suo respiro e non sollevi la polvere dell’ira. E cogliendo i fiori della devozione, capirete i vantaggi del Mio sentiero.

Vi impongo forse di seguirMi? La costrizione non è Nostra misura.

Ma se procediamo assieme, perché non darvi consiglio? Vi dico quindi, pensate meglio, e non incespicate.

11 — Sulle Nostre bilance, la lotta tenace dello spirito pesa più di ogni altra cosa. Il successo è intensificato solo dall’elettricità della preghiera di vittoria.

L’insegnamento dello spirito arma il corpo. Vedendo i lampi del mondo, iniziate un nuovo libro per il prossimo inverno.

Vi insegno a comprendere con saggezza il futuro. Il successo deve accompagnare la Mia gente. Seguite con prudenza le Mie pietre miliari.

12 — Sacrificio, sacrificio, sacrificio! Poi, il premio, e quindi il trionfo dello spirito.

13 — Ciascuno ha la sua meta. Io indico cancelli adatti allo spirito. Per essi si entra in un mondo trasformato, in cui la mente dimora ovunque a suo agio.

Lo spirito impara a volare quando il dolore aguzza la vista.

Il raggio della realizzazione dell’Infinito illumina il bene dispensato. C’è la via della Terra, e la via delle ali. Distingui e scegli.

14 — Le nubi si ammassano, ma si leva la Stella del Mattino.

15 — Ogni istante di comprensione spirituale aggiunge una gemma al tesoro delle possibilità.

16 — Accade sovente che le malattie ingrandiscano le vittorie. San Francesco e santa Teresa erano spesso malati. Pitagora soffriva di cuore. Molte volte le cetre migliori mancano di qualche corda.

17 — Le madri, nella loro saggezza, prevedono le condizioni occulte alla nascita del bimbo. Lo spirito loro sa che il nemico cerca di nuocere al nuovo pellegrino. Nel periodo transitorio della gestazione è più facile iniettare il veleno. È semplice far adirare la madre e gettare in casa la polvere dello scontento.

Le madri sagge guardano le immagini dei santi, o cercano conforto nelle bellezze della natura.

18 — Chi dà, riceve. Chi disdegna le cose, riceve il manto celeste.

19 — La forma è animata da ciò che contiene, e non è dimenticata.

20 — Alzate la vostra insegna con audacia. Una cosa vi chiedo: non indebolitevi con l’oro, che non si addice al Mio Insegnamento.

21 — Non può esservi misericordia se la legge del karma dev’essere adempiuta fino all’ultimo. Il karma può travolgere, ma se ne può alterare la qualità con il sacrifico volontario per chi non si conosce.

22 — Seminate meglio! Presto la terra sarà pronta! Se il mondo non sarà soccorso da una manifestazione speciale, non potrà resistere.

23 — Inviterò a Casa Mia chi vedo avvicinarsi. La spada sospesa riempie lo spirito di angoscia.

24 — Compite a fondo l’opera a Me gradita e che vi giova, l’opera d’amicizia che prepara la Mia Casa. Raccogliete immagini d’amore. Amando, capirete come meglio ornare la Mia Casa.

Domandate allo spirito quali cose le si addicano. La venerazione vi ispirerà a esprimere la bellezza della pura Dimora. Il vostro lavoro è come un fiore. Non prenderò obolo alcuno, ma vi darò cento volte tanto.

25 — Anche una semplice donna di casa vi dirà: “Non sporcate le scale, o dovrete pulirle voi stessi”. Similmente, chi perfora l’aura del Maestro e di quelli a Lui congiunti, danneggia sé stesso. Non è punizione, né vendetta: è il contraccolpo.

Non toccate dunque le Nostre Opere, specialmente ora, che l’elettricità ha un’alta tensione. Dite a chi non crede: “Meglio non toccare; potrebbe tuonare a ciel sereno”.

Ma benedetto chi rafforza l’armatura dell’aura.

26 — Si può rispondere solo a chi ha il cuore puro. Sappiate combinare assieme amore e severità.

27 — Benessere e salute stanno nella fiducia. Il Mio Raggio appresta sempre ciò che è necessario. Gli errori squarciano il tessuto del corpo.

28 — Non è una gran perdita una concessione fatta a mani astute e intriganti.

Chi cerca la saggezza ama guardare lontano. Fermate i vili calunniatori con un sorriso privo di irritazione. Il successo degli uomini vani è come lo sgocciolare di una povera fonte, ma chi è saggio deriva acqua dall’oceano, e ne gode poi l’eterna frescura.

29 — Cessate di parlare di nemici se la vittoria accende una gran luce. La solitudine trasmette il messaggio meglio che il vociare della folla.

30 — Il bacino del mondo è infestato di bacilli. Il velo che l’avvolge, freme. Ma il fiore magico deve essere colto in Terra da mani umane.

Sono con voi, e se taccio è perché ricevo sullo Scudo frecce rivolte a voi.

Guardate uniti al giorno che la conoscenza entrerà nella Mia Casa; poiché i portatori di conoscenza sono già nati.

31 — Parlo di ponti e di cancelli ostili. Sulla via si incontrano passaggi insidiosi. Attraversateli in fretta, senza guardare in basso, con un solo desiderio: giungere presto all’altra sponda. E non sostate davanti ai cancelli ostili, ma chiedete di passare senza perdere la calma, perché la vostra via è decisa. Chiudete i pori all’aria malsana con pensieri puri. Ma se i tempi sono difficili, ripetete: “Nonostante tutto, vado in un Giardino di Bellezza. Non temo i passaggi che mi attendono. Perché lo scudo mi sovrasta? Per proteggermi. Se sorgeranno nuovi ostacoli li passerò, perché non li temo!”.

32 — Perché perdersi nel mondo astrale? Gioisce chi ha sofferto, chi fu ardente, chi ha faticato. Ma qui sono i seminatori, e là i mietitori. Tutti i semi terreni danno raccolto abbondante. Il seme germoglia, e così la comprensione decide le dimensioni dei semi futuri. Perché dunque interrogare il mondo astrale?

33 — Dirò ora del messaggero: come correte incontro a chi vi porta la posta, così aprite le braccia al Nostro inviato.

Sbarramenti di filo spinato chiudono la via ai Nostri messaggeri, ma voi avete cesoie miracolose per reciderli. Conservando l’aura in stato di purità, facilitate loro il compito di raggiungervi.

È difficile per una colomba volare nella nebbia. Vi guido per la via più breve, e quando cala l’oscurità sono pronto a mandare un messaggero. Ma apritegli la porta; è difficile restar fuori a bussare, nella pioggia.

Amate la solitudine del pensiero, quando scintille di comprensione intrecciano ghirlande di conoscenza. E come Io ho garantito per voi, così affidatevi a Me. Con lo Scettro di Potere affermo il sentiero che porta alle Vette. Apprendete il Bene quando i Miei Inviati vi recheranno la novella: “È giunto!”. L’ora della felicità è prescritta e la via cosparsa di fiori.

Che vi importa delle mani protese, dei cani, delle tigri? Compite la grande missione del Dio vivente.

34 — Il senso vi sarà chiaro quando guarderete dalla vetta. Notate le scintille; presto si fonderanno nella fiamma di una nuova comprensione dei principi.

Non è facile gettare un arco fra la via del completo declino e dell’ascesa. I portatori dello spirito non si riconoscono l’un l’altro. Ascoltate e notate le voci di strane figure incontrate per via. Salderete poi assieme quelle notizie, scoprendo una scala di possibilità pratiche.

Si affila la lama dell’attenzione, il legame si fa più forte, e abili scintille ridestano il vostro potere senza violare il karma.

35 — Spiegherò perché è importante dar retta alle parole e alle immagini impartite. Ai nostri allievi, per esercizio mentale, si dà una parte o una sola parola di un messaggio intero, e, afferrata la direzione del pensiero, ciascuno vi aggiunge secondo la propria comprensione, secondo ciò che più gli è intimo. Ma ciò che è personale, a poco a poco, viene sostituito da una coscienza unitaria, e su una sola parola si erge una struttura complessa. In tal modo si perviene al codice dello spirito.

36 — In senso occulto, una cerchia di persone è la raffigurazione dell’organismo umano, con possibilità maggiori. Le figure centrali svolgono le nobili funzioni del cuore. La crescita dell’organismo e le ferite si riflettono nel cuore.

Oscillare le braccia genera fatica, e, ancor più, impedisce di realizzare la meta. Già sapete la parabola della danza dell’anello e degli scudi. Già sapete che il miglior numero per una simile cerchia è il sette. Il cinque rappresenta le estremità del corpo. Quelli in più possono svolgere solo mansioni speciali, o adempiono una condizione karmica.

È difficile formare una cerchia, ma ancor più operarvi sostituzioni, perché non si può sostituire il cuore con un arto, e non è possibile ammettervi uno spirito non disciplinato. Per simili casi ci sono testimoni prossimi che non graveranno l’arteria di un cuore lontano.

37 — Diciamo ora del karma.

Se ai gravami di cui si è consapevoli si aggiungono gli obblighi karmici, quanto è arduo sopportare la totalità del pensiero non organizzato! Si può alleviare la difficoltà evitando con cautela il contatto con le percezioni nervose. Ma il pensiero umano squilibra tanto facilmente la bilancia, solo per liberarsi del peso che trascina a terra.

Ma ad ogni simile gesto della mano, il povero cuore dolora.

38 — È difficile non accrescere il numero dei nemici. Vi gettano pietre sulla soglia di casa, ma non curatevene.

39 — Non uno, non due, ma una moltitudine di cuori sono avviati verso voi, e abili mani intessono tutta una rete di possibilità. Non laceratela. Badate alle manifestazioni di ogni giorno.

Evitate il lusso. Assumerete un’apparenza ben definita, conforme alla natura del Mio paese.

Realizzate le Mie possibilità fino ai lembi estremi del cervello. La stanchezza non serve a nessuno.

40 — Il vento disturba le zanzare; non vi possono raggiungere né pungere.

Non fatevi nuovi nemici. Quelli che vi spettano si faranno avanti da soli.

41 — Solo il ritmo della batteria controlla il potere. Il Raggio palesa la sua forza solo se agite secondo il Decreto.

42 — Quando parli nel Mio Nome, dì: “La Mano del Creatore è sempre in moto; quindi tutto muove”. Sul tuo anello vedi due spirali. L’una sale, l’altra scende. Anche un Arhat può discendere, per abuso di miracolo.

Sta saldo non solo durante la Comunione con Me, ma anche quando sei alle prese con le tue faccende, poiché solo allora si forgia l’estro dello spirito. Quando ti accuseranno di amarCi, ti giustificherò col Mio Scudo.

Ti darò sette occasioni di mostrare le tue risorse. Forse si romperanno molti vetri alle finestre, e la casa, così aperta, sarà scomoda.

Per volere della Gerarchia puoi serbare il tesoro che ti è affidato.

Cinto con un saldo desiderio, guardando l’anello, ripeti: “Non scenderò!”.

43 — Considerate l’esultanza come una potente manifestazione sulla via che porta a Noi.

Ciò che è vecchio è per i vecchi. Il Mio Segno è da conservare in un nuovo libro, con spirito nuovo, con attività nuova.

44 — Quando la pioggia batte sui vetri,

è il Mio Segno!

Quando gli uccelli cantano,

è il Mio Segno!

Quando il turbine leva alte le foglie,

è il Mio Segno!

Quando il ghiaccio fonde al sole,

è il Mio Segno!

Quando le onde lavano il dolore dell’anima,

è il Mio Segno!

Quando l’ala dell’illuminazione sfiora l’anima spoglia,

è il Mio Segno!

Contate i passi che vi portano al Tempio, poiché ogni settimo reca il Mio Segno!

Quando darete prova di nuova comprensione del Mio Segno, scorgerete il lampeggiare dei Mondi. Vi ho aperta la porta, sta a voi varcarne la soglia.

45 — Dico irrevocabilmente: quando siete con Me, senza irritazione, senza dubbi, i fiumi delle possibilità sono incalcolabili.

Indicibili sono le Forze che vi servono. Chi porta la Pietra irradia stelle di benevolenza. Nuove opportunità sono offerte ogni giorno. Intrecciate canestri in cui raccogliere quelle stelle. Spiegate i teli delle tende per cogliere i doni, poiché così vi guido!

46 — Lavorate nelle ore del mattino; la sera rallegratevi nel Mio Nome. Vi chiamo su una nuova via!

47 — Il Mio Raggio: il tuo respiro

La Mia Mano: la tua bandiera

Il Mio Scudo: il tuo orgoglio

La Mia Casa: il tuo rifugio

La Mia Montagna: la tua meraviglia

Il Mio Desiderio: la tua legge

La Mia Manifestazione: la tua gioia

Che lo spirito della Nostra Fratellanza sia con te.

48 — Penetrando, mediante l’Insegnamento, nell’essenza della gioia dispensata, avanziamo risoluti, fidando nella resurrezione della massima speranza dell’umanità, fondata sulla Pietra.

Attendiamo, pregando, il nostro destino.

49 — Voci ingannevoli sollevano polvere. Ma ricordate che l’irritazione è peggio che la polvere, e quindi evitatela. Vi insegno con le manifestazioni della vita. Mando segni ogni giorno. Li spargo come petali di rosa; poiché l’ora è vicina. Pensate al Nuovo Mondo; pensate alla processione dei popoli.

50 — Io ricompenso cento volte tanto, ma ciò che si perde ritarda cento volte.

O palla del destino! Dove andrai a cadere, e dove rimbalzerai?

La Luce ti è stata svelata. O palla, raggiungila in tempo! Frena i tuoi volteggi astuti e malvagi.

51 — Quando sarete al muro del pianto ricordate che la gioia è vicina!

A voi dico! Volgetevi a Oriente, e guardate la Mia Aurora!

Splendido è il crisma accumulato nel tempo! Prezioso il fiore piantato nella Mia Ora! Non versate il calice della Mia Ora!

Il Miracolo viene!

Accettate il vostro retaggio, o voi che attendete!

È tornato il vascello dei tempi antichi!

52 — Perché vi stupite delle date che ho comunicato? Noi non facciamo supposizioni: Noi vediamo. Domanderete in qual modo dovete radunarvi. Vi dirò allora di farlo in preghiera. È bene tacere, senza rumore di oggetti, senza suono di voci, perché le ali dello spirito crescono nella quiete.

Consacrate pregando il tempo delle Nostre Comunioni, poiché Noi porteremo quanto vi è di meglio. La corrente della Comunione crea una scala mirabile fino alle più eccelse manifestazioni del Creatore, la scala dello Spirito. Potete vivere lottando, e sapere quando è ora d’invocare la Mia Mano.

53 — Come si sviluppano le opere? Come le onde del mare hanno un loro ritmo, così crescono le opere: con incrementi misurati e riflussi d’attesa.

Udite l’ora della tromba; studiate il passo della vita.

Nei momenti di silenzio disponete l’insegnamento sugli scaffali dell’esperienza.

Come si leggono gli scritti dei Saggi? In solitudine, e applicando ciò che si legge ai propri umori.

Eccomi, sono un neonato.

Eccomi, un vecchio.

Eccomi, un esiliato.

Eccomi, un sovrano.

Eccomi, un cieco.

Eccomi, uno che ha conosciuto mondi.

Applicate a tutte le fonti tutta la grandezza concepibile del Loto.

54 — Non è bene esitare. Andate come leoni! La rettitudine adorna la vostra armatura.

Mi rivelerò a voi come pescatore, e metterò la Mano nella ruota delle minacce. Bisogna prendere esempio dagli assalti. Il fuoco della Terra deve essere traversato.

Comando ai discepoli, e con pieno diritto, di marciare fieri, ma senza irritarsi. L’irritazione rende cristallino e fragile il vaso. Un calice d’argento si addice meglio alla Pietra. Io arresto una pioggia di piccole frecce. È imminente l’ora di adempiere il voto antico.

55 — Ritenete nello spirito l’Insegnamento; solo lo spirito può stabilire in Terra il Regno di Dio. Esso verrà in modo semplice, come le Mie Parole. Semplicemente, così come le foglie secche dell’inverno cadono, e il vento le porta via.

Il passato non esiste — esiste la luce del futuro — regolatevi su quella! Vi ho chiamati a Me dal golfo della vita. Ho aguzzato i vostri denti. Vi ho mostrato il colore della bandiera. Comprendete l’Insegnamento a grandi colpi d’ala. Solo il sentiero alto conduce a Me; non si viene a Me seguendo l’inferiore. Tenete i Miei Precetti sotto chiave. Salite con i pensieri più valorosi, poiché ho sollevato il lembo della vostra tenda con la folgore. Dimenticate in spirito ciò che non ha valore. Grande è la Luce predestinata.

Avanti, dunque!

56 — I pensieri puri sono ostacolati dai giudizi gratuiti della gente. È difficile udire nel folto della foresta. Nelle opere che amate, difendete le Mie Leggi.

57 — Avanzate con più audacia, con tutto il potere dello spirito. Gli impedimenti terreni non vi fermeranno. Il successo accompagna i coraggiosi.

Come ai fiori dei monti è difficile sopravvivere una notte in palude, così è per voi. Il colpo inferto dal nemico risuona sulle corde, ma una sinfonia non si compone con gli artigli.

Il Mio Scudo ha deviato da voi molte saette.

58 — È facile scavare una fossa, difficile fare una casa. Le derisioni ostili ammucchiano polvere negli angoli. Ma con una piuma delle ali li pulirete. Abbiate dunque cura delle ali.

59 — Il Mio Segno vi guida. Pensate alla Mia Casa. Solo così riuscirete.

È vostro destino evitare le folle, per inviare loro il Bene supremo.

L’argento di montagna è puro, ma bisogna saperlo trovare. E la sozzura di questi tempi è nulla, alla luce del futuro.

Si possono capire i tediosi pensieri degli uomini guardando il loro respiro, che oscura l’aria come un fumo. La sofferenza si trasmette sulle onde dell’etere.

La Terra spezzerà le catene forgiate dagli uomini non prima del giorno stabilito.

60 — Grande è la luce diffusa dal Nostro Insegnamento.

Solo il nuovo a chi è nuovo.

61 — Per creare un’onda di potere, basta avere fede nei segni.

Così si asseconda il manifestarsi della luce.

Serbate nel vostro essere più intimo il pensiero meraviglioso, pieno di luce: vedere la Nostra Casa.

Quando sentite di aver raggiunto una meta, pensate che un filo prodigioso diviene incandescente. L’Anima Mia si rallegra vedendo che nessuno vi fermerà. Vi mando gioia; siate cauti. Siate calmi; le convulsioni finiranno.

62 — L’opinione dell’irresponsabile gira su sé stessa come una ruota. Chi è audace chiede un arco; catturerà l’uccello egli stesso.

63 — La vittoria si deve curare come un fiore.

64 — Il Mio Occhio: la tua luce.

La Mia Mano: la tua difesa.

Il Mio Cuore: la tua ancora.

Un solo amore tiene il filo del conseguimento dello spirito.

L’abisso non inghiottirà il fuoco.

65 — Il proiettile vola solo avanti, non conosce ritorno.

66 — Il successo dà le ali. Voi che cercate la meta, vi proteggerò sulla cresta dell’onda e vi sosterrò sull’abisso come in una torre inaccessibile.

67 — Chi vuole il male altrui, spegne sé stesso. I tempi sono scuri. Tenete saldo lo Scudo. Chi si ritrae sarà disperso come goccia d’acqua spruzzata.

68 — Avanzate risoluti. Badate al cuore, perché il vaso che contiene il mondo intero si deve portare con ogni cautela.

Basta procedere senza vacillare. Se trattenete l’irritazione, create un nuovo fodero per lo spirito. Anche i cavalli galoppano meglio se non sono sudati.

69 — Come le scintille producono ozono, così l’opera dello spirito intreccia assistenza. Aprite la finestra e l’aiuto volerà dentro.

70 — L’Insegnamento invisibile procede senza sosta. La distinzione dello spirito è conosciuta solo ai limiti della via. La sua crescita è indicata da un termometro invisibile.

71 — Occorre grande coraggio per passare come leoni: così ci si accosta alla meta. Non piangete il passato, ma siate sempre pronti a levare lo scudo.

72 — Esorto tutti al coraggio. Che anche le colombe siano leoni. Non Noi, ma voi avete bisogno di coraggio. Fermate con un sorriso la distruzione del Tempio. Solo se sarete coraggiosi potrete volare.

Ogni cosa avverrà a tempo debito. Ripetete: “Pazienza e coraggio”. Vedete come si leviga una pietra: con quanta decisione e cautela muove la mano dell’operaio, e solo per la paga. Incomparabile é l’opera di un creatore.

73 — La conoscenza giunge solo quando lo spirito e pronto. Comandi e terrore sono solo per i nemici.

74 — Darò a ciascuno secondo i suoi meriti. Chi più avrà dato, più riceverà. Ricompenserò ogni sacrificio di sé. Domerò ogni negligenza. Darò gioia!

Chi trova pericolosa la via del fuoco, geli con gli scarafaggi.

Appagatevi nel flusso di Benevolenza portentosa, poiché la grandine colpisce penosamente. È meglio ricevere il Mio Raggio.

75 — Chi va con il Nuovo Mondo, avrà un bastone d’argento.

76 — Ammetto che ognuno, e ogni cosa, è messo a prova.

Chi salirà a Noi senza paura?

77 — Noi possiamo dare il filo ma voi dovete farvi l’ago.

Vi e dato l’occorrente, ma dovete forarlo voi stessi. Seguite la via più alta.

Che la vela sia bianca come la neve.

78 — Attraverso il fuoco, il fumo, i miracoli, la fede: marciate!

Scintillate della gioventù dello spirito; siate giovanissimi e mobili. La vela della vittoria é quella che dura più a lungo.

79 — Solo con esultanza di spirito si passa il ponte irradiante. Io semino indizi, coglieteli con il vostro ingegno.

80 — La vostra potenza crescerà, ma se soffocate la fiamma, vi brucerete le mani. Lasciate splendere la fiamma della fede. Il Maestro sorveglia ogni pensiero, pronto a scegliere i semi migliori dello spirito.

81 — M ... e l’Insegnamento del Buddha conducono alla comprensione essenziale della legge, concepita sul Monte della Luce. La Sua Legge sarà di grande ausilio sulla via della conoscenza. Il Suo Insegnamento è la Mia gioia. La Mia Mano guida alla conoscenza.

Quando i poveri di spirito sono considerati come dotti, sorridete. Sorridete quando si deride la comprensione dello spirito, quando si leggono libri falsi, quando i pensieri puri intimoriscono i piccoli d’animo.

82 — Considerate un Decreto come immutabile. Vi stupirete quando le ondate dei popoli ristabiliranno la promessa dei tempi antichi.

83 — I mali dello spirito sono contagiosi come quelli del corpo: è una semplice considerazione scientifica. Battete sul tavolo, e gli oggetti vibrano. Tanto più scuote i nervi un colpo dello spirito.

Potete toccare cose vecchie ed espellerne coscientemente il male accumulato.

84 — Forgiate in amore l’affermazione delle Vette, sulla facoltà di controllare voi stessi. Il Mio Insegnamento non può essere immiserito dalle stolte calunnie degli avversari. Vedo che si romperanno l’osso del collo; ma dategliene il tempo.

Che è la polvere della soglia, mentre ci accostiamo al Comandamento del Cristo e del Buddha? Un guscio vuoto.

85 — Siate veloci. È difficile raccogliere i semi caduti.

86 — Imparate a considerare l’Insegnamento come un miracolo, per esporre l’insegna su tutti i sentieri. Io sento ogni istante che vi è propizio. La Nostra prima linea è come un muro, e un sorriso lampeggia su tutti i volti a ogni vostra mossa felice. Come il giardiniere bada che la sua terra si copra di germogli e sradica le erbacce, così Noi sorvegliamo le mosse degli operai eletti. Ogni prova di abilità è gioiosa, poiché lo scudo viene forgiato da ambo le parti. L’Opera Mia è vasta, e ciascuno vi ha la sua parte. Quanto più ampia è la visione, tanto più grande il ruolo. Dietro la porta attendono occasioni senza precedenti. DateCi motivo di allegrezza!

87 — È bene stare nella luce del sole, ma anche quella del cielo stellato infonde armonia nei nervi. Al contrario, la luna non fa per noi. La pura luce della luna condiziona il prana. Il magnetismo lunare è grande, ma non benefico per il riposo. Spesso evoca stanchezza, come chi divora energia vitale altrui.

I poteri miracolosi sono favoriti dal lume della luna. Ma all’attrazione deve rispondere un prana puro, altrimenti non vi è miracolo, ma distruzione del tesoro vitale. Nei momenti di riposo fa bene ridere, poiché in tal modo si purifica la tiroide. Purificare le ghiandole è un dovere di prima importanza.

88 — Shamballa è il luogo indispensabile ove il mondo spirituale si unisce a quello materiale. Come in un magnete esiste un punto di massima potenza attrattiva, così le porte del mondo spirituale si aprono nella Dimora fra i Monti. L’altitudine del Gaurisankar facilita la corrente magnetica. La scala di Giacobbe è il simbolo del Nostro Luogo.

89 — Si può eliminare la superstizione solo rispettando le forze innate nell’uomo.

Si deve sapere come è attesa la Mia Venuta. Il desiderio degli uomini costruisce un nuovo gradino della scala.

90 — La densità della materia blocca ogni esperimento dello spirito. Ciò vale sia per gli uomini che per la natura intera. Per potervi accedere, la materia deve essere fusa. Nel processo di fusione, infatti, si genera un gas che si assimila alla sostanza dello spirito. Dai centri nervosi dell’uomo emana un gas ad ogni estasi di felicità o spasimo di dolore. Così si forma un laboratorio dello spirito. Ecco perché una sventura si dice sia una visita di Dio, mentre ogni sonnolenza è letale per lo spirito.

In natura le estasi si palesano come uragani, terremoti, eruzioni vulcaniche, inondazioni. Entra in funzione un analogo laboratorio dello spirito. Quindi ogni scintilla di estasi è benedetta. La materia fusa consente migliorie e provvede nuove formule.

Invece di ricerche prolungate basta riflettere gli elementi nei Nostri specchi e quindi accumulare nuove formule. Resta allora la seconda parte dell’opera: darle all’umanità, con pazienza e a tempo opportuno.

Il Nostro Raggio vola sui fuochi dell’estasi, e cerca ingresso nel cuore. Dove sono la sventura e la gioia che hanno aperto l’ingresso? Ma al contatto della materia fusa si sente il polso della Terra, e il cuore deve resistere alla gravitazione. Chi prende parte a quest’opera deve badare al cuore. Quindi, dico, attenti al cuore: ogni altra cosa si aggiusta facilmente. Esso rappresenta la materia, laddove i nervi sono strumenti dello spirito. Quando lo spirito bussa, la porta del plesso solare si schiude. Ma ogni colpo della materia percuote il cuore. Chiunque voglia giungere alla formula della materia difenda il cuore. La Nostra medicina insegna come rinforzarlo con il respiro; ma di ciò diremo altra volta.

91 — Le emanazioni dei nervi sono imponderabili; sono inodori e invisibili, poiché dello spirito. Il prodotto del cuore è il sangue, con tutte le sue dimensioni terrene. Dunque quando si dice che bisogna sentire col cuore, vuol dire che lo si deve adattare al livello terreno.

Come unico ponte fra la comprensione dello spirito e l’inclusione del piano terrestre sono i corpuscoli bianchi del sangue.

Ma sapete quale conflitto attenda la loro esistenza. Soggetti come sono alle forze della Terra e portatori di conoscenza spirituale, non vi paiono simili ai Fratelli Bianchi? Ecco perché l’armonia è tanto rara in Terra. Ma per operare dove lo spirito è sceso nella materia, occorre soddisfare le condizioni di entrambi i livelli. Non estraniarsi da ciò che è terreno, pur dimorando nello spirito. Per padroneggiare le formule terrene occorre che il canale del cuore sia forte, poiché il riflesso dei segni terrestri ha scintille pericolose.

Ma per la Terra, tutto ha da essere compiuto nell’ambiente terreno. In ciò sta la ragione principale della presenza quaggiù della Fratellanza. Sulla Terra quindi si deve giungere a Noi, scoprirci come minerale d’argento: il migliore sotto la crosta terrestre.

92 — Oggi si comprende bene quanto l’Insegnamento supremo rivela.

È bene rendersi conto che il possesso degli oggetti deve essere depurato del senso di proprietà. È bene possedere cose per prendersi cura di esse, e per circondarle di un’aura di benevolenza, con l’intento di passarle ad altri. In una casa dove gli occupanti non sono attaccati alla proprietà, è palese una mano creatrice, e se viene migliorata essa darà altra gioia.

Il segno della mano che dà, sarà sempre preservato, e ciò giustifica gli oggetti. Se lo si comprende, si risolve il più difficile dei problemi. Lo dico per il mondo, perché la sua rovina origina soprattutto dall’attaccamento alla proprietà, che non esiste. Inculcarlo negli uomini significa guarirli dalla paura della vecchiaia. Il possesso depurato del senso di proprietà aprirà il sentiero a tutti, senza eredità convenzionale. Chi può fare migliorie, possegga.

E ciò sia di terre, foreste, acque. Tutti i ritrovati meccanici e varie invenzioni sono soggetti allo stesso principio. È facile immaginare come avrà inizio la creazione popolare, specialmente sapendo che solo lo spirito offre la soluzione migliore. Al focolare dello spirito ci si rivolga per sapere cosa sia meglio; e la sua spada colpirà ogni insidia malvagia. In verità, fare meglio è cosa che torna a vantaggio. La Legge è semplice, come ogni cosa dello spirito.

93 — Gli eventi si sono accumulati, tanto che l’organismo di chi è sensitivo, trema. Il tremito nervoso è da ascriversi a perturbamenti cosmici. Nulla si espone durante un temporale, ma poi il sole è specialmente radiante.

94 — Si dovrebbero abolire le elemosine in denaro, poiché si può prestare soccorso con il lavoro, o con oggetti. Nessuno sarà senza lavoro quando gli uomini si volgeranno al sentiero dello spirito. Noi vogliamo dimostrare che la miglioria è vantaggiosa non per il mondo invisibile, ma per voi, per voi stessi. Vi esortiamo a seguire il Nostro Sentiero.

95 — Radunate i più sventurati, i più oscuri fra i giovani studenti, e rivelate il dono che hanno, di poter trasmettere l’umanità. Consigliateli di scrivere gli statuti nel Tempio. Da gran tempo il mondo non ha più visto assemblee nel Tempio.

Il Cristo diffonderà la Sua Grazia su chi vi sarà. Noi vogliamo che il Tempio sia bello e pieno di vita. E nessuno caccerà chi procede verso la Luce, poiché la rovina lo attenderebbe. I miracoli saranno ricevuti sulle tavole della conoscenza.

Chiunque sia illuminato dallo spirito salga arditamente al Tempio. Il Nostro Sentiero trasforma la Terra in un palazzo.

Non ci sono poveri. Chi non vuole ricchezza?

96 — Mi rallegro vedendo che comprendete i particolari dei Miei Decreti. Quando preparo un evento, ne prevedo tutti i dettagli. Fate altrettanto, poiché sarà più facile incontrarci.

Non gettate al vento una parte del predestinato. Se le vostre risorse sono grandi non per questo dovete deviare dal sentiero. È importante che l’attenzione sia intensa. Lo spirito vigile precede la comprensione. Il Mio Raggio è pronto ad accendere il lampo del pensiero.

E così passeremo per tutti i pericoli; e le sconfitte muteranno in vittorie.

97 — Maitreya invia coraggio. Maitreya accetterà il dono. Maitreya sente l’amore. Maitreya benedice la fatica compiuta in letizia. Maitreya dispensa lavoro sulla Terra come un miracolo. Camminate con gioia. È gioia per Me guidare i sorridenti. Imparate a scorgere l’Insegnamento di luce in ogni manifestazione. Avere grandi risorse è proprio dei Miei allievi.

98 — Vi esorto a immaginare un miracolo necessario all’umanità.

Saprete come giungere al cuore degli uomini.

Come il braccio può muovere solo dalla spalla, così la coscienza muove dal cervello. Bisogna esplodere il cervello; allora la coscienza è proiettata come da un cannone.

L’Insegnamento vola sulle ali degli eventi. Dite: “Oggi posso attendere, poiché, se è vero che il domani verrà anche senza me, nel frattempo posso farmi più forte”. Come si può consigliare quando e quali immondizie vendere al mercato? Non ci metteremo in mostra quando vestiremo l’abito nuovo. Che pensino che non abbiamo nulla da indossare. Neppure le chiavi dei bauli dovranno far rumore. Accosteremo le tende delle finestre.

99 — La legge che regola la transizione nel mondo spirituale non è complessa. Una singola condizione può non essere paragonabile ad un’altra. Come ceneri di un vulcano, sono innumerevoli gli spiriti che tornano al loro mondo. Naturalmente, la materia è una condizione dello spirito. Ma il sangue tanto differisce dal suo equivalente spirituale, nutrito di prana, che i confini fra i Mondi sono interrotti. È difficile per lo spirito accorgersi d’essere libero dalla materia. Chi è attaccato alla Terra si riveste del corpo astrale, che gli crea l’illusione della Terra nel crogiuolo delle brame e del rimorso. Ma chi si affretta verso l’alto, chi tende solo all’ascesa, può evitare il piano astrale, poiché quel corpo non è che inutile scoria. Quanto minore è il disordine, tanto più pura la coscienza. In Terra è difficile concepire di abbandonare la materia senza disprezzo, lasciandola per nuove formazioni. L’esempio migliore è donare oggetti. Il miglior donatore immagina il dono migliore. Quindi la materia che ha rivestito uno spirito elevato consente efficienza maggiore, perché nulla va perduto. Naturalmente la comunione cosciente è accessibile agli spiriti eccelsi se il richiamo è sufficientemente esente da questioni di materia e di sangue. Lo spirito, nutrito di prana, non assimila il sangue. Quindi si può dividere il mondo sulla base del sangue; non esistono altre demarcazioni.

Il seme dello spirito porta continuamente la vita, e il pallone delle emanazioni nervose innalza lo spirito a quelle altezze che questi ha determinato. Dunque è profondamente corretto parlare dell’immortalità come di un fatto puramente scientifico. Sul punto di gettar via la materia, il pensiero finale è come una freccia. Quell’istante determina la direzione del volo; il resto segue secondo l’aspirazione. Impariamo ad aspirare. Costruiamo un arcobaleno fra le tappe ascendenti dello spirito.

100 — Parliamo della morte.

Morire è come perdere un capello, poiché la materia si getta nello stesso modo. La questione delle Guide è risolta dalla legge ben nota di attrazione e ripulsa. Il principio di ricompensa e assistenza è potente nel mondo spirituale. Quindi ogni appello dello spirito incarnato evoca risposta. Dipende da ciò che si chiede. Si possono attirare e tener vicine forze elevate, o tener avvinti a sé spiriti infimi. Si riceve ciò che si desidera. Quando gli uomini capiranno quanto è efficace un atto di pura offerta, riceveranno ricchezze.

Lo spirito è una luce di bellezza stellare. Ma pochi si uniscono alla luce; i più stanno in corpi astrali.

Meglio però splendere come stelle, serbando la conoscenza e la possibilità di tornare ai pianeti per dare soccorso. Si può sempre scegliere un destino migliore, non sono evidenti le possibilità di chi dona?

Si può tendere in alto, verso la luce, cercando di dare aiuto; allora non vi è dipartita. Se i rimasti volessero considerare chi li ha lasciati come inviato verso la luce, la comunione sarebbe più profonda.

Lo spirito, quanto più è elevato, tanto più vede: dipende dal suo sviluppo. Lo spirito eccelso sa dove andare: vola come una freccia. Ma lo spirito oscuro esita, dietro la stufa. È quindi prezioso l’audace desiderio di ricerca, poiché chi cerca trova. Se i desideri sono nobili, lo spirito può scoprire forme elevate, e, creandole, contribuire alla perfezione.

101 — La legge di saturazione dello spazio è simile a quella di cementazione. Leggende, profezie e segni molteplici hanno importanza primaria non per i singoli individui, ma per cementare lo spazio. Le Nostre comunioni mostrano come cresce la comprensione dello spirito. Noi non operiamo con miracoli, ma con le normali vicende della vita quotidiana. Attesto che anche dalle uova dei pesci si può imparare. Ciascuna di esse contiene un organismo completo. Similmente, un involucro multicolore di pensiero impregna lo spazio.

102 — Una nuvola non è un miracolo; la viltà non è una vittoria; lo sfacelo non è ingegno. Ma lo spirito ridesto comprende immediatamente. Quindi la Fratellanza ha rinunciato ai miracoli. Segni possono accompagnare gli eventi, ma solo come bandiere. Non si deve ricorrere al miracolo come mezzo di persuasione, poiché non ha mai convinto nessuno. Alcuni parlano di comunione personale; ma l’aria è per tutti, anche se molti non vogliono capirne l’uso — l’uso, precisamente.

Nuovi aneliti possono sbocciare sulle tombe di antichi pregiudizi, una vittoria di più. Ho già detto della comprensione dello spirito. Quando il Raggio unisce Maestro e discepolo, la principale comprensione è trasmessa mediante la percezione spirituale.

Non lettera, né segno, ma l’infallibile conoscenza dello spirito guida la condotta del discepolo. Questo è il canale più veloce. In verità, non è questione di decisione mentale, è il sapere dello spirito. Vi mando frecce di conseguimenti semplici. Non a tutti è accessibile il sentiero più semplice, ma se potete capire, buon per voi.

103 — E si ode il richiamo della Madre! Non vincerete per magia, ma in spirito. Può forse la magia affermare la Pietra, o gli uomini? Ma se ognuno comprendesse che la via dello spirito è semplice e porta il richiamo della Madre del Mondo, troverebbe aperti i Cancelli.

Senza lamenti e senza invocazioni ciascuno può accostarsi all’apparato della vita, non con la mente, ma in spirito. Le mani saranno tese non per supplicare ma per cogliere. Il richiamo della Madre indica la Soglia che è tempo di varcare. Il richiamo della Madre, appunto. Quando i capricci dell’infanzia sono ormai scordati, solo la Madre può chiamare.

La tavola è imbandita. È giunta l’ora di una nuova festa. Venite, finché i cibi sono caldi! Molti non saranno capaci di ingerire il cibo caldissimo; ma il più audace, come il principe della fiaba, inghiottirà il fuoco del mondo. E il sentiero di fuoco illuminerà la strada più vicina.

104 — I Nostri pensieri vi accompagnano. Vi mandiamo l’Insegnamento: come salire il pendio roccioso, mutandolo in una splendida valle. L’Umanità sente che la soluzione non verrà dalla spada, e l’ultima occasione è l’indicazione della Porta.

Il successo è solo il segno che la direzione è giusta. Non è che la comprensione del momento. L’insegnamento è come il sipario che si leva sulla scena. È meraviglioso essere attore nel mistero del mondo! Camminate nella gioia! La catena ininterrotta è preziosa. La Mia Mano lancia raggi dai monti. Daremo inizio senza indugio alla Nuova Era. Non insegno a sognare, ma ad ascoltare il flusso degli eventi.

105 — Considerate memoria e coscienza.

Poiché la memoria è per il passato, la coscienza è per il futuro. Pertanto Noi sostituiamo la memoria con la coscienza.

Per mezzo della memoria non posso penetrare entro i confini del sole, ma la coscienza apre quei cancelli. Per Noi, il museo e la biblioteca tengono luogo di memoria; non affliggetevi quindi se smarrite i vecchi ricordi. Una cosa piccola è sostituita da una grande: ecco tutto.

La coscienza è affine alla comprensione dello spirito; cresce finché l’essere intero non è come avvolto da una fiamma. Durante questo processo i frammenti della memoria, come scorie, ostacolano la combustione. Sapere non significa ricordare. Chi vuol giungere alla meta s’affretta avanti, senza voltarsi a guardare. L’umanità deve ricordare che la coscienza si trasmuta.

In che sta la forza dei Nostri esperimenti? Nella coscienza solare, emessa come prana. Sopra gli strati dei pensieri terreni fluiscono le correnti della saggezza solare, e in quelle regioni principia il grande Insegnamento prescritto.

Vi incitiamo ad abbracciare l’Universo intero. Ma la coscienza è il solo strumento per i nuovi esperimenti di fusione fra spirito e materia.

Il karma non può complicare un corpo armonioso. Quindi la via che sale è di beneficio pratico.

106 — Oltre le radici del Vero eterno, la polvere è molta. È tempo di rimuovere le escrescenze.

107 — Il Mio libro deve essere meglio compreso. Impara a camminare sulla Terra chi considera il cielo come vivente. Maestro è chi marcia sicuro sulla Terra. Ripeto, non rinunciate alla vita terrena senza prima averla ben compresa.

Occorre capire con buon senso gli eventi di ogni giorno.

Quando l’ora scocca, anche una formica può essere un messaggero.

108 — Persi nelle sommità del Cosmo, si resti coordinati con la Terra. Noi siamo sempre pronti a scordare tutto di essa, e nello stesso tempo ne amiamo ogni fiore. In ciò sta la saggezza di quale rimembranza tenere preziosa: se una corona, o la fragranza delle fresie; le grida di vittoria, o i canti dei pastori. Ciò che più ci è caro, ma meno ci appartiene, è il carico migliore sulla via. Il canto ci fa sani, e i fiori guariranno le nostre ferite. Quindi, dico, felici sono quelli che capiscono il suono e il colore.

Fin dal principio i profeti hanno prestato attenzione al suono e al colore. L’antico precetto di suonare campane è ricco di significato. Festoni e ghirlande rammentano la comprensione del potere risanatore.

Ciascuno è attratto dai fiori secondo il colore della sua radiazione. Bianco e lilla sono affini al viola intenso, il blu al blu; quindi consiglio di avere molto di questi colori nella stanza. Li potete trovare nei fiori viventi. Le piante, se scelte saggiamente secondo il colore, sono più risanatrici. Abbiate più fresie. Il Nostro Raggio, argenteo, si accorda meglio con i fiori bianchi. Colore e suono sono per Noi l’alimento migliore.

109 — Un turbine scatenato dai delitti soffoca la vecchia Terra. Fiumi fluttuanti oscurano la mente. La pioggia di ferro è insopportabile. Occorre cautela. Badate: non è la fretta che dà la vittoria, ma la comprensione dei tempi. La mano del fato sospinge verso date inevitabili. Attendete con desiderio il Nuovo Mondo. Non siamo Noi ad abbattere gli imperi; Noi spazziamo via solo ciò che è caduto. È importante capire il ritmo della marea: ora la grande gioia della comprensione, ora la distruzione.

110 — Non i trattati, né la logica, ma il canale dello spirito dona la percezione del Cosmo. Il tenore della vita contemporanea impedisce all’umanità di comprendere il potere universale. La perspicace penetrazione nelle sfere superterrene si palesa solo sulla soglia del sonno. Chi sa quanto valga quell’istante sacro, ha già iniziato a sollevare il velo. Non le visioni importano, ma la coscienza. Non ciò che è forzato dall’educazione ha valore, ma ciò che giunge per rivelazione spontanea.

Il tempo che viene metterà a disposizione di ogni spirito sensitivo il tripode della Pizia. Sarà come volgarizzare le caratteristiche aristocratiche. Ma ciascuno inevitabilmente porta in seno una bilancia infallibile.

Ciascuno prenderà immediatamente per sé quanto si merita. Ciò è conforme alla Nuova Era, e la psicologia popolare l’afferra prontamente. Sapendo il flusso di pensiero degli uomini è facile prevederne le conseguenze.

111 — Imparate a volgere i colpi avversari a vostro vantaggio. Auguratevi molti nemici, ma non fatevene. Concludiamo quanto ieri iniziato: la ricompensa per le buone e le male azioni deve essere più rapida.

Prima cura della religione dovrebbe essere di presentare una soluzione pratica della vita. La ricompensa celeste è troppo remota; dovrebbe discendere entro i limiti terreni. Gli uomini possono oggi comprendere come universalmente accessibile il miracoloso ripetersi delle possibilità. Quindi, o la mano dell’Amico Invisibile o una spada tagliente. E ricordando il vantaggio della ricompensa immediata, gli uomini troveranno una nuova via per il Tempio. Non c’è bisogno di implorare la Divinità. Ciascuno deve attirare a sé l’impresa migliore.

112 — La grandezza del Cosmo è inscrutabile; sconvolge ed esalta. La sapienza spirituale è nota allo spirito. Pensate al filo d’argento che connette ciascuno in spirito con la Guida, ed estendetelo fino a Colui che regge il Pianeta. Ne risulta una rete di condotti che scende dallo Spirito Supremo. L’individualità più eccelsa non teme l’unione, e i doni della rivelazione risalgono lungo il filo d’argento fino alle massime sfere.

Similmente, quando nasce uno spirito, uno Spirito nobile lo collega a sé. Ricordate, nel mondo dello spirito tutto è possibile. Nuove occasioni vi sono forgiate non con una formula preparata, ma con il potere indescrivibile dello spirito. Cosa stupenda e difficile nello stesso tempo.

113 — Mi rallegro per le vostre capacità profetiche, poiché solo per loro mezzo si può assicurare in avvenire l’evoluzione migliore. Sapere il passato senza prevedere il futuro non serve al progresso.

114 — La purificazione delle religioni è il predicato di un nuovo rapporto diretto con il mondo spirituale.

Il Cristo, il Buddha e i loro discepoli migliori non usarono formule magiche, ma agirono e crearono in perfetta fusione con lo spirito.

Nella nuova evoluzione si devono dunque tralasciare gli antichi artifici. Ricordate causa ed effetto.

Le tecniche dello yoga non sono più adatte a rigenerare il mondo. Un maestro che sieda sotto un albero a predicare la rinuncia non è più conforme ai tempi.

Donde attingere forza e saggezza? Uniti al Grande Spirito, conoscendo causa e movente, costruiamo una conseguenza immediata. Evochiamo Coloro che già percorsero il grande sentiero della realizzazione e della responsabilità personali. E i nostri appelli, attraverso migliaia di mani levate, Li raggiungono. Non occorre implorare, non c’è bisogno di terrore: l’unità smuove i massi. Desiderando il bene, accettiamo l’eredità dei Grandi Portatori di bene.

Apriamo il ricettacolo dello spirito a riceverne i doni.

Nulla di male potrà toccarci, poiché vogliamo solo quel bene che è stato affermato dallo spirito. E con ogni cura riporremo la trama delle scritture nel tesoro, poiché andiamo alle Fonti.

Essere pronto, essere alieno da sé, sfruttato, calunniato, lieto, silente, giubilante, essere colui che porta e dà, e in questa vita apprendere dalla luce del sole, è essere come vi vogliamo; e come tali vi mandiamo. Così il vostro spirito ha accolto la missione.

Non con potestà regali, non dalla cella dell’alchimista, non con incantesimi ma nel bel mezzo della vita noi andiamo, e veniamo a Voi, Fratelli e Sorelle Maggiori, a ricevere i tesori da Voi custoditi, da noi accumulati, poiché saliamo al semplice Tempio dello Spirito Supremo. Così torneremo a Voi, poiché tali ci volete; e porteremo il peso che ci imponete come Calice di Immortalità.

115 — Non a caso frammenti dei luminari giungono sulle sfere vicine. Sono come mezzi di comunicazione. Segni che la scienza moderna trascura. Un aerolite è importante non perché contenga carati di diamanti, ma come psicomagnete. Con questo mezzo gli uomini possono estendere il dominio delle loro comunicazioni. Nel futuro coordinamento della materia, la qualità di psicomagnete assume rilievo; poiché la materia deve alfine unirsi allo spirito e diventare fusibile, come vetro. All’inizio della nuova fase evolutiva si userà forse un nuovo sistema di guarigione, raggruppando gli uomini secondo i raggi dei luminari. Oltrepassare i limiti del pianeta è la meta immediata. L’uomo non è solo spettatore, ma collaboratore cosciente; e la sua via non va per le paludi, ma sale attraverso le sfere radianti.

Perché cercare la Luce quando si dovrebbe sentirla? Lo spirito sa che gli è accessibile e predestinata. A che varrebbe, altrimenti, la scala della Nostra Fratellanza, che posa sulla Terra e si perde fra le sfere celesti?

116 — Resistete con coraggio agli assalti violenti. Lo spirito deve gioire a ogni mossa. Quando la gallina canta viene la pioggia, e il raccolto é abbondante. Nel granaio la polvere è molta, ma il pane viene di là.

117 — La ripetizione ha un suo potere. Anche se la religione l’applica male, quest’armatura è indispensabile nella vita.

Occorre avvolgersi con essa a più riprese.

118 — “Chiunque ode la voce dello spirito suo, si innalzerà sull’abisso”. Così disse San Sergio. “Chi si ritira nei boschi non sente le voci del popolo, e chi poi s’addormenta non ode gli uccelli, araldi del Sole. E chi tace di fronte a un miracolo evidente, perderà la vista. E chi esita a soccorrere il fratello non toglierà le spine dal proprio piede”. Così disse San Sergio.

Di Sergio si dovrà parlare; si vorrà sapere di Lui. Così, daremo colore alla Sua Immagine, e narrando faremo luce sulla Sua vita e i Suoi detti.

119 — Parliamo delle aure.

La forma ovoidale dell’aura è naturale al corpo emotivo. La più comune, ristretta ed emanante da tutto il corpo, si estende da ogni lato per circa cinque centimetri. Secondo il grado di spiritualità, comincia a espandersi dai centri nervosi superiori. Partendo dal plesso solare, si leva verso i centri del cervello, formando quella che viene detta aura solare. Afflussi di sangue caratterizzano questa trasposizione dell’aura, allorché la sua tensione ne varia la pressione. Possono verificarsi anche brevi svenimenti. Infine, la radiazione abbandona le estremità inferiori e forma come un anello, tutt’intorno. Anche nel bel mezzo delle attività vitali, l’organismo diviene acutamente sensitivo, specialmente ai suoni e ai colori. Durante questo periodo di transizione, è necessaria la massima quiete. L’aura solare può raggiungere i venticinque e trentacinque centimetri, e anche superarli. Nonostante il disagio causato dalla trasposizione dell’aura, c’è da congratularsi con chi ha acquisita la radiazione superiore. Si dovrebbe premurosamente consentirgli di riposare. In seguito si forma come un’armatura, via via che i nervi cutanei si rafforzano. Allora non si può dividere con esattezza il fisico dallo spirituale. La bilancia oscilla, e l’organismo è percorso da onde. Non si tratta di una malattia, ma lo si deve assistere di continuo, perché si rafforzi nella nuova condizione.

120 — Come prima avete sperimentato la solitudine, ora dovete sentire la conoscenza dello spirito. C’è un precetto per ogni nuovo passo. Lasciate che lo spirito voglia. Siate cauti, secondo la coscienza spirituale. Domandatevi: “Qual è il volere dello spirito?”. Il passo di tale conoscenza è importante.

Dapprima sembra che lo spirito sia lontanissimo. Ma è così solo in apparenza; al contrario lo spirito chiama con forza. È importante agire direttamente, per afferrare tale conoscenza. Si dovrebbe agire come si desidera. È meglio applicarla a piccole dosi, che rischiare le ampie misure.

121 — Paragoniamo ora la conoscenza dello spirito e il comando della volontà. Quella fiorisce, protegge e illumina le cose fondamentali. Questo è diretto in sfere estranee, conquista e annette. Il comando ha per simbolo una freccia e una spada. Il simbolo della conoscenza dello spirito è un fiore. Il comando può essere comunicato al discepolo dall’esterno, con un messaggio veloce. La conoscenza dello spirito invece sboccia dall’interno, e non può essere evocata da scettro alcuno. Come un fiore, si apre nell’ora stabilita.

Come curare quel fiore? Ponetelo in luogo tranquillo, dategli luce solare, e proibite a chiunque di toccarlo, o di strapparne le foglie. Senza la conoscenza dello spirito, non si può sollevare alla giusta altezza il sapere predestinato per l’umanità.

122 — Le opere crescono come i gigli. Presso il muro di un giardino, si è celata una bianca sorella. Non ha compagne, ma già gli steli mostrano che altre verranno.

L’incarnazione come fiore non si ripete con frequenza. Alcune tendono alle forme più solide degli alberi, ma l’incanto dei fiori non è sempre accessibile, e non è facile tornare ad essi due volte. Non c’è divieto di aggirare una delle incarnazioni animali vivendo come piante. Non direi che la coscienza di molti insetti sia superiore a quella dei fiori perfetti.

È saggio scansare certe incarnazioni soggiornando come fiori. “Corri, corri! Io attendo sotto una bella cupola, e giungerò prima”. Il sentiero della bellezza è una via più breve.

123 — Dì a chi t’inganna: “I tuoi raggiri mi servono”.

Dì all’usurpatore: “Evidentemente è venuta per me l’ora di ricevere cose nuove. Ma in verità è meglio per te non toccare le mie cose. La bestemmia e l’usurpazione ti attirano la folgore. Il tuo coltello si spunterà sull’armatura invisibile, e distruggerai le tue armi migliori. E dove te ne andrai, consumato dall’interno e ridotto in cenere?”. Vi ho detto del sorriso e della forza. E a chi naviga con Me si darà una spada, nel giorno della rimembranza. La legge della ricompensa trionfa, e chi dà riceve. Perché li seguite? È facile e utile andare con Loro.

Veloci come il falco; inattesi come la trasformazione di Giona; inesauribili come la fiamma! Solo con la rinuncia, in spirito e sulla Terra, perverrete alla luce e al vero. Inesauribile è questa Fonte!

Sulla Terra, minacciati, senza aiuto e umiliati, danno, offrono, donano, e seguono la stella. E dunque Ci rallegriamo, la notte dell’anniversario. E non solo procedono a illuminare l’aura, ma avanzano con decisione, senza riserve.

Dunque Ci rallegriamo!

124 — Finita la vacanza, riprendiamo il lavoro. Decidiamo che fare. Agire. In questo agire eterno sta la Nostra vacanza.

Ma voi, seguendo il Nostro esempio, cercate di farlo senza penose tensioni. Risolvete di agire con calma, sapendo che la Nostra Fonte scorre perenne attraverso voi. E quando vi domandate: “Dove sono Coloro che hanno promesso?”, siamo alle vostre spalle, e Ci rallegriamo vedendo come cresce in voi il fiore dell’aura. Perché questo è il Nostro Giardino. Oltre i confini ristretti la Luce unisce i cuori.

125 — Le visioni sono reali come la televisione. Si può considerarle ancora più reali del mondo fisico.

Se ne può porre in dubbio solo la provenienza; ma lo spirito ne ha il controllo. Una buona domanda ottiene la risposta che si merita.

Dirò una cosa di grande importanza: si trascura troppo lo studio delle visioni. La migliore storia dell’intelletto potrebbe essere scritta proprio rintracciando il carattere delle visioni. Anche solo dallo studio delle crude visioni del passato si distinguono nettamente alcuni periodi. Naturalmente, le visioni degli spiriti sensibili hanno forme loro particolari.

Quando si prese a visualizzare il Cristo come un idolo inaccessibile, si ebbe un periodo di Sue visioni nelle forme più realistiche. Egli apparve come intimo degli uomini, partecipe della loro vita quotidiana. In breve ogni errore popolare viene corretto. Oggi, che la donna è umiliata, si nota l’apparire della Madre Divina.

Ora che necessita rendere evidente la continuità della catena fra Terra e Cielo, vi è unità di manifestazione sui vari piani.

Dopo sant’Agostino, la Chiesa cominciò ad affondare nelle tenebre del Medio Evo, e il Cristo fu chiuso dietro barriere d’oro. Per infrangerle, Egli discese in Immagini ancora minori, per rimanifestare la grandezza della comunione nell’unità. La saggezza antica conosceva le onde delle necessità del mondo.

Di certo, uno solo è il sentiero, da Una Sola Sorgente. Come gli spiriti più eccelsi, anche gli strumenti terrestri sensibili conoscono quest’unità. Il vorticoso abisso di rotazione dei pianeti attrae particelle dello spirito, e il Mondo della Realtà Superiore lampeggia alla finestra.

Nel futuro equilibrio di spirito e materia si avrà forse una visione chiara. Ma ora se ne possono scorgere solo frammenti. Ecco perché gli antichi custodivano con tanta cura questo telescopio naturale. I telescopi più potenti erano donne, e primo requisito per la loro sicurezza era la quiete.

126 — Un messaggio del Benedetto: “Tutto è per tutti, e per sempre. Badate alle quattro Leggi: Contentezza; Impavidità; Prossimità; Rettitudine”.

Non è necessario spiegare le Leggi dell’Impavidità e della Rettitudine, ed è facile comprendere quella della Contentezza, ma la Legge di Prossimità richiede di essere delucidata.

All’approssimarsi di certi Segni e di certe Immagini stabilite dai tempi, si raccoglie un’atmosfera particolarmente satura, come se nubi di fumo avvolgessero Cielo e Terra. Ciò che è stato chiaro prende a sfaldarsi, e, come in un uragano, va in pezzi. È un periodo difficile anche fisicamente, ma allora si affermano date che stanno come pietre miliari.

Tuttavia, sapendo che gli uomini predestinati appartengono in modo indefettibile ai tempi stabiliti, dobbiamo attraversarli con calma, come chi si adatta a nuovi gas. Ricordate che in quei tempi non solo il Maestro, ma l’intera Fratellanza vigila, e se udite voci individuali non stupitevene. È bene allora avere accanto dei fiori.

127 — Negli antichi testi di magia si trova il termine: “Illuminatio Regalis”. È un principio di tale importanza che Ermete termina il suo trattato dicendo: “Benedetto chi ha scelto la via dell’Illuminazione”. Il simbolo dell’unzione dei re posa sulla stessa base. Tutti gli iniziati ai Misteri concordano nell’asserire che l’armonia suprema si manifesta nel potere dell’Illuminazione. Quindi il re è simbolicamente l’unto, poiché senza straniarsi da ciò che è terreno esprime il volere del Cielo. Sopra le formule convenzionali, congelate nella crosta dei pregiudizi, la conoscenza sta, come diffusa nell’aria.

Drizzate un parafulmine e attirate il dardo celeste.

Pericoloso per qualcuno, è per altri l’armatura migliore. E tutto il futuro basa sul conseguire l’Illuminazione. Una rarissima specie di telefono sarà nelle mani degli uomini.

128 — Non per celia si parla di pianeti oltre Urano. Spesso lo spirito, preso dal vortice cosmico, non può acclimatarsi e osservare, ma è solo questione di tempo e di tecnica. I nostri esperimenti prolungati prepareranno lavoro in gran copia, e ponderoso. Molti di essi richiedono dei secoli. Così, se sentite che il lavoro è illimitato, conoscete un altro Nostro sentire: tutto il tempo è stipato.

Suono e fiori sono necessari per i voli ulteriori. I suoni della vita delle sfere e le emanazioni vitali dei fiori fanno veramente parte della formula dell’Amrita.

È di gran valore adire alle vie superiori senza capacità medianiche e senza rinunciare alla vita terrena. Dove si discute, dove si teme, dove sono i germi del pregiudizio, è difficile per i fiori bianchi.

Con semplicità, con semplicità, con amore, coraggio e prontezza. Non è questo il momento dei palloni gonfiati; l’orgoglio è fuori posto, specie se si pensa al Cristo Che lavò i piedi di quei pescatori.

In semplicità di vita, realizzando la dignità di servire il Nuovo Mondo, l’amore per ciò che è degno schiude i Cancelli.

129 — Noi, così come vigiliamo su voi, vegliamo la crescita dei bimbi in tutto il mondo, dalla culla in poi, vagliandone i pensieri migliori. Certamente lo spirito non raggiunge sovente il suo sviluppo migliore, e molti sono i disertori, ma Noi Ci rallegriamo per un pensiero puro come per un bel giardino. Non stupitevi quindi se il Grande Maestro ripete sentenze semplici, poiché fissando quei concetti diamo talvolta a uno splendido fiore dello spirito l’occasione di rafforzarsi. Dunque, oltre che le grandi scoperte cosmiche e gli eventi mondiali, Noi coltiviamo con altrettanta cura i fiori dello spirito. Così varia è l’opera della Nostra Fratellanza.

Esistono pensieri che penetrano all’interno senza increspare la superficie dello spirito, e pensieri che filano nello spazio come proiettili carichi di esplosivo. Un raggio li accompagna. Ogni spirito sa quando il pensiero vola come boomerang. È assai desiderabile che il pensiero sia tinto del nostro stesso colore. Ma solo i centri nervosi aperti non lo tingono, lasciandolo avvolto solo dal colore della persona; e allora la vera individualità è nata. Invece di essere colorato da ciò che contiene, il messaggio intero è permeato del colore individuale. Così il raggio è fisicamente formato.

L’arcobaleno è il segno migliore; ogni allusione a esso indica lo sviluppo del terzo occhio.

130 — Il Cristo disse: “Pregherai non in un Tempio, ma in spirito”.

In verità, il pregiudizio religioso è la peggiore volgarità. Persino le estasi religiose hanno talora causato più male che bene. La folla ne ha fatto uno spettacolo volgare. È dunque importante mostrare la vitalità di Coloro Che stanno su tutti i gradini della Scala.

È tempo di gettare via i diamanti che profanano le Immagini sante. È tempo di bruciare le reliquie, seguendo la regola del Cristo. È tempo di entrare nel Tempio della comprensione dello Spirito, a consacrarvi le proprie forze che fan perfetta la conoscenza del vero potere spirituale.

Coglierete le prove veritiere non in laboratori appartati, non in celle monastiche, ma nella vita, dove il Cristo raduna chi cerca la libertà dello spirito: non fra le pieghe delle toghe, ma nella bellezza del lavoro.

Molte volte un santo è tornato in Terra per aver troppo trasmesso al volgo della propria esaltazione e non la struttura della vita.

Noi siamo del tutto avversi ai monasteri, perché antitesi della vita. Solo i seminari della vita, comunità della migliore espressione del lavoro, avranno la Nostra assistenza. In verità, bisogna vincere nella vita e per suo mezzo. È proprio la religiosità che tutti accettano, quella che è inutile. Occorrono fatti di Comunione cosciente con la Dimora di Luce.

Diciamo che vogliamo soccorrere, e procediamo coscienti, senza magia, verso la Sorgente pratica. In questa semplicità sta l’intero segreto d’oggi, finora così inaccessibile agli uomini, sprofondati fino al petto nel pregiudizio. È arduo per essi capire la semplicità, la bellezza e il coraggio.

131 — Il coraggio Ci guida. La bellezza è il Nostro raggio di comprensione. La semplicità è la chiave che Ci apre le porte segrete della gioia.

Scrivete pure con enfasi della semplicità, poiché nulla è tanto d’intralcio sulla via quanto l’orgoglio.

A qualunque costo se ne devono eliminare i germi più minuti, e senza cadere nel bigottismo. Ciò suona come una vecchia verità, ma è tempo di ripeterla. Ciascuno deve sapere da sé dove la semplicità gli difetta.

132 — Tanto è benedetta nell’azione la fiducia in sé stessi, quanto è disastroso l’orgoglio. È nemico della semplicità. Persino grandi menti ne sono malate, e devono tornare a faticare per altro tempo, finché non svellono quella malerba. Una delle condizioni ostacolanti è la mancanza di semplicità. Si può calzare sandali, senza essere semplici. In semplicità si può edificare il Tempio più grande.

Semplicità, bellezza, coraggio, Il Cristo e il Buddha non parlarono d’altro. È una benedizione se lo spirito vibra a questi precetti.

Vi rendete conto che Noi usiamo le parole più semplici solo per affrettare la rovina della Torre di Babele? Dite dunque che bruceremo i dizionari, se delle incisive parole del Cristo hanno fatto un mucchio di concetti selvaggi. Fu detto, semplicemente: “Non pregare in altro modo che in spirito”. Il Buddha trascorse la vita in pace, e fu dimenticato. Il Cristo sofferse, e fu scordato. Che ora ognuno levi alta la spada sulla testa, secondo le sue aspirazioni più intense.

Uomini, cercate fra i vostri stracci! C’è una veste bianca per tutti. Lasciamo al circo gli indumenti da pagliaccio, con gli stolti orgogliosi. Certo, certo, certo! Meglio fra i selvaggi che in una farmacia di falsi rimedi. Dite così.

133 — Poiché i Nostri allievi hanno in sé il microcosmo della Fratellanza, l’atteggiamento nei loro confronti non è d’indifferenza. Nel loro modo di vivere si rivelano per gradi gli stessi elementi della Nostra Vita. Lavoro incessante; assenza del senso di limitazione, anche della conoscenza; solitudine, e mancanza di una dimora in Terra; comprensione della gioia, nel senso che si realizzano le occasioni favorevoli; poiché le frecce migliori raramente vanno a bersaglio. E quando vediamo il cuore di quelli che si aprono la via verso lo stesso, identico giardino, come non provare gioia? Ma è di grande importanza non lasciarsi intimorire dal lavoro interminabile.

È ben vero che quando si comprendono le infinite possibilità dell’apparato umano si prova sollievo.

Il serpente del plesso solare concorre a debellare la confusione dei centri nervosi; per questo il serpente era simbolo regale. Quando le sue spire cominciano ad aprirsi, l’organismo si fa assai sensitivo. I fiori trasmettono la loro emanazione vitale tramite le fibre dei corpuscoli bianchi del sangue, che difendono la cittadella del serpente. In natura, i serpenti amano i fiori; e del pari quello del plesso solare se ne nutre. I porci invece calpestano i fiori, ma non ne traggono vantaggio. Se quindi l’emanazione vitale non trova consumazione cosciente, i rimedi migliori possono passare inosservati. Donde il desiderio di non recidere i fiori.

134 — La rifrazione dei raggi genera suoni che vibrano nella sinfonia musicale delle sfere. Figurateveli di una cristallina sottigliezza, non disgiunta da una potenza d’uragano. Nel cervello esiste un centro, chiamato la campana. Come una cassa di risonanza raccoglie la sintonia del mondo, e può mutare il silenzio più profondo in un accordo tonante. Fu detto: “Chi ha orecchie, oda”. La spina dorsale è detta anche la lancia, poiché dobbiamo tenderla se vogliamo parare i colpi. I centri delle spalle sono anche detti ali, perché durante un atto di abnegazione emanano raggi. La leggenda che riguarda le ali è altamente simbolica.

Parimenti era costume favorito degli antichi portare sul petto una piastra metallica rotonda.

La corona del capo é detta il pozzo, poiché le onde degli influssi estranei penetrano per quella via. Nell’antichità vediamo ovunque che il copricapo era connesso al simbolo del sacerdozio, ora sostituito dalla sigla di una impresa commerciale. A tal punto gli uomini sono diventati spiritualmente calvi!

Concludiamo con un messaggio per i novizi:

Molto vi resta da imparare per acquisire la saggezza della calma e dell’azione. Dovete saper distinguere le facce mascherate e fare del Mio Nome l’armatura di ogni atto.

Verrò nel luogo stabilito, e l’alba di quel giorno non vi colga addormentati. Siate quindi sensibili e copritevi con un manto radiante. E se siete stanchi pensate che l’ozio Ci é sconosciuto. Cercate di adottare gli stessi Nostri costumi, e amate i fiori e i suoni. Marciate come leoni, ma badate ai piccoli, poiché vi aiuteranno ad aprire le Mie porte. Abbiate comprensione!

135 — Quando molti strumenti terreni dovranno essere distrutti perché nocivi, sarà tempo di avvicinare l’umanità alla meta mediante un apparato naturale.

Un apparato è un passo iniziale. La vera vittoria sarà stata ottenuta quando lo spirito avrà sostituito ogni congegno! Per l’uomo, avere un assetto completo senza una sola macchina, non è una vittoria? I letterati della lettera possono agire solo alla superficie della Terra. Quelli dello spirito, oltre ogni confine.

Costruire le combinazioni del Nuovo Mondo non è senza difficoltà. I centri scartati tentano di ostacolare l’azione di quelli nuovi.

Resisteremo alla bufera e al temporale. Il Nostro specchio è terso.

136 — Quel tuo sentimento, che per vincere bisogna radunare tutto il coraggio, era fedele al vero. Alcune traversate, irte di pericoli e faticose, si compiono solo fidando nella Guida. Egli deve condurti alla meta senza chiedere troppo alle tue forze. Se lo facesse, con che potrebbe sostituirle? L’elevata missione della donna deve essere compiuta dalla donna. E nel Tempio della Madre del Mondo ella deve avere la sua dimora.

La manifestazione della Madre del Mondo creerà l’unione delle donne. Oggi si tratta di dare alla donna una posizione spiritualmente sovrana. E trasmetterle la comunione diretta con le Forze Supreme è un necessario impeto psicologico. Naturalmente, con la nuova religione verrà il rispetto dovuto.

Sento quanta è la tensione, com’è tesa l’atmosfera, ma la pressione delle stelle muterà presto. Persino l’approssimarsi del pianeta amico comporta difficoltà, poiché i suoi raggi perforano nuovi strati atmosferici. Certo, essi sono migliori di quelli lunari, ma la nuova pressione non è ancora uniforme.

137 — Con simbolismo profondo, il Cristo indicò i fanciulli. Accostiamoci con altrettanta semplicità alle Porte della Grande Conoscenza. È vero, Noi componiamo formule complesse ed esatte, ma il metodo di scoperta sta nella coscienza spirituale. Precisamente in essa troviamo modo di aggiungere nuove sfere accessibili al pensiero, accrescendone la portata. Così la coscienza dilaga come in un oceano senza fondo, e include sempre nuove sfere. Tanto grande e potente è la creazione del Cosmo.

138 — Urusvati. È tempo di dire che diamo questo nome alla stella che s’avvicina inarrestabile alla Terra. Da epoche antiche è stata il simbolo della Madre del Mondo, e l’Era della Madre del Mondo deve iniziare quando la Sua stella è prossima alla Terra come mai prima. La Grande Epoca sta per cominciare, poiché la comprensione dello spirito è connessa alla Madre del Mondo. Anche per coloro che ne sanno la data, è meraviglioso vedere avvicinarsi fisicamente il predestinato. Il giungere di quest’Epoca grandissima è importante; muterà in modo sostanziale la vita sul pianeta. Un’Epoca Grande! Quanto Mi rallegra vedere i nuovi raggi che perforano lo spessore della Terra. Se anche dapprima è arduo sopportarli, poi la loro emanazione induce nuovi elementi, indispensabili all’impeto. Nuovi raggi colpiscono la Terra per la prima volta da che si è formata.

Oggi principia il risveglio femminile. Una nuova ondata percuote la Terra, e nuovi focolai si sono accesi; poiché la sostanza dei raggi penetra nel profondo.

È gaudioso sentire l’avvento dell’Epoca Nuova.

139 — Per necessità di inganno i preti delle vecchie religioni sono costretti a sospingere il popolo nell’abisso delle tenebre. Certo, le si può lasciare ai piedi del monte, come fece Mosè, ma le tavole della Legge devono essere promulgate.

Come un tempo ogni cosa sembrava peritura! I Nostri discepoli, apparendo per l’ultima volta sulla Terra, sentono solitudine e isolamento. Solo in coscienza comprendiamo il valore della Terra, ma nulla ci costringe a volgerci indietro se lo spirito ha già colmato il suo tesoro. Supremo requisito è modificare il sentimento umano della gioia. Che gioia può sussistere, se si capisce l’imperfezione della vita?

Ma quando lo spirito s’affaccia sulle dimensioni del Cosmo, quella gioia è sostituita dalle possibilità che si avvertono.

E quando ho sussurrato: “La gioia ti lascerà”, pensavo alla trasformazione della gioia umana in una concezione cosmica, come l’ingresso in un vuoto.

I raggi della nuova vita avvolgono meglio che una zanzariera, e non è necessario tendersi con sforzo verso la Terra. Quando operiamo per essa, vi è armonia. Per il profano ciò è un non senso, ma tu capisci che si può cogliere e sviluppare ogni puro pensiero terreno oltre i limiti del suo significato contemporaneo. E quando si è trovato il nesso fra il Cristo e l’erba dei prati, solo allora si è intesa la grandezza dell’opera.

Gran cosa è sapere che la morte non esiste. Tutto è stato dimenticato, altrimenti si vivrebbe in modo diverso.

140 — Questa è la storia di Maria Maddalena:

Sapete come vivevo, ci conoscevamo di notte e ci evitavamo di giorno. Così era del Cristo. Di notte venivano, e di giorno volgevano la faccia. Pensai: “Eccomi, infima, e si vergognano di me alla luce del sole. Ma anch’Egli, l’altissimo Profeta, viene schivato di giorno. In ciò l’ultima e il supremo sono pari”.

Volli dunque recarmi da Lui di giorno, e tenderGli la mano. Indossai la veste migliore e la collana di Smirne, e mi profumai i capelli. E andai da Lui, per dire alla gente: “Ecco, di giorno si incontrano l’infima e l’eccelso, che voi egualmente evitate”. E quando Lo vidi, seduto fra i pescatori, coperto con un sacco, restai dall’altra parte, e non potevo avvicinarmi. La folla passava tra noi, ed evitava entrambi. Così si decise la mia vita. Poiché Egli disse al Suo discepolo prediletto: “Prendi questo pizzico di polvere, e portalo a quella donna, che lo cambi con la sua collana. In verità hanno più vita queste ceneri che quelle pietre; poiché dalle ceneri posso creare pietre, ma dalle pietre null’altro che polvere”.

Il resto lo sapete. Non mi condannò. Si limitò a pesare le mie catene, e i lacci della vergogna caddero in polvere. Decise con semplicità.

Non esitava mai a inviare l’oggetto più semplice, che decideva una vita. Lo toccava come per immergerlo nello spirito. La Sua via era deserta; poiché la gente, avuti i doni, presto s’allontanava.

E volendo imporre le Mani, trovava il vuoto. Quando già era condannato, le furie della vergogna Lo seguivano correndo e per scherno agitavano rami. Il prezzo del ladrone fu degno della folla.

In verità Egli spezzava le catene perché dava conoscenza senza prendere compenso.

141 — Come mutano i piani costruttivi!

Un tempo dicevamo: “Dà via tutto”. Ora andiamo oltre, dicendo: “Prendi quel che vuoi, ma non considerarlo come tuo”.

La semplice ragione mostra che è impossibile portare con sé le cose terrene. Ma sono state create con la partecipazione dello spirito; dunque non sono da disprezzare. Come passare accanto ai fiori senza notarli? Ma anche le creazioni della fatica umana sono fiori. Se il loro aroma e il colore sono imperfetti, non si può che rammaricarsene.

142 — Dunque ogni pensiero utile viene approvato. Un tocco sulla corda evoca una consonanza. Un pensiero formulato con chiarezza e coraggio ha grande valore.

Noi apprezziamo un liuto medioevale quanto le “Walkirie” di Wagner. Eccellente è anche l’antico strumento cinese di cristallo. La purezza del suo timbro è pari a quella dei fiori. Vien detto arpa arcobaleno. I raggi producono suoni squillanti di tromba, e le risonanze del vortice sono insostituibili, come in un insieme d’archi. Vale invero la pena di vivere con tali prospettive.

143 — Conforme al Moto ritmico del Mondo, è necessario un ripetuto incremento di potenza. La fretta non si addice alla creazione del Mondo.

Il modo di formarsi dei cristalli e dei fiori rivela come si sviluppa la perfezione.

144 — Il legame che unisce il Cristo e il Buddha è poco compreso dal popolo.

145 — Quanto all’uso delle Mie medicine, tutte le virtù del regno vegetale si devono dirigere all’unico scopo per cui esistono, l’aumento di vitalità. È possibile curare qualsiasi malanno con l’energia vitale.

Esistono piante che sono come serbatoi di prana.

I pini lo raccolgono con i loro aghi elettrici. E, legami fra il cielo e le profondità della terra, il pianeta è coperto di antenne viventi che afferrano e serbano il vero elemento capace di rinnovare il tessuto spirituale.

Una malattia può essere nascosta dall’ignoranza, ma è meglio consumarla con il fuoco della vita. Non con uno stimolante artificiale, che finisce per esaurire, ma con la forza vitale che ristabilisce l’equilibrio.

Non la si cerchi fra i minerali, da lungo ormai privi degli effetti del prana. Il loro impiego è diverso. Ma la manifestazione del sole è vivificante.

In vero il suolo minerale provvede un apparente sostegno alla vita; ma non è che un pedale, inutile senza corde. E pertanto la Mia Farmacia è diretta all’essenza che è comune al genere umano. Essa afferma la vitalità senza eccidi, poiché le piante passano con facilità nello stato successivo.

Le vaccinazioni giovano se la qualità vitale è la stessa, altrimenti agiscono come un impiastro distruttivo. Chi è pervaso di vitalità non ne ha bisogno; gode di quella che è detta immunità solare.

La vitalità nelle campagne è scarsa, perché il prana giova solo se assorbito coscientemente. Solo in tal modo si alimenta lo spirito.

A queste nozioni sulle medicine si aggiunga che le pelli degli animali muschiati erano preziose in Lemuria. E un calice di resina di cedro figurava nei riti che consacravano i re dell’antica Khorassan.

Anche i Druidi lo chiamavano calice di vita. Fu solo più tardi, smarrita la realtà dello spirito, che la resina di cedro fu sostituita dal sangue.

Il fuoco di Zoroastro era resina di cedro che ardeva nel calice.

146 — Metà del cielo è occupata da una manifestazione insolita. Attorno a un luminare invisibile si è formato un cerchio immenso, con raggi che saettano lungo il bordo. Le furie del terrore si sono rifugiate nelle caverne, soffocate dalla radianza di questo segno.

Le qualità migliori sono nate dal popolo. La mano che offre è saggia. E si dia riposo alle vecchie terre. A chi dare le nuove? A chi porterà un pizzico dell’antica Sapienza. Il nodo dei popoli è assicurato in un luogo deserto. Chi è dipartito ritorni.

Se i mari possono sommergere i monti, e i deserti apparire dove era il fondo marino, è dunque impossibile immaginare il miracolo di popolare il deserto?

L’agricoltore, il semplice contadino, fa riposare il suo campo, e lascia che si copra di erbacce. Così nel Grande Piano i luoghi del raccolto si alternano. I luoghi nuovi si addicono al nuovo.

Sento che lo spirito umano sorgerà; ma date il benvenuto ai più derelitti: “Venite, ignudi, vi copriremo; venite, piccoli, vi proteggeremo; venite, muti, vi daremo la parola; venite, ciechi, a vedere il regno che vi attende”. Di chi è la mano che si tende al catenaccio della Mia Casa? Viandante, tu non hai nulla; entra, dunque. Così si vince.

147 — È ora di eliminare l’imperfezione della materia. Perciò, gli uomini devono farsi coscienti dello spirito; altrimenti la condizione generale tende a ridurre le possibilità individuali al suo livello, così come le onde dell’oceano che hanno un ritmo comune.

È tempo quindi di sollevare le nazioni, con la spada o la folgore, per evocare il grido dello spirito.

148 — Se vedeste i modelli delle prime creazioni, ne provereste orrore. La difficoltà maggiore è che si può agire sulla materia solo con la materia. Gettare un ponte fra lo spirito e la Fratellanza non fu così arduo, ma stabilire un legame normale fra questa e il popolo è indicibilmente difficile. Gli uomini ripetono come pappagalli la sentenza secondo cui “la morte vince la morte”, ma senza intenderne il senso.

Si è deciso di proteggere il destino futuro ponendolo nelle condizioni pratiche di vita della cooperazione spirituale. La difficoltà sta nel suddividere in modo nuovo l’umanità. Le antiche divisioni in caste, classi e professioni sono sostituite da una complessa distinzione secondo la luce e l’ombra. Questa partizione, come un comunismo purificato, sceglierà i migliori gruppi umani. Senza dettagli, si deve tracciare una demarcazione generale fra luce e ombra, come se si reclutasse un nuovo esercito.

Quant’è difficile scegliere senza ricorrere a misure speciali!

149 — Le onde delle correnti procedono a spirale. Il principio della spirale è ovunque.

150 — La Madre del Mondo appare nell’epoca nuova come simbolo dell’Origine femminile, e la maschile le restituisce spontaneamente il tesoro del Mondo.

Le Amazzoni incorporavano la forza del Principio femminile, ma ora occorre manifestarne la perfezione spirituale.

Nel nome del Cristo si sono commessi grandi delitti.

Ora pertanto Egli indossa altre spoglie. Bisogna eliminare le esagerazioni. Non parliamo solo delle opere alquanto infiorate, poiché anche in quelle di Origene si sono introdotte modifiche.

È tempo dunque di mutare questo stato di cose.

Le molle non possono agire prima dell’ora fissata, e affrettarsi significherebbe solo tranciare i cavi.

151 — I limiti delle capacità di conquista dello spirito sono inconoscibili. Il seme spirituale contiene sé stesso, ma dall’aura se ne può valutare l’energia.

Vi sono pensieri diretti all’interno e assorbiti dalla potenzialità dello spirito, e pensieri che non si manifestano nel mondo terreno.

152 — Si può costruire una città, diffondere la sapienza migliore, ma la cosa più difficile è rivelare la vera Immagine del Cristo. Pensate come ridarLe il suo splendore.

Se raccogliete i frammenti del concetto popolare del Salvatore, e sostituite la toga con la tuta, ne sarete illuminati.

Il Tempio deve essere fatto dalle mani dell’uomo.

153 — La Stella di Allahabad indicava la via. Visitammo dunque Sarnath e Gaya. Ovunque vedemmo profanata la religione. Sulla via del ritorno, sotto la luna piena, occorse il memorabile detto del Cristo.

Durante la marcia notturna, la guida smarrì la strada. Dopo averla cercata alquanto, scorsi il Cristo, seduto su una duna, lo sguardo alle sabbie inondate di luce lunare. Gli dissi: “Abbiamo perso la via. Dobbiamo attendere l’indicazione delle stelle”.

“Rossul M., cos’è una via per Noi, quando il mondo intero Ci attende?”.

E, presa una canna di bambù, tracciò un quadrato attorno all’orma del Suo piede, dicendo: “In verità, dico, con piedi umani”. E, premuto il palmo, anche quello circondò di un quadrato. “In verità, con mani umane”.

Fra i quadrati segnò un pilastro sormontato da un arco. Disse: “Come l’AUM deve penetrare nella coscienza umana! Ho qui tracciato un pistillo con sopra un arco, e poste le basi in quattro direzioni.

Quando con i piedi e con le mani l’uomo avrà eretto il Tempio in cui fiorirà il pistillo posto da Me, che i Costruttori ignorino la Mia Via. Perché dovremmo attendere la via, se Ci sta dinanzi?”.

Quindi, levatoSi, disfece con la canna ogni segno.

“Quando il Nome del Tempio sarà pronunciato, l’iscrizione affiorerà. In ricordo della Mia Costellazione, il quadrato e nove stelle splenderanno sul Tempio. Il segno del piede e della mano sarà inciso sulla Pietra d’Angolo”.

Così parlò Egli Stesso, sul far della luna nuova. E il calore del deserto era grande.

La Stella del Mattino è il segno della Grande Epoca, che sfolgorerà, come il primo raggio, dall’Insegnamento del Cristo. Poiché, chi innalzerà al cielo la Madre del Mondo, se non il Cristo, tanto disonorato dal Mondo? MostraCi l’Arco della Cupola, dove entrare.

154 — Il tocco del raggio della Fratellanza fa più sensibili le percezioni. È bene dunque far debito conto di ogni sensazione.

Eventi modesti o importanti percuotono l’aura come corde musicali. L’aura in espansione ha i suoi vantaggi e le sue ali eolie vibrano di suoni molteplici.

Il fardello del mondo vi suona la sua sinfonia. Non si può dire che un uomo illuminato dall’aura sia immoto. L’involucro esterno di questa è come un mare agitato. Quale compito per uno scienziato, scoprire il nutrimento dell’aura dall’interno, e il riflesso dall’esterno! Davvero, una battaglia mondiale!

Simbolo del peso del mondo è un uomo che regge una sfera. Ogni sensazione complessa si acutizza al punto da farsi dolorosa: come stare fra l’incudine e il martello. Ecco perché è di utilità pratica avere un’aura iridata, che ha in sé i mezzi per assimilare tutto ciò che esiste. Anche le migliori aure monocromatiche devono estinguere le conflagrazioni da sé, attingendo al loro proprio oceano. Laddove quella iridata espelle e accoglie facilmente ogni raggio. Il conseguimento è dunque di pratico vantaggio.

155 — Se siete perplessi raccoglietevi in silenzio e pensate assieme un solo pensiero. Capirete presto fino a qual punto sia valido quel concilio silente.

Noi precipitiamo la forza dello spirito in un solo canale. Ne consegue una scarica insolita, intensificata dal magnetismo e armonizzata dal ritmo. La legge è che due pensieri concordanti crescono di potenza sette volte. Non è magia, è una considerazione pratica.

156 — Imparate ad affrontare in bellezza i marosi della vita. Non è come ricevere dolci e canditi, ma come forgiare una spada; non dita inzuccherate, ma la mano robusta del guerriero dello spirito. Andare incontro al nemico senza neppure riconoscerlo per tale, e giungere alle Porte senza voltarsi indietro, ecco la Nostra maniera! Noi riconosciamo l’andatura di chi è destinato a vincere. Ma soprattutto non procedete per salti. È cosa di prima importanza che Noi possiamo rallegrarCi per la risolutezza costante del vostro passo. È più facile che il raggio illumini chi va di ugual passo, che chi va per salti. Alcuni sono riusciti a compiere cose grandi, ma di rado hanno saputo terminare in bellezza. All’alba, la sera, durante l’avanzata, durante la ritirata, in volo o in tuffo pensate a Noi, le Sentinelle. Ciò che è bello sarà anche degno. Occorre rileggere le pagine della storia per trovare giganti che temono di valicare un fiume con un passo? La facilità allora si oscura per mancanza di visione, e la mente fallisce per aver cessato di amare la bellezza. Ma i problemi complessi sono la gioia del matematico. Ed esiste inoltre il potere del silenzio, di cui ho già detto.

157 — Il fuoco incendia i pensieri imperfetti. Come riempire altrimenti la “culla” di autentiche vittorie? L’esperimento di filtrare il pensiero attraverso il raggio è molto importante. Ciascuno esprime l’essenza della propria aura, ma i singoli pensieri possono essere di valore diverso, secondo la loro consistenza spirituale. Se ne può allora verificare la sostanza con un raggio speciale. La presenza di spiritualità interiore li illumina del colore dell’aura, ma se il pensiero è vile, sotto quel raggio si incendia. Ne risulta in tal modo non solo una verifica del pensiero, ma una disinfezione dello spazio.

Ci si può figurare come un raggio penetra lo spazio e vi scopra tesori mirabili, e quei piccoli fuochi rossi e arancio, che sono come criminali che avvelenano. Perché dunque non purificare gli strati che sovrastano la Terra, che anche alla vista appaiono di color arancio fumoso?

La cosa migliore è distruggere i germi dei pensieri triviali, più infettivi che qualsiasi malanno. E badare non tanto alle parole che si dicono quanto ai pensieri. Durante una sola parola, nascono dieci pensieri.

158 — È necessario parlare con chiarezza delle cose fondamentali.

Avete notato che Noi consideriamo il mondo astrale come un ammasso caotico. Noi insistiamo sul Nostro modo di evitarlo.

Già sapete che i corpi astrali hanno peso e volume e portano seco molte peculiarità della vita terrena.

La relatività del sapere mondano è ben nota. Naturalmente, i corpi astrali ne conservano una non piccola dose, ma sciolti dall’involucro di carne, acquisiscono la creatività dello spirito. Potete figurarvi come in quelle strutture si rifletta la relatività della conoscenza. A fianco di un Olimpo immaginato, ci si può imbattere in una fabbrica mostruosa, rimasta irrealizzata nella vita terrena. Vi sono oasi di armonia, ma in genere prevale un cimitero fantastico di sopravvivenze umane. Non è consigliabile scavare fra i “clichés” astrali, perché ne deriva una presentazione errata. In ciò, i medium ordinari sono nocivi.

Non stiamo a elencare le conseguenze di questi fumi della cucina terrena, ma è ben importante capire come mitigare le conseguenze del relativo. Vi si rimedia con la verità; la quale può essere intesa solo dallo spirito, e quindi il ridestarsi di questo è una necessità cosmica.

159 — Come disse il Cristo, la gioia è una saggezza speciale. Nulla raccoglie l’essenza del prana come le piante. Persino il pranayama può essere sostituito dalla intimità con le piante.

E si deve comprendere con quanta assiduità l’occhio ne deve scrutare la struttura. I loro pori si dilatano non solo quando crescono le foglie nuove e i fiori, ma anche quando se ne tolgono le parti morte.

La legge di nutrimento della Terra consente, mediante le antenne delle piante, di spillare da quel serbatoio, con la vista e l’olfatto, la qualità preziosa dell’energia vitale, la cosiddetta Naturovaloris, cui si giunge con sforzo pertinace e cosciente.

Per quanto siano preziose le piante ancora vitali, giovano anche i preparati dalle piante seccate al sole. Ma la decomposizione è da evitarsi, poiché è sempre la stessa in ogni cosa e attrae gli spiriti più imperfetti. Quindi è bene vigilare sullo stato dei fiori recisi. Bisogna notare l’odore della decomposizione, poiché non l’apparenza esterna, ma l’odore ne è il sintomo.

Quando non è stagione di fiori, giova tenere accanto a sé piccoli pini. Essi accumulano vitalità come una dinamo e sono più efficaci del respiro corretto.

Anziché dalle respirazioni rituali si riceve da essi prana molto condensato. Naturalmente la quiete ne favorisce l’azione.

La comprensione profonda del potere della natura, senza bisogno di magia, rinnova le possibilità.

160 — È impossibile separare le condizioni della Terra da quelle che la circondano, poiché il mondo mentale non ha confini ristretti.

Ancora una volta dobbiamo pronunciarci contro il mondo astrale, poiché è desiderabile che in avvenire questo stadio sia considerevolmente abbreviato. Ora è inevitabile, ma con lo sviluppo spirituale sarà più agevole raggiungere il mondo mentale.

Il Devachan è il luogo delle realizzazioni piacevoli. Ma al tempo stesso è pericoloso, poiché lo spirito debole è restio a lasciare un sito tanto accogliente.

Solo con moltissima riluttanza quel luogo consente che si torni ancora una volta al lavoro. E quando viene l’ora di abbandonare quel Valhalla, allorché il corpo mentale sospinge al conseguimento, l’astrale sente che quello stato è oltremodo gradevole.

È proprio lo spirito a non concedere sosta, poiché ricorda nell’intimo i mondi di bellezza. Oltre ogni memoria sta una coscienza inesprimibile, certa della possibilità di tornare alla Luce dalla quale scaturì la scintilla.

Come può uno spirito sensibile evitare l’angoscia del mondo? Mai si è dato il caso di un uomo capace di staccarsi in spirito dal mondo terreno senza contrazioni nei centri nervosi, proprio come l’aviatore, pur audace, che sente un fremito strano nel cuore quando si stacca dal suolo.

Scopo e senso dell’esistenza è tendere con ogni forza verso l’alto, oltre i limiti conosciuti, e aiutarsi l’un l’altro. Non basta forse semplicemente ricordare la sensazione di osservare, da una roccia, un fenomeno della natura, per sentire il cuore serrato dal rapimento? Dopo questa fase si realizza cosa sia abbracciare l’infinito.

Alcuni si assuefanno facilmente al falso lusso del piano astrale, ma voi non ne sarete attratti. Solo le dimore della conoscenza segneranno il sentiero.

161 — Avete notato che tutti i Grandi Maestri hanno parlato della continuità della vita. E si può anche osservare che proprio questo insegnamento viene espurgato da ogni scrittura, poiché il materialismo deve pur difendersi. Sulla Terra questa condizione ha speciale importanza.

La materia terrestre è molto densa. Sui pianeti inferiori alla Terra essa è molto grossolana; su quelli superiori, armonizza con lo spirito. La Terra dunque è nel punto di inversione.

Sui pianeti più elevati esistono imperfezioni, ma non la resistenza della materia. Colà la ricerca è più facile, e non si è costretti a sprecare le forze in lotte non necessarie. La materia vi è inseparabile dallo spirito, senza alcuna opposizione reciproca.

Nessuno vuole negare il valore della materia, ma sarebbe inconcepibile che a bordo di una locomotiva le ruote e la caldaia venissero a lite. È evidente che quanto meglio questa funziona, tanto meglio per quelle. Ma chi è responsabile delle ruote può pensare che sono la parte più importante del congegno, e invitare al viaggio, ignorando che senza la forza del vapore esse non possono che rotolare per una china.

Le strutture della materia e dello spirito non sono, di per sé, in contrasto. Perché arrestare il moto nell’Infinito di bellezza? E perché accatastare dighe illusorie attorno alla Terra?

Sono da compatire i viaggiatori in ritardo, poiché le stazioni terrene non li serviranno che per un certo periodo. Perché cento incarnazioni, se con dieci sole si può oltrepassare la soglia?

È ancor vivido il ricordo dell’ultimo del Grandi Maestri, Che patì una morte ingiuriosa per ciò che avrebbe potuto essere noto agli uomini già da gran tempo!

162 — Si tenga in mente che, quando affinata, la materia ha la proprietà di assorbire. Se qualcuno le si accosta attratto dalla sua condizione immediata, perde l’immunità dello spirito e affonda in ciò che ha nome maya, poiché se la sostanza delle cose cessa di venire perfezionata, la loro corteccia diventa velenosa.

163 — Lo sviluppo della comprensione spirituale chiama a cooperare anche piccole entità che popolano l’aria. Ecco perché rincresce l’ostilità della materia. La cooperazione cosciente con questa potrebbe essere raggiunta assai prima.

I profitti materiali immediati sono lusinghieri. Persino uomini di buona intelligenza non muovono obiezioni allorché sono insigniti di un titolo, e non ne vagliano le conseguenze. Il cimitero trabocca di titoli: monumenti a quella barricata che è l’isolamento della materia.

La materia è in verità molto importante, ma solo se unita allo spirito tocca il suo senso più sacro. Come chi molto ammira la materia, ma senza spirito, è un illetterato, altrettanto manchevole sarebbe un adepto privo di intelletto. Ma in spirito si può volare, mentre la materia non ha ali. La spiritualità in Terra può aprire Porte immense.

Quando l’uomo si libera dalla paura, scopre l’origine della realtà.

164 — La qualità dei raggi ha infinite variazioni, ma se ne distinguono facilmente due categorie. Una può essere rivelata all’umanità contemporanea, mentre l’altra raggruppa raggi che richiedono una comprensione spirituale, senza la quale sarebbero molto distruttivi. Ogni raggio può proteggere solo entro i limiti dei suoi colori generici. Se persino un giallo molto intenso è discordante per un raggio violetto, come colpiranno la periferia di un’aura simile tutte le tonalità di cremisi? Con la perfezione si consegue una nuova difesa, per cui si conoscono raggi diversi assorbendoli con quello che ci è proprio. Ci proteggiamo, per così dire, dalla fatica derivante dalle luci diverse con la nostra propria gamma di colori.

Ad esempio, chi ha un’aura violetta comincia a vedere ogni cosa in onde blu e viola. Ciò significa che il suo scudo si sta facendo più forte.

Invece di ricevere colpi e ferite egli è emerso nel proprio oceano, e i colori estranei sono come assorbiti dalle accumulazioni presenti nell’aura. Ma la difficoltà è che queste non si possono imporre dall’esterno, ma solo evocare dall’interno. È quindi buon segno quando la fiamma dello spirito irradia il colore suo proprio.

Ogni aura monocromatica ha in sé tre onde, corrispondenti alle tre sostanze principali: fisica, astrale e mentale.

165 — Vediamo la marcia degli eventi predestinati e notiamo figure quiete, come astratte dalla vita, che pure apprezziamo per le loro conquiste. La loro esistenza continua a oscillare fra una sorta di distacco e una vittoria, che appare come un lampo nelle tenebre.

Gli eventi si succedono del tutto normali come quelli che li hanno preceduti. Il trono, o una cella di convento, o il desco del ciabattino, non importa; l’aura accumulata in precedenza accompagna questo ultimo tratto di sentiero. Naturalmente essa si espande e, per così dire, protegge una sensibilità fuor del comune; ma la sua qualità non muta più, e fin dai loro primi anni si possono distinguere quei fanciulli singolari, che portano un loro mondo spirituale.

Rarissimamente, quasi mai, essi si limitano a qualche specialità. Invero, questa è proprio una loro caratteristica; le mani sembrano protese verso il calice.

Guardando fra le vite passate, si vedono tipici esponenti della religione, del governo, della scienza, delle arti e delle meccaniche, che attendono e si preparano al viaggio, pronti a partire senza rimpianti in qualunque momento.

La giusta valutazione della bellezza della materia, congiunta alla prontezza a scandagliare le conquiste dello spirito, maturano la vittoria finale. Il turbinio dell’esistenza non attrae più, e si comprende che non potrà continuare nello stesso modo.

Il conseguimento può essere o relativamente fluttuante o istantaneo. La comprensione della necessità di un’azione definitiva giunge da lontano, e la si compie con la stessa semplicità di un qualsiasi atto quotidiano.

E dunque la cosa più ardua è comprendere sia l’estasi della materia che le manifestazioni dello spirito.

Quante ricerche mirabili sono state differite da un rimpianto per la materia, o dall’isolamento spirituale. Talvolta l’affinità fra spirito e materia si raggiunge facilmente; la causa è da cercarsi allora nelle migliori vite del passato. L’asceta rigidissimo che impreca alla bellezza del mondo, chiude le Porte davanti a sé. Così lo scienziato che scorda la Sorgente si impedisce di volare negli spazi delle conquiste supreme. Questa semplice condizione può essere compresa anche dai fanciulli, ma molti adulti la rifiuteranno come insensata.

Chi è sul punto di giungere alla meta procede solo per vie speciali. E attendere l’ora perfetta di ciò che lo spirito considera e sa, diviene penoso, come se il tempo si fosse arrestato e qualche esplosione avesse distrutto i beni accumulati.

Il Cristo disse in verità: “Non sapete il giorno né l’ora”. E rivelò un’altra verità dicendo: “Signore, perché mi hai abbandonato?”. Ciò si riferisce alla conoscenza dello spirito. All’ultimo istante, prima della consumazione del ciclo terreno, si sprofonda in un vuoto apparente, sì che tutti i fuochi accumulati possano accendersi insieme. Si salta oltre l’abisso raffrenando la coscienza del passato.

166 — Persino le cose terrene serbano attorno una atmosfera particolare.

Prima ancora di leggere un documento se ne può ricevere un’impressione. L’Insegnamento penetra assai più profondo quando è possibile trasmettere soprattutto l’essenza di una manifestazione. Mi auguro che ben presto apparati sensibili siano in grado di percepirla. L’intuizione si sviluppa normalmente se si accetta lo spirito.

Si ripete di frequente: “Non ci stupiamo di nulla”, e subito si resta sorpresi al primo rumore inesplicabile.

Ora domanderete perché sia necessaria la solitudine dell’ultima incarnazione. È una circostanza assai difficile da spiegare dal punto di vista mondano, ma semplice e invariabile non appena si varcano i limiti dell’esistenza terrena. Qualcosa del genere si osserva anche allorché una nave entra in porto.

La sua vita cessa; il viaggio sta per finire, i passeggeri pensano a sbarcare, e le recenti attività comuni sembrano inesistenti.

Quanto più intenso sarà dunque il sentimento di un organismo che s’approssima a un mutamento totale.

La ricerca di come esprime l’ultima azione è guidata dall’intuito.

167 — E avviene inoltre che prima della partenza tutte le voci tacciono, e, pur sapendolo, se ne resta sgomenti. Nei Misteri egizi ad un certo momento il neofita, posto dinanzi a una soglia nel buio completo, doveva entrare nell’Ignoto senza rallentare il passo.

Oggi poi in modo precipuo, dacché il Cristo ha rinunciato ai miracoli, l’istante che introduce nell’Ignoto dev’essere superato con mezzi speciali. Poiché l’epoca futura deve annullare i confini esistenti fra i mondi. E i Misteri egizi sono stati trasformati in questa formula: “Con i piedi umani”.

168 — Il corpo dev’essere circondato da una rete di protezione.

È di grande importanza che l’aura termini in una rete di faville vitali; quindi anche alla periferia delle aure azzurre e viola devono esistere scintille di color rubino. L’espressione delle tonalità estranee alla Terra rende chi le possiede troppo sensibile alle manifestazioni terrestri.

L’aura sovente si dilata quando si gettano via le insegne della Terra. Teros e Tamas devono operare come fratelli, poiché i loro agenti devono essere inseparabili.

Lo spirito impregna di radiazioni l’aura, ma la rete la fa compatta. Realizzando la rete di difesa si possono proteggere le radiazioni; ma è impossibile tenderla senza Teros, il cui raggio, come una lanterna, deve scoprire la falla. Ne difetterebbe la coordinazione dei contatti con il mondo esterno. Questa semplice condizione dev’essere ben assimilata, poiché la rete è regolata dalla coscienza usuale e dai comandi della volontà.

A prima vista sembra che quelle scintille irrequiete non siano che il moto di un apparato; sono invece guardiani, pronti a respingere il nemico.

169 — È ora possibile dire perché si è deciso di fare a meno dei miracoli. È una via, quella dei miracoli, che molto si discosta dall’armonia. Il miracolo, o va sciupato, e allora è solo pericoloso; o catapulta l’uomo a una quota che nelle sue circostanze non può serbare; o è notato dagli invidiosi, e ne deriva del male.

Saper entrare con coraggio nella piena luce, e celare di proposito le manifestazioni insolite, è avvicinarsi all’armonia. Procedere per espansione di coscienza: ecco la via della vera azione.

La comprensione dell’immensità predestinata dei poteri unisce fra loro anime pronte, e senza tale preparazione qualsiasi miracolo è solo un oggetto di curiosità.

Le facoltà di cui si dispone non sono per darne dimostrazione, ma per atti di progresso. Quando l’essenza è invisibile alla folla e non ne attrae l’attenzione poiché velata dal suo prodotto, penetra nella coscienza, e abitua al fatto che le conquiste sono compiute dalle mani umane. In tal modo la suprema creatività dello spirito muoverà le mani all’azione.

È dello spirito dimorare nello spirito. Che la mano esprima la direzione terrestre; creare con le mani non solleva odio.

Nei tempi antichi, quando si trasmettevano i comandamenti di Dio era d’uso coprirsi il volto. Poi gli uomini cercarono di vincere la materia proclamando poteri di cui non erano ancora padroni. Ciò ebbe per conseguenza naturale l’Inquisizione, che in essenza fu la persecuzione dell’insolito.

Fare dell’insolito il predestinato, quale effetto di cooperazione, costringerà anche i più ottusi ad accettarlo. Che i miracoli quindi restino solo nella coscienza di quei pochi capaci di guardare nell’Infinito!

Così il processo dei tempi antichi è rovesciato. Allora i preti custodivano i miracoli per la folla; oggi i miracoli sono per i preti.

La vera cooperazione sta alla base stessa dell’evoluzione. Solo destando la capacità creativa si annienta la marcia dell’ignoranza. Se anche le sue forme fossero mostruose, e il sole fatto di rifiuti in un cortile, ciononostante l’impetuoso torrente si aprirà un varco nelle mura della materia.

Nostre scoperte stimoleranno il processo di unione.

Anziché a speculazioni di mercato, pensate a nuove scoperte, favorite da società a base cooperativa.

170 — Il caos dei rifiuti può essere compreso mediante la bellezza.

Quale altra misura applicare agli ammassi di rifiuti del pensiero? E se vi imbattete in un mucchio di bontà, prontezza e mobilità, potete mettervi al lavoro solo con la pala della bellezza.

Un fuoco meraviglioso sta nella comunione con gli uomini.

L’insoddisfazione nasce dal fatto che si conoscono le possibilità. La contentezza di sé è invece la tomba dello spirito.

171 — Dove gli uomini attendono, Noi inviamo i Nostri eletti.

Alti sopra i raggi terreni splendono quelli dello spirito. Date alle fiamme gli abiti di ieri. La talpa non è un buon compagno. Affermo che nell’ora destinata tutte le talpe del mondo non saranno capaci di scavare un fosso. Via le mani, via le mani, via le mani! Il Nostro Scudo è forgiato dalle mani umane. Il potere si manifesterà tramite il popolo. Non occorre che gli angeli assordino con le loro trombe, se esistono mani umane che accettano il calice.

172 — L’esistenza uniforme e livellata deve essere accuratamente evitata. I migliori sono in anticipo sul mondo, appesantito di nubi.

Chi vuole giungere nelle Nuove Terre non solo deve liberarsi di ogni pregiudizio, ma anche battere vie nuove. La vita deve affermarsi sulla base delle condizioni locali. Dove si parlano cento lingue si devono intendere cento psicologie. Una sola espressione valida per tutte sarebbe come il monotono ripetersi delle colonne in un edificio pubblico.

L’unità nella varietà dà i frutti migliori, che si coltivano innestando correnti nuove e necessarie. Noi quindi parleremo sovente delle Nuove Terre, è impellente.

173 — Passiamo dal piccolo al grande, da questioni della vita quotidiana ai mondi; ma nessuno dirà che ciò non serve, e il risultato non sarà mai sbagliato.

Perché l’Insegnamento è dato in piccoli semi? Solo con molti fili diversi si intesse un disegno complesso.

Perché esso non ha una sua dottrina completa? Perché nella compiutezza sta la morte.

Perché le varie parti dell’Insegnamento non hanno connessione logica? Brutta cosa sarebbe se crescesse solo la testa o solo la mano.

Perché non si enuncia per prima la formula del Cielo, e poi l’incantesimo della Terra? Ogni filo della veste della Madre va da cima a fondo, e viceversa.

Perché non si manifesta subito ciò che è predestinato? I pilastri di una casa si erigono per ordine. E se gli operai proponessero: “Facciamoli tutti insieme”, il costruttore direbbe: “Volete proprio distruggerli!”. Così una goccia contiene tutto il mondo.

La manifestazione di possibilità illimitate vi darà la calma necessaria per percepirle.

In che modo un terremoto si riverbera su tutto ciò che esiste? E gli uragani e le tempeste? In che modo le diverse aure umane agiscono sulle piante? Si potrebbe fondare un istituto di ricerche del tutto nuovo.

In verità il filo della coordinazione cosmica si rintraccia quando si raffrontano le pulsazioni degli elementi diversi. Nulla di nuovo in ciò; ma l’importanza della cooperazione universale può essere dimostrata graficamente, anche a quei lettori il cui spirito si rintana negli angoli, come gli scarafaggi.

Seminate più ampio che l’ampiezza stessa. Premiate nelle scuole chi più domanda. Finora si sono premiate le risposte, ma ora tocca alle domande.

174 — Prima che il corpo astrale si separi, si ha una emanazione dalle vertebre. I vari centri nervosi si sviluppano in modo diverso, e viene il momento in cui tali diversità devono essere normalizzate con il riposo, proprio come non si tocca per qualche tempo un pianoforte appena accordato, né lo si batte con corpi metallici.

Una roccia può andare in pezzi se percossa da un metallo in tono discorde. Per quanto tale fenomeno sia ben noto, è difficile pensarlo a proposito dell’organismo umano. Solo per esperienza si può sapere come certi mormorii siano più dirompenti di un’esplosione. Si ricordi inoltre che le combinazioni nervose sono tanto diverse, che è difficile stabilire gli effetti in base a una legge.

La condizione fisica e lo spirito sono così intimamente associati che solo per esperienza personale si può stabilire come accostarsi ai fuochi senza pericolo. I fuochi sono le fonti sorgive dei raggi.

175 — Il pensiero mondiale trasmette la decisione mondiale, e le Nuove Terre non si possono edificare che nella comprensione generale.

A che Ci serve l’eloquenza? Il metodo del contatto dello spirito è assai più potente. Quando si vede a quali grandi decisioni si dia esecuzione con un solo gesto, è chiaro quanto valgono le parole; non per la quantità o la forma esterna, ma per l’essenza interiore.

Siate più concisi. Il fabbro non deve far stridere il martello.

Tutto l’Insegnamento del Cristo può essere scritto sul palmo della mano.

176 — Il volo dello spirito non si computa a ore. La manifestazione dello spirito che spazia fra i pianeti è oltre il tempo; un istante, poiché non può essere estesa. Si produrrebbe altrimenti una rottura fra il corpo denso e il mentale. Ma è bene ricordare che lo spirito, che agisce fuori del tempo, intende anche oltre i limiti dei numeri, e può percepire fino alla quattordicesima gradazione dell’udito, mentre sulla sfera terrestre non si giunge che alla nona.

Le gradazioni dell’udito consentono di costringere alcuni elementi a collaborare con l’uomo. Anche il suono della pioggia ha un suo significato. La creatività terrestre si arricchirà di molte nuove maniere.

177 — Si può disperdere la malinconia mutando la direzione dei pensieri. Non le parole, ma le guide del pensiero intessono l’aura. Noi vogliamo che le Nostre opere giovino sia in senso spirituale che materiale. Affermo che a tal fine la qualità dei pensieri ha grande importanza.

Bisogna insistere sull’unità benefica ed efficace, e sul fatto che Noi consideriamo la stoltezza per quel che vale. Naturalmente in un’opera grande anch’essa può trovar posto, ma non al primo posto.

Tutti hanno diritto di esistere, ma il mondo futuro esige la luce della coscienza, e non parole altisonanti.

Per Noi ha più valore un asciutto rendiconto finanziario che una sfilza di frasi pompose. Occorre pensare al mondo, ed esprimere pensieri pratici.

Alla vigilia dell’avvento del Nuovo Tempio bisogna dar prova di risorse e dimostrare davanti a tutti una straordinaria agilità di mente. Camminare fasciati non è comodo.

178 — Attesto che è più facile traversare le montagne che drizzare la schiena a un uomo. Il Nostro Raggio è in piena ricerca. Bisogna comprendere il Nostro Scudo; in verità, ci vuol coraggio.

179 — In una religione razionale non esistono dubbi.

180 — Chi nega Dio non l’ha visto. Ma quale aspetto ha il Dio dei tavernieri? E grande sarebbe la corruzione del Cristo se passasse sotto silenzio qualsiasi tradimento in cambio di un cero!

Nulla è più abominevole di una candela di malvagità. Il Cristo non sa che farsene di simili devoti, poiché il fumo delle loro candele insozza la Sua Veste. Le acque del Giordano e dell’Urdar non basterebbero a lavare le tracce di quelle offerte.

181 — Una leggenda del Buddha:

Un uomo giusto voleva vedere il Buddha. Poiché la sua attenzione era rivolta a una grande varietà di oggetti, le sue mani non afferravano immagini di saggezza, gli sguardi non penetravano oggetti di venerazione, e il Buddha non appariva.

Ma infine, mentre pregava prostrato, sentì un filo di ragno sulla fronte. Lo allontanò da sé. Allora risuonò chiara la voce: “Perché rigetti la Mia Mano? Il Mio Raggio ti ha seguito. Lascia che ti abbracci”.

Allora il serpente solare vibrò in lui, ed egli cercò il filo che aveva rimosso. E questo nella sua mano si mutò in quaranta perle. E su ciascuna brillava l’immagine del Buddha. Al centro era un gioiello, con scritto: “Valore — disperazione — gioia”.

Il fedele del Buddha ricevette la gioia, perché conobbe il sentiero che vi conduce.

Penso alle ali. Le opere sono veramente alate. I destrieri galoppano per gli spazi terrestri, e come turbini ne nascono impulsi creativi. Avanti in battaglia! Battaglia! Battaglia!

In verità la visione dell’oceano dello spirito è maestosa! Il richiamo mormora e squilla, e chi ha accettato l’arma dello spirito si apre la via verso l’Altare, poiché la figlia del mondo ha finito di tessere il manto spirituale.

Avanti in battaglia! Battaglia! Battaglia!

“Odo il richiamo e chino il capo al Comando del Signore Benedetto”.

182 — Dobbiamo parlare di chi Mi avversa e Mi minaccia.

È follia sperare che uno squarcio aperto nel velo del mondo si possa riparare facilmente. Anche un semplice suono può destare una lontana eco inattesa. Quanto più profondamente dunque le emissioni dello spirito si infiggono nello spazio! E queste ferite sono quasi incurabili.

La mano che ha gualcito il Disegno degli Dei ricusa lo Scudo.

Si può demolire una casa, fare a pezzi un albero, ma chi potrà arrestare il Loro piano?

Non è una minaccia, è una semplice deduzione. Se ci si avvicina al vortice cosmico, ogni deviazione scatena l’ondata successiva, ed essere travolti è come cadere sotto il tallone d’un gigante.

Vi supplichiamo di non rifiutare la Mano che guida. Guai a chi resta indietro!

È forse un vanto ferirMi? Restituisci prima quanto hai avuto da Me. Ma non protesti farlo neppure se vi aggiungessi e fegato e cuore.

Oseresti colpire Chi ti ha dato ogni capacità? In che saresti allora diverso da un bandito? Non insudiciare la Mano di Chi dà: ciò si muterebbe per te in lebbra.

Ecco perché la Nostra Fratellanza ha in gran pregio la gratitudine. Riconosci dunque i benefici che ricevi!

183 — Già vi è stato insegnato il sacrificio. Il sacrificio è potere. Il potere è possibilità. Dunque ogni sacrificio è in primo luogo una possibilità!

È tempo di abbandonare la concezione ipocrita del sacrificio come privazione. Noi non accettiamo privazioni, ma offriamo possibilità.

Vediamo quali occasioni nascono dal cosiddetto sacrificio. Quando mai un vero sacrificio può avvilire?

Nel Nostro Tesoro ne custodiamo una grande collezione, e ciascuno ben giovò a chi lo fece. Noi non amiamo parlare dei sacrifici, perché sono le imprese più proficue.

Ai piccoli mercanti piace lamentarsi delle spese e inventare perdite immaginarie. Ma un buon provveditore considera ogni spesa come una garanzia di profitto. Se si perde non è per il sacrificio, ma perché si è rubato.

Il Cristo esortò a distribuire ricchezza spirituale. Ma, poiché le chiavi di questa sono remote, gli uomini hanno applicato il consiglio alla distribuzione del denaro rubato. Prima frodare, poi dar via il maltolto con una lacrima, estasiati per la propria bontà. Come se insegnando a distribuire il Maestro avesse in mente sedie rotte e vecchi soprabiti! Intendeva invece la ricchezza imponderabile. Solo il dono spirituale fa scendere il piatto della bilancia. Consideriamo quelli che operano con Noi. Forse qualcuno di loro perse mai qualcosa? Nessuno, e tutti invece si arricchirono. Non è infatti maggior ricchezza conquistare un nuovo regno? Uno così ricco, che non è grave danno se si rompe qualche piatto. Senza dubbio gli operai crescono, e si può verificare il libro mastro della gratitudine.

Consiglio gli amministratori di assicurarsi un sostituto per ogni mansione.

Le grandi imprese poggiano su sé stesse, e non sulle personalità.

Chi può veracemente asserire di aver dato? Noi apriremo i libri dei conti a mostrare quanto ognuno ha ricevuto. Poiché è tutt’altro che facile compiere un sacrificio, se questo è una possibilità, e questa un beneficio, e questo una proficua cooperazione, e questa è la Pietra Alatir, che risuscita o consuma.

Ma l’abnegazione apre i Cancelli della Comprensione, e il decrepito sacrificio delle cose inutili e l’amore di sé penderanno appesi allo stesso ramo.

184 — Ogni incarnazione è connessa con quella caratteristica delle vite trascorse che è in rapporto più stretto con l’epoca. Conoscere le manifestazioni precedenti può esser utile a chi vigila in spirito, ma nuocere a chi dorme. La vita lunare deve essere superata.

185 — L’infallibilità e la mobilità del Piano sono condizioni assai difficili da coordinare, anche se i loro limiti sono chiaramente definiti allorché si comprende il raggio della coscienza solare. Per attuare il Piano nella vita si deve essere preparati alla mobilità in ogni istante.

Quante volte, partiti per l’Egitto, Ci siamo trovati in Mongolia? Quante volte, scoperto un manoscritto, l’abbiamo di nuovo riposto? Quante volte, iniziato un muro, l’abbiamo abbattuto? Quante volte, diretto già il cavallo verso casa, l’abbiamo risospinto nel buio della notte, ché, se avessimo riposato a casa, il Piano avrebbe perso di immutabilità? Ciò che appare come mutevole non è che la vibrazione della vita. Le vie dell’immutabilità oscillano e si gonfiano come onde.

Mentre affermiamo il Piano, tutto il Nostro essere tende alla via più breve. Appena indossati abiti europei, siamo pronti a mutarli con il kaftan del mongolo. Appena scelto un luogo di sosta siamo pronti a partire. Tale mobilità si deve solo all’aver capito che il Piano è immutabile.

La Nostra maniera non è quella dell’eterno vagabondo, ma del messaggero che s’affretta. L’immutabilità del Piano illumina la coscienza con manifestazioni di forza. Passeremo tutti i ponti sospesi, se la luce del Piano splende chiara. La sua immutabilità deve essere così ben compresa, che nulla possa più oscurarla. È immutabile quel Piano che giova a tutti.

Noi non vediamo nessuno cui non sia benefico il Piano del Nuovo Paese, e dunque avanziamo con vista acuta anche nelle tenebre. Se il Maestro dice: “Passate il fiume!”, è perché prevede un guado, ma che il piede non vacilli.

Chi inizierà un ponte, chi cercherà qualcuno che lo porti a nuoto, chi attenderà il regime di magra, ma altri filerà il filo argenteo dello spirito, e passerà su quello senza il peso del corpo, poiché Io prenderò su Me il suo fardello. Sotto lo stesso tetto dunque vivono immutabilità e mutevolezza, sorelle del conseguimento.

Un grande slancio porta alla Luce Suprema.

186 — Chi ha abbracciato tutte le fedi, e dimorato in tutte le nazioni, così decreta:

“Darò a ciascuno secondo il suo sviluppo. Ciascuno farà da sé la sua borsa. Chiunque teme, dovrà renderne conto a Me. Un sorriso rivolto ai Miei nemici si muterà in una smorfia, poiché dovete lasciarli a Me.

“Chi pensa il falso del suo fratello lega un grosso peso al proprio piede. Le erbacce intorpidiscono lo spirito. Non posso gettare monete d’oro fra le ortiche. Coltivare un giardino di offese non è certo un gran merito. Chi percepisce meglio avrà il raccolto più ricco.

“A coloro che hanno avversato, e a coloro che hanno risposto, Io dico: Lasciate a Me la pena e la gioia che ho per voi. Per il potere del Cristo, per il potere del Buddha, per il potere del Messia, proclamato dai profeti della Verità, apprestate la bilancia.

“MostrateCi tutto ciò che è grande, e vergognatevi del piccolo verme che rovina la giustezza del peso. Chi dà riceve.

“Annotate quanto ciascuno ha dato. Misuriamo con precisione. Poniamo a sinistra: paura, amore di sé, avidità, sospetto, derisione, pietà di sé, incomprensione dell’Insegnamento, insinuazioni maliziose, tradimento nel pensiero e nell’atto. A destra: il dare, la comprensione, l’audacia, l’impavidità, devozione, fermezza, vigilanza, mobilità, la realizzazione dello Scudo, il sentiero e la luce della vittoria, l’abbellimento del Tempio dello spirito, rettitudine e comprensione, esaltazione del bene. A sinistra: perdite e pene. A destra: il guadagno.

“Ciascuno stabilisce da sé la sua quota, poiché Noi vediamo e udiamo. Non c’è giorno né notte, e già il messaggero sella il cavallo.

“Vi invio il Mio conseguimento, affermato da secoli. Tenete pulite le sue chiavi”.

Proclamatelo.

187 — Parabola dell’Interrogante.

Dgul Nor era ritenuto molto saggio. Ebbe la buona sorte di trovare un Guru che veniva dal Sacro Paese Sotterraneo, ma che era privo della lingua e della mano destra. L’allievo, sempre desideroso di imparare, pose una domanda, e il Guru annuì col capo. L’allievo ne formulò due, e il Guru annuì due volte. Ben presto il discepolo prese a interrogare incessantemente, e il Guru continuò ad annuire. Tre anni durarono le domande, e tre anni i segni affermativi del Guru.

“Insomma, per Tua esperienza, tutto è dunque possibile?”.

E il Guru non solo annuì, ma si prostrò a terra e, aperta la veste, mostrò sul petto l’immagine del Benedetto in atto di offrire con entrambe le mani.

In tal modo affermò la saggezza ed esaltò la creazione della vita.

In verità, in un solo sospiro conosciamo lo Spazio. E nessuna parola può trasmettere l’Infinito, e nessun pensiero racchiudere la Luce.

Ma al levar del sole, volti a oriente e ricevendone il raggio nel plesso solare, si sente d’aver vinto l’oceano, poiché mediante la luce si può toccare la luce dello spirito. Ma questa coscienza è solo in quello spirito che può dire: “A tutto ho rinunciato per ricevere tutto”. Quindi non è una negazione, ma un’affermazione, quella che sta sulla Mano del Buddha.

188 — I voli del corpo sottile sono di due specie: esce dai piedi, e vaga senza meta, o passa per i centri nervosi superiori e vola alla sue missioni spirituali. All’istante è trasportato oltre gli oceani, insegna, impregna le aure.

Si deve dire che solo risorse e aneliti straordinari sospingono il corpo sottile a concentrare il tocco su un oggetto fisico; poiché di solito lo spirito tende ad agire sullo spirito, trascurando che gli oggetti possono essere conduttori eccellenti.

Non agisce solo il corpo astrale, ma anche il mentale. Naturalmente emerge anche il primo, ma Noi non teniamo in gran conto le sue azioni. Consideriamo più importante la coscienza del corpo mentale. Acuire questa forza non è molto facile.

189 — Compagne delle Nostre opere sono la gioia e la vigilanza. Se il mondo vedesse gli effetti dello scontento, e capisse che la sonnolenza è morte, eviterebbe i due più grandi coadiutori delle tenebre.

L’aculeo maligno dello scontento penetra anche nei luoghi migliori. La sonnolenza ottusa può annebbiare anche un conquistatore.

Se sapeste le premure che si hanno per voi, le brucereste con lo scontento, che ha spaccato opere grandi e attirata la folgore sul mandante?

Ricordate, da Noi nessuno è scontento. Né esiste la sonnolenza, di cui vi irrorano le forze oscure. Quegli effluvi velenosi non celano forse un’ossificazione? Il torpore non è Nostro fratello.

Chi si è accostato alla Luce non si pungerà con lo scontento, e non sarà mutato in pietra.

Il torpore e simili manifestazioni polverose sono da fuggire. Si deve far tesoro dello Scudo.

Lo dirò ancora una volta, ma una sola, poiché la Legge vieta di ripetere a orecchie che non odono.

190 — Dite ai novizi che è necessario assumere la responsabilità dei propri pensieri. Un tempo si era responsabili delle azioni; poi si comprese il significato della parola; ora è tempo di conoscere le conflagrazioni del pensiero. È bene imparare a tacere e a purificare i pensieri.

Può forse il ruggito d’una tigre essere peggio che un pensiero di tradimento? L’umanità va ammassando un karma grave anche per i pensieri, e non solo per le azioni. Il pensiero infligge torture allo spirito, poiché non esiste differenza fra parola e pensiero.

È stolto chi prende questo monito per una minaccia. Non si tratta di minaccia, Noi non abbiamo che esempi e premure. Ognuno è libero di gettarsi nel baratro, ma deve essere preavvisato.

Penso che non sia necessario ritornare sull’importanza del pensiero.

Anche se i tempi sono squallidi, è bene pensare al futuro.

191 — Ciascuno determina da sé la sua razione. Dal migliore dei progetti si può fare un pollaio.

Noi non ci occupiamo di distribuire oro e argento. Occorre l’oblio di ogni condizione, allora la luce s’accende. Ogni perdita subita con gioia è un immenso profitto.

Il coraggio della disperazione è la rinuncia di sé.

Ma l’audacia più grande non fa conto di alcun compenso. E la disperazione non s’attende un premio. Nel Nostro linguaggio essa designa un limite, cui è prossimo un conseguimento. La casa ove dimora può essere sprangata di ferro.

Busso nella pioggia. Perché si teme solo il fulmine? Talvolta è più temibile il sacco di un mendicante.

192 — Crittogramma sul Cristo:

Scendeva la notte. Il Cristo sedeva sulla soglia. Uno scriba venne a dire: “Perché te ne stai seduto nel passaggio?”.

Il Cristo rispose: “Perché sono la soglia dello Spirito. Se vuoi, passa attraverso Me”. Un altro scriba disse: “Come mai il Figlio di David siede al posto dei cani?”.

Il Cristo rispose: “In verità tu diffami David, Mio Padre”.

Si fece scuro, e un terzo domandò: “Perché siedi come se temessi per la tua casa?”.

Il Cristo rispose: “Attendo che il buio della notte Mi liberi dalla tua vista. In verità, che le tenebre tornino nelle tenebre”.

LevatoSi poi, e indicando il Monte Moriah, dov’era il Tempio, disse: “Il Mio Avo ha creato quel Tempio di pietra, ma resta sotto i teli della tenda”.

Disse lo scriba: “È pazzo, crede che Salomone viva ancora”. E se ne partirono nell’ignoranza. Indi Maria venne sull’uscio, e, vistoLo, disse:

“Maestro, cena con noi”.

Il Cristo rispose: “il dono del cuore splende nelle tenebre”.

193 — Crittogramma sul Cristo:

Un membro del Sinedrio Gli domandò: “Verresti da noi, se ti invitassimo?”.

Il Cristo rispose: “Meglio sarebbe andare al cimitero, dove nessuno mente”.

Il membro del Sinedrio continuò: “Perché non ci riconosci, se persino tuo padre fu sposato da uno di noi?”. “Aspetta che la tua casa crolli, e allora verremo”.

“Verresti a distruggere o a costruire?”.

“Né a distruggere né a costruire, ma a purificare, perché non tornerò al vecchio focolare”.

“Dunque non rispetti i tuoi antenati?”.

“Nelle feste si beve in coppe nuove. Pur rispettando l’avo, non é necessario bere dalla sua tazza”.

194 — Parabole del Buddha:

Un pastore vide un uomo seduto a meditare sotto un albero. Andò a sedersi al suo fianco, e volle imitarlo anche nel pensare. Prese a contare le sue pecore e a figurarsi quanto avrebbe ricavato dalla vendita della lana. Tacevano entrambi. Finalmente il pastore disse: “Signore, a chi pensi?”.

“A Dio”, rispose l’uomo.

Il pastore domandò: “Sai a che pensavo?”.

“A Dio, anche tu”.

“Ti sbagli. Pensavo alla vendita della mia lana”.

“In verità, anche tu a Dio. Il Mio Dio non ha nulla da vendere, ma il tuo deve andare prima al mercato. Forse per via s’imbatterà in un malandrino che lo aiuterà a tornare a quest’albero”.

Così disse Gotama: “Andate al bazar. Pensate in fretta, che possiate tornare più presto!”.

Su una nave viaggiava un mercante di scimmie. Nelle ore d’ozio insegnò loro a imitare i marinai che alzavano le vele. Si levò la bufera, e i marinai corsero a serrarle. Le scimmie, che sapevano solo issarle, li seguirono, e tornarono ad alzarle.

La nave andò perduta perché l’istruttore aveva previsto solo il bel tempo.

Così disse il Buddha, il Restauratore del Loto della Vita.

195 — Mi chiederete perché sono contrario alla magia, se poi parlo di cementare lo spazio, sostengo l’importanza dell’influsso di un cerchio e altre condizioni che ricordano la magia. La differenza sta nel fatto che questa cerca un surrogato alla vita, mentre Noi insegniamo a migliorare l’esistenza traendo vantaggio dalla vita stessa.

196 — È bene insistere: “Rileggi, e meglio, i vecchi Decreti”.

Io insegno il nuovo quando il vecchio è già praticato. Insegno l’utile quando la cooperazione indicata e riconosciuta è già accolta e penetrata.

La stagnatura migliore si ha quando il fuoco non brucia l’oggetto. Si può stagnare il successo solo se la sua conchiglia è stata rifinita in spirito.

Batte il martello, stridono le catene, eppure i grigi continuano nella loro dissolutezza. Non sanno che le lancette dell’orologio si sono mosse un poco, e che domani si chiuderanno le porte sui loro ingegnosi divertimenti. La Mia guardia dirà loro:

“All’alba si è eretto un altare al Signore della Saggezza”.

E i grigi se ne andranno.

Le Mie guardie sono severe e inflessibili. Non si può paragonare l’acciaio dei loro elmetti all’oro dei grigi.

197 — La separazione prelude a un incontro, e questo a una separazione. È quindi saggio rallegrarsi al momento di una separazione.

Un ordine per tutti i guerrieri: se qualcuno esce dai ranghi, gli altri continuino nella stessa direzione.

Quando sventola la bandiera i soldati non disertano.

Quando ardono i fuochi del bivacco, che nessuno si spinga a prendere il posto altrui.

Al segnale della marcia notturna, il soldato non si lagna, ma avanza cauto.

Prima di ogni manifestazione avete notato un istante di vuoto apparente o di silenzio cosmico. Dal piccolo al grande, quell’istante varia in proporzione.

È comprensibile che il mondo fisico sia ben chiuso in guardia quando subisce una scarica spirituale. Quindi è difficile smuoverlo dalla sua inerzia.

198 — La Nostra meta non è di essere Maestri, ma Coadiutori. Ma per ciò occorre aver ben compreso che, per reciprocità, assolutamente tutte le cose giungeranno a fruizione. Quando i segni di simile fedeltà appaiono, la maestria sul mondo fisico è imminente.

Nelle chiese terrene il popolo invoca il Cristo e stupisce per il Suo silenzio; ma voi vedete che si può risuscitarLo, in mezzo alla vita del mondo, senza bisogno di indossare il saio né turbare lo spazio con lo scontento. Così si forgiano i grandi Disegni.

199 — Come mari diversi hanno onde diverse, così la gravità spaziale deve esser garantita con vari mezzi. Molto si può rafforzare, non solo con i contenuti, ma con l’applicazione.

200 — La più terribile delle affermazioni è questa: “Abbiamo vinto ormai!”. Il Maestro Stesso non dirà mai questa formula di distruzione. Noi conosciamo il Piano, e instancabili ne concepiamo nuovi dettagli.

201 — Perché sento lo spirito dei monti? Il Maestro mi protegge con lo Scudo.

Il Maestro vuol vedervi costruire una montagna.

Il Maestro vuole che non siate mai incerti.

Il Maestro sa quanto coraggio occorre per proseguire.

Il Maestro vi avverte se un grave pericolo vi sovrasta.

Il Maestro consiglia di aver sempre pronto il coraggio.

Il Maestro vi aiuterà a vincere la mano del malvagio.

Il Maestro non ripete senza scopo pensieri da tempo familiari.

Il Maestro vede lontano.

Il Maestro vi esorta a serbare invincibile lo spirito.

Il Maestro vuole espellere la paura.

Il Maestro vuole che il vostro giudizio sia calmo.

Il Maestro vi trattiene dalle lagnanze.

Il Maestro vi consiglia di apprestare progetti audaci come prima.

Il Maestro ha cura della vostra salute.

Il Maestro vi manda.

Il Maestro vi ha avvertito quanto basta.

202 — Imparando il sacrificio, acquisite potenza. Il successo segue il sacrificio. Il Suo Insegnamento è ben fondato, poiché si regge sul sacrificio. Il successo non é che il contraccolpo del sacrificio. Può anche giungere prima di questo, come un prestito, ma il fato del debitore é inesorabile. Se oggi può pagare con poco, entro un anno il suo debito aumenta. Prima che l’anno sia finito cammina curvo fino a terra sotto quel peso.

Lo illustrerò con una parabola:

Un uomo che aveva trattenuta la confessione di un delitto era in prigione. Aveva lasciato a casa ricchezze che gli erano giunte inattese. Ogni rumore di passi dall’esterno lo faceva pensare alla grazia. Mandò a consegnare al giudice quelle ricchezze. Ma una semplice confessione avrebbe liberato lui e conservato il suo avere.

È più facile stare in carcere che pronunciare la confessione liberatrice. Quando un giudice sta per prosciogliere qualcuno, deve udire il “sì” che redime: il desiderio di arrendersi.

203 — Dirò dei cerchi della vista e dell’udito penetranti. Il primo cerchio concerne le persone vicine e gli eventi futuri. Il secondo è proprio delle questioni ordinarie e del futuro prossimo. Il terzo comprende il passato delle persone intime. Il quarto, eventi trascorsi. Il quinto sta nei limiti del mondo contemporaneo. Il sesto rivela il futuro delle tendenze mondiali. Il settimo contiene ogni segno.

Si può essere provetti nel primo, e non sapere penetrare il secondo. È quindi meglio sviluppare il settimo poiché tutte le manifestazioni vi sono accessibili purché non vi graviti l’influenza personale, dunque senza i limiti della sfera personale più ristretta. Quando si interpreta un segno personale, è bene se si riesce a cogliere indizi di prossimi eventi nazionali, o bagliori di ordine cosmico.

Nell’ambito della spiritualità l’intendimento della bellezza non è frequente. Comprenderla giustamente è la qualità più rara, apprezzata dai Signori più che molte altre.

È meglio accostarsi con difficoltà alle cose grandi che padroneggiare agevolmente le piccole.

Con una serie di esempi storici Noi indicheremo il sentiero dell’evoluzione.

204 — In culti antichi si osservava un tempo detto “dei tesori aperti”, allorché la sacerdotessa dimorava ormai all’ottavo piano, cui era proibito accedere, e le scale erano coperte di pelli di leopardo per smorzare ogni suono. Quello stato, dei “tesori aperti”, era tanto venerato che la violazione del riposo era punita come offesa religiosa. Tutto ciò che è disarmonico è molto nocivo; un tuono è meno pericoloso del pianto di un neonato. È una verità semplice mai scritta. È teoricamente del tutto impossibile tracciare i confini dell’armonia, poiché l’accordo della spiritualità ha una sua tonalità individuale.

Gli antichi sapevano che i “tesori” erano irripetibili, e prendevano misure contro gli imprevisti. In quel periodo, gli Anziani del Tempio osservavano quale, di una gamma di suoni, provocava gli effetti maggiori. Ogni suono era accompagnato da un colore definito, in tal modo si stabilivano le condizioni per ogni caso.

205 — Un sorriso di decisione è la guida migliore. Bisogna sapere qual è la meta, e dedicarsi al piano del Maestro. Ogni desiderio personale è nocivo, ma l’anelito a conseguire è indispensabile. Il desiderio non è una vittoria. È vittoria comprendere la necessità. Il desiderio può crescere; si può rinunziarvi, o modificarlo. Il torrente scorre violento non per suo desiderio, ma per fatale necessità.

Lo spirito sa distinguere fra l’impulso del desiderio e la roccia della necessità. Vedo l’impetuoso torrente della verità che nulla può arrestare.

Quante volte il Nome di Uno dei Grandi, pronunciato con fede, crea il ponte di soccorso!

Vediamo molte cose tutt’altro che belle. Quando si lavora con l’umanità ci si deve lavare le mani sovente.

Se sentite stanchezza, non ascrivetela sempre a voi stessi, ma pensate alle onde di reazione del mondo.

Solo se avrete coscienza dell’urgenza assoluta, nuoterete fino all’altra sponda.

Gli oscuri hanno per sistema di seminare prima la sfiducia, poi di saturarla di desideri, per gonfiare poi questi in delitti, e mietere una duplice messe.

Pensate come farvi capire meglio dall’umanità.

Noi abbiamo un linguaggio sacro, e un altro di silenzio. Il dannato linguaggio del rifiuto e della negazione lacera l’orlo della veste.

206 — Se voltate a destra, siate pronti per andare a sinistra; quando vi avvicinate alla costa, siate pronti a riprendere il largo: poiché ogni Comando è per il bene e per accelerare. Trattenete il respiro con calma e tensione, che potreste udire dei passi.

Meglio qualche contrarietà, ma poi il sopraggiungere degli eventi. Meglio una breve fatica, ma poi l’incontro imminente con il Maestro. Meglio qualche viaggio faticoso, ma poi il Maestro. Meglio affondare nella polvere, ma poi la purificazione dello spirito. Meglio ripudiare le convenzioni, ma poi ricevere la Luce. Meglio soffrire per un Raggio, ma poi la Luce del Cristo. Meglio donare agli altri, ma poi l’estasi altissima dello spirito. Meglio subordinare lo spirito al Comando, ma poi giungere al Maestro Stesso. In verità, vigilate e custodite.

Se percepite una favola meravigliosa, il vostro spirito dice il vero. Se delineate la vita futura, il Nostro Specchio sfolgora. Se contate le parti del mondo, la Nostra Bandiera sventola. E quando guardate lontano con occhio d’aquila, la luce percuote la Mia Torre.

Così, quando pensate al possesso comune, o a guarire l’umanità, Ci sentiamo le ali.

Eliminate i piccoli pensieri, che Ci soffocano.

207 — Quand’anche aveste in mano le carte migliori, sta pur sempre a voi farne buon uso.

Parlo delle rappresentazioni del futuro. Secondo la qualità dell’aura, sono reali e si estendono in una direzione definita.

Certo la cattiva volontà può sospingere il viandante in un’altra direzione, e allora vedrà segni di altra natura. Pertanto, quando si ricevono immagini del futuro è molto importante ricordare in quale condizione di spirito sono date. Al raggio è offerta la possibilità che gli corrisponde; altrimenti la giustizia sarebbe violata. Anche le date si devono intendere in tal modo.

Per date cosmiche si scelgono “vascelli” manifesti, i quali portano una catena di coadiutori. Dunque la sostituzione di questi ultimi avviene per richiesta degli eletti.

Se notiamo che qualcuno zoppica, Noi non lo sostituiamo ancora, se gli anziani non ne esprimono il desiderio. Ma se lo spirito degli eletti riconosce un tradimento, questi si rivolgono a Noi, dicendo: “Tu, Nostro Patrono, che Ti sei reso garante, sostituiscilo”. Ciò significa che un anello della catena sarà aperto, e la coscienza degli eletti sarà liberata dagli effetti dell’aura di chi li lascia. Ma questi si accolla il proprio fato, poiché ciascuno è libero di farsi la sua casa.

Noi possiamo chiamare a raccolta, mostrare immagini indicanti la direzione consigliabile, ma seguire o no il Nostro Richiamo è lasciato al libero arbitrio. Solo la devozione e la comprensione della saggezza del Piano assicurano la realtà delle rappresentazioni del futuro.

Dalle montagne si vedono orizzonti lontani, ma il desiderio di strisciare in una tana è biasimevole.

In tempi remoti il debitore era gettato in un pozzo detto gehenna. Perché trascinarsi colà di propria scelta? Concludiamo dunque sulla vitalità delle date e sugli specchi del futuro.

Voglio vedere ciascuno al suo posto, e che ciascuno intenda il conseguimento senza previsione di ricompensa personale. È eroe quel guerriero che entra in battaglia solo perché l’aspetta un premio?

Molto tempo fa Maometto dovette promettere ai guerrieri dell’Islam l’estasi del paradiso. Dovrò Io promettere rubini scintillanti? Bisogna avanzare senza attendersi nulla; altrimenti sarebbe deplorevole sprecare il tempo dell’evoluzione eterna.

208 — Concludiamo sulla legge della commensura. Il costruttore deve sapere quanto carico possono reggere i pilastri dell’edificio. Dalla mancanza di commensura derivano distruzioni, bestemmia, menzogna, tradimento, e molte altre orribili conseguenze.

Può durare una struttura dove si attribuiscono ad una pulce le qualità di un gigante; dove il un bastone è più venerato del Signore e il turbine paragonato al volo di una zanzara?

Condizione propria della Fratellanza è la commensura perfetta fra pensiero ed espressione, ecco l’ossatura della vera bellezza. Vivere senza reticenza e senza esagerare è facile. Con grande attenzione Noi sorvegliamo chi lavora con Noi, che si esprima in modo conforme al vero significato. Solo in tal modo esseri diversi possono cooperare.

Il giudizio migliore sarà quello fondato sulla bellezza. È brutto dire: “Metterò il gigante in una scatola”, oppure: “L’aquila vola come una gallina”.

Quante volte gli apparati migliori sono distrutti per mancanza di commensura, facile a evitarsi con un poco di cura.

209 — Se leggerete i libri proposti, troverete scintille.

Riponete in un solo ricettacolo i frammenti di venerazione per Maitreya. Così, Io Stesso ho sparso su tutta la faccia della Terra le schegge della Pietra Una. Un nuovo miracolo riunirà tutti i popoli. Il Nostro Raggio espellerà il dubbio.

I doveri imposti dal conseguimento sono simili al lavoro di laboratorio. La mano non trema mentre misura il liquido sperimentale, poiché il ricercatore sa che una goccia versata potrebbe far esplodere l’edificio. Solo fede e coraggio sostengono la sua mano.

210 — Il Raggio del Cristo è scientifico quanto quelli del Sole, ma per le moltitudini la semplice scoperta di un oggetto è già un miracolo. Il succedersi delle varie razze è un miracolo? Lo è l’arrivo del Maestro? Lo è l’apparire del Cristo? Si predice un miracolo secoli prima? Il miracolo infrange l’armonia, laddove gli eventi cosmici solo affermano l’evoluzione.

Visioni e sogni anch’essi non sono miracoli, ma fili di vita; cioè coscienza di ciò che incombe, svelata fino al punto di non turbare il karma. Se gli uomini accogliessero senza pregiudizi sogni e coscienza, la loro via sarebbe migliore.

La comparsa di nuove immagini è spesso riflessa in modo deformato. Lo specchio l’allarga o la contrae, come una superficie ondulata sotto insolita pressione.

Esaminate attentamente gli incubi; il loro significato può essere importante.

211 — Ciò che ora dirò e importantissimo. Il canone “Per il tuo Dio” è il più eccelso, è la base del Nuovo Mondo. Finora si diceva: “Il mio spirito si rallegra in Dio, mio Salvatore”. Ora direte: “Il mio spirito si rallegra in Dio, tuo Salvatore”.

Dico solennemente che in ciò è la salvezza. “Viva il tuo Dio!”. Così direte a tutti; e, scambiandovi gli Dei, andrete verso l’Uno.

Là dove altrimenti si affonderebbe, si può andare sicuri, se non si nega. Là dove si potrebbe soffocare si passa indenni, dicendo: “Il tuo Dio”. Là dove si venera la materia terrena si può passare solo elevandola nel Cosmo. È indispensabile non essere attaccati alla Terra.

Perché esiste la leggenda della discesa del Cristo all’Inferno?

Il Maestro Si rivolse agli strati inferiori del mondo astrale, dicendo: “Perché indulgere in pensieri terreni, e legarsi per sempre alla Terra?”. E molti si rivolsero in spirito, e salirono in alto.

Trovate dunque il Dio di ciascuno, ed esaltateLo. Lo si può capire nella mente, ma è molto meglio accettarlo nel sorriso dello spirito. Quando le cose più ardue divengono facili, come il volo degli uccelli, allora le pietre stesse si uniscono a comporre una Cupola, e il Cristo, il Muratore, appare a ciascuno.

212 — La sintesi della spiritualità è il dono più raro; esso solo accende la luce del mondo. Nulla può essere paragonato alla luce del mondo. Essa brucia, ma se ne cercano i raggi.

213 — Non fatevi dei nemici. Lo ingiungo a tutti. Sappiate quali sono, teneteli d’occhio, bloccatene l’azione, ma senza malizia. E se il nemico viene di sua volontà sotto il vostro tetto, riscaldatelo, poiché la vostra casa è grande e il nuovo venuto non usurperà il vostro posto. Ma se vi è difficile vincere un disgusto profondo, copritelo con il sorriso della Luce.

Il sentimento di vecchi racconti fittizi è davvero incommensurato al Piano. Poiché se poniamo sulla bilancia i fatti nella loro forma originale e le finzioni escogitate sotto influsso dell’odio, queste pesano di più.

Per commensura si deve trovare il giusto posto a ciascuno; che altrimenti potremmo parlare con lo stesso tono del centro del pianeta come di una macchia d’inchiostro.

Un brano musicale suonato in un solo tono è spiacevole. Vi esortiamo dunque a intendere quanto è pratica la commensura. Ma se sentite conversare a lungo su un guscio vuoto, richiamate l’attenzione di chi parla sul fatto che il nulla è impraticabile.

Questa disciplina è indispensabile a molti.

Non temete se vi chiameranno pazzi, poiché la via è aperta per voi. Non scordate di apprezzare i nemici. Poniamo fine al discorso sui nemici.

214 — Sulla mancanza di commensura delle date.

Piccoli rivoli di eventi si sovrappongono a un’onda oceanica. Come confondere questa con quelli? Ma sulla Terra ci si affretta a confondere il personale con il generale. Come le dita saggiano lo spessore di una stoffa, così lo spirito deve valutare la profondità degli eventi. Non lasciatevi affascinare dalla loro grandiosità apparente; poiché fra i punti nodali possono interporsi fantasmi multiformi, e piccoli rivoli uscire temporaneamente dai loro letti.

Un momento, un silenzio o un’indisposizione fortuiti non sono da attribuirsi all’onda. Nello stesso modo, se un viandante si ferma a riposare, non significa che abbia deviato dal cammino.

L’onda nodale sorge istantanea, e dinanzi ad essa il battello pare esitare. Quanto più è sensibile, tanto più freme, poiché la polvere dell’esplosione è già diffusa nell’aria.

Ricordate dunque di commensurare le date e gli eventi.

L’accelerazione della corrente può influire assai sull’organismo. La complessità degli eventi pare talvolta interrompere il legame; ma solo per qualche tempo, mentre l’organismo digerisce una porzione doppia delle cose del mondo. La complessità delle condizioni fisiche può intensificare le sensazioni fisiche. È bene allora non chiedere troppo a sé stessi, poiché le onde oceaniche annunciano mutamenti vicini.

215 — L’accelerazione, come il ritardo, va per onde. Quindi allorché si percepisce un’onda di accelerazione bisogna fare in modo di gettarvi quanti più semi possibili.

216 — Le leggi che regolano l’apparire dei Maestri coincidono con il piano di tutta la cultura. Il karma si srotola e cominciano a lampeggiare segni che il potere terreno si allontana.

Per chi conosce il futuro, è difficile vedere quei bagliori che se ne partono. Domani è come ieri. E il passo non si misura a metri, ma a periodi di tre anni. Tale è l’andatura dei Giganti, che non temono di valicare secoli interi. Così tocca terra la psicologia dello spirito.

Per i gusci terreni, ogni secolo è una minaccia. Ma il ponte dello spirito dà ali di verità.

A chi marcia con ritmo triennale a volte pare di non vivere.

Un aerostato, anche se ben sospinto, sembra talora immoto, poiché la sua inerzia apparente non corrisponde ai dintorni.

217 — Chi porta la conoscenza del futuro cammina sicuro anche su pietre malferme.

Il successo sboccia quando il compimento é bello.

Il successo arride quando s’intraprende un nuovo viaggio.

Il desiderio è già una parte del compimento. Avanzate coraggiosi verso la Luce!

Ogni partenza prelude a un nuovo incontro. E San Sergio era solito dire: “Separatevi, se volete incontrarvi di nuovo”.

218 — Ricordiamo il culto delle grandi sacerdotesse. Alcune inducevano in sé uno stato di esaltazione con preparati chimici; altre, con correnti magnetiche; e usavano anche incantesimi di basso ordine e vortici meccanici. Più tardi presero a concentrarsi sulla soglia del sonno, o su un oggetto brillante.

La conoscenza sgorgata dall’interno senza una qualsiasi ragione apparente era ritenuta la più elevata.

La via dell’evoluzione mondiale, che si svolge sotto i vostri occhi, richiede condizioni diverse, e verrà il giorno in cui le forze psichiche dovranno essere rigorosamente limitate per amore dello spirito. Durante l’ultima decade gli strati inferiori della natura hanno preso possesso delle manifestazioni psichiche inferiori a tal punto che si profila un pericolo per l’evoluzione.

Per avanzare non dovete seguire la via dei livelli inferiori, di fantasmi e di gravami, ma cooperare con i Piani Superiori.

219 — Diciamo ora dei cerchi di ricettività. Quelli della vista penetrante procedono in senso centrifugo, e questi, della ricettività, in senso centripeto.

Da simboli e incerti contorni vanno a spirali verso il fatto preciso, la chiara vocazione, la chiarudienza, la chiaroveggenza, il chiaro intendimento, il chiaro conseguimento, la chiara conoscenza.

Nella categoria della vocazione non rientrano i fatti, perché un’azione precisa vi può essere male interpretata, e accrescere solo il rischio.

Non voglio affatto sminuire, con ciò, chi abbisogna della vocazione, ma nelle sue mani un fatto sarebbe come un fucile carico in mano all’inesperto.

Certo i limiti della vocazione sono del tutto relativi, ma quando si passa al cerchio dell’intendimento, grande è la Nostra gioia.

Ogni cerchio è come una carovana. Un’intera carovana trasporta assai più che un solo cavallo; d’altra parte un singolo cavallo può rallentarne tutto il moto. Uno scarto improvviso o un passo falso possono sconvolgerne la marcia. Quindi i concetti del conseguimento e del chiaro conseguimento sono ben distinti. È possibile soffocare il bagliore di quello, ma non il fuoco di questo.

La fiamma del chiaro conseguimento può oscillare per effetto di vortici cosmici, ma non essere rimossa dalla testa. Capirete che un simbolo, come segno d’identità, è necessario fino a un certo grado. Diviene poi insopportabile e cade come foglia morta.

Come la musica delle sfere, l’onniesistente risuona per gli spazi dello Sconfinato e del Non ricorrente.

Come un uccello canta, e vola via, così una parola zampilla dalla Nostra Fornace, e può poi solo essere confermata. Occultamente il primo momento è più importante della ripetizione. Ma quando si riesce a cogliere l’ebollizione della Fornace, splende più potente che un comando.

220 — Ho già detto che la Madre del Mondo nasconde il Suo Nome. Ho già detto che vela il Suo Volto. Ho già citato la Madre del Buddha e del Cristo.

Invero è tempo di mostrare che l’unica Madre di entrambi non è un simbolo, ma una Grande Manifestazione dell’Origine Femminile, che palesa la Madre spirituale dell’Uno e dell’Altro. Fu Ella Che Li istruì, Che Li preparò alla vittoria. Da tempo immemorabile la Madre del Mondo sospinge alla vittoria. Nella storia dell’umanità la Sua Mano intesse un filo che non si spezza.

Sul Sinai risuonò la Sua Voce. Assunse l’immagine della dea Kalì. Fu alla base del culto di Iside e di Ishtar. Dopo Atlantide, allorché un grave colpo fu inferto al culto dello spirito, la Madre del Mondo cominciò a formare un nuovo filo, che ora sta per irradiare. Da allora velò il Suo Volto, e vietò che si dica il Suo Nome, fino a quando verrà l’ora delle costellazioni. Si è manifestata solo in parte; mai in misura planetaria.

Si possono citare molti esempi di Magi che lasciarono dietro sé conseguenze inattese e il desiderio di trovare sostegno negli strati inferiori della materia. Questa perversione si potrebbe chiamare il canale dell’intelletto, e può impedire a lungo la comunione con altri mondi.

Ora gli uomini cercano per vie meccaniche ciò che è già predestinato spiritualmente.

L’Insegnamento dell’Epoca Futura riunirà spirito e intelletto.

Il corso dei pianeti permette di accelerare la comunione dei mondi, e lo sviluppo dello spirito umano andrà per vie nuove.

I luminari consentono di affrettare il passo del genere umano.

221 — Ancora della Madre del Mondo.

La Madre è la Bellezza; il mondo è il sacrificio di sé. Questi due essenziali schiudono le Porte.

Il ponte fra i pianeti, e l’abbreviazione dei cicli delle razze, posano su essi.

A che vale un sentiero di progresso graduale, se un solo lampo d’illuminazione può elevare oltre tutti i confini? Chi è diretto a un mondo lontano incontra di solito un messaggero, al momento di lasciare la Terra. A questi egli comunica se preferisce un nuovo sentiero o tornare a soccorrere la Terra. Molti scelgono la via nuova, ma qualcuno decide di proseguire qui la sua strada.

È meglio in verità attendere un poco nel mondo vegetale, e lasciare da parte gli insetti. C’è modo di evitare persino un intero pianeta.

222 — Proprio ora, nei giorni gravi in cui Marte si approssima, quando le correnti inferiori del passato causano turbamento, Noi pensiamo solo al futuro.

Deviazioni planetarie senza precedenti favoriscono il risveglio della Coscienza. Lo Spazio si densifica, e il raggio di Marte si perderà nella luce della Madre del Mondo.

223 — Guaritore, dì agli infermi che il vino dimezza le loro possibilità, che i narcotici sottraggono loro i due terzi delle forze vitali. Certo questi nella Mia farmacia non hanno posto. Prima di usare le Mie medicine si devono passare tre anni nel prana.

224 — M ... ha deposto molti magneti sulla Terra. Quindi dico che la Mia via è facile. L’intento di cooperare con i pianeti superiori presuppone che vi dimorino spiriti armonizzati coscientemente operanti. Di solito la richiesta sale dal basso e la risposta scende dall’alto. E quanto più è elevata, tanto maggiore è l’unione.

L’artificioso isolamento della Terra deve cessare, ed essa deve finalmente entrare nella cerchia predestinata. Altrimenti non solo la Terra, ma anche Marte e Saturno tarderanno nel loro sviluppo.

Perché pochi vanno a Giove, dal momento che l’atmosfera terrestre è tanto affollata?

Si vorrebbe dire: “Viandanti, guardate in alto. E se invece di afferrarvi alle illusioni della Terra voleste volare oltre, vi crescerebbero le ali. Ma invece avete addensato in tutto il mondo astrale gli stessi miserabili tuguri. La stessa calunnia, la stessa fumosa illusione, dimenticando che i vostri fantasmi sono maleodoranti. I raggi del sole sono affievoliti dalle vostre orge di stupidità. Gusci vuoti non creano che gusci vuoti”.

Ma pensate se gli spettri volessero creare un nobile moto. Allora i raggi, da semplici disinfettanti, diverrebbero capaci di illuminare.

In verità, il pensiero crea oltre i limiti terreni. Imparate dunque a controllare i pensieri.

225 — Per uno spirito coscientemente evoluto la permanenza a livello astrale potrebbe limitarsi a quaranta giorni, ma varie condizioni terrene la prolungano indefinitamente. La miseria e l’avidità di chi è strappato alla Terra ve lo legano.

L’esempio migliore è nella leggenda biblica di Lot. Uscirono dalla città verso una vita migliore, e una sola condizione fu loro imposta: non voltarsi a guardare. Ma la moglie di Lot si voltò, e si legò alla Terra. La religione afferma: chi va dagli antenati starà con loro; chi va dagli angeli rimarrà con loro; e chi va a Dio sarà con Lui. Chi si impone il massimo progresso tocca la massima vittoria. Quindi il commiato migliore rivolto a chi lascia la Terra è: “Affrettati, e non voltarti indietro”.

Che ne è delle persone care? Quanto più alto salite, meglio le vedrete, e più vicine. Certo a causare il ritardo sono di solito quelli che restano. L’abbreviazione della permanenza astrale dipende dunque da una cooperazione adeguata.

Il soggiorno colà è tanto più piacevole quanto più è elevato; e ai confini del piano mentale lo spirito trova quiete, poiché già attratto dall’alto. Ma si devono coscientemente evitare gli strati inferiori. È necessario che il centro spirituale salga quanto più alto possibile, come sospinto da un’esplosione. Ecco perché l’istante della transizione è tanto importante, poiché allora ci si può lanciare fino ai livelli superiori. Una volta in contatto con le regioni basse, è poi difficile sollevarsi.

Se la condizione dello spirito lo consente, è bene usare l’ultimo guizzo delle emanazioni nervose per spiccare il volo. Così gli strati inferiori subiscono una rarefazione. È importante dissolvere l’atmosfera, che non prema sulla Terra. La cooperazione dall’alto e dal basso darà i risultati più rapidi. Si è notata, a ragione, la transizione incosciente. È facile favorirla se prima si è rafforzato il desiderio di un volo molto elevato. In tal caso l’emanazione nervosa agisce in modo quasi automatico.

Le preghiere per “l’anima vagante” giovano molto. L’unica cosa errata è che insistono sul riposo, meglio sarebbe se esortassero a far presto.

Tutti dovrebbero leggere e ricordare queste cose, che non solo giovano all’individuo, ma promuovono il progresso del mondo.

226 — Il lavoro per il futuro trasforma il presente. Se si capisce che esiste solo il futuro, cooperare sarebbe facile. Due sono i generi di conoscenza: l’una espressa in parole, l’altra, esatta, realizzata dallo spirito, ma indicibile. Non si può neppure spiegare in parole come insorga, ma veramente è portentosa. I Nostri esperimenti e voli inducono la conoscenza diretta. E se il corpo sottile non consente allo spirito di inoltrarsi oltre certe sfere, la sua illuminazione tocca le più remote radiazioni del Cosmo.

Sarebbe stolto e grossolano voler trasmettere con rozze parole la Luce della Conoscenza. Sarebbe ridicolo quanto gli assurdi termini convenzionali.

Una cosa posso suggerire: prevedendo la possibilità di conoscere mediante i voli individuali, è bene opporsi se essa viene sminuita.

227 — I prodigi degli spiriti della natura si possono spiegare. La facoltà principale di quegli esseri è l’elasticità. La loro forma dipende dall’aspirazione. Se cadono nel fuoco della visione umana, vengono avvolti in una forma umana. Gli uomini li vedono come uomini, gli animali come animali, poiché non hanno involucro proprio. Attesto che assumono forme belle od orribili secondo i riflessi nervosi. La potenzialità degli elementi è tale che è sempre pronta a reagire a questi impulsi e quindi a raddoppiare la forza di ciò che Noi emettiamo in una direzione definita.

Non si pensi che gli spiriti elementali siano una Nostra progenie. La loro manifestazione può essere assimilata alla scintilla nell’istante di contatto con un deposito di dinamite. La loro coscienza s’accende al contatto con lo spirito umano. Naturalmente hanno gradi variabili, proprio come l’intensità energetica della dinamite. È possibile evocare meccanicamente quest’energia, ma Noi siamo contrari a tale magia, poiché turba la regolarità ondulare degli elementi ed è gravida di ripercussioni. Si può impiegare quell’energia fuori dalle normali condizioni terrestri. I raggi possono equilibrare le onde degli elementi. Certo anche voi li usate, ma finché quest’azione proviene dallo spirito è meno pericolosa.

È facile trasformare molte fabbriche nei focolai di magia. È veramente difficile spiegare con parole ordinarie la cooperazione degli elementi. In effetti la dinamo e il cerchio magico hanno entrambi una base scientifica. Ma gli uomini lavorano attualmente con tanto zelo nelle miniere del male che non è consigliabile dar loro accesso a possibilità immediate. La collisione dei due Principi è inevitabile, e quanto più presto, tanto meglio.

228 — Gli spiriti degli elementi tendono con forza a unirsi all’uomo. Subiscono lo sviluppo della coscienza nelle forme inferiori degli elementi, di rado possono salire fino alla coscienza umana. L’uomo dall’altro canto, in casi straordinari, può abbreviare la via evitando tutto un pianeta. Ma naturalmente in una classificazione rigorosa l’insieme degli spiriti elementali sarebbe da collocare fra le forme più semplici.

Sapete quanto siano varie le evoluzioni. Sono da comprendere meglio.

Si potrebbe dedicare un lungo discorso agli elementi. È un reame di grande bellezza.

229 — Il sentiero della costruzione suscita e attrae l’interesse, ma è certo che anche la negazione del sé è causa di gioia. È proprio la bellezza del Cosmo che avvicina la coscienza all’oblio del sé.

Sentire la solitudine cosmica non è l’altro che realizzare le vie dirette, poiché solo in tale stato di coscienza si può volare in altri mondi, a soccorrere altri per loro amore soltanto.

230 — Che l’uragano e le trombe marine oscurino l’aria; ma nel mezzo del loro turbine riluce l’argento generatore che spiritualizza i colori della Terra. Mentre preme il tumulto, possono verificarsi momenti assai penosi, poiché l’eruzione di tutta una parte del mondo è ben un potente vulcano.

Fin dai tempi antichi si è esortato il popolo a recitare una breve invocazione nell’ora del tumulto, e a respingere l’onda dell’influsso con ripetizioni ritmiche. Quelle misure degenerarono poi nella replica insensata di formule religiose; ma il principio resta valido. Talora lo spirito richiede certe reiterazioni o numerazioni.

Nei periodi migliori del potere sacerdotale le parole elette erano: “Adonai”, “Ishtar”, “Alleluia” e “Aum”. Ma si soleva anche ripetere l’alfabeto o una serie di numeri. Beninteso la potenza non sta nelle parole come tali, ma nella creazione di onde.

È un fatto che a volte si può creare un’onda benefica invocando lo spirito. Ma le abitudini sono come torpori, alla cui presenza anche un rimedio potente non ha efficacia. Talora, quando infuria il vortice, si può creare una propria onda purificante. Quando un fiato velenoso sta per toccarci, è bene esalare.

Possiamo del pari creare un velo protettivo con un atto della volontà. Durante i riti dei Misteri le sacerdotesse erano così avvolte in un velo quasi invisibile, al punto che più non udivano né vedevano, come se il filo dell’esistenza fosse stato reciso. Era una sorta di purificazione, attuata in un’atmosfera in tumulto.

Vi rammento il mistero dell’onda protettiva perché è originaria dell’Asia.

All’umanità occorrono vie nuove, e si deve aprire una finestra sul mondo astrale. Il saggio ha freddo, sulla Terra devastata dal turbine.

231 — Ho detto, dico e dirò: “AiutaMi a costruire il Mio Paese”. E ricordalo non nel tempo del calore e dell’abbondanza, ma nel freddo e nei momenti difficili.

Si è affermato che occorreranno eventi che richiedono coraggio, abissi profondi che si potranno valicare solo nel Nome del Maestro.

Diranno: “Fa caldo accanto al fuoco”. Ma tu risponderai: “Mi tuffo nel freddo”.

Diranno: “La pelliccia è magnifica”. Rispondi: “Troppo lunga per camminare”.

Diranno: “Chiudi gli occhi”. Rispondi: “Proibito durante la guardia”.

Passa il ponte con forza irresistibile, e nei momenti di stanchezza ricorda la Nostra richiesta, poiché il Piano è bello come la radianza degli elementi.

232 — Gli elementi sono sostanza spaziale, imponderabile e immensurabile, cristalli semiamorfi in quelle che sono dette manifestazioni elementali. L’essenza dello spirito immanifesto permea la sostanza dello spazio. Dell’uomo si dice che nasce e muore. Dello spirito elementale si può dire che si accende e si estingue come il lampo. La coscienza dello spirito manifesto s’infigge come freccia negli elementi, e come magnete attira a sé la sostanza disciolta. La nascita di uno spirito elementale è condizionata dal contatto di una coscienza manifesta. Invero la cooperazione non ha limiti!

Qualità, apparenza e forza dinamica dello spirito dipendono dallo spirito del creatore. Quindi il pensiero malvagio è condannato a generare mostruosità. La forza della coscienza suscita un riflesso corrispondente nella sostanza dello spazio. E i punti focali così accesi restano prossimi al loro creatore. Una coscienza mediocre darà vita a faville di breve durata, ma una che abbia potenziale crescente può creare giganti. È un’officina di bene e di male; ecco perché la qualità del pensiero ha tanta importanza.

In tal modo Noi abbiamo sbozzato un’immagine dell’evoluzione della vita dello spazio, e incitiamo l’umanità a far meglio, e a non insozzare le onde limpide della Luce.

Le sfere degli elementi sono di radiosa bellezza, e imbrattarle è come distruggere un fiore meraviglioso. Sento che l’insegnamento del puro pensiero penetrerà nella coscienza umana. Chi semina pensiero raccoglie. Quindi è inevitabile la cooperazione onniveggente con la Madre del Mondo. La sostanza spaziale, colpita dalle combinazioni di nuovi raggi, consente l’inizio della Nuova Era. Tutto il Bene ha da essere raccolto.

233 — Il Benedetto disse una volta questa parabola sulla Ruota della Legge:

A un abile scrivano si presentò un uomo d’onore, che lo incaricò di copiare una supplica al Signore, su una grande pergamena da lui stesso fornita. Subito dopo giunse un altro, che gli richiese di copiare una lettera carica di minacce; e anche questi fornì una pergamena, e insistette perché il lavoro fosse fatto con urgenza. Per dare la precedenza a quest’ultimo, il copista invertì la sequenza e subito si accinse al secondo incarico, usando, nella fretta, la pergamena destinata al primo. L’uomo delle minacce ne fu assai contento, e corse a iniettare il suo veleno.

Tornò poi il primo cliente che, vista la pergamena, chiese: “Dov’è quella che ti ho data?”. E udito l’accaduto disse: “La pergamena destinata alle preghiere portava la benedizione del compimento, mentre quella delle minacce era senza efficacia. Uomo senza fede, violando l’ordine delle date hai tolto potere a una preghiera che avrebbe soccorso un malato. Inoltre hai mandato a compimento minacce gravide di conseguenze senza paragone. L’opera dell’Arhat che benedisse la mia pergamena è andata sciupata. Sciupata l’opera dell’Arhat che aveva spogliato il male della sua potenza. Hai scatenato nel mondo un flagello malvagio che inevitabilmente reagirà su te. Hai sviato la Ruota della Legge dal suo sentiero, sì che non ti porterà avanti, ma spezzerà la tua via”.

Non scrivete le leggi su morte pergamene, che il primo ladro può rubare. Ma portatele in spirito, e il respiro della Benevolenza vi solleverà davanti alla Ruota della Legge, illuminandovi la via. Un gesto irresponsabile come quello dello scriba può essere causa di catastrofe per il mondo intero.

234 — Il Mio Raggio manifesta il segno dello spirito e presagisce una dura battaglia. Si può concepire il Nuovo Mondo come il destino dello spirito; lo si può distinguere dall’importanza annessa alla conoscenza. La primavera dello spirito dona salute. Gli anni volano, e lo sostengono. Lo spirito chiama, e trasforma il segno del sacerdozio nello stupore spirituale per il destino dell’uomo.

235 — Amici! Ponete quattro pietre a base delle vostre azioni:

Prima: Venerazione per la Gerarchia. Seconda: Realizzazione dell’unità. Terza: Commensura. Quarta: Applicazione del canone: “Per il tuo Dio”.

Ad affermare la Prima, evocate tutto il vostro amore. Richiamate dall’infanzia i sorrisi migliori, i raggi del sole più fulgenti, il primo canto degli uccelli sotto la finestra.

Per la Seconda, cingete l’armatura del giorno, afferrate le armi dell’azione e rinnovate le capacità percettive con un sorso d’acqua fresca.

Per la Terza, scegliete nel luogo ove lavorate la linea verticale più lunga, quale scala dimensionale del Piano. Applicatele mentalmente ogni scontento, irritazione e fatica e, così paragonando, non troverete il minimo posto per gli umori illusori.

Per la Quarta, raffiguratevi l’infinità dell’universo stellare. In verità, il Nostro Padre ha molte dimore; quale escludere? Ricordando il canone, immaginate di uscire dal chiuso alla luce. Così vi verrà quanto vi occorre. Incidete sulla prima pietra una Colomba; sulla seconda un Guerriero; sulla terza un Pilastro; sulla quarta il Sole.

236 — Noterete fra le Mie Parole brani criptici, o parole staccate non chiare per il momento. Ricordate, si può guidare, ma a patto di non interferire nel Karma.

La comprensione del Bene deve suggerire dove posare le pietre miliari della via.

237 — È bene avanzare ad ogni costo: ognuno ha la sua via.

È bene disporre l’organismo a ricevere l’Insegnamento del Maestro. Il Nostro Raggio agisce di continuo, ma la concentrazione dello spirito è necessaria. È bene ricercare le Indicazioni del Maestro fra le varie manifestazioni della vita. È bene saper pregare. La preghiera, ossia la comunione spirituale, è l’espressione suprema; ma sono indispensabili purezza di mente e forza di spirito.

La conoscenza della comunione è pericolosa, e può indebolire l’organismo, come un narcotico.

238 — Spesso la disciplina spirituale e il senso di commensura difettano. Ciò che consente la prossima vittoria è sempre il passo più difficile sul sentiero. Quindi molti principianti considerano la via dell’Adepto come una schiavitù da galera. Non è un’opinione lusinghiera, ma Io preferisco l’austerità del moto dello spirito.

Il disperato senso di vuoto spirituale che precede l’unzione era ben noto agli iniziati ai misteri di Iside. La notte dell’unzione, il neofita era chiuso in una camera apposita, dove vuotava il calice della disperazione e si stracciava le vesti, in una mortale angoscia dello spirito.

Prima dell’alba cadeva in torpore, e allo spuntare del giorno, allorché il sole illuminava le colonne del tempio e i sacerdoti intonavano la preghiera mattutina, il Grande Officiante, apriva la porta, lo destava e lo conduceva in un’aula splendente di luci, a ricevere un nuovo nome e rinascere nell’esaltazione dello spirito.

239 — Per certi gradi è indispensabile un ambiente pulito. I Nostri Ashram eccellono per la pulizia. L’igiene dello spirito presuppone l’igiene del corpo. Le emanazioni umane sono nocive per un certo aspetto della vita spirituale. Molti di Noi, di sensibilità particolare, non possono sopportare le emanazioni del mondo.

Le abluzioni rituali sono da intendere sia in senso letterale che simbolico. L’atto ultimo e supremo di tutti i misteri si distingueva per l’assenza di rituale. Molte volte l’Iniziatore diceva al neofita: “Sei venuto a Me armato del Segreto; ma che posso darti, se la corona di ogni compimento è in te stesso? Siedi, apri le ultime porte, e io pregando seconderò la tua ultima ascesa”.

240 — Che i migliori guerrieri del Santo Graal si adunino per vincere.

Il sorriso della vittoria supera ogni gioia. Accettate questo battesimo sorridendo. Pronunciate sorridendo anche i comandi più severi. Il Maestro cammina accanto a voi. In battaglia vi sosterrà il braccio, in concilio vi indicherà la soluzione.

Custodi vi seguono ovunque. Il tempo vola, correte a cogliere la conoscenza! Accettate con gioia l’austerità della vittoria.

241 — L’aria freme di gioia nell’ora che precede l’alba, l’ora in cui il Buddha conobbe la grandezza del Cosmo, e il Cristo pregò nel Giardino di Getsemani.

242 — Pochi lavorano. L’uomo, in cerca del prodigioso, ha perso la Mano che lo guida. Noi torniamo nel mondo ancora una volta. Riproponiamo ancora la testimonianza dello spirito. Ora decideremo la vittoria, in battaglia e nel laboratorio dello scienziato.

Gli uomini tremeranno quando la spada si leverà alta su loro, e una voce griderà: “Destatevi!”. La Nostra manifestazione è austera, e le barriere del mondo saranno distrutte. Manifesterò col fuoco i miei messaggeri, poiché sono Io Stesso a condurre.

243 — Meglio conoscere le debolezze umane che nutrirsi di immagini create da pensieri deboli. È una verità penosa, ma è tempo di sapere che il mondo è popolato di ombre. Prima di una catastrofe, esse appaiono sempre. Il martello è levato, terribile è la danza delle ombre che hanno dimenticato lo spirito!

Ombre che non sanno, ombre desolate, inconsce del Nuovo Mondo. Prevedo la resa del nemico. Vedo incupirsi l’oro di quelle divise. Vedo il Tempio dei divertimenti farsi disgustoso. La Nostra via è radiante.

244 — Il meccanismo umano è complesso, è un’evoluzione particolarmente cosciente. Dall’istante iniziale della coscienza non esiste un’evoluzione comune. Tutto viene costruito su un’infinita varietà di specie. È arduo stabilirne le leggi generali. Anche leggi immutabili e basilari, come la perfezione e la compensazione, non si possono esprimere in una formula sola.

Le affermazioni contenute nei libri non sono così semplici in pratica, e solo una mente assai illuminata può penetrare nella struttura dell’evoluzione umana. Molte lance si sono spezzate su questo problema, ma si può chiedere di essere illuminati.

245 — Oggi è difficile raffigurarsi i tempi della caduta di Alessandria. È persino meglio non ricordare gli anni di quel periodo di transizione. L’orrore ci afferra alla vista delle superstizioni religiose di allora. Origene camminava sui tizzoni ancora ardenti del Mondo Antico. Sapendo la legge di Gesù, soffriva per l’ignoranza della folla. Sapendo i sacramenti dei misteri antichi, soffriva nel vedere incompresa l’unicità della Fonte. Sapendo la semplicità dell’Insegnamento di Gesù, soffriva nel vedere erigere le chiese.

Era solo nella sua fatica, tormentato da contraddizioni troppo grandi nel suo stesso spirito. Alla chiarezza non comune e alla semplicità della cognizione spirituale, univa un’insolita complessità dell’essere. Espiava in sé la tempesta di quei primi giorni cristiani. Difensore della conoscenza, era sdegnato di vederla in declino fra il clero.

246 — Ripeto, la vanità del mondo è criminale. Possibile che non si veda il pericolo? Lingue di fiamma già rivelano la tempesta spirituale che si approssima, ma gli uomini non vogliono capire il Nostro segnale.

247 — Gli eventi tuonano. Cerco di frenare, di imbrigliare la pazzia.

Vedeste tutti i crimini che si commettono! Ma Noi non consentiremo alla pantera di spiccare il balzo. Una Mano guiderà chi cerca lo spirito. Chi vuole conoscenza verrà istruito. Chi soffre sarà consolato. Chi alza la spada sarà colpito. Chi deride sarà cacciato. Chi male agisce verrà abbattuto. Tale è il Mio decreto.

248 — È stupefacente vedere come il mondo corre alla rovina! I distruttori e il distrutto saranno spazzati via. Uomini nuovi vengono. Sortiranno da luoghi puri e puliti: nomadi e contadini, orfani e vagabondi, monaci e carcerati, scienziati e cantanti, in breve, tutti spiriti forti. Una legione a suo modo, capace di intendere lo spirito. Ma si sappia che fra i reietti esistono perle vere. Accogliete chiunque viene a parlarvi dello spirito. Anche negli occhi induriti di un bandito brilla a volte un pensiero di vittoria.

E anche un forzato comprende il sacrificio di sé, se monta di guardia.

Voglio che le vostre coorti siano rifugio di spiriti forti. Ricordate che il Cristo pregò fra i ladri, e il Buddha svelò il sacramento a un brigante. Giudicate dagli occhi. Scrivete queste cose.

249 — Consideriamo l’apparato sensitivo. Raffiguratevi un ago sottile, di insolita sensibilità, capace di reagire a tutte le variazioni dell’ambiente. Esso è collegato a uno strumento che registra tutte le correnti circostanti. L’ago vibra a tutti gli influssi, a tutti i suoni, a tutte le immagini, e l’apparato registra ogni ricezione. La sensibilità é tale che segnala anche un pensiero. Per necessità di precisione occorrono condizioni ambientali costanti. Una corrente predominante basta a creare uno stato di costanza. Ciò significa che l’apparato le si è adattato. Se la condizione varia, molte volte esso si arresta; specie se le correnti non sono armonizzate.

250 — Mi rallegro quando siete impregnati dall’importanza del futuro. Questi sono tempi cruciali. I vecchi pregiudizi sono una montagna di incomprensione. Le vie dell’umanità sono scure. In verità, solo il Nostro sforzo modifica il corso degli eventi. Abitudini brutali si sono introdotte negli svaghi dell’uomo.

Il Cristo insegnò la compassione, ma la legge dell’amore è calpestata. Gotama, detto il Buddha, predicò il coraggio e l’energia, ma i Suoi fedeli si arresero all’ozio. Confucio insegnò un ordinato sistema di governo, ma i suoi seguaci caddero nella corruzione.

È difficile dire quale crimine sia peggiore. Non si può dunque parlare delle nazioni, ma solo degli individui. L’indolenza è terribile e può sfiorare il delitto. Non e facile vedere le conseguenze dell’ozio, che trasforma gli uomini in bestie. Affermo che è uno degli ostacoli maggiori sul sentiero.

Sul piano spirituale è a volte più alacre un assassino. E la corruzione poi priva l’uomo della fiducia della Fratellanza, poiché quel tradimento è perfido. Infine, la mancanza di compassione impedisce la vittoria, poiché anime siffatte non hanno coraggio.

251 — È vero, l’intero Universo consiste di molte diverse origini. Intendo per “origine” una serie di elementi fondamentali. Noi chiamiamo primari quelli che esistono allo stato libero, cioè non combinati. Una delle caratteristiche principali del potere creativo è appunto la necessità di combinazioni. Per Noi il principio universale è la legge fondamentale del Cosmo, indagabile solo in parte. Si tratta certo di una cognizione ardua, ma possibile. Molti di Noi l’hanno conosciuta spiritualmente, ma non si può esprimerla in una formula generale di laboratorio fintanto che esistono cicli ancora inesplorati. Il gioco del Cosmo è come lo scintillio di un cristallo sfaccettato. La mente può afferrare uno solo di quei lampi. Il che non è triste, ma gaudioso. Naturalmente, i macellai non sono adatti a trasmettere tutta la sottigliezza delle concezioni.

252 — Gli uomini scorderanno il riposo e nella loro follia andranno in delirio. Hanno poca immaginazione, poca comprensione, poca conoscenza, scarsa commensura, non intendono la bellezza né il conseguimento, non vogliono rinunciare alle loro comode abitudini!

Tenetevi pronti a vedere anche figure ridicole. Bisogna saper guidare. È necessario, necessario, necessario! Sapeste quante volte dobbiamo lodare mucchi di sabbia, chiamandoli castelli. Ben inteso, Ci rallegriamo se il loro costruttore si accende di entusiasmo a quella lode e si prepara a farne degli altri. Ricordatelo.

253 — La disciplina è l’inizio di ogni cosa.

254 — Parliamo del Buddha.

Gli uomini non capiscono su cosa si imposta il Suo Insegnamento. È la disciplina. In senso spirituale e corporeo il monaco della comunità cercava con tutte le forze di seguire il sentiero. Nei primi anni le prove erano gravose. Gli era proibito mortificarsi con pratiche ascetiche, e imposto di lottare agli ordini solo dello spirito. Così austeramente il Buddha istruiva i discepoli. In verità essi conoscevano la gioia solo nella battaglia spirituale; ecco perché si parla della via spinosa.

Solo quando la volontà del discepolo si era fatta leonina, e le redini argentee dello spirito brillavano sui suoi sentimenti, solo allora il Signore sollevava alquanto il velo, e assegnava un compito. Allora l’allievo veniva gradualmente iniziato ai misteri della conoscenza.

255 — Disse il Benedetto: “La Verità è la sola fonte del coraggio”. La verità correttamente intesa è il più bel capitolo di saggezza nel libro del Cosmo.

256 — Il Devachan non è uno stato obbligatorio. È come un serbatoio di forze. Colà lo spirito si rinnova. Ma molte anime di grande forza non ne hanno bisogno. Attendono l’ora di una nuova manifestazione. Ecco perché occorre comprendere il vero insegnamento sugli “skanda”.

La legge delle date è importante come quella del karma, e controlla le combinazioni degli skanda. Lo spirito può correggere le deficienze del corpo fisico. È il fattore che controlla.

Non esiste una memoria prodigiosa, ma solo la capacità di evocare fatti e immagini.

Il piano astrale è ancora fitto di possibilità terrene, ma oltre predomina la conoscenza dello spirito; quindi la coscienza terrena esiste solo nell’involucro terreno. Nel corpo astrale però perdura un rimasuglio di coscienza personale. Ma non è la conoscenza dello spirito. La coscienza è solo una delle combinazioni degli skanda. È una limitata conoscenza dello spirito. Quest’ultima concepisce con chiarezza, ma la si può manifestare attivamente solo introducendosi in una combinazione di skanda e fecondandone la coscienza.

Ciò riguarda quegli spiriti soggetti al karma e alla legge delle date. L’evoluzione degli spiriti liberi è diversa. Si apre la questione dell’influsso del karma sulla sostanza dello spirito in altre sfere. È importante risolverla, poiché si dovrebbe saper distinguere fra coscienza e conoscenza spirituale.

257 — Affermo che la diversità nelle altre sfere è grande. Nominate un uomo, e ve ne dirò l’evoluzione, ma è quasi impossibile formulare una legge generale.

La fierezza di spirito conduce alla vittoria. Se tutti gli uomini fossero re in spirito, il male sarebbe dimezzato.

258 — Torniamo alle date.

Le leggi del karma e delle date sono come Giano bifronte, l’una origina l’altra. Il karma reca il frutto dell’azione, e determina la data della manifestazione.

Notate che si devono combinare il karma personale, di gruppo e cosmico, allora la data sarà esatta. Molte volte gli sviluppi di un karma personale trascinano seco quello collettivo. Alcuni spiriti sono del tutto soggetti al karma, il che vuol dire che la conoscenza dello spirito è minima in loro, e il karma resta la sola possibilità di evoluzione.

259 — Nuovi, nuovi, nuovi! I vecchi non hanno posto nella nuova costruzione. Perché rivolgersi ai vecchi, quando già un mondo nuovo lampeggia all’orizzonte. Quando chi è in viaggio sprona il cavallo verso la meta, e anche Noi guardiamo l’orologio dell’evoluzione! Se poggiamo l’orecchio sulle sabbie del deserto, udiamo voci remote che dicono di un’Epoca senza precedenti.

260 — Nulla permane nel Cosmo; persino un semplice oggetto appare diverso in due momenti successivi.

261 — Certo la barca propria, anche se fa acqua da ogni parte, è meglio della nave altrui. Noi apprezziamo solo chi naviga col suo battello.

262 — Certo la vita è bella. Ma finora è stata giudicata dall’istinto animale, perciò non si è dato risalto alla sua bellezza.

L’Egitto ebbe un’elevata cultura, ma non si può dire che l’odierna le sia inferiore. La cultura aveva il suo centro nell’India del Nord, ma la conoscenza era limitata a una classe ristretta. Il sistema delle caste — stolta anticaglia — ha intralciato la cultura. Il Buddha intendeva veramente abolire quella follia. Il Suo Insegnamento era pervaso di gioia.

263 — In verità, il Buddha potrebbe manifestarSi. È apparso a molti, ma volendo che il Suo Insegnamento fosse l’unica fonte, ha sospeso le apparizioni personali.

Il Suo Insegnamento non concedeva nulla al culto; i Suoi fondamenti erano la conoscenza e il conseguimento individuale. Proprio questo ne era il tratto caratteristico. A causa di ciò, il Suo simbolo era il leone. Spesso Noi Lo chiamiamo “Re del Pensiero”. Avete compreso a dovere l’irrealtà del mondo circostante. Quando ho detto di seguire il sentiero superiore della vita, ripetevo le parole del Signore. Egli ne riconosceva la realtà per il ciclo attuale, e inculcava il dovere ai Suoi discepoli.

264 — Abbassate la celata. Quando gli eventi stanno per accadere, tutto tace. Alla vigilia della battaglia preparate con calma le armi. Se prima attraversavamo le città fra i clamori del popolo, ora le passiamo in silenzio, all’alba. Se prima risuonavano gli applausi, ora è tempo di vincere.

Il culto che Ci è tributato Ci soffoca.

Benevolenza e austerità sono un solo e medesimo concetto. Un tempo inviavamo rami d’olivo in segno di pace. Un tempo il Nostro simbolo era la colomba; ora è il calice della vittoria.

Ogni epoca ha il suo simbolo.

265 — L’epoca dei commerci individuali è passata. I ladruncoli devono sparire. È meglio pensare al bene del popolo.

Non amo parlare della ricompensa alla fatica, che però non tarderà a venire. Parlo della gioia del lavoro. Il sistema cooperativo e l’unica salvezza.

266 — Amate i grandi spazi del pensiero. Venerate i giganti della volontà. Allaccerò intorno a voi il Nodo Sacro, che è invisibile. È Nostro Decreto che testifichiate il Mio Avvento. Alzate il grave Scudo con il fermo volere della coscienza. Diciamo: “Signore, aiuterò il Tuo Paese; il mio spirito riveste l’armatura del coraggio. La Tua stella splende luminosa sul mio scudo. Parerò con esso le frecce dei Tuoi nemici. Voglio aiutarTi”.

267 — Vi dirò di due generali di Akbar.

All’uno si diedero istruzioni assai esplicite; all’altro, molto frammentarie. Quest’ultimo finì per rivolgersi ad Akbar, dicendo: “Perché non merito comandi chiari, che pure ho riportato tante vittorie?”. Rispose Akbar: “La tua comprensione limitava il flusso delle parole. Che ogni istante fatto risparmiare da te sia commemorato con una perla preziosa”.

Grande è dunque la gioia di chi sa risparmiare un sorso della Fonte.

L’essenza dell’Insegnamento è paragonabile alla esigenza di certe fasi della battaglia. Non vi nascondo che dopo ogni vittoria filtrano sempre dicerie oscure, ed è bene aspettare che quei missili filino via, specie se la fortezza è stata segnata sulla mappa del nemico. Ma se i proiettili scavano la terra intorno, tanto meglio per le prossime fondazioni.

Dunque chi ha pazienza saprà porre le basi future.

Quando sediamo in silenzio, il legame si rafforza.

Una nuova crescita segna una fase nuova, e già conosciamo nemici raffinati. Ma alle nostre spalle si raccolgono forze fresche, e quindi non ci servono metodi vecchi.

268 — L’errore maggiore è che i problemi e le esigenze della vita non siano stati formulati: in qualunque momento Io potrei interrogare, e ciò che è stato perso non si ripete. È stato detto: “Non sapete né il giorno, né l’ora”.

Affilate il pensiero come una spada. Si può imparare senza fine.

Quando ho chiesto il vostro aiuto per costruire il Mio Paese, non mi rivolgevo certo a scheletri, ma a spiriti vivi e creatori. A ciascuno è assegnato il suo sacrificio. Il simbolo degli occhi aperti è così importante.

269 — AiutateMi a costruire il Mio Paese. Gli uomini non vogliono vedere il vecchio mondo che crolla. Non per severità, ma per sollecitudine per il Piano stupendo insisto, e torno a ripetere.

Perché usare l’Amrita per un brodo di lenticchie? Dite ogni ora: “Nulla mi impedisce di correre dal Maestro. Ho mille occhi, e la mia forza non fa che crescere in mobilità”.

Mobilità ed estro sono inseparabili.

270 — Vi è noto il cerchio magico, ne sapete il significato scientifico. Particolarità del Piano è che si è stabilito di abolire la protezione consentita dal cerchio, poiché è un ostacolo cosmico.

Una sorta di timore ha eretto attorno all’umanità vari cerchi artificiali. È ora di abbandonare le formule convenzionali. È tempo di andare incontro alla manifestazione della Terra e del Cielo con spirito desto. È tempo di dire a occhi aperti a tutti gli elementi: “Non vi temo! Non potete bloccare la via che mi è stata indicata”.

È tempo di dire alla Luce: “Vengo per aiutarti, e tenderò la mano al sole stesso. E finché il filo d’argento sarà intatto, le stelle saranno la mia armatura”. Così semplice è la via prescritta per l’uomo.

E alfine l’idolatria dei simboli sarà spazzata via dal raggio di Luce. E Ci sarà consentito di essere non degli Dei, ma dei Collaboratori. Questo è il Patto della semplicità.

271 — Non temete di esaminare con cura l’armatura del vostro fratello. Solo tastando con mano attenta tutte le connessioni delle sue maglie, saprete quale sia il fianco meno difeso. Una corazza rilucente all’esterno può non resistere a un colpo lieve.

Se quindi scoprite una falla, ditegli: “Fratello, nel Nome del Maestro, esamina la tua corazza e perfeziona la sua tempera; altrimenti faresti meglio a combattere senza protezione”.

Dunque verificate le armi prima di ogni battaglia. Atroce è la sorte di chi tiene in mano solo un’impugnatura.

Ci rallegriamo molto quando la grandiosità del Piano viene rivestita di semplicità. Ricordate, la semplicità attrae. Questo magnete corrisponde alla nuova dimora.

I pensieri uncinati non lasciano cantare gli uccelli, ma la Mia marcia è solo un canto.

272 — Vi diranno: “Che paradiso è il vostro?”. Rispondete: “Un paradiso di dura fatica e di lotta”.

La prima fa invincibili, la seconda produce bellezza.

Anche oggi dico che vengo, Io Stesso! Infatti le Mie frecce volano nel Mio Paese, e germogli di molti colori attendono i giardinieri.

I Miei segni stanno sui muri, e nello stormire delle foglie è il Mio respiro. Lasciate i cespugli crescere selvatici: è più facile abbattere che piantare. Non temete nulla, poiché se anche i Nostri fiori hanno molte forme, con la Voce del Signore li disporrete in ordine.

Vedete com’è rigoglioso il Nostro campo. Utili germogli sono ancora verdi, altri, secchi, cadono e anneriscono. Già si può tracciare il disegno del nuovo conflitto. Aggiungerete nuove regioni alla lotta dello spirito, e spianerete le montagne dell’antico orgoglio.

Come ho detto, meglio uno straccione che un ipocrita. Imparate a distinguere il fuoco dello spirito nello sguardo. L’abito a coda di rondine non ha la stella di battaglia che splende sui kaftan.

Oggi ricordiamo il Paradiso di dura fatica e di lotta.

273 — Assieme alla commensura si deve comprendere la necessità.

La prova finale sarà quest’ultima. In altre parole, ogni candidato dovrà dire cosa consideri più urgente. Dalla qualità della risposta immediata sarà giudicata la sua coscienza.

274 — I gradi dell’efficienza sono mutevoli. Sono numerosi come le foglie di un albero.

Se veramente vogliamo che un Avvento non sia rimandato dobbiamo sgombrargli la via senza indugio. Notte e giorno ci si deve abituare a eseguire i Precetti e a vivere impregnati delle Leggi.

Qualsiasi bigottismo Mi dispiace. Che il Raggio illumini la vittoria. Dove lo dirigerei, se trovo cartapesta anziché uno scudo? Per colpire sono indispensabili velocità e fermezza di mano.

Io vi mando ogni scudo ma voi dovete sfruttare ogni momento. Avanzate non per amore di ricompensa, né per paura, ma perché capite la bellezza del Cosmo.

275 — Vi dirò l’origine della controversia fra il Buddha e Devadatta. Questi chiese: “Qual è il principio di ogni azione?”. Il Benedetto rispose: “Ciò che è massimamente necessario; poiché ogni momento contiene la propria necessità, e ciò è detto la giustizia dell’azione”. Devadatta insistè: “Come si accerta l’evidenza della necessità?”. Il Benedetto rispose: “Il filo della necessità attraversa tutti i mondi, ma chi non lo comprende resta in una gola pericolosa, esposto alle pietre che cadono”.

Così Devadatta non seppe discernere la linea della necessità, e quest’oscurità gli chiuse la via.

Un cavallo generoso sente persino con lo zoccolo su quale sasso appoggiarsi. Così si percepisce l’ordine della mobilità, della commensura e della necessità.

Molte Nostre note storiche sono prese per iscrizioni di antichi legislatori. Spesso persino il nome del Cristo o del Buddha impediscono una pronta accettazione, ma caratteri incisi su una roccia sconosciuta attraggono subito l’attenzione.

Occorre dire che l’effetto migliore si ottiene quando si accende la scintilla dello spirito? Sappiate dunque quando è meglio ricordare il Nome e quando più utile impartire la sostanza della Legge. Ricordatelo, quando sarete su vie diverse.

276 — Mando sette servi al mercato a comprare dell’uva.

Che vedo? Il primo ha perso il denaro. Il secondo l’ha dato per del vino che intossica. Il terzo l’ha nascosto. Il quarto non s’è accorto che l’uva era acerba. Il quinto, per assaggiarla, ha guastato il grappolo intero. Il sesto l’ha scelta con senno, ma presala male l’ha sparsa a terra, per incuria. Il settimo ha portato un grappolo maturo, e l’ha pure ornato di foglie.

Così sette sono passati per una sola via e nello stesso tempo.

Osservate lo statuto del Nuovo Mondo. Porremmo a contatto spirito e corpo, poiché non esiste conquista più bella. Ritengo che l’epoca in cui viviamo sia molto complessa. Riflessi di eventi si affollano ai cancelli. Sapete che la nave corre avanti sull’onda. Quindi in verità non l’udito è da nutrire, ma lo spirito.

277 — A proposito di posare magneti.

Il magnete proietta l’evoluzione planetaria. Manifesta immutabilità. Afferma il sentiero degli uomini. Ha vari aspetti diversi: o il corpo integro del pianeta conduttore; o una parte di quel corpo, connessa ad altre parti; o un oggetto estraneo che abbia stabilito un legame con il magnete mediante contatto. Il magnete rimane invisibile, e attrae il flusso degli eventi; o serve come centro d’azione cosciente; o illumina chi l’abbia trovato.

È possibile rintracciare nella storia umana una rete di magneti, che hanno emesso luce come segnali di fuoco. Come agisce dunque un magnete? Tramuta in azione le idee dello spazio. Molti di essi giacciono sotto le fondazioni delle città. Molti sono stati rinvenuti.

Ripeto che il simbolo di rombi in un meteorite giunto dallo spazio è da intendersi in senso scientifico.

Tutti gli istanti del mattino e della sera sono da usare. La vita del cittadino è finita; è iniziata l’alba di una nuova conquista. Il destino è pronto a rendere conto di tutti i fardelli, ma dovete accettarli. Un raggio può splendere attraverso la finestra.

278 — L’invisibilità molte volte salva. Il tacere molte volte salva. Essere custode di segreti è onorevole. Essere degno di fiducia è onorevole. Il potere dell’aspirazione fa espandere lo spirito.

279 — Ritengo che si debbano accendere tutte le luci per meglio comprendere i segni. Darò segni a tutti quelli che chiamo, ma li devono accettare. Dirò che talora si deve ricorrere a segni di natura eccezionale, ma non se ne può fare uso continuo.

Ricordo: una volta riuscimmo a salvare un uomo da un incendio, ma questi non badò ai segni e si ruppe una gamba. Altra volta, per impedire a qualcuno di apporre una firma disastrosa, fummo costretti ad applicare, oltre che l’influenza spirituale, una tale forza muscolare che la sua mano restò insensibile per lungo tempo.

Per salvare un altro da una belva pericolosa lo dovemmo gettare giù dal sentiero. Non costringeteci dunque a misure straordinarie, e badate ai segni di salvezza.

280 — Una elevazione spirituale dev’essere conferita. Noi veneriamo il Maestro in azione. Viviamo aspirando a una mirabile visione. La Nostra via è cosparsa dei segni del conseguimento. Sulle Nostre tende splendono i raggi del valore. La Nostra gioia deve bruciarsi alla fiamma del Vero. La Nostra via si allunga tre volte tanto. Non è forse una gioia lottare con ogni forza contro la materia inerte, e sprigionare con la Nostra azione scintille di spirito creativo dalla lancia dello spirito?

Maestro, Maestro, Maestro, cammina impugnando la freccia del Comando. Mai sceglierò una distesa di acqua calma; meglio piuttosto tutti i tuoni, e i Miei Decreti, come lampi, trasformeranno la Cupola dell’Universo. Come messaggera manderò una colomba, ma Io calerò come l’Aquila!

Miei guerrieri, preparate le corazze!

281 — Già sapete di quei due generali di Akbar, aggiungiamo qualcosa di un terzo. Questi domandò: “Perché l’atto prematuro e quello tardivo sono entrambi condannati?”. Akbar rispose: “Amico, non esistono valori uguali. Quindi, se l’azione prematura ha dell’estro, il suo merito è maggiore, poiché quella tardiva è connessa solo alla morte. La prematurità è passibile di giudizio, ma la tardività è già condannata”.

282 — Vi comando di comprendere l’importanza di ciò che accade. Come ho promesso per oggi un Decreto, così siate pronti all’azione.

Se vedo che si deve montare a cavallo, andate!

Se vedo che si deve volare, volate!

Se vedo che si deve prendere il mare, navigate!

Se vedo che si deve strisciare in un fosso, strisciate!

Se vedo che dovete comparire a mezzanotte, fatelo!

Se vedo che dovete arrivare prima dell’aurora, siate puntuali!

Se vedo che si deve proteggere il Santuario con lo scudo, copritelo!

Se vedo che non si deve dormire, vegliate!

Se vedo che dovete aver fiducia in Me, confidate!

E che il vostro mantram sia: “Ti aiuto a costruire il Tuo Paese, nel Nome della Madre del Mondo e di mio Padre!”.

Rafforziamoci col fuoco della prontezza; e marceremo su sabbie d’oro, poiché andiamo dai Maestri.

283 — Proclamate il Mio desiderio che tutti lavorino. Usate intensamente la vostra aura; in altro modo essa non può crescere. Rendetevi conto che i raggi celesti sono inutili se non vi corrispondono le emanazioni dei centri nervosi. Ho già detto della lingua ammutolita e delle braccia rotte per effetto di azioni celesti senza risposta terrena.

284 — Vorrei vedere la cooperazione non scritta sulla carta e nelle assicurazioni verbali, ma nell’azione. È ben fatto non parlare dell’amore ma mostrarlo negli atti. È corretto tralasciare di proclamare la propria devozione, purché sia manifesta nelle opere.

È giusto abolire le parole superflue, perché sono necessarie nell’azione. Sarebbe deplorevole se durante un assalto i soldati lasciassero i loro posti per far certo il comandante della loro fedeltà. In verità questo è tempo di assalto, e ogni roccia dev’essere espugnata con mosse accorte. Mirate bene le vostre frecce.

Fin dall’inizio ho detto che i raggi non servono se non si è correlati con le emanazioni. Fatica e irritazione possono privare di un messaggio urgente. Bisogna saperci raggiungere sopra e nonostante le proprie sensazioni.

285 — Dai disegni cosmici torniamo a portare pietre, e su ciascuna incidiamo il simbolo della croce. Vi ricorderò in qual modo il Buddha sceglieva i discepoli più adatti.

Durante il lavoro, quando già la fatica s’impadroniva di loro, Egli faceva la più inattesa delle domande, e voleva una risposta prontissima. Oppure, mostrando un oggetto semplicissimo, chiedeva loro di descriverlo con non più di tre parole o non meno di cento pagine. O anche, messo uno dei discepoli dinanzi a una porta chiusa a chiave, domandava: “Come l’apriresti?”. O, radunati musici sotto la finestra, li faceva suonare canti del tutto dissimili per contenuto. O notando una mosca fastidiosa chiedeva all’allievo di ripetere certe parole inattese. O passando davanti a loro chiedeva quante volte lo avesse già fatto. O vedendo che avevano paura di animali o di fenomeni naturali assegnava loro il compito di dominarla.

Così il Potente Leone temprava la lama dello spirito.

Ricordate e applicate!

286 — Gli Usha della Nuova Aurora si possono ora manifestare. Già il potere della Luce consuma le tenebre: M ... è uno Spirito invincibile.

Il Mio Spirito sa come si forgia il potere. Vi consiglio non di pregarMi, ma di invocarMi. E la Mia Mano non tarderà a manifestarsi nella lotta.

Per quale virtù attraversammo i deserti? Come evitammo le frecce nere? Come cavalcammo destrieri selvaggi? In virtù di che fummo capaci di dormire nella stessa tenda con un traditore?

In qual modo Ci riuscì di migliorare il Nostro destino affrontando il fuoco di sterpi del deserto? Come superammo i massi del torrente? In qual modo ritrovammo la via nell’oscurità della notte? Come riuscimmo a comprendere i desideri tenebrosi? Come scoprimmo il sentiero della vita? In verità, con la vigilanza dello spirito. Noi siamo pronti ogni istante a dare il pane della vita a chi vorrà scegliere lo stesso sentiero, della vigilanza dello spirito. Il Mio Raggio illumina le azioni dello spirito.

Al Mio Raggio rispondono gli esseri che si ammantano del viola protettivo del coraggio. Dove trova la muffa della paura, il gladio del Raggio diventa una frusta!

287 — È difficile raggiungere il cuore degli uomini. Lo spirito non trapela, e l’involucro carnale si addensa. Quanto è allora da accogliere con gioia chi si guarda attorno come aquila: per lui le nebbie del futuro sono come uno specchio terso.

Anche se gli eventi del conflitto sono grandi, posso fare una promessa a chi è fedele: in ogni situazione la sua dignità sarà salva. Noi volgeremo le correnti da ostili in favorevoli.

Un Comando rivolto ai Miei guerrieri non si ripete. Costruiamo meglio le vie, segnando le occasioni. Non c’è da temere se a prima vista sembrano troppo lontane fra loro. L’erba non cresce all’istante. Ma per buona sorte vedo giovani cui si potranno lasciare le redini sciolte.

Dovete fidarvi degli sconosciuti e degli Invisibili.

288 — Quando gli uomini muoiono sentono o che hanno vissuto qui a lungo, il che significa che la loro aura si è attaccata agli oggetti, o che ogni cosa è finita attorno a loro, il che significa che l’aura ascende, aspirando.

È importantissimo distinguere le due categorie. Spesso è possibile formarsene un’opinione da qualche segno esterno.

Quali sono i Miei? Quelli che non si sentono a casa in nessun luogo; che non danno valore alle cose; che amano scalare le montagne; che amano il canto degli uccelli; cui piace l’aria del mattino; per i quali l’azione vale più del tempo; che capiscono i fiori; che sono coraggiosi senza saperlo; che detestano il vaniloquio; che apprezzano la gioia della bellezza; che comprendono la vita oltre i limiti del visibile; che sentono quando spartire l’Amrita; che s’affrettano a compiere la profezia. Questi, la Mia Gente, possono usare il Mio Potere.

Come Re del Paese degli Uragani, posso dare loro una goccia di rugiada dell’albero Elgario, che svela la vita futura.

289 — Vi dirò come un grande guerriero colse una delle sue vittorie maggiori. Pose a fuoco la steppa alle spalle del proprio esercito, e diede mille cavalli ai prigionieri, che fuggissero. Questi corsero atterriti dal nemico, e vi sparsero il panico. Le sue schiere poi irruppero dietro a quelli, non avendo altra via di scampo. Calpestarono il nemico più veloci delle fiamme.

Il condottiero dalla vista corta brucia la terra dietro l’avversario, ma un capo saggio la mette a fuoco alle spalle delle proprie milizie.

Parimenti, le prime migrazioni dall’Asia distruggevano, avanzando, ponti e guadi al loro passaggio, sì che il pensiero di ritirarsi non entrasse nelle menti.

290 — In oriente si pone questo enigma: “Cos’è che vuole essere sepolto?”.

Risposta: “Il seme”.

In effetti, il seme vuole essere sotterrato, ma quando prende a vivere cresce solo verso l’alto.

Il Maestro vede nuove occasioni, e il fuoco della steppa sospinge i cavalieri in una sola direzione.

291 — Fra margherite polverose si erge un giglio di Viola Celestiale. È bene vivergli accanto, poiché i fiori sono il solo legame vivente fra Terra e Cielo.

Nella creazione del polline dei fiori sono precipitati come dei cristalli di prana. Con tutta serietà si può dire che nei fiori il Cielo si fissa sulla Terra.

Se questa fosse privata dai fiori, metà della sua vitalità sarebbe persa. Altrettanto importante è la neve: le cime nevose stanno come fari di salvezza.

292 — Quando il lavoro si fa più ampio, pavimenti e soffitti cominciano a fessurarsi. Gli uomini non capiscono bene la differenza fra: “può essere” e “sarà”. Sembra loro che, se può essere, sarà. Ma dov’è il conseguimento, dov’è il desiderio di passare ogni ostacolo?

293 — Rappresentiamoci la Terra affollata di stazioni radio trasmittenti. Qualcuna di esse ad altissima tensione. Queste da sole dirigeranno la vita del pianeta. Proprio nello stesso modo esistono spiriti di alta intensità che hanno totalmente caricato i loro accumulatori durante le incarnazioni precedenti. Loro caratteristica è la ferma coscienza dell’indissolubilità dell’ego interiore, da cui nasce il concetto di una libertà superiore. E alla stazione ad alta tensione si collega una rete di altre, minori, che ne ricevono le onde continue. Così uno spirito molto intenso alimenta i dintorni: analogo a una torre solitaria che domina lo spazio. Ecco perché fin dalla prima infanzia alcuni si sentono attratti da quei magneti, e persino li affaticano.

Conseguire non è rinunciare: è contenimento e moto. Dunque quando dico: “chi ha rinunciato”, si deve intendere: “chi ha contenuto”. È impossibile mostrare la sostanza della rinuncia, perché al suo fianco si annida la proibizione. Ma il contenimento invece accentua la comprensione cosciente.

E in qual modo la Gran Madre rinunciò ai mondi? Contenne la grandiosa struttura del futuro, che nulla impedisse la crescita dello spirito.

La lealtà è qualità propria dello spirito di elevata tensione, il saper contenere fa gaudiosa la vera conquista. Così questa può moltiplicarsi, poiché quando è luminosa ne suscita altre.

Alcuni santi Eroi sono stati a ragione raffigurati come naviganti. L’energia del mondo porta sull’onda chi è entrato nella sua corrente.

Ed è poi da notare la distinzione fra minaccia e sollecitudine. Quando consigliai un illustre cavaliere che imparasse a saltare dal cavallo in corsa, ritenne la cosa come contraria alle usanze delle sue steppe. Ma quando il cavallo imbizzarrito lo portò bruscamente sull’orlo di una cateratta, saltò in malo modo, e restò zoppo.

Pure è facile aderire alla corrente del mondo, mediante la piena fiducia. Noi tendiamo solo alla gioia.

294 — Mirate con forza al futuro, evitando la fuliggine del presente.

295 — Imparate a non essere distruttivi, e a usare la più perfetta pazienza.

È terribile vedere come pochi rispondono all’appello senza magre scuse né lagnanze. Date agli uomini le cose più preziose, ma nell’ora della chiamata essi scordano quanto hanno avuto.

Come si può pensare al Nuovo Mondo se non si è compreso il vecchio? Il riccio ha molte spine, ma non per questo è un re.

Il Nostro Aiuto fiorisce quando è accolto da colui cui è rivolto. Ci rallegriamo quando la Nostra Mano non è respinta.

296 — Non vivete di reddito. Quel guadagno è macchiato. Il miglior scambio di beni è il baratto; o, se occorre, si scambiano oggetti con denaro da convertire immediatamente.

Non siate scontenti che di voi stessi. Non fate fare da altri ciò che potete fare voi, e vi libererete dalla tirannia dei servi. Non dite due volte ciò che basta dire una volta sola. Non ripassate per lo stesso sentiero, poiché anche le soglie di pietra si consumano. Non nuotate quando è il caso di volare. Non voltatevi indietro quando si tratta di correre. Non storcete la bocca con male parole dove è bene passare in silenzio. Se occorre l’acciaio del conseguimento, non copritevi di raggi. Una sella non serve quando crescono le ali. Non è il pugno che infigge il chiodo, ma il martello. Non è l’arco che colpisce il bersaglio, ma la freccia. Non per il mio Dio, ma per il tuo. Non fortificatevi con una palizzata, ma con il fuoco del pensiero.

297 — Non considerate nulla come vostro: vi sarà più facile non danneggiare le cose. Ornate ogni luogo: vi difenderete meglio dalle trivialità. Considerate quanto le cose nuove debbano essere migliori delle vecchie: affermerete la scala dell’ascesa. Pensate com’è bello il domani: imparerete a guardare avanti. Pensate quant’è crudele la condizione degli animali: saprete compatire gli inferiori. Osservate quant’è piccola la Terra: capirete meglio i rapporti. Pensate com’è bello il sole celato dietro il globo terrestre: sfuggirete all’irritazione. Pensate come sono bianche le colombe nei raggi del sole: la vostra speranza si farà più forte. Pensate quant’è azzurro il cielo: vi accosterete all’eternità. Pensate com’è nera la tenebra: vi difenderete dal gelo della fuga. Pensate con coraggio alle Immagini dei Grandi: seguirete la via dell’unione. Pensate alla gioia di camminare sulla superficie del pianeta, e impregnarlo con la coscienza dello spirito. Pensate alla gioia di camminare sotto le costellazioni, quale punto focale di raggi millenari. Pensate alla Nostra Mano, che guida e vigila: prolungherete il filo della vita.

298 — Se qualcuno vi sbarra la strada, scansatevi in silenzio, se conoscete il sentiero. Se vi conviene un rifugio, abbiate parole buone per il padrone di casa. Se la vostra via è larga, quando viene l’ora di partire benedite chi resta. Se a lato della via fiorisce un albero, non spezzatelo: darà gioia a chi vi segue. Quando udite un saluto, non sciupatelo. Se ascoltate un uccello che canta, non scuotete il suo albero. Se fanciulli si avvicinano, dite loro: “Vi aspettavamo”. Se vi affrettate per la cena, posate il piede su pietre asciutte. Quando vi disponete al riposo, ordinate i vostri pensieri. Se udite cose piacevoli di voi, non segnatele sul diario. Quando pensate a un’offesa, badate alla polvere del pavimento.

299 — “Meglio accogliere un messaggio urgente che nascondersi quando arriva il messaggero. Meglio non dare tinte vivaci ai cancelli se la strada è polverosa. Meglio che il cavallo cammini nell’orto piuttosto che sulle pietre. Meglio dar ragione al gendarme che stare davanti al magistrato. Meglio dar via carote che stare senza piselli. Meglio addormentarsi su una panca che su un formicaio. Meglio sentire giusti rimproveri che parole di latte e miele.

Meglio essere amici di un asino che dare ascolto a una volpe. Meglio chiamare il medico che cavar sangue a un demonio. Meglio tremare per i tormenti passati che essere incerti del futuro. Meglio giudicare di mattino e perdonare di sera. Meglio pensare di giorno e volare di notte”. Così è detto nel libro: “La Perla dei Sogni”, scritto in Cina.

300 — L’Insegnamento di nuove possibilità di vita attrae intelligenze pratiche, e quando la manifestazione sarà possibile verrà accolta con prontezza, come la telefotografia. È consolante realizzare che due mondi si uniranno sotto gli occhi stessi dell’umanità. La purezza spirituale sarà intesa come pratica necessità di vita. E come ai tempi remoti del magistero sacerdotale, ma con applicazione popolare, il fuoco della conoscenza tornerà a splendere. Prima necessità è l’equilibrio tra le forze della natura visibile e il Potere delle Fonti Invisibili. È facile sintonizzare l’apparato della scienza visibile ai condotti del Mondo Superiore. La chiarudienza ad esempio sarà compresa senza difficoltà, nello stesso modo che il telefono senza fili, che sarà presto costruito. Ma proprio allora si baderà alle diverse qualità delle comunicazioni, e raffrontando le peculiarità degli intermediari si capirà la praticità di ciò che è spirituale.

Così come la fotografia non può surrogare la libera creazione, un apparato fisico non potrà mai sostituire la spiritualità. I “fenomeni” sono assai nocivi, in quanto la scarica della materia turbata a forza produce un’atmosfera repulsiva di elettroni agitati. Nulla nuoce tanto a un organismo quanto i fenomeni inutili.

301 — Mi dà gioia vedere che lampi di previsione per il bene dell’umanità scintillano fra i vostri pensieri. Questi pensieri sono da lanciare nello spazio. Se dedicaste al futuro mezz’ora ogni giorno!

In verità, il falò dei vostri pensieri Ci sarebbe gradito.

Lasciate che le vicende quotidiane sbiadiscano, ma fate che il paese futuro prenda corpo nel pensiero. E cosa lava lo spirito meglio che i pensieri del bene altrui? E cosa tempra l’armatura della perseveranza meglio che il desiderio di condurre altri alla Luce? E quale sorriso è migliore del desiderio di veder ridere anche l’ultimo bimbo? Vi esorto a pensare così al futuro, a infilare ogni giorno una perla nella collana della Madre del Mondo. In modo conciso e semplice ornate il Focolare del Mondo.

È bene non fare paragoni col passato, poiché fra le sue pieghe si annidano gli errori. Si può navigare al largo delle coste straniere; c’è solo da ammirare il mondo di luce donato a tutto ciò che vive. La luce è il miglior ponte fra il visibile e l’Invisibile.

Se penserete al futuro non la sera accanto al fuoco, ma nello splendore del sole, una rugiada di prana vi illuminerà la fronte.

302 — Che sempre nuovi paesi riconoscano quanto è potente l’aspirazione del puro di cuore. Comprendano che l’ipocrisia del pensiero ostacola la comunione in spirito.

Dite a tutti coloro che sperano di raggiungerCi di mantenere puri i pensieri. La vittoria nasce dai pensieri puri. Nessuna azione darà frutto se non innalzata dalle ali di un pensiero iridescente.

So com’è difficile distruggere le pulci del pensiero. Ecco perché ripeto: ventilate le circonvoluzioni del cervello, ché esse non possano stabilirvisi. Il pensiero caotico genera piccoli insetti e recide le vie migliori. Per i parassiti del corpo l’uomo viene sfuggito. Quanto più repellenti sono quelli dello spirito!

Quando i pensieri fluiscono ampi, anche se mal condotti, possono non essere nocivi. Ma se per contenuto somigliano a una goccia d’acqua stagnante, non è possibile che rivelino l’immagine del Nuovo Mondo.

Bisogna affermare il proprio pensiero, e aver saldi in mente i quattro precetti che ho dato. E ricordate: evitate i pensieri confusi. Vi esorto con forza a dar risalto alla bellezza del firmamento e connetterla a pensieri sul futuro.

303 — Le scadenze del destino delle nazioni si possono arguire in base all’onda della religiosità. Quando l’incredulità è palese, la messe di Dio è matura.

Ma al tempo dello splendore ipocrita, la spada è pronta. L’esempio di Saul insegna.

Oggi, in occasione di una festività annuale ci rendiamo conto che il vagabondo più stracciato può aver conseguito, e una ricca tunica può nascondere ulcere perniciose. Così vediamo una nuova divisione del mondo. Molto si può perdonare agli straccioni, ma l’oro accecante delle dimore sontuose non pesa più del calice della giustizia.

304 — Già ho detto della comprensione interiore del linguaggio. Scrivi questa leggenda:

Si proclamava un tempo che una grande sacerdotessa capiva qualsiasi lingua mediante la coscienza interiore, con risultati prodigiosi. Inviati da paesi lontani le parlavano nella loro lingua, ed ella li comprendeva. Si creò così la leggenda di un linguaggio eterno.

Ma molti volevano essere convinti. Le presentarono molti stranieri, e fu fatta discendere dall’ottavo piano, nonostante le sue proteste. Ma nulla si manifestò per la folla, e gli stranieri reiterarono invano le loro favelle. Così si distrusse una delle occasioni migliori. Pure sarebbe possibile praticare tale comprensione se si studiasse la qualità dell’aura, che è il tramite sia della beatitudine che del contagio.

La facoltà di capire anche la propria lingua nativa non dipende dall’orecchio, ma dal contatto con altri centri tramite l’aura. Quindi è meglio dire: “Ho compreso” che: “ho udito”.

Quindi, per quanto attiene all’aura, non è tanto importante il colore quanto la tensione interna.

305 — La Mia Mano non si stancherà di guidarvi, ma dovete camminare, tutti, con grande vigore. È bene applicarsi a ciò che è difficile, poiché ciò che è facile non è commensurato al futuro.

Che dice la madre al figlio che parte per la guerra? “Difenditi”. Così, i Miei guerrieri devono saper combattere anche con una mano sola.

La catena del cerchio può aiutare ma l’abilità individuale si prova quando si è lasciati a sé stessi.

306 — Raramente scegliamo di viaggiare per via di acqua. È un elemento che si oppone al magnetismo delle montagne. I fulmini trafiggono l’acqua senza effetto. Ma Noi con gran cura cerchiamo di isolare ogni corrente.

I metalli sono da scegliersi non in base al valore venale, ma alla resistività. Non è bene portare indosso oggetti di rame. Gli antichi sapevano che il bronzo è migliore. Neppure lo zinco dovrebbe impiegarsi per la casa. Tramite contatto con il rame non solo è possibile l’infezione, ma il canale di quel metallo induce malattie. Quindi le monete di rame sono da abolire. Molto migliori quelle più piccole d’argento.

La speculazione è un crimine da perseguire senza sosta, poiché la Terra ne è ammalata. Ogni epoca ha il suo flagello. Quello d’oggi, è l’epidemia della speculazione. Non si pensi che l’umanità ne abbia sempre sofferto. Ma quel malanno promette un mutamento radicale, poiché non può scemare per gradi, ed è necessario un parossismo d’evoluzione per sradicarlo.

307 — La preghiera è la realizzazione dell’eternità. Ha in sé bellezza, amore, audacia, coraggio, sacrificio di sé, fermezza, aspirazione. Ma se vi si insinuano superstizione, timore e dubbio, è come ai tempi del feticismo.

Come si deve dunque pregare? Si possono trascorrere ore nell’aspirazione, ma esiste anche una preghiera veloce come il lampo. Istantaneamente, senza parole, l’uomo si collega con l’intera catena, nell’Infinito. Risolvere di unirsi all’Infinito, è come inalare emanazioni dell’etere, e senza ripetizioni meccaniche si stabilisce il circuito migliore per la corrente. Così, in silenzio e senza consumo di tempo, si riceve un flusso rinnovatore.

Occorre una notevole elevatezza spirituale per innalzare la coscienza umana in un solo sospiro. Ma Noi dobbiamo insistere sulla preghiera, perché gli uomini vorranno saperne di più.

Sono inutili gli incantesimi, inutili le suppliche, inutile la polvere dell’umiltà, inutili le minacce, poiché noi soli ci trasportiamo sui mondi lontani, fra tesori di possibilità e conoscenza. Sentiamo che sono nostri per destino, e ci accostiamo con audacia. Intendete così il Precetto che dice: “Non pregate che in spirito”.

308 — Quando si decompone la materia, gli atomi sprigionati si dispongono secondo la tonica fondamentale, e sfuggendo nell’etere formano un arcobaleno che risuona con la musica delle sfere.

Se si decomponesse tutto un pianeta, ne risulterebbe proprio un arcobaleno. Ciò si può osservare ogni volta che si dissolve materia visibile.

Il Nostro Raggio sprizza miriadi di atomi purificati che avvolgono l’uomo, se attorno a lui non sono turbini astrali. Ecco il motivo per la calma di spirito, poiché altrimenti i detriti karmici oscurano l’obiettivo dell’emissione.

Gli spiriti inferiori squarciano il Raggio come scimmie, stracciandone il prezioso tessuto senza loro beneficio, poiché gli atomi della materia sono inutili per gli involucri agitati.

Ricordatelo allorché, in preghiera, unite lo spirito all’Infinito.

309 — Ora ricordate che in tempo di pericolo vi dovete circondare della certezza di essere personalmente invulnerabili, e subito inviare la coscienza incontro al Mio Raggio. Immaginate mentalmente la vostra scintilla che si precipita verso la Mia corrente. Questo scambio intensifica il flusso ed è eccellente nei periodi di fatica. Sul sentiero possono occorrere vari incidenti, e allora una corrente reciproca può dimostrarsi particolarmente utile. È bene rinvigorire ogni possibilità.

310 — Circondato e minacciato, Akbar disse ai suoi generali: “Quanto meno agitata è la sostanza, tanto meglio riflette le cime”.

Ispezionato l’esercito, Akbar disse: “Una quarta parte è ottenuta: ho visto uomini contenti. Vedremo il resto dopo un giorno di calura, dopo un giorno di pioggia, dopo una notte insonne”.

311 — Ora, se vi domandano: “Credi nell’astrologia?”, rispondete: “Credi alla medicina?”.

Se vi domandano: “Credi davvero nella vita dello spirito?”, rispondete: “Neghi lo sviluppo della materia?”.

Se vi interrogano: “Perché ti occupi di Maestri morti e sepolti?”, rispondete: “Possibile che la scienza ti sia ancora inaccessibile?”.

Se vi dicono: “A quanto pare non disdegni di leggere vecchie pergamene”, rispondete: “Torna a scuola, poi ne riparliamo”.

Se vi domandano: “Come pensi che sia l’universo?”, rispondete: “Come una goccia d’acqua”.

Se vi domandano: “Perché hai voluto accettare un Maestro?”, rispondete: “Perché Egli Si è rivolto a noi, per elevare la nostra conoscenza”.

312 — Elenco le qualità che distinguono chi cerca il Bene Comune. Prima: perseveranza. Seconda: capacità di contenere, poiché chi nega è povero, ma chi cerca il vero merita di lavorare per il Bene Generale. Terza: saper lavorare, poiché i più non conoscono il valore del tempo. Quarta: desiderio di aiutare, senza pregiudizi né usurpazioni. Quinta: rinuncia della proprietà personale, accettando in semplice custodia il frutto della creatività altrui. Sesta: espellere la paura. Settima: vigilare nella tenebra. Sono cose da dire a chi, in preda al terrore, cerca di proteggersi negando.

Milioni di uomini attendono l’aprirsi dei Cancelli. Ma non bisogna sostituire alle catene delle privazioni i ceppi della paura. Questa può essere paragonata alla lebbra; entrambe coprono l’uomo di croste repellenti.

Il grigio crepuscolo della servilità ha indotto una sciagurata concezione della vita! Ora ciò deve finire in tempesta e bufera.

313 — Non c’è chiaroveggenza che eguagli la conoscenza dello spirito. La verità discende per suo mezzo. La comprensione delle necessità del tempo giunge solo per questa via.

L’estasi profetica prescinde dall’esattezza di tempo e di luogo, ma la conoscenza dello spirito prevede la qualità degli eventi. E questa diretta conoscenza sboccia senza segni visibili, e si deve al fiorire dei centri nervosi.

Gli antichi sacerdoti la ritenevano essere la manifestazione più alta, poiché la si consegue non con esercizi fisici, ma per gli accumuli delle vite anteriori.

Quindi, l’educazione alla conoscenza dello spirito non si esprime in esercizi, ma migliorando le condizioni vitali dei vasi sanguigni che alimentano i nervi. Massima attenzione si deve dedicare alla pressione del sangue, poiché quando i nervi assorbono le emanazioni dei corpuscoli bianchi, la polarità opposta reagisce in modo speciale.

314 — Vorranno sapere: “Chi è più grande, il Cristo o il Buddha?”. Rispondete: “È impossibile misurare i mondi lontani. Possiamo solo restare affascinati dal loro splendore”. Il Raggio del Cristo nutre la Terra, così come l’Arcobaleno del Buddha afferma la legge della vita.

Il Nuovo Mondo manifesterà la cognizione senza paura. Le immagini dei Maestri entreranno nella vita come Amici. I Loro Decreti saranno presenti fra i libri più amati.

Nel periodo dell’abolizione del denaro è urgente sostituirlo affermando la potenza soccorritrice dello spirito. La conoscenza deve alfine costruire scientificamente il ponte dell’aspirazione per lo spirito. La deplorevole condizione delle società per le ricerche psichiche deve essere sostituita da un criterio veritiero e senza timori. Perché stare fra ipocriti e imbroglioni che difendono le loro tasche con tanta perizia!

Ciò che si raggiunge dev’essere palesato, senza la polvere dei pregiudizi.

Può un uomo di buona reputazione dedicarsi a un conseguimento spirituale? Non gli basta il petto per tutte le decorazioni mondane. Non sa più che fare per conservare tutte le costumanze degli avi. Ma queste lo rendono schiavo dell’abitudine. Perciò vi esorto a guardare il cielo come per la prima volta.

Vi esorto a vedere l’orrenda sporcizia delle città come per la prima volta.

Vi esorto a pensare al Cristo a al Buddha come per la prima volta.

Vi esorto a guardare a voi stessi come per la prima volta.

Vi esorto a figurarvi il Nuovo Mondo come per la prima volta.

La minima particella di proprietà personale dei tempi andati è come una macina da mulino attorno al collo.

315 — L’inatteso è fratello della mobilità. Questa è sorella del conseguimento. E questo poi è fratello della vittoria. Poiché ogni conseguimento ha in sé una vittoria; forse invisibile, ma con ripercussioni profonde.

316 — Quale cosa è la più negletta? Certo la commensura! Quanto ne ho già detto, eppure è necessario tornare a questo tema. Anche quei pochi che ne avvertono l’importanza la rammentano solo in circostante speciali: quando si sta per affogare tornano alla mente i precetti migliori. Meglio però sarebbe ricordarli nel mezzo della vita quotidiana. I pensieri più meschini saranno spazzati via dal vortice di un giusto giudizio. Buoni o cattivi, utili o nocivi, saranno strappati via, poiché dove gli alberi sono grandi i cespugli non crescono.

Se risolvessimo di mutare l’attività frenetica e disordinata in un conseguimento di bellezza, i cespugli spinosi e ritorti si trasformerebbero d’un tratto in un bosco di alberi grandi. Se ci sapessimo elevare con il pensiero ai confini del miracoloso, non parleremmo a lungo di una suola consumata.

Vi raccomando di eliminare i pettegolezzi. Vi avanzerà metà della giornata, e una tazza di caffè o un bicchiere di birra resteranno solitari.

Abbreviate la durata dei pasti, per conservare l’aspetto umano. Non c’è atto più contrario alla commensura che il vaniloquio durante il pasto. Non c’è atto più contrario alla commensura che spandere calunnie come piselli. Non c’è atto più contrario alla commensura che rimandare un’azione urgente. Non c’è atto più contrario alla commensura che mostrarsi offesi, come gretti mercanti. Non c’è atto più contrario alla commensura che rifiutare le responsabilità. Non c’è atto più contrario alla commensura che cessare di pensare al bello. La commensura è come un pilastro.

Per decorare la casa, ne abbattiamo forse i pilastri? Dovete assimilare questo concetto alla perfezione.

317 — Se la commensura non viene osservata, la decisione si infrange. La Nostra decisione è all’ultimo limite. Non è di quelle che procedono con agio e si adeguano alle abitudini personali. Non va a vantaggio del corpo. È limitata solo dai confini dello spirito. È quindi impossibile sbarrare la Nostra via. I guerrieri e i costruttori della vita marciano con questa Nostra decisione.

Se la timidezza intralcia, è meglio bruciare i ponti già passati. Se è l’avarizia, è meglio gettare la borsa oltre il fiume. Se è la stupidità, è meglio lasciare che i cavalli vadano da sé. Se è il rancore, è bene appendere l’immagine del nemico fra le orecchie del proprio cavallo. Solo la bellezza promuove la decisione. Allora il pensiero del denaro o del nemico sembreranno capricci di fanciullo.

Come un magnete attrae al proprio centro, così la qualità fondamentale della risolutezza è di essere invincibile. Essa è davvero convincente, ed è requisito immutabile dei veri misteri. Un vero mistero è come una guida nella vita. Quindi la Nostra risolutezza è connessa all’idea conduttrice. Praticatela.

318 — La determinazione regola la sfaccettatura occulta. Anche le pietre vengono lavorate perché manifestino il fuoco interiore. Similmente, il sentiero che porta alla Luce è suddiviso in tratti chiaramente distinguibili. Naturalmente, anziché sfaccettare è sempre possibile ammucchiare pietre spezzate, ma è deplorevole.

Un sentiero razionale si divide in periodi di circa mille giorni. Questi tre anni, simili per aspetto esteriore, differiscono completamente per le qualità della coscienza spirituale implicata. Quanto più netta la linea di demarcazione, tanto più conforme è il sentiero. Di solito il primo anno del triennio e di natura preparatoria, il secondo è attivo, il terzo è un passaggio indistinto e monotono.

Iniziamo un nuovo periodo. Lo si può definire “senza dimora terrena”. Si devono lasciare tutte le vecchie considerazioni per correre in un deserto di illimitata quiete, dove uragani e tempeste avvolgono con una cupola radiante. Fra le bufere si intesse un nuovo mantello.

Diamo al periodo seguente il nome di “luminoso”, e costruiamolo in tal guisa. Sproniamo coraggiosamente i cavalli nella foschia del deserto. L’esperienza di vagare senza dimora deve essere vissuta. Tutti i Cercatori l’hanno conosciuta.

È un periodo da accogliere come benvenuto, mentre fra i vari paesi scompaiono i confini.

319 — Dell’assassinio occulto.

Gli eccidi invisibili sono incomparabilmente più numerosi di quelli cruenti. Per odio, per ignoranza, per paura, gli uomini infiggono frecce avvelenate, molto potenti. Uno dei mezzi di difesa migliori è il concetto di circolo occulto. Ma per i rimedi migliori si devono osservare prescrizioni esatte.

Il potere del circolo è tale che può modificare persino i decreti stellari. È noto che ha differito malattie e morte. Per la sua importanza, lo si deve proteggere, come qualsiasi strumento accordato. Non si dimentichi che ogni azione fra i membri del circolo deve essere cauta. Ciò che giova può nuocere se si tollera il lancio di pietre nel frutteto del fratello. E chi sa dire dove cadrà una pietra gettata a caso? Sovente la condizione dell’aura ne modifica la traiettoria, e invece del piede colpisce la testa.

È quindi indispensabile allontanare le pietre e custodire il tesoro del circolo con la massima cura. Siete avvertiti.

320 — Delle qualità dell’azione.

Se è piccola, ha bisogno di oggetti artificiali. Ma se è grande, non le occorrono cose terrene. Ecco la prima caratteristica che distingue le azioni.

Se il mago parla di un’intera farmacia, vuol dire che la sua azione è di dimensioni molto modeste.

Seconda caratteristica è la mobilità. Come un vortice di materia prima, la vera azione deve vibrare di possibilità. Solo un volo può coronare un pensiero luminoso.

Terza qualità è di essere inattesa. Tutte le azioni che hanno stupito la mente umana sono nate da un modo di pensare imprevisto.

Quarta qualità è di essere elusiva. Questa sola la protegge dalla distruzione.

Quinta qualità è di essere convincente. Come il fulmine connette la nostra coscienza al Cosmo, l’azione deve colpire quale spada folgorante.

Sesta qualità è di essere legittima. Solo la coscienza dei fondamenti dell’evoluzione la fa procedere inalterabile. Settima qualità è il movente puro. Così si spostano gravi pesi senza fatica.

Si devono comprendere sia le azioni del corpo che dello spirito. Perché, dopo tutto quanto si è detto, l’azione del pensiero non è ancora apprezzata.

Dico a coloro specialmente che si affidano alla materia: il vostro pensiero è impregnato delle emanazioni dei centri nervosi, e, dato il suo peso specifico, è più pesante di molti microrganismi. Non è dunque materia? Con quanta precisione si devono allora pesare i pensieri! Ne siamo responsabili come chi spande senza cautela i fumi del carbone.

È più semplice pensare, se si parte dalla materia. Poiché, quali ne sono i limiti? Quindi l’insegnamento dello spirito va di pari passo con quello della materia. Così chi nega lo spirito nega anche la materia.

321 — Delle qualità dell’attesa.

L’attesa più elevata è quella per l’evoluzione del mondo. L’attesa di norma é oscura, torpida, o vigilante. Il caos della prima nuoce allo spazio. La torpida è come un tizzone che si spegne. L’attesa vigilante dimostra che si è pronti ad accogliere ciò che è nuovo in qualsiasi momento.

Ho detto: “Imparate a desiderare”. Aggiungo: “Imparate ad attendere”. Rendete pura la qualità dell’attesa. Durante la bufera, portatela come una torcia inestinguibile.

Qualità interiore dell’attesa è che aumenta di intensità. A che meglio riferire questo segno, se non all’evoluzione del Mondo? Questa attesa penetri la vostra vita e pervada il vostro lavoro con il pulsare dell’azione. Poiché in quell’unione sta quanto vi è di meglio e di bello!

Entrando in casa di persone agitate, dite loro: “Pensate all’evoluzione del mondo!”.

322 — Domanderanno: “Come fate a pensare un Creatore Che non conoscete?”.

Rispondete: “In modo storico e scientifico conosciamo i Grandi Maestri che hanno creato la qualità della nostra coscienza”.

“Riconoscendo l’influenza ideologica dei Maestri, non limitate forse la vostra libertà?”.

Dite: “La libertà ha una qualità notevole; se davvero esiste, nulla può limitarla. Il corpo può essere incatenato, ma nulla può diminuire la coscienza, se non la bruttezza. Quando ci innalziamo nella libertà, dobbiamo difenderci da ciò che è brutto. Se vogliamo esaltare la materia, dobbiamo pensare al bello con saggezza”. L’Infinito si manifesta nella Bellezza. Essa illumina gli insegnamenti dei Cercatori dello spirito. Nel Bello esprimiamo senza timore la verità della libertà. Con la Bellezza accendiamo splendori in ogni goccia d’acqua; trasformiamo la materia in un arcobaleno.

Qualsiasi bruttura si perde nei raggi dell’arcobaleno. Tutte le catene si dissolvono nella libertà della Bellezza. Con quali parole accostarsi al concetto di universo? Come spiegare l’evoluzione della forma? Come elevare la coscienza fino allo studio dei Principi? Come stimolare l’umanità alla conoscenza scientifica dei mondi?

Ogni realizzazione nasce nella Bellezza.

Imparate a pensare in modo radiante, e nulla di pauroso potrà toccarvi. Ricordate, Noi non abbiamo divieti.

323 — È stato affermato che chi parla contro lo spirito dimostra la propria ignoranza, e che la bestemmia contro Esso è la peggiore.

Si è parlato di santi, ma a chi si applica questo concetto inesplicabile?

Chi fa miracoli è un mago esperto. Chi vive in purezza è un uomo pratico. Solo chi ha deliberatamente rinunciato a tutto ciò che è personale e trasferito la coscienza nel concetto dell’evoluzione del mondo può chiamarsi santo, secondo il Nostro intendere.

È indispensabile che tale processo sia compiuto coscientemente, senza dipendere da fortuite condizioni esteriori. È impossibile impiantare a forza la religione, non sarebbe che un sacrilegio mostruoso.

La rinuncia alle brutture della vita incita lo spirito a ricerche veraci. Allora l’ovvia interdipendenza dei mondi costringe a riflettere in modo scientifico.

Questo pensiero ineffabile è l’inizio della disciplina spirituale. Quelle ricerche, prive dell’elemento personale, destano, come riflesso, l’azione, ciò significa conseguire.

È bene in genere sostituire alla parola “santo” un termine ben definito: conquistatore. Il conseguimento nella vita non ha fine, e senza ipocrisia Noi potremo così proclamarne le evidenti espressioni.

Le conquiste della vita devono essere compiute da mani umane.

324 — È profeta chi è dotato di previsione spirituale. Come nel mondo esistono miopi e presbiti, così semplicemente si deve intendere la presbiopia dello spirito.

Sarebbe il colmo dell’ignoranza negare tutte le profezie.

Sarebbe perfetta idiozia condannare i profeti.

Se esaminiamo in modo scientifico e imparziale le profezie giunte sino a noi, che vediamo? Uomini che, incuranti di vantaggi o svantaggi personali, hanno gettato lo sguardo su pagine di storia incombente, ne sono rimasti atterriti, e hanno avvertito il popolo. Fra le profezie che si conoscono non si trovano moventi egoistici, né un criminoso interesse per sé stesso, ne calunnie. I simboli della visione prendono colore dalla lontananza, dalla diversità di spazio e di tempo.

Quando troveranno gli studiosi il tempo per un’indagine scientifica e per un raffronto storico?

Che bell’impresa sarebbe per un giovane scienziato!

Sì, amici, è tempo di accostarsi in modo colto a manifestazioni ovvie. Altrimenti, le conquiste future saranno per voi ciò che gli elettroni sono per i neonati. Uniformi e toghe non bastano a celare la vostra infantilità timorosa. Vorreste sapere chi predispose le vostre classifiche e denominazioni. In verità, provereste orrore al vedere gli antenati della vostra soddisfazione. Nani di cupidigia tentarono di nascondere i Giganti del Bene Comune.

Il fulgore del Nuovo Mondo non penetra nella vostra tana! Ma si levi un turbine a svellere le radici che celano l’Aurora! Nulla è più bello che il sorgere del sole, e il sole si leva a Oriente!

325 — Vi è tanto difficile intendere il senso dell’astrologia? Se la conoscete poco, vi suggerisco un esperimento. Prendete, supponiamo, quattro organismi: una pianta, un pesce, un uccello, un altro animale, diciamo un giglio, una carpa, una colomba e un cane. Procuratevene sette esemplari per ciascuno e per ogni gruppo costruite un ambiente privo di luce solare e saturo di luce elettrica colorata. Le lampade siano di vari colori, quanto più possibile simili a quelli dell’iride. Di notte riducete semplicemente la quantità di luce. Osservate per quattro mesi. Al loro scadere, anche un cieco vedrebbe la differenza. Sarà inoltre mancato il fattore principale della luce stellare; cioè la sua composizione chimica. Non si può ignorare l’importanza dell’influenza fisica dei corpi planetari.

L’attenzione e l’aspettativa dell’umanità devono volgersi ai mondi lontani. Quindi ogni cosa pertinente a questo soggetto è da studiarsi senza pregiudizi. Poiché si richiede una conoscenza esatta, l’astronomia è perfettamente applicabile.

326 — È possibile decretare, promettere, intimidire, ma solo la comprensione sospinge avanti. Cosa potrebbe mai sostituire l’applicazione?

Si dice: “Che bello! Che potenza! Sublime!”. Ma tutte queste esclamazioni sono come i fuochi fatui di una palude, facili a spegnersi come ad accendersi. I pensieri puri ma superficiali sono come un pulviscolo multicolore; il primo alito di vento lo disperde nello spazio. Non servono a nulla.

Noi apprezziamo un pensiero quando genera una decisione, tanto migliore quanto più eseguibile, secondo la conoscenza dello spirito. Ne risulta allora un’azione di cui ci si può rallegrare. Chi ne gioisce, dimostra di aver fede. Anche la fede dev’essere ben fondata, e così l’Insegnamento vive.

Noi calcoliamo bene, Noi applichiamo bene. Se vi tacciano di parsimonia, non rigettate l’accusa; poiché essa si oppone alla follia, contraria alla conoscenza dello spirito. Ma qualsiasi cerchio di ragionamento si scelga, si torna inevitabilmente alla grande conoscenza dello spirito.

Io non sento vagamente, Io so! Non è superstizione, è certezza. Essere impregnati di immutabilità, è come essere in contatto col magnete del pianeta. Allora stiamo saldi.

327 — Evitate l’uniformità, sia di luogo che d’azione. Essa accompagna quel massimo errore che è il concetto della proprietà personale. Chi ne è schiavo perde soprattutto la mobilità dello spirito: non ricorda che ogni giorno di lavoro deve essere colorato di una speciale qualità dello spirito. Non può cambiare luogo, perché il suo spirito è legato in modo permanente alla dimora terrena.

Esaminatevi, vi riesce facile cambiare di luogo? Vi è facile cambiare lavoro? In caso affermativo, sapete il valore del Bene Comune.

Se invece un viaggio vi fa scrivere le ultime volontà e il testamento, e una variazione di lavoro vi fa infelice, avete bisogno di cure. Vi si dovrebbero prescrivere viaggi molto pericolosi e i più svariati mutamenti di occupazione. Sviluppereste risorse e coraggio, poiché la prima causa di tale difetto è la paura.

E la paura è anche il germe del bisogno di possedere, di doversi attaccare alla Terra almeno con qualcosa! Come se un misero tetto potesse albergare lo spirito! Come se una quantità di oggetti proteggesse dalla folgore! Periodicamente gli ignobili trastulli della proprietà sono stati tolti agli uomini. Ma la paura, madre della menzogna, riprende a tessere la sua ragnatela e a fabbricare terrori. Aboliamo dunque la paura. Se ne andranno anche la proprietà e la noia.

Quanta migliore salute nel variare luogo e lavoro!

328 — Il Nirvana è la qualità di assimilare tutte le azioni. La saturazione dell’onni-inclusività dà la vera conoscenza, fluente dal tremito dell’illuminazione. I vari linguaggi non hanno definizioni più precise di tale processo. La quiete è solo un suo aspetto esteriore e non ne esprime la natura essenziale. Il Buddha menzionò la quiete, ma chi L’ascoltava ne assimilò solo la figura esteriore, poiché amava l’idea del riposo. Il valore dell’azione è poco compreso.

A voi piace la costruzione scientifica, come a Noi. Se avete udito della teoria dei vortici anulari, delle onde, del magnetismo, dell’attrazione e ripulsa, comprenderete che esistono, sulla Terra, luoghi diversi per importanza. Persino i più ottusi si sono fermati a pensare allo strano destino di molte città. La migliore risposta sarà data, senza bisogno di misticismo, da un fisico, un astrochimico, un biologo e un astrologo concordemente operanti. Le grandi città dovrebbero essere progettate con cura scrupolosa. L’elemento meno importante è la politica contemporanea, poiché priva di base scientifica e di bellezza. Concertando i requisiti della città futura, non lasciatevi ingannare da concetti grandi solo in apparenza: spesso valgono meno di nulla.

Inoltre, quando scegliete i collaboratori badate ai particolari delle piccole azioni.

Accertando la natura essenziale di un uomo dalle sue pupille, Noi lo circondiamo di piccole azioni abituali. Badate poco o nulla alle parole: sono come l’acqua che scorre. Le piccole azioni che saturano la vita intera denotano meglio la vera natura di un uomo, da esse scaturiscono le grandi.

Noi non fidiamo delle vittorie occasionali. Si possono compiere atti di valore per paura.

Occorrono azioni coscienti: esse sole portano al Nirvana.

329 — Immaginiamo un uomo profondamente convinto che i suoi occhi vedono in modo diverso l’uno dall’altro. Naturalmente ha ragione, ma questo stesso pensiero gli guasterà la vista. La coordinazione dei riflessi è difficile, ma è la sola a garantire il buon funzionamento dell’organismo. La diversità fra i due occhi dà prospettive alle cose vedute.

Nello stesso modo, in un organismo sano possono coesistere due verità diverse. L’uomo ossessionato dal pensiero di due verità distinte è come chi pensa alla differenza dei due occhi: perde la prospettiva dei concetti.

330 — Attraverso la finestra giunse un richiamo. Uno l’ignorò, dicendo: “Non posso, ho da fare!”. Un altro si ripromise di andare, ma se ne scordò. Un terzo uscì dopo aver finito il lavoro, ma non trovò più nessuno. Un quarto a quel richiamo fu invaso da un tremito, e, deposti gli arnesi, corse fuori dicendo: “Eccomi!”. Questo è il tremito della sensibilità.

Esso solo, acceso dalla coscienza giorno e notte, conduce alla conoscenza dello spirito. Sopra e oltre la ragione, le porte vengono schiuse da un tremito udibile anche dagli organismi umani.

Se siete incapaci di sopprimerlo, buon per voi!

331 — Chiedete a un compositore se ama i cori e le sinfonie all’unisono. Vi dirà che la domanda è assurda, poiché non ne esistono. Per ottenere un suono nuovo, egli è pronto a introdurre lo strumento più inatteso. Così è dei gruppi, non stupitevi per le apparenti diversità dei vari membri. Non per nascita, né per abitudini, né per errori essi sono raggruppati; il loro contatto è nello spirito. Sono uniti in un coro dallo spirito, imponderabile, invisibile e inaudibile.

Non biasimate a nessuno il timbro della voce, ciò che conta è la sua qualità.

È una gioia sapere che la qualità può essere sempre migliorata se esiste disciplina dello spirito.

332 — Religioni e leggi condannano il tradimento, la calunnia e l’offesa; ma non spiegano in modo adeguato perché siano in essenza nocive. Quindi le censure hanno l’aspetto di divieti. Ma ogni divieto è relativo e non convince. Quando si dice ciò che nuoce e ciò che giova, bisogna spiegarne la natura essenziale.

Il male cagionato dal tradimento, dalla calunnia e dall’offesa può essere mostrato con esempi comuni. Naturalmente il danno finale non sarà di chi è tradito ma del traditore.

Il mondo intero è segnato dal confine fra il bene individuale e il bene generale. Se le nostre azioni sono nell’ambito di quest’ultimo con intenti sinceri, ci sostiene l’intera riserva degli accumuli cosmici. Il calice dei massimi conseguimenti muove all’azione su un raggio invisibile.

Immaginatelo così: una candela carica di malvagità cerca di bruciarvi. Non avete ancora pensato a difendervi, che alle vostre spalle accorre una torcia potente. Provate, e vedrete la candela fondere, annerire e spegnersi. Non per punizione, ma per conseguenza di leggi naturali.

Molti tradiscono, calunniano e insultano i portatori del Bene Comune, ma il fato di quegli incendiari non è invidiabile.

Quindi il tradimento, la calunnia e l’offesa non hanno valore pratico.

Non pensate dunque a vendicarvi; poiché anche gli antichi ripetevano: “‘La vendetta appartiene a Me’, disse il Signore”. La vita di un traditore è forse piacevole?

Religioni e leggi si sono levate contro il furto, ma anche in questo caso per imporre un divieto, mentre si dovrebbe mostrare che è un concetto nocivo perché stimola il senso della proprietà personale. È un insulto all’evoluzione del mondo, e il destino di chi così la danneggia è miserabile. Da sé si getta indietro, lontano.

Poco conta che un oggetto passi in altre mani, è grave il fatto che due uomini sentano l’impetuoso insorgere del senso della proprietà personale.

Le leggi sul furto sono incomplete, dal momento che i ladri peggiori rubano il sapere e le idee creative, che non si possono custodire.

Il furto sparirà quando sarà abolita la proprietà privata.

333 — Religioni e leggi condannano l’intemperanza, ma anche in questo caso ne tacciono la ragione. L’utilità pratica della temperanza di cibo e di parola può essere dimostrata nel volgere di pochi mesi. Naturalmente Noi siamo, come sempre, avversi al fanatismo e ai tormenti: il corpo sa ciò che gli occorre. È invece necessario trattare più a lungo della temperanza sessuale; troppo insiste su questo argomento il pensiero contemporaneo. Misteri antichissimi dicevano: “Il lingam è il vaso della saggezza”, ma col passare del tempo questa conoscenza degenerò in odiosi culti fallici, e la religione insorse a proibire qualcosa senza saperne esattamente il motivo. Mentre si sarebbe dovuto dire semplicemente che la concezione è un atto così mirabile che non può essere considerato alla stregua delle misure comuni.

Si possono pesare, si possono analizzare le particelle più minute, ma resta sempre una sostanza impercettibile, insostituibile come la forza vitale di un seme. A tempo debito Noi richiameremo l’attenzione su talune proprietà notevoli di questa sostanza, che può essere vista; ma per ora si deve concordare sul fatto che deve essere preziosissima e dotata di facoltà massimamente importanti, persino uno stolto lo può capire.

L’esperimento offre certo la prova migliore. Se paragonassimo due individui, uno dei quali dissipa la sostanza vitale, mentre l’altro la serba coscientemente, saremmo sorpresi di vedere quanto più sensibile si sia fatto l’apparato spirituale del secondo. La qualità del suo lavoro è del tutto diversa, e i progetti e le idee in lui si moltiplicano. I centri del plesso solare e del cervello sono per così dire riscaldati da un fuoco invisibile. Ecco perché la temperanza non è una rinuncia patologica, ma un’azione ragionevole. Dare la vita non significa sprecare l’intera riserva di sostanza vitale. Se per cominciare gli uomini ricordassero almeno il valore di quella sostanza, per questo solo fatto la necessità di divieti scemerebbe notevolmente. I divieti sono da eliminare: questa è una legge della lotta spirituale.

Ma un tesoro insostituibile deve essere conservato, e anche questa è una legge della lotta spirituale.

Guardiamo le cose con sincerità maggiore: tutto ciò che non si può sostituire deve essere conservato con cura. Dovremmo davvero gettar via il tesoro? Quella energia tornerà in effetti agli elementi dai quali è stata estratta con tanta difficoltà; e invece di cooperare all’evoluzione produrrà rifiuti da rielaborare. Pensiamo dunque alla temperanza come a un’ala!

334 — Due segni dell’autenticità di un Insegnamento sono: primo, lotta serrata per il Bene Comune; secondo, accettazione di tutti gli insegnamenti precedenti congrui con il primo segno. Si noti che la formula originale di un Insegnamento non contiene postulati negativi. Ma i seguaci superstiziosi stipano i Precetti di negazioni, e ostruiscono il bene. Ne risulta quella formula rovinosa: “La nostra fede è la migliore”, o quell’altra: “Noi siamo i veri credenti; tutti gli altri sono infedeli”. Da ciò alle Crociate, all’Inquisizione, al mare di sangue sparso nel nome di Coloro Che condannarono l’uccisione, non vi è che un passo. Non esiste azione peggiore che l’imposizione coatta della propria fede.

Chi vuole seguirCi deve soprattutto obliare la negazione e vivere liberamente la nuova vita senza imporla a nessuno. Gli uomini sono attratti dalla bellezza e dal sapere luminoso. La vera evoluzione è promossa solo da quell’Insegnamento che contenga ogni speranza, che renda bella la vita, che si esprima nell’azione. Certo la vita non è un mercato, dove comprare a buon prezzo l’ingresso nel Regno del Cielo. Certo la vita non è una tomba, dove tremare in attesa del verdetto di un Giudice Ignoto!

D’accordo con le loro opinioni, i dotti hanno proposto questa ingegnosa consolazione: “L’uomo comincia a morire dal momento che nasce”, magro e funereo conforto. Noi diciamo invece che l’uomo nasce eternamente, e specie nell’istante che si dice della morte.

I devoti di religioni distorte incoraggiano i loro accoliti ad acquistare lotti di terreno nei cimiteri, dove per contratto giaceranno in modo più conveniente e onorevole di altri, più indigenti e quindi meno degni di lunghe preghiere. L’incenso per questi ultimi sarà scadente e le preci cantate in modo abominevole.

Interrogate: quale vero Insegnamento ha mai ingiunto questa pratica mostruosa? In verità, ne abbiamo abbastanza di tombe, cimiteri, e intimidazioni!

Si sa quanto nobilmente i Grandi abbiano considerato il passaggio a manifestazioni future, senza mai darsi la pena di pensare a un posto al cimitero. L’atteggiamento nei riguardi della morte è indice importantissimo della natura di un Insegnamento, poiché denota come intende la reincarnazione.

Vi esorto a considerare quest’ultima in modo rigorosamente scientifico.

Se vi sentite di sostenere una qualsiasi altra struttura dell’universo, vi offriremo una cattedra di teologia, e vi promettiamo un funerale di prima classe; poiché invero agli occhi degli illuminati avreste già deciso di morire. Leggete attentamente gli scritti dei Maestri già pubblicati, e sarete sorpresi di vedere che in ogni epoca hanno concordemente insistito sul mutamento di esistenza.

Il Sentiero di Luce apparirà quando vi arrischierete a guardare in modo scientifico e senza pregiudizi.

Gli audaci sono con Noi, che la gioia li accompagni!

335 — L’azione dello spirito è veloce in misura incalcolabile. Il pensiero è un riflesso dello spirito; donde la sua incredibile rapidità.

Solo dopo molti passi, lentamente, si è iniziato a misurare la velocità della luce.

Essendo grande il significato dello spirito, di grande importanza è il pensiero, che ne è figlio. Quale valore esso abbia è mostrato anche da un semplice apparato per l’esame spettroscopico dell’aura. Questa muta di colore non solo per i pensieri realizzati, ma, nella stessa misura, anche per quei piccoli insetti vaganti del nostro serbatoio spirituale, che non raggiungono né l’intelletto, né la memoria.

Tutti parlano dell’identità di pensiero e azione. È facile accertarla. Notate gli effetti di un pensiero di omicidio e dell’azione stessa sullo spettro dell’aura, sono identici. È arduo per gli uomini assimilare la verità che il pensiero ha lo stesso effetto dell’azione. Ma chiunque voglia collaborare all’evoluzione del mondo deve capire l’importanza del pensiero. Se si trasformano i pensieri in colori fisici, la loro azione a distanza è altrettanto evidente di quella rivelata dallo studio delle onde luminose. La teoria dell’energia del pensiero deve essere studiata in modo scientifico. Non sono solo le personalità eccezionali a disporne, è una legge eguale per tutti.

Si riconoscerà che la menzogna e l’ipocrisia non hanno utilità pratica, e che bisogna essere solleciti per i propri cari.

Gli studiosi di mente aperta sanno che per un solo vacillante pensiero tutta l’aura assume una colorazione fisica. Il pensiero può sembrare del tutto segreto, ma in effetti ha un colore fisico, scientificamente accertato.

Una scala di misura delle aure lo dimostrerà a chi lo ignora.

Dobbiamo trattare gli “ignoramus” civilizzati come i bambini.

Un dito bruciato insegna loro a maneggiare il fuoco. Parliamo del pregiudizio, ma non c’è funzionario che sappia quale belva esso sia. Eleviamoci verso la gioia!

336 — Alcuni sostengono che il lavoro stanca e persino nuoce alla salute. Così dicono i pigri e gli indolenti.

Se è ripartito in modo adatto il lavoro non può stancare. Variando opportunamente i gruppi di nervi in azione, la fatica non si insinua. Non cercate riposo nell’ozio, che è il bacillo dell’indolenza.

Dopo la tensione i muscoli forse dolgono, ma basta sprofondarsi nell’ozio per sentirne tutto il dolore.

Se invece si chiamano al lavoro i centri opposti, si evita tutto il riflesso della tensione di prima. In vero, ciò implica grande mobilità, che si ottiene per esperienza cosciente.

Quando il medico prescrive un cambiamento, si trova il tempo e l’occasione. Nello stesso modo si possono apportare ragionevoli variazioni a qualsiasi lavoro.

È triste incappare in quell’immobilità mentale che impedisce l’azione dei centri superiori.

È bene ricordare che certe posizioni del corpo sono da evitare, o almeno da mutare di frequente. Star chini in avanti in posizione eretta disturba il plesso solare. Rovesciare il capo all’indietro blocca i centri cerebrali. Le braccia tese in avanti affaticano l’aorta. Star supino può bloccare il centro di kundalini, o stimolarlo. Chiarezza di pensiero può giungere improvvisa se si migliora la luce. Basta volgersi verso essa, o allontanarsene, per notare la reazione. Ricordate soprattutto che ogni posizione ha i suoi vantaggi, ma se siamo come banderuole al vento, il sistema dell’ascesa si sgretola.

337 — Il successo non abbandona chi avanza con impeto, poiché è difficile colpire una freccia in volo. Si approssimano veloci le date dei predestinati, eppure in movimento l’ieri dev’essere distinto dal domani.

I popoli si sono ribellati, i re vanno in esilio, tutto ciò per caso? Solo il cieco non vede il moto dell’evoluzione. Ogni cuore giovanile freme al presagio di forme nuove. In quei moti ognuna di esse, anche se imperfetta, è più preziosa delle antiche, ben lustrate.

Chi vuol essere portatore di sole, deve dimenticare le tenebre.

Come non sorreggere chi sale lottando verso il sole? È facile spiegargli il significato del prana. Il raggio solare gli illumina profondità nuove, ma bisogna saperlo accettare.

A chi è chiamato si offre un calice colmo. Se non accoglie il messaggero, avrà solo una parte di quanto decretato. Se non può assimilarla, ne avrà una piccola porzione, in tal modo ognuno determina da sé la propria quota.

Si deve dire a chi sceglie una razione minima: “Denigratori di voi stessi, vi siete gettati da soli fuori dal giardino, per leggerezza di mente. Come sarebbe stato facile riconoscere il messaggero del calice.

Assieme a lui avreste potuto piantare il seme di una grande libertà. Quanto sarà arduo ora guardare negli occhi dei passanti, cercando chi voleva farsi ricevere. Ciò che oggi è facile, domani è inaccessibile.

Circondatevi dunque di grande vigilanza”.

Si può ripetere un Decreto, ma non aprire gli occhi a viva forza. Chi dorme continui il suo sonno! Ma è possibile dormire in questi tempi, che il cielo è pieno di scintille e la terra trema?

338 — Rammentiamo alcuni errori ripetuti molte volte in vite diverse. Alcuni hanno atteso il Messaggero per dieci anni, e chiusa la porta il giorno precedente il Suo arrivo. Scegliendo la porzione minore, hanno pensato che tutto fosse permesso e tollerato. Scegliendo una piccola parte si sono sprofondati in una inerzia beata, e stupiti che essa sia sparita.

Scegliendo una piccola parte hanno deciso di conservare le vecchie abitudini, come se si potesse posare su un lato del petto la porzione di bene, e sull’altra degli scarafaggi. Scegliendo una piccola parte, hanno voluto saltare dal treno per un solo momento, senza pensare che un salto in corsa trascina pericolosamente indietro. Scegliendo una piccola parte, hanno voluto calunniare un fratello, dimenticando che ciò avrebbe colpito duramente, di rimando, le loro stesse fronti.

Proteste domandare: “Come comportarsi per non imbrattare la porzione scelta?”. Ecco il Mio consiglio: invece di una piccola parte accettate l’intero calice del Bene Comune. Vi proteggerà da ogni cosa impura. Invece di esitare timorosi, risolvete di provare per sette anni il piano del Bene Generale. Se il Mio consiglio risultasse falso potreste sempre tornare ai vostri scarafaggi.

A chi sembri pesante il Calice del Bene Comune, dirò che l’Insegnamento non è zucchero filato, né un gingillo d’argento. È minerale d’argento, destinato e custodito. È una resina curativa, rivelata e prescritta.

Chi è indeciso badi di non tradire, poiché il fato di un traditore, anche meschino, è orribile! Dirò a chi soffre e lotta che attrarre una piccola forza è un merito considerevole, ma che attrarne una grande è una vittoria luminosa. In vero, il calice del Bene Generale non è pesante per lui.

Se cercate collaboratori, non confondete. Il Messaggero può avere le spoglie d’un operaio; il colore del Suo volto può essere dovuto alle nevi dei monti. Il Messaggero del Vero non passa gridando nella piazza.

Quindi attenti ai segni, l’ora è vicina!

339 — Ora che avete imparato i tratti distintivi del Messaggero, vi ricordiamo quelli dei collaboratori. Sono senza pregiudizi, mobili nell’azione, giovani di spirito, non temono il vuoto. È bene non trascurare gli sconosciuti e gli orfani.

Ora vediamo i segni del sentiero che porta a Noi. Prima di tutto, accettate senza incertezze l’esistenza dei Maestri?

Quando leggete che si sono scoperte uova di dinosauro, siete pronti ad ammetterlo. Altrettanto se si tratta di una nuova specie di scimmie; della vitalità di semi trovati nelle Piramidi; di un metallo sconosciuto; di tribù discendenti da isolani proscritti. Accettate senza difficoltà tutta una serie di informazioni che non riguardano la vita d’ogni giorno.

È difficile ammettere che un gruppo d’uomini, fatti sapienti dal lavoro perseverante, si sia unito nel nome del Bene Comune? La conoscenza sperimentale li ha condotti a trovare un luogo adatto dove le correnti favoriscono le comunicazioni nelle varie direzioni.

Avete certo udito viaggiatori narrare di Yogi sconosciuti che vivono in caverne. Se estendete questo fatto nella direzione della vera sapienza, scoprirete facilmente il gruppo dei Maestri di Conoscenza.

Come trovare dunque la via che sale ai Nostri Laboratori? Nessuno verrà da Noi, che non sia chiamato. Nessuno passerà, senza una Guida! Inoltre è necessaria l’indomita decisione personale di lottare con ogni forza, pronti a tutte le asperità del cammino. Secondo l’usanza, il viandante deve fare un tratto di via da solo. Proprio poco prima dell’arrivo, anche chi è stato in comunicazione diretta con Noi non ha più Nostre notizie. Deve essere così per via delle condizioni umane.

Salvo che per ragioni profonde, coloro che giungono da soli sono di due categorie: quelli che faticano e lottano personalmente, e quelli chiamati per una missione.

Senza un’Indicazione speciale, nessuno può riconoscere chi è stato da Noi.

Poiché il Nostro Messaggero non grida nelle piazze, anche chi è stato da Noi sa custodire il Bene Comune. Inconfondibile segno del Nostro Appello è quando vi sentite portati irresistibilmente, come da un’ala. Accettate dunque la Nostra Comunità di Conoscenza e di Bellezza. E siate certi che, anche se cercasse in tutte le valli, chi non è invitato non troverà la via.

Molte volte abbiamo visitato le vostre città, e nessuno può dire che Ci siamo appartati dal mondo. Anche voi collocate gli osservatori fuori città, e volete che gli scienziati lavorino in pace. Accogliete dunque le Nostre considerazioni, e non lasciatevi turbare dalla mancanza di un indirizzo.

Pensate a Chi lavora per il Bene Comune!

340 — È inevitabile incontrare certuni che si infuriano non appena si menzionano i Maestri. Pronti a prestar fede a qualsiasi volgare speculazione di commercio, pronti a credere a qualsiasi frottola, non ammettono l’idea del Bene Generale.

Fissate con attenzione le loro pupille. Vi vedrete un’ombra evasiva, e non potranno sostenere a lungo il vostro sguardo. Sono dugpa nascosti. Spesso sono più pericolosi che altri loro compari più appariscenti.

Se si manda loro una borsa di denaro, trovano modo di rammentare un debitore inesistente. Se li salvate da un disastro, si sentono grati alla polizia. Se si conducesse costoro, in apparenza ben intenzionati, addirittura sulla soglia della Nostra Sede, direbbero che quanto vedono è un miraggio. Si potrebbe pensare che è per ignoranza, ma la causa è ben peggiore. Guardatevene! Soprattutto, proteggete da loro i bambini! Quegli individui sono la causa di molte malattie dell’infanzia.

Si infiltrano nelle scuole. Per essi il fatto storico e la legge della conoscenza non esistono. Se vedete bimbi ammalati, indagate sulla qualità dei loro maestri.

Proprio ora, che si avvicina un periodo di grande importanza, è necessario disinfettare quanti più bimbi è possibile; essi penseranno le città del futuro. Bisogna dar loro libri veridici sui santi eroi del Bene Comune, ma quei libri non sono ancora scritti. I libri dei bambini sono fallaci; i loro giocattoli contraffatti, falsi i sorrisi di chi li tutela. Come attendersi di trovare sincerità in mezzo alla continua falsificazione?

Dedicate tempo ai bambini. Che portino pietre e travi per la loro città.

Ho parlato dei dugpa nascosti per vostra norma; ma non badate loro, ché non sono che polvere per chiunque avanza con sforzo tenace.

Ma se mostrate ai bimbi la Nostra Casa, li vedrete correre festosi per i laboratori e gli osservatori. Gli specchi prismatici saranno per loro una gioia indimenticabile; poiché essi amano tutto ciò che è reale, e Noi pure tendiamo al Vero.

Date ai bimbi solo oggetti veri, reali!

341 — Dalla Nostra Comunità lanciamo semi del Bene Comune in tutte le parti del Mondo. Sapete osservare il Nostro Codice?

Avete già udito dei vari aspetti del Nostro Lavoro, e ora ricordate queste cose non solo come informazioni, ma per immediata applicazione pratica. Se la rinuncia a ciò che è personale avvicina a Noi, l’astenersi dall’agire per il Bene Comune allontana a dismisura, é una regola della Comunità. Se la mente è mobile, è facile preservare ciò che è personale pur lottando per il Bene Comune.

Domandate perché sono necessarie tante prove. Nella Comunità, tutto si ottiene per esperienza; quindi è giusto considerare le prove come crescita. Le prove stanno alla soglia del Bello.

Smettete di piangere e sospirare quando parlate delle prove.

Il rifiuto del Bene Comune getta nel baratro anche un gigante.

Chiunque abbia avuto il privilegio di ascoltare i Nostri discorsi può testimoniare che il Nostro tempo è occupato in modo efficiente e per le attività più diverse. Per moltiplicare le possibilità, siamo stati costretti ad abbreviare le forme verbali prolisse, cercando in epoche diverse le definizioni migliori e più concise. È necessario poter dire in tre minuti il contenuto essenziale di un discorso di tre ore. Ciò dicendo, trascuro l’indignazione degli avvocati e dei predicatori.

Apprezzare il valore del tempo è possibile solo se si lavora per il Bene Generale. La cosa meno perdonabile è rubare il tempo del proprio fratello. Farlo senza scopo è come rubare idee.

Alle prove si può aggiungere una domanda che si potrebbe rivolgere anche a un fanciullo: “Cosa ti sembra più importante, proprio in questo momento?”. Comprendendo il filo seguito dal pensiero, dalla risposta si può riconoscere l’indole vera. È penoso vedere quelli che nascondono i pensieri. I pensieri sono lampi!

342 — Chi si dedica ai polli ottiene uova, Chi si dedica a una parte del mondo vibra con il suolo.

Gli uomini hanno distorto il senso della parola “armonia”. In questo concetto hanno introdotto qualcosa di clericale, le pieghe della tunica, i fiori per un amore inesistente, e persino le calze fatte ai ferri. Meglio sarebbe, senza tante arpe, sostituire questa idea ormai appassita con un’altra, più ricca di energia, diciamo: “sensitività alla cooperazione”. Senza essa la Comunità non può esistere. Violarla provoca risentimento; e questo genera torpore e ottusità. L’uomo depresso dal risentimento è attratto a un solo punto. Si fa immobile, e per forza di cose istupidisce. L’ottusità, come la ruggine, corrode una parte della sostanza fondamentale.

Ogni cosa vibra, ondeggia e respira fra le luci dei lampi. Nei giorni della grande costruzione non affidatevi a un’ancora arrugginita: non resisterebbe nell’uragano!

343 — Un medico potrebbe domandare: “Se l’aura è una manifestazione fisica, non potrebbe essere sviluppata dall’esterno, fisicamente?”. Il che sarebbe esatto, fino a un certo punto.

Avete già udito che può essere colpita dall’esterno. Nello stesso modo è possibile crearle attorno un’atmosfera da serra, che la guarisce, ma quelle condizioni, uguali dovunque, non sono adatte per evolvere.

Come l’organismo deve svilupparsi dall’interno, indipendente dalle condizioni esteriori, così l’aura cresce di valore e di stabilità solo dall’interno. Le difficoltà sono molto utili per ampliarla. La generosità della mano non dipende dalla quantità del dono. Odo un giovane scienziato, che ha raccolto precetti da tutti gli Insegnamenti dell’Oriente, dire a sé stesso: “Ho scelto regole di vita da tutte le parti; scarterò gli inni e le cerimonie; non terrò conto della differenza di epoca né degli sbagli dei detrattori e dei traduttori, poiché ciò che è più semplice si dimostra più importante. Con questi frammenti comporrò una vita semplice, la vita dell’Oriente. Anche se frammentaria, sarà saggia e ricca di azioni evolutive”. Perché tutti gli Insegnamenti sono nati in Asia? Quali magneti vi hanno accumulato l’energia progressiva dello spirito?

Perché una tromba marina si formi occorre un’azione congiunta dall’alto e dal basso. E l’antichità più remota non risponde forse alle ali del futuro?

L’antichità di Atlantide può corrispondere al volo extraplanetario. Queste porte sono così larghe che tutto il resto vi passa facilmente!

344 — La Nostra Comunità interviene nelle vicende del mondo e presta assistenza attiva.

Essa è scevra di egotismo, inteso in senso volgare, e nel nome del Bene Comune si dedica a risolvere i problemi del mondo. I suoi messaggi si infiggono come frecce nei cervelli umani.

Dai resoconti scientifici si può elencare tutta una serie di effetti psichici e fisici. È risaputo l’invio di certi oggetti di grande importanza, e di somme di denaro. Sono certe premonizioni di pericoli incombenti. Sono state ricevute lettere con la soluzione di certi problemi. Sono noti certi incontri avvenuti sotto vari aspetti. Abbiamo acquistato biglietti di viaggio e costumi di molti paesi. Abbiamo portato tanti nomi e siamo apparsi, quando le circostanze l’hanno imposto.

Vedo già qualcuno sdegnarsi, e dire che si tratta di favole. Ma proprio sotto i suoi occhi un’università ha ricevuto una donazione anonima, e una persona a lui nota un busto pregevole di provenienza sconosciuta.

Un nostro inviato esortò una volta una regina ad agire in modo più conforme alle leggi del suo tempo. Un altro diede consigli a un giovane inventore. Un altro guidò uno studioso promettente. Si potrebbero elencare persone che hanno ricevuto denaro. Sono tutti fatti documentati.

Perché ciò sembra mistico e misterioso ad alcuni, se tutti fanno le stesse cose, anche se in misura minore?

Una volta che il principio del Bene Comune sia inculcato nell’umanità, basta rafforzarlo per assicurare una Comunità forte per esperienza.

Solo il cieco non vede dove va la spirale dell’evoluzione! E Noi, Che veramente esistiamo, aiutiamo chi è giovane in spirito.

345 — Poiché la Comunità Centrale ha vera importanza per le strutture del mondo, anche le comunità da Noi istituite influiscono sull’evoluzione. Vediamone le varie specie, disseminate lontane fra loro.

Le prime sono comunità inconsce, i cui membri elaborano un “modus vivendi” mutuamente accettabile. Esistono fra gli operai, i contadini, gli studenti e, più raramente, nelle famiglie.

Le seconde sanno dell’evoluzione terrena, ma non la connettono a un’azione né a una data precisa. Sono circoli di politici idealisti; sono certe organizzazioni occulte; certe società fra eruditi; e — rarissime — alcune congregazioni clericali.

Le terze conoscono non solo il piano evolutivo, ma anche le date e l’azione. Naturalmente sono poche, e ricevono le Nostre Indicazioni.

Chi è in intimo contatto con Noi impara a tacere. Così è difficile distinguere i membri di queste ultime comunità. Quelle del secondo genere sono più loquaci; parlano molto del Bene Comune.

In verità, l’era delle tenebre avrà fine con la proclamazione della Comunità! Sergio la foggiò con la scure, Boehme la lavorò col martello. Il Maestro Buddha la costruì con le Sue mani. Il Cristo la raggiunse con un ponte. Disse un Maestro antichissimo: “Non vedo una sola cosa che mi appartenga!”.

Ora non resta che lanciare contro Noi una spedizione punitiva; ma non verrà a capo di nulla, poiché abbiamo certe risorse scientifiche.

Anche se non abbiamo ancora parlato dei gas, ho già nominato alcuni composti potenti. Bello e insolito è il tempo del mutamento, dopo un’epoca lunga e penosa!

346 — È istruttivo narrare in che modo imprevedibile giunse fra Noi un collaboratore prezioso.

Sapete che prima dell’affiliazione definitiva alla Nostra Comunità si attraversano stati particolari di debolezza fisica. Ciò per via dello stato oscillante dei centri nervosi; possono verificarsi svenimenti, spasimi, angosce, e dolori nei vari centri.

Uno di Noi partì una volta per le montagne, e, abituato alle lunghe marce, oltrepassò i confini protetti e cadde svenuto. Che apparve allora sui Nostri apparati telescopici? Egli giaceva sull’orlo di un abisso molto pericoloso. Un membro di una spedizione geografica, che aveva smarrito la propria carovana, accorse presso Lui. Nonostante fosse anch’egli affamato e debole, sollevò il Nostro Amico, Che era di notevole statura, e presoLo sulle spalle si avviò per il sentiero. Bisogna dire che poté sobbarcarsi un peso simile solo per un’accresciuta tensione nervosa. Quando giunsero i soccorsi mandati da Noi, cadde in un deliquio ancora più fondo. Ma quel fardello eccessivo aveva fatto di lui un Nostro collaboratore.

Oggi è a capo delle vedette che custodiscono i sentieri, e si occupa di ricerche storiche. Ripete spesso: “Mai temere un peso eccessivo”. Invero, non senza ragione si trovava in quei giorni fra le Nostre montagne.

La comparsa di nemici deve essere interpretata in rapporto a una condizione di infermità di cui ho già fatto menzione. È umanamente facile capire quanto la Nostra Comunità dispiaccia ad alcuni. Non occorre essere un genio per sapere che si cerca di sbarrare la via. Ma quei nemici non sono vostri né Nostri; sono i nemici dell’illuminazione, inevitabili e persistenti. Vi consigliamo quindi di prendere le cose come sono e di non aver paura di un carico eccessivo.

347 — Nel formare comunità nuove, è necessario tenere presente un fastidioso tratto umano: l’invidia.

La vipera dell’invidia si sviluppa gradualmente dalla rivalità, e vi si annidano anche la falsità e l’ipocrisia.

La vipera è piccola, e quando nasce talora è impercettibile.

Perciò quando si compone una comunità è necessario prevedere le differenze dei membri e far notare che essi non possono essere duplicati né paragonati, proprio come le diverse membra del corpo.

Si avvicina il tempo che non sarà facile per il Mio Insegnamento raggiungere le comunità nei diversi paesi. Prima che appaia il terzo libro, si deve assimilare il secondo, non solo, ma anche praticarlo nella vita.

So bene che il primo è stato letto superficialmente da molti. Alcuni ne hanno fatto un libro di sogni e divinazione. Altri l’hanno preso come calmante. Pochi l’hanno inteso come un appello urgente all’evoluzione del mondo.

Nel secondo libro, chi ha compreso la chiamata del primo vedrà profilato il lavoro voluto.

Gli eventi del mondo lo porteranno sul vostro tavolo. Qui Noi possiamo incontravi. Talvolta un carico eccessivo diventa la piuma di un’ala.

348 — Nei lavori della comunità, non indulgete a pensare al passato recente; ma al futuro o alla saggezza di tutti i tempi.

Frammenti e polvere dei relitti del passato ingombrano fin troppo lo spazio. Attratti dal magnete del pensiero, intessono sudici fantasmi difficili da allontanare. Espulsi da un luogo s’accampano in un altro, finché non sono nuovamente polverizzati da una percossa cosciente della volontà.

È assai meglio pensare al futuro, tali pensieri ricorrono al prana solare. Il loro magnete può attrarre polvere cosmica. Proveniente dai mondi lontani, essa è benefica per le nuove formazioni. L’astronomia sta alla geografia come la polvere cosmica alla storia; e ogni aerolite è un oggetto archeologico.

La storia di Salomone che venerava un particolare Aerolite ha una base scientifica. Sovente una favola diviene la pagina di un’opera di scienza.

Anche Galileo, ai suoi tempi, narrava favole pericolose. Volete davvero assomigliare a quei cardinali che lo avversarono?

Abituatevi a pensare al futuro. Quando vi radunate, emettete pensieri sul futuro. Le vostre assemblee saranno più pure.

349 — Ancora alcuni consigli.

Giungere in anticipo e arrivare tardi sono egualmente errati; ma se si deve scegliere è meglio affrettarsi. Nello stesso modo è meglio omettere che aggiungere.

Se in una comunità si reclama, quella comunità sta diventando una stazione di polizia.

Se vi compare l’amore di sé, sta mutandosi in un giardino zoologico.

Se non vi si applica il Mio Insegnamento, vuol dire che qualcuno vi agisce mascherato.

Chiunque vi è entrato ne può uscire, ma chi se ne va porta con sé i propri possessi veri e acquisiti.

Se talora un gran peso è leggero come una piuma, sovente pochi grammi di falsità pesano più di un quintale.

Se fra i membri di una comunità si paragonano con veemenza i meriti personali, ne segue un orrendo sfacelo. Penosa è la via di chi, chiamato, non è stato pronto a entrare.

Non indebolitevi da soli.

Nel ritmo serrato di lavoro sta una qualità occulta degna di nota. Non c’è tensione di volontà che possa ottenere gli effetti conseguibili con il lavoro strenuo. Il “tempo” e la saturazione del ritmo possono fondersi con la tensione cosmica.

350 — Un ritmo di lavoro saturo è qualità di pochi. Il suo benefico influsso è assai più prezioso che non sembri. Già negli antichi misteri usavano queste espressioni: “lavorare sull’onda della Natura Sublime” e “lavorare secondo il battito del cuore della Madre del Mondo”.

Chi ha studiato argomenti profondi deve aver imparato il lavoro saturo di ritmo, che nulla può fermare.

Il Maestro Buddha voleva che i discepoli badassero ai cambiamenti di ritmo. Prima delle grandi conquiste non consigliava il riposo, ma il lavoro saturo di ritmo. Ricordatelo.

Fra i problemi dell’evoluzione futura, ricordate che dopo il lavoro solitario è necessario organizzare unità molto più complesse.

È possibile vedere esempi di lavoro saturo di ritmo in individui isolati, o in comunità molto ristrette, ma le moltitudini e le assemblee non sanno usare quel principio.

Esiste un detto antico: “Guardati dalla folla”. Ma un altro, altrettanto antico, sostiene: “Bisogna insegnare alla folla a lavorare in spirito”.

Gli aspetti esteriori del lavoro possono variare assai, ma se diviene ritmico la sua qualità cambia. Se la gran parte delle famiglie di oggi non fossero vivai di volgarità, potrebbero veramente guidare al lavoro compiuto in unità di spirito. Ma padri e madri sanno solo ripetere come automi: “Fa come tutti!”. Insegnate ai fanciulli a costruire le loro città.

351 — Dei manoscritti.

L’importanza dei manoscritti è completamente dimenticata.

Anche il medico più inesperto sa che si può trasmettere un’infezione su un pezzo di carta.

Re devoti e pii cardinali l’hanno fatto più di una volta per accrescere la loro prosperità. Conoscete inoltre quegli esperimenti, fatti da ipnotisti contemporanei, che leggono a richiesta lettere chiuse. Lo si fa anche nei circhi equestri, senza aumento di prezzo.

Ciò vuol dire che un manoscritto è importante sia in senso esteriore che interno.

Con un tocco della mano si fanno muovere piccole figure di sughero. Pensate quanta energia si può imprimere sulla carta con l’aiuto dei centri nervosi. L’energia che irradia dalla punta delle dita può essere vista. Al buio se ne possono vedere le scintille.

Quando le emanazioni sono abbastanza intense si scorge una luce azzurra anche di giorno. Con l’irradiazione si stratifica sulla carta un’energia inestirpabile, paragonabile per influenza alla parola e al pensiero.

La scrittura non trasmette solo il segno convenzionale delle parole, ma anche, potentemente, l’essenza umana. Sapendolo, può essere bene tenere una certa lettera in mano, leggendola e rileggendola, ed evitare persino di toccarne un’altra. Ma naturalmente volano per il mondo anche molti fogli di carta vuoti, sui quali non è rimasta neppure una favilla di coscienza umana.

Come rilevare la differenza? Con la conoscenza dello spirito, con ciò che decide quando sia bene afferrare una mano.

La scrittura è una stretta di mano a distanza.

352 — Come si arriva agli ultimi Cancelli? Conosciamo le leggi e i segni; non perdiamo tempo; custodiamo l’Insegnamento; che fare se troviamo chiusi i Cancelli? Volgiamoci, per risposta, ai Misteri dell’antico Egitto, che certo erano vie scientifiche di vita.

Senza rallentare il ritmo del passo, il candidato doveva avanzare verso il Maestro. Davanti a lui si stendeva una linea luminosa, che doveva seguire, senza deviare né sfiorarla. Le sale che attraversava erano illuminate di colori diversi. A tratti la linea quasi spariva. Ma alla fine cresceva di splendore e come un raggio abbagliante saettava oltre una pesante porta chiusa. Questa all’aspetto era insormontabile; senza chiavistello né impugnatura. Era rinforzata e armata da sbarre e piastre di metalli diversi.

Il timido in spirito si sconcertava e rompeva il passo; chi invece sapeva l’importanza dell’immutabilità continuava risoluto. E, quando con il corpo l’incontrava, quella fortezza andava in frantumi, ed egli passava nell’ultima camera.

Questo irresistibile urto del corpo terreno é indispensabile per il ritmo dell’ascesa.

La conoscenza dello spirito ci mostra che le dimensioni della meta decidono quelle delle occasioni. Il simbolo della porta pesante che cade in pezzi esemplifica meglio di tutti in che modo si deve agire.

I saccenti di oggi ridono al pensiero di rompere un muro con la testa, ma gli antichi Egiziani ne fecero un magnifico simbolo della potenza della nostra natura essenziale. Avanzate dunque lungo il raggio. Imparate a iniziare il nuovo assimilando quanto lo precede.

Ignorate chi deride il vostro coraggio, poiché sapete dove andate.

353 — Torneranno a domandarvi come comportarsi con certi ostacoli. Alcuni sono impediti dalla famiglia, altri da un’occupazione che li disgusta, altri dalla povertà, altri dai loro nemici. Ma il buon cavaliere ama esercitarsi con cavalli selvaggi e preferisce gli ostacoli e i fossi dell’aperta campagna alla strada pianeggiante. Da ogni intralcio bisogna estrarre una nuova occasione. L’esitazione di fronte ad un ostacolo nasce dalla paura. Sotto qualsiasi spoglia si presenti la codardia, Noi dobbiamo svelare la pagina della paura. Amici, finché gli ostacoli non ci appariranno come fonti di possibilità, non capiremo l’Insegnamento.

Il successo sta nell’espandere la coscienza; è impossibile afferrarlo nel timore. Il coraggio scavalca gli ostacoli; poiché, come il mondo ormai sa, il seme del sangue germoglia, il seme del sapere germoglia, il seme del bello germoglia!

Se il sentiero è cosparso di ossa, passate con coraggio; se si parlano lingue diverse significa che si può rivelare l’anima; se occorre affrettarsi è perché un nuovo rifugio è già pronto in qualche luogo.

Benedetti gli ostacoli, che ci fanno crescere!

354 — È giusto domandarsi come trattare gli animali. Di solito si è crudeli con essi, o per sentimento se ne fa dei parassiti, o li si impiega come mezzi per incroci meccanici. Un atteggiamento ragionevole nei loro riguardi deve tener conto dell’unità di ritmo del mondo, ed è lo stesso ovunque. Dal momento che l’uomo deve collaborare all’evoluzione, anche gli animali hanno da conformarsi a questa legge. Le specie che non lo fanno si estinguono. Quelle adatte per evolvere devono serbare le loro capacità di lavoro.

Bisogna studiare la vera utilità degli animali. È ozioso pensare che i plesiosauri siano necessari al futuro. Le vesti della nonna sono commoventi in un museo, ma poco adatte alla vita odierna.

Il mondo può fare grandi progressi anche senza ippopotami e rinoceronti, che pure erano ben adatti a precedenti periodi geologici.

Se alcuni uomini somigliano per certi tratti agli ippopotami, sono della stessa evoluzione.

Gli animali devono lavorare, devono conquistarsi il diritto di vivere; quindi niente crudeltà e sentimentalismi. Non si può fare a meno di amare ciò che lotta per la vita.

355 — Se il lavoro è necessario agli animali, quanto coscientemente devono lavorare gli umani! Non facciamo distinzioni fra i generi di lavoro. L’unica che conta è quella fra lavoro cosciente e insensato. È inoltre necessario discernere la diversa età dello spirito. Uno spirito recente può essere identificato, nei confronti di uno antico, dalla qualità del suo impeto: gli difettano le percezioni profonde inculcate dall’esperienza di molte vite, ma spesso dimostra meno egotismo ed è più adatto a evolvere.

Uno spirito antico talvolta è simile a un vortice che attira l’“Io” onniesistente a essere trasformato dall’ego personale. Quando un ascesso del genere si è formato, può guarirlo solo il conseguimento. Una vittoria bella e brillante rigenera il corpo sottile.

Fintanto che un tale spirito antico lotta per vincere serba ancora la sua capacità vitale. Come esiste la cancrena del corpo, esiste quella dello spirito. Un arto morto può essere asportato in tempo, ma la cancrena dello spirito si rimuove solo con un colpo violento e improvviso.

La scintilla della percossa accende il conseguimento. Ben inteso, è preferibile quella conquista che cresce coscientemente, allorché tutto l’essere nostro sa che il Maestro di Luce esiste.

Abbiamo conosciuto una bambina in cui tale sapere splendeva immutabile. Neppure l’infermità distrusse quella conoscenza dello spirito. Le sue forme furono ritratte, ma l’essenza restò intatta.

Dilatate dunque l’essenza nell’Infinito.

356 — Quale condizione esterna è indispensabile per il lavoro? La luce. Solo la luce lo fa produttivo e utile. La farfalla vola finché il suo polline iridescente non è esaurito. L’uomo possiede la stessa forza iridata, che assorbe il potere della luce mediante il fotoplasma. I vari plasmi sono intermediari fra il visibile e l’invisibile. Il fotoplasma, quale emanazione del sistema nervoso, forma un polline iridescente che assorbe i raggi luminosi e li convoglia nei canali nervosi.

Le migliori connessioni con la luce si ottengono la mattina. Lasciate dunque entrare la luce mattutina.

Lavorate alla luce, decidete alla luce, giudicate alla luce, patite alla luce, rallegratevi alla luce. Nulla è paragonabile all’onda luminosa. Anche l’elettricità, persino la più azzurra, emette ottomila volte meno la luce che un raggio di sole.

Ben presto lo studio del fotoplasma aprirà nuove vie ai sistemi di lavoro. Si può vedere che il suo polline spumeggia e con piccoli vortici trasporta nei pori della pelle il tesoro che ha raccolto.

Non si tratta solo di problema di spazio nei laboratori, ma anche dell’adeguata disposizione delle aperture luminose.

I raggi solari sono un tesoro del mondo.

Gli scienziati analizzeranno facilmente i raggi degli altri luminari.

Perché gli uomini dovrebbero evitare i tesori predisposti nell’universo per loro?

Vortici magnetici di luce sono il ritmo dei pianeti. Perché non usarli, come l’acqua di una cascata? Le forze a disposizione sono inesauribili.

Uomo, prendi la tua parte! Presto, non appena la lotta si muterà nella vittoria, il seme del Bene Comune darà a tutti la potenza del raggio.

Ricordate queste cose quando iniziate il lavoro mattutino e lo estendete con coraggio nell’Infinito.

357 — È molto difficile per gli uomini intendere il nesso tra la qualità del lavoro e l’Infinito. L’uomo comune presume che una qualità superiore di lavoro tende al finito. Per lui la qualità e inestricabile dal finito, che Noi chiamiamo morte. È impossibile spiegargli che invece essa ispira all’Infinito. Proprio nel fatto che non esistono limiti alla tensione sta la scoperta della conoscenza. Occorre trovare il coraggio di lavorare per l’Infinito.

È possibile sviluppare in sé stessi un apprendimento continuo, valido non come catalogo di fatti, ma quale espansione di coscienza.

Con quali mezzi questa si estenda, non importa, ma la sua ampiezza consente di assimilare la portata di eventi grandiosi.

Quale insegnamento più rapidamente dilata la coscienza? È necessario ammettere a questo pascolo secondo le doti individuali. A ciascuno la sua pastura, purché il fuoco interiore sia conforme al merito e alla dignità umana. Chi è pigro, chi è orgoglioso, chi è irto di dubbi e sospetti non vi troverà nutrimento.

Agli amici e agli allievi dite che devono imparare. Che imparino nella tensione dello spirito; a occhi aperti, senza sosta, poiché una fine non esiste. Molti si lasciano atterrire da questa semplice affermazione.

Ma Noi siamo con chi sostiene che la luce splende all’infinito e che tutte le epoche ardono come una collana di perle.

Mentre si impara non si deve sminuire.

358 — Se raccogliete allievi attorno a voi, pensate come cominciare. L’errore solito è di iniziare dall’alfabeto, trascurando l’indole dello studente. Noi per regola diamo, assieme alle prime basi, frammenti delle possibilità più elevate.

Né si deve dimenticare il gioco favorito del Buddha con i Suoi discepoli nei momenti di distensione, allorché lanciava nello spazio una singola parola sulla quale dovevano costruire un pensiero completo. Non esiste verifica più saggia dello stato di coscienza.

Ad esempio, il Maestro dice: “Morte”, pensando alla morte della volgarità. Ma un allievo forse esclama: “Morte al povero!” Come segnali indicatori, parole così isolate possono tracciare un profilo esatto dello spirito, e da quelle linee si può accertare quali fuochi ardono.

Nel caso citato si avrebbe occasione di dire: “La tua coscienza vuole la morte del povero; quindi le ricchezze dirette a te hanno deviato”. Assieme a tale legge primitiva si può accennare all’evoluzione dei mondi lontani. Il paragone tra questa e le piccole cose della vita ordinaria, con una scossa, può illuminare.

È assai difficile quando un allievo vuol coltivare lo spirito seguendo un metodo. Meglio farebbe ad aprire un ufficio di pubblicità, e sedervi a spuntare gli “slogan” non ancora usati.

Noi non siamo imprenditori di pompe funebri, né di giardini zoologici. Chi vuol seguirCi, cammini ispirato con pienezza e luminoso come la vita irresistibile; e cerchi di espandere la coscienza, che è il primo scopo.

Tutto si può perdonare, ma una coscienza ammuffita è peggio di un cadavere putrescente.

359 — Anche nei periodici per ragazzi si stampano fotografie di persone note, nelle quali compaiono anche altri volti sconosciuti a tutti. Persino una semplice lastra sensibile registra più cose dell’occhio. Meglio così, forse, dal momento che gli uomini non si fidano dei loro occhi, ma sono pieni di rispetto per la pellicola fotografica.

Ospiti astrali si affollano nel bel mezzo della vita senza essere notati. Per loro non è sempre facile raggiungere certe persone, e in tal caso si servono, come mediatori, di visitatori terreni. La comunicazione è difficoltosa, ma le emanazioni auriche di questi, o dei servi, sono come un ponte per quegli ospiti invisibili. Il loro valore varia molto, dal tocco di una farfalla al morso di una tigre. Ammettete quindi poche persone nelle camere ove dormite o lavorate, se la vostra aura è già bastevolmente stabile. Specialmente nocivi sono certi educatori della gioventù che si accompagnano alle entità più orribili.

Le emissioni migliori sono sovente paralizzate dalla presenza di bambinaie e istitutrici. È dunque sempre bene fare da sé. E vigilare sui segretari, che spesso guastano ogni cosa.

Fate da voi, e non avrete incertezze sulla qualità delle vostre emanazioni.

360 — “Perché a lui, e non a me?”. Così bisbiglia l’invidia, dopo mezzanotte. Gettate via questa vipera dalle vostre imprese.

La crescita dello spirito non tollera costrizione. Il che basta a spiegare la lenta evoluzione umana. Non si può forzare lo spirito a salire. E neppure usargli violenza con consigli non chiesti. Si può rispondere solo all’istanza di un cuore sensitivo.

Se date il più ovvio dei consigli, che l’invidia guasta la salute, evocate solo altra ipocrisia, se la realizzazione spirituale difetta.

Ma le vie dello sviluppo individuale dello spirito sono inondate di luce.

Ogni goccia dell’oceano fa il suo arcobaleno. Quale allora è la radiosità del Cosmo! Rispondiamo quindi con cautela, poiché ci rivolgiamo a uno spirito individuale. Abbiamo parlato contro le chiese di oggi, ma non è ammissibile parlare contro il clero “in toto”. Abbiamo conosciuto un eccellente prete cattolico, cui invece della porpora cardinalizia fu data la più misera delle parrocchie. E così un rabbino di grande levatura, considerato pazzo. E un illuminato prete ortodosso, esiliato in un remoto monastero. So di un dotto arcivescovo americano cui si rende difficile la vita.

Ogni pensiero del Bene Comune è perseguitato senza pietà, eppure solo la crescita dello spirito individuale può arricchire il tesoro generale. La conformità dello spirito individuale con il Bene di tutto il mondo è anche la Bellezza del Cosmo. Se ogni pianta ha la propria individualità insostituibile, quanto particolare deve essere il trattamento riservato a ogni singolo spirito umano. Una tale sensibilità deve essere segno distintivo dei Nostri discepoli, e allora senza una parola, per semplice contatto, si diffonde luce.

E non solo di giorno, ma di notte, si può aiutare illuminando, per contatto.

Siate luminosi per grandezza di coscienza. Come chi va in contrade lontane, raccogliete conoscenza dal polline iridescente di tutto il mondo.

361 — I pensieri puri sono come l’ozono dello spazio. In verità, si può saturare di essi l’ambiente, ma solo in una precisa consonanza. Lanciare un pensiero puro per poi soffocarlo con brame volgari è uno stridore orrendo. La consonanza deve intendersi come una serie di accordi. Quindi Noi apprezziamo, nell’attività indipendente, il succedersi regolare delle azioni. Non basta un’occasionale parola benevola per avanzare, occorre una continuità cosciente.

Un pappagallo imparò a gracchiare: “Maestro benedetto!”, ma non migliorò per questo le sue possibilità. Un orso abbandonò per caso la preda ai piedi di un uomo che moriva di fame, ma rimase una bestia selvaggia. Un’ape per caso perforò l’ascesso di un malato, senza meritare felicità alcuna. Persino un serpente salvò un giorno una vita col suo veleno. Solo la coscienza e la lealtà costante danno frutto.

Pensate che il sorriso della vittoria è facile. E quando la lealtà fedele lo fa sbocciare, splende come sole generoso. Poiché la dolcezza di un frutto non dipende dalla buccia, la vostra attività sormonti la folla. Solo evitando la folla raggiungerete gli uomini.

Mi figuro un ministro o un Papa di oggi, salire alle Nostri Torri in automobile! È tragico o comico? Un semplice mongolo si comporterebbe certo con dignità maggiore, poiché in lui il nerbo della ricettività non si è spezzato. Amici, serbate libero in voi il canale di ricezione, poiché in quella fornace si forgiano i pensieri puri. E considerateli non come prodigiosi Esseri Celesti che scendono in Terra la domenica, ma come viatico dei giorni di lavoro.

362 — Il primo libro esortò alla bellezza, alla semplicità, al coraggio. Questo indica la qualità e i lineamenti del lavoro che ingrandiscono la coscienza.

L’idea della Comunità e del Bene Comune è il primo segno di tale processo. S’intende che la necessita del lavoro è indicata non già per semplice informazione, ma per essere praticata.

Questo libro non vuole consolare, ma incitare lo spirito che sorge. Lavorate al massimo delle vostre forze. Avvolgete ogni compito con le emanazioni migliori.

Chi fa il lavoro più faticoso con la gioia più grande sarà certo vincitore, poiché sconfigge la noia. È naturale che ogni sentiero, anche quello che mena a Noi, abbia i suoi passaggi difficili. L’intensità della coscienza si vede quando si scavalca l’abisso, non quando si va per prati fioriti.

Il travaglio del perfezionamento senza fine è prescritto da Noi. E nei momenti difficili pensate a Noi, sapendo che un apparato senza fili vi connette a Noi. Ma imparate a pensare, e a discernere quali sono i momenti difficili. Spesso si prende la buona sorte per disgrazia, e viceversa. L’espansione della coscienza stabilisce la conoscenza dello spirito, che vi conduce alla Nostra Comunità.

Vi sarà un terzo libro? Certamente, quando il lavoro indicato in questo sarà stato vissuto. Il terzo libro riguarderà la Nostra Comunità. Ma si potrebbe forse parlarne, se la coscienza non avesse assimilato il concetto di comunità?

Se quindi volete manifestare nella vita la Nostra Comunità, dovete prima esprimere la vostra. Vi aiuteremo. Osservate senza pregiudizi le vicende del mondo, e vi vedrete la Nostra Mano.

È prossimo il tempo di una svolta nell’evoluzione, e le forze necessarie sono pronte.

Imparate a lavorare con strenua decisione, e siate benedetti. Benedetti coloro che vogliono il Bene Comune.