Mondo Del Fuoco
Parte I

1933

Ur è la radice della Luce del Fuoco. Da tempi immemorabili questo Principio irradiante ha attirato i cuori di molti popoli. Dalle Alleanze passate volgiamoci ora a conquiste future.

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1 — L’elemento del Fuoco, il più pervadente, il più creativo, il più liberatore, è il meno apprezzato e meno studiato. La coscienza umana si dedica a una pletora di considerazioni vacue e senza senso, e la più mirabile le sfugge. Gli uomini litigano per cose da nulla al mercato, e non hanno neppure il desiderio di mettere le mani sul tesoro. Molto di quanto si è detto a proposito del cuore è applicabile anche al Mondo del Fuoco, ma con intensità speciale. L’impeto del Fuoco è resistente come la struttura di un cristallo. Non per nulla i chiaroveggenti si servivano di globi di cristallo. Occorrono braci viventi per purificare la coscienza; la fiamma dai sette colori afferma il fervore dello spirito. Molte azioni del Fuoco si manifestano come singolarissime condizioni di esistenza. A partire dalle ordinarie formazioni luminose visibili all’occhio aperto, su, fino ai fuochi complessi del cuore, si è guidati nel reame del Fuoco.

2 — Quando si studiano i segni del fuoco si notano certe suddivisioni in seno all’umanità. Alcuni infatti s’impegnano con perenne fervore e non possono vivere senza quel moto ascendente: siate certi che sono del fuoco. Sbagliano, a volte, ma non possono rimanere inattivi. Osservateli, e invariabilmente vi scoprirete la fiamma. Ma non aspettatevi di trovare il Fuoco creativo nell’inerzia della terra, fra le ondulazioni dell’acqua, fra i vortici dell’aria. Non vogliamo esagerare lodando la gente del fuoco, ma invero si può affermare che è quella che muove il mondo. Non bisogna dimenticare che per questi uomini non è facile vivere in mezzo alle altre combinazioni. È vero ciò che si dice dell’Angelo dalle ali bruciate: quando si precipita per il bene del mondo le sue ali fosforescenti sfregano contro le rocce e ne restano strinate, ed Egli perde potere. In ciò si vede la netta distinzione fra il mondo terreno e quello del Fuoco.

L’occhio terreno, pur essendo molto sensibile, non assimila, di norma, neppure i fenomeni sottili. Ma, a sua volta, il Mondo sottile non percepisce quegli esseri di fuoco che un cuore ardente può fare incontrare. Ciò giustifica la venerazione per il Fuoco. Per naturale affinità con quel Mondo è necessario lo zelo fervente. Gli uomini del Fuoco portano in sé, fin dai primi anni, come un riflesso del Fuoco supremo. Queste faville li costringono ad evitare il contatto con gli altri elementi, che non amano quei globi infuocati. Ma è impossibile percorrere i sentieri terreni senza imbattersi nel Fuoco, quindi è bene conoscerne la natura essenziale.

3 — Si noti che la tensione del Fuoco si ripercuote in tutte le funzioni del corpo. E non si dimentichi che se da un lato il Fuoco dello Spazio può guarire una ferita, per altro verso sottopone a grave tensione i tessuti. Siate prudenti, dunque.

4 — Sembrerebbe che il Battesimo di Fuoco sia stato illustrato chiaramente. Sul capo di certi uomini sono apparse lingue di fiamma, eppure non si vuole riconoscere l’esistenza di questa realtà. Si pretende di venerare le sacre Scritture, ma non le si porta nella vita. Non tutti avrebbero saputo accogliere e osservare come voi, con calma, la fiamma che non brucia, che pure era del tutto reale e dotata di tutte le proprietà del fuoco, tranne quella di ustionare. Occorre che il cuore sia aperto per affrontare questa fiamma. L’uomo ne ha scoperto una manifestazione grossolana in forma di elettricità, ma se non usa le qualità ignee del suo organismo non potrà affinare quel fenomeno. Quando la comprensione del Fuoco penetrerà nella vita, un’alba nuova sorgerà per lui.

5 — Allorché si parla del fuoco che non brucia non si deve dimenticare il Fuoco che consuma. Quando la monaca geme: “brucio, brucio!” il medico non è capace di alleviarla, e potrebbe persino ricorrere ad applicazioni di acqua fredda, dimenticando che l’olio non si mescola con l’acqua. Solo il fuoco si accorda con il fuoco: in altri termini, con l’energia del cuore, che scorre nei fenomeni di magnetismo. Noi curiamo le infiammazioni con una corrente; e possono verificarsi in vari centri. Ma, in realtà, il pericolo principale riguarda da vicino il cuore, il plesso solare e la laringe: essendo i più sintetici, questi centri sono esposti agli attacchi più imprevisti. Chi abbia provato anche una sola volta il fuoco interiore sa cosa sia il rischio di una conflagrazione dei centri; sa quale agonia è provocata dall’irrompere del fuoco. L’uomo non ne è quasi mai la causa, salvo forse per irritazione. Per lo più il fuoco si apprende per influssi estranei o per cause cosmiche, qualora l’organismo sia molto raffinato. Uno stato di fatica del cuore apre letteralmente le porte al nemico. Il Fuoco creativo può dunque trasformarsi in una fiamma divoratrice. Ricordatelo, poiché gli incendi scoppiano provocati da piccole scintille. E rammentate che per usare l’energia ignea ci vuole cautela. Gran male si commette quando si sciupa inutilmente quella altrui. Un Arhat non è mai un vampiro: è una legge fondamentale della vita. Com’è saggia dunque la regola dell’eterno dare. Fuoco e sacrificio sembrerebbero non aver nulla in comune; eppure tutte le Scritture menzionano il sacrificio ardente.

6 — Ci vuole molta prudenza. Vedete bene quanto muta anche l’etica dei popoli. Perciò l’ignoranza reagisce alla pressione atmosferica: rendetevi conto che essa afferma in modo inequivocabile i principi delle tenebre. Pensate quanto facilmente si deteriora un cervello poco evoluto quando il cuore tace. La moralità dei popoli languisce come una pianta appassita. Dunque torna ad aggravarsi il pericolo di epidemie da fuoco.

I Caldei classificavano le malattie secondo gli elementi; e in ciò non erano lontani dal vero, poiché l’organismo, sia cosmico che umano, è soprattutto condizionato dagli elementi e dai luminari.

7 — Pensate! Ciascuno porta in sé l’unico Fuoco, immutabile in tutto l’Universo; ma nessuno si dà la pena di immaginare che porta quel tesoro cosmico in sé stesso. Gli elementi non sono sempre identici nel Cosmo: poiché mutano di qualità non è lecito considerarli tali. Solo il fuoco del cuore connette con il suo magnete tutte le strutture del mondo. Bisogna riconoscere questa sua supremazia. È un tesoro da utilizzare in qualsiasi settore della vita. C’è una sola Luce di Fuoco in tutto il mondo. Essa rischiara le più remote lontananze, e non ha nulla di misterioso né di sovrannaturale. Anche i minori tra i discepoli hanno udito di questo Fuoco che tutto pervade, pur senza comprenderne l’uso.

8 — Le varie manifestazioni del Fuoco non ne contraddicono l’unicità essenziale. È solo il ritmo della tensione che cambia il colore della fiamma visibile, dall’argento al rosso-oro al rubino intenso. Ma questo ultimo è raro, poiché non tutti i cuori possono sopportarlo.

9 — Per ammettere e accettare il Fuoco come la via della Gerarchia, come la via dell’amore e della compassione bisogna essere irrevocabilmente consacrati, con tutto il cuore. Solo così le piccole scintille divengono giganti di fiamma.

10 — Benedite anche i tempi più tesi. Proprio allora s’impara a distinguere il valido dal mediocre. In periodi di agio la vigilanza si affloscia, ma è indispensabile per adire alle sfere del fuoco. Quindi oppressione e tensione sono entrambe preziose: non solo accrescono l’impeto e la vigilanza, ma sprigionano nuovi fuochi dai recessi più intimi. Che il fuoco della Tara vi sia particolarmente vicino. Imparate ad amare l’inatteso quale fonte di gioia. In verità è proprio la gioia che accende il fuoco più bello. I tempi ardui sono dunque detestati solo dall’ignorante: per chi sa, sono una fonte di eventi. I fuochi avvicinano anche azioni remote. Tutto ciò sembrerà solo fredda astrazione a qualcuno, che darà prova così di avere un cuore gelido, dal fuoco estinto. Voi conoscete il calore del cuore, e rispettate quell’inatteso Messaggero. Perciò è tanto importante seguire i Maestri, lasciando alle spalle le macchinazioni delle tenebre. Solo il Loro Fuoco accenderà in voi l’audacia. Tutte le parole dette a Loro riguardo sono dunque preziose: anche se pronunciate senza sapere tramandano il prana del coraggio. Che quelle parole risuonino in tutti i luoghi del mondo, sono candele accese sotto immagini sacre. Sono lampade di Fuoco vivo che proteggono da tutti i mali. La solennità è una chiave.

11 — Durante una intensa manifestazione ignea si osserva una proprietà caratteristica del Fuoco: gli oggetti dell’ambiente diventano come traslucidi. Voi stessi lo potete testimoniare. È come se il Fuoco trasformasse tutte le sostanze dello stesso elemento, rivelando la sostanza luminosa costituente fondamentale di tutto ciò che esiste. Altrettanto può dirsi del magnete del cuore ardente, che a modo suo mostra la natura ignea di tutto ciò cui si avvicina. Per suo mezzo si possono dunque osservare le qualità del fuoco: basta scoprire un cuore siffatto e utilizzarlo con premurosa cautela in questo genere di esperimento. Ma si ricordi, ciò facendo, che rivelare la sostanza luminosa può essere estremamente pericoloso in condizioni ambientali disadatte. Anche il pericolo che accompagna il Samadhi totale dipende dalla stessa proprietà. Tuttavia non opponetevi ai fenomeni del fuoco se non vi affaticano il cuore. In questi anni di Armageddon, naturalmente, tali manifestazioni sono molto complesse, perché i ritmi dei Fuochi spaziali e sotterranei sono turbati. Tali violazioni di solito non vengono neppure considerate, e vanno ad accrescere l’agitazione del cosmo.

12 — Le ondate di fuoco che si avvicinano sono spaventevoli, terrificanti se non le si conosce e non le si assimila con i fuochi del proprio cuore.

13 — Avete udito di certi fanciulli capaci di vedere attraverso i corpi solidi. La spiegazione sta nella natura ignea del loro karma. In realtà si tratta di un fenomeno schiettamente fisico, che di solito non conduce a conseguimenti elevati. L’Hatha Yoga intensifica vari centri separati, ed è deplorevole che le sue discipline parziali non preparino per il Raja e l’Agni Yoga. Gli esercizi fisici e ignei sono nocivi, poiché turbano l’equilibrio ambientale. Il Fuoco è supremo fra gli elementi, e bisogna accostarlo con una coscienza superiore. Bisogna capirlo e amarlo solo per tal mezzo.

14 — Sangue! — ecco il grido dei popoli, d’oriente e d’occidente. Tempi mai visti! Il Fuoco, il risanatore, viene ridotto, per ignoranza, a distruggere.

15 — “Avvolgiti di Fuoco, e sarai immune”, diceva un Precetto antichissimo; ma, ormai incalliti, gli uomini più non seppero di che Fuoco si trattasse. L’intesero come Fuoco fisico, e tracciarono cerchi magici di fiamma. Essi sminuiscono sempre la loro vera natura. In realtà qualsiasi fuoco vivente è sempre risanatore, ma non ci sono resine paragonabili alle fiamme del cuore. Che gli uomini ricordino almeno la qualità del fuoco terreno, ma invero è giunta l’ora di tornare alla fonte primaria; non sarebbe possibile altrimenti oltrepassare quella soglia ormai così prossima. L’uomo ha sciupato e scatenato le forze terrestri, e le Potestà superiori ne sono allarmate. Solo la coscienza ignea e illuminata potrà ripristinare il ponte dell’ascesa, che giace infranto.

16 — Potrebbe, chi è del fuoco, trasformarsi in una creatura di altre energie? No, è impossibile; ma chi è di un altro elemento può tramutarsi in un essere di fuoco, poiché il Fuoco è onnipresente. Sono però balzi tutt’altro che facili. Un grande dispendio di forza spirituale è necessario per trasmutare il cuore e unificarlo all’energia superiore. Ma i Cancelli del Fuoco non sono chiusi: “Bussate, e vi sarà aperto”. Tutti gli Insegnamenti chiamano al Battesimo di Fuoco.

17 — Zoroastro descrisse l’immunità ignea; insegnò che da tutti i pori della pelle l’uomo può proiettare raggi di fuoco per abbattere qualsiasi male. Chi è avvolto in una simile armatura non può soccombere a nessun contagio, e tale resistenza si accresce se si resta ben uniti alla Gerarchia. Il cuore diventa come un sole, che incenerisce qualsiasi bacillo.

18 — In verità, i microbi del cancro esistono, e possono essere scoperti e distrutti soprattutto dal fuoco del cuore. Mentre la carenza di energia psichica ne favorisce lo sviluppo, il fuoco del cuore, che è la massima espressione della coscienza, li annienta. In effetti, tutto ciò che viene facilmente consunto dall’energia superiore può anche essere mitigato, almeno in certi limiti, dallo stesso fuoco fisico. Le radici di molte piante contengono fuochi potenti del regno vegetale che possono servire là dove i fuochi del cuore sono ancora inattivi.

19 — Già sapete quanto sia notevole il trentesimo anno di età, per le manifestazioni del fuoco, ma l’organismo abbisogna di cure sollecite almeno fino al settimo anno. Nei bambini, anche nei migliori, non si deve mai forzare la natura: il Fuoco non tollera costrizioni. È vero che bisogna sapere quando e come aprire la porta, ma ogni forzatura causa danni irreparabili. D’altro canto non si deve favorire senza metodo lo sviluppo del bambino, poiché l’aiuto eccessivo crea solo dei deboli. Perciò è prescritta la Via Aurea. Quindi il Fuoco esige prudenza in tutti i suoi processi. La chiaroveggenza e la chiarudienza non sono altro che vista e udito ignei. Il Fuoco è sempre l’intermediario di qualsiasi esaltazione. Per seicento paragrafi abbiamo parlato del cuore; ora siamo pronti a dedicarne al Fuoco seicentosessantasei, non fosse che per ben definirlo quale scala trionfale. L’uomo non potrebbe esistere senza tornare al Fuoco; così nel Mondo terreno e nel sottile egli si volge al Mediatore supremo. Ma con questo non vogliamo proporre il culto del fuoco; lo diciamo perché ci saranno fanatici e ignoranti che cercheranno di sostenere quest’accusa assurda. Parlo della massima conquista, che eleverà il corpo sottile al Mondo del Fuoco.

20 — Qualsiasi timoniere consiglia di non governare la barra in modo brusco. E ciò vale anche meglio per la coscienza umana, che è un cristallo lento a formarsi; eppure ogni strato deposto è una gioia spaziale. Il cuore batte in ciascuno, ma raramente si osserva la sostanza ignea. Perciò Noi non parliamo del Fuoco dovunque, ma solo là dove sia già accumulato.

21 — L’occhio umano non percepisce le vibrazioni elettriche più potenti, e lo stesso dicasi per le gradazioni del fuoco. Questa circostanza ostacola sempre l’Insegnamento del Fuoco; infatti, le manifestazioni minori della sua energia vengono percepite, e quindi riconosciute, mentre le maggiori e più fini sfuggono agli strumenti moderni e alle coscienze che per karma ancora non abbiano accostato quell’elemento. Ma gli uomini d’oggi non sono disposti ad ammettere l’imperfezione dei loro apparati, e tanto meno la propria inesperienza. Questo mancato riconoscimento è di grande ostacolo, sì che invece di avanzare si deve spendere molto tempo prezioso per inculcare la comprensione dell’essenza del Fuoco. Ciononostante l’iterazione di quel concetto provoca un benefico accumulo che s’imprime indelebilmente sul cervello. Comunque sia, chi non riesce ad assimilarlo con il cuore lo pensi almeno con il cervello. Noi abbiamo il compito di indicare le vie più brevi, ma troviamo anche la pazienza di seguire le più lunghe. Indispensabile è la perseveranza, allorché si sa per certo, nel cuore, che non c’è altra via; quindi al Mondo sottile si giunge solo mediante il Fuoco. Per capire la sua natura essenziale l’uomo deve dunque non solo sapere, ma anche sentire.

22 — La mancata percezione delle massime correnti del Fuoco è condizione analoga, per certi versi, a quella di un sacerdote, adusato, per contatto diuturno, alla corrente del suo santuario. È risaputo che certi Santi, o certi Spiriti eccelsi, pur avvolti da flussi di Fuoco, non ne ebbero mai la percezione. In verità, chi dimora nel Mondo sottile non ne nota la qualità specifica, così come chi è in comunione con il Fuoco non considera il proprio stato come straordinario. Un grande musicista non ritiene di far niente di strano se suona in modo eccellente, poiché ne ha la consuetudine. Nello stesso modo la Sfera del Fuoco cala nelle condizioni terrene, e chi è in contatto con essa non la sente più come insolita.

23 — Nell’accostarsi ai fenomeni del Fuoco bisogna pensare alle sue gradazioni diverse. C’è modo e modo di passare attraverso il fuoco: i fachiri di basso livello si sfregano con ceneri mescolate a una polvere minerale, in tal modo ottenendo una certa resistenza alle fiamme. Ma, è chiaro, questi effetti esteriori, puramente fisici, non ci interessano. Gli Yogi invece attraversano il fuoco inducendo energia cardiaca come contro-azione. Con questo processo il fuoco interiore sprizza dai pori della pelle e forma una protezione, in quanto è più potente di quello terreno. Quegli Yogi sono anche capaci di condurre senza danno attraverso le fiamme chi volesse seguirli: per ottenerlo estendono la loro energia sul seguace, purché questi sappia trasferire totalmente la coscienza nel cuore della guida. E quest’ultima condizione è caratteristica di tutte le imprese sorrette dal fuoco in generale.

24 — Si dirà che il fuoco è un elemento troppo elusivo da osservare. Rispondete che, al contrario, è il più appariscente di tutti. Nell’organismo umano la terra e l’acqua sono forse più evidenti? Il fuoco invece è chiarissimo nel calore, nel polso, e soprattutto in quel fremito che sempre ne accompagna le manifestazioni, e che non viene da paura, ma dall’unione con la sua vibrazione. Possono forse l’acqua o la terra generare quel tremito? Ma il Fuoco, anche in minima misura, produce una sensazione speciale. Non si parli dunque dell’impossibilità di cogliere il Fuoco dello Spazio.

25 — È un bene prezioso saper comunicare nel cuore con l’essenza ignea. Nel Medioevo, si sa, ciò sarebbe stato sufficiente per finire sul rogo; ma anche allora si ebbero uomini valorosi che non temettero di parlare di ciò che percepivano e sentivano in sé.

26 — Il Serpente di fuoco che sul Calice assume la forma del serpente di Mosè, a forma di otto, denota la tensione di quel vaso, che è pieno di Fuoco. Gli accumuli e i precipitati che vi si trovano sono sostanze ignee. Quindi gli uomini sono soprattutto esseri di Fuoco, ed è solo sorretti da tale convinzione che si incomincia a mettere ali di fiamma. Non sono, queste, gocce infuocate che chiedono di essere ammesse? Non sono, queste, onde di Fuoco che intensificano il ritmo? Che tutto ciò che richiama il Fuoco vi saturi di solennità.

27 — Lo studio di coloro che amano la struttura della fiamma è fecondo di deduzioni. Allorché ci si approssima al Fuoco si incomincia a percepire il ritmo dell’energia, causa di tutte le combinazioni. È un elemento da amare e comprendere, in altri termini, da accostare con pensieri in armonia con lo spazio. E se preferite restare gnomi terreni, ricordate che i migliori di essi sono proprio le creature che lo servono. Da ciò si comprende che anche le coscienze inferiori vengono tratte ad elevarsi. In certe favole si narra di gnomi incapaci di vivere senza devozione per gli Esseri del Fuoco; così gli antichi cercavano di instillare il concetto del Fuoco nella coscienza dei più giovani. La scienza d’oggi ripete, con l’astrochimica e la termodinamica, la stessa favola del grande Fuoco. Ma la natura straordinaria dei fenomeni ignei impedisce ancora all’uomo comune di introdurre quel concetto nella vita quotidiana, e il Fuoco rimane confinato in una indebita astrattezza. Ma sono ostruzioni da abbattere: parlo come medico.

Affermo che, se devoti al Fuoco, traverserete qualsiasi abisso! Se un semplice velivolo abbisogna di carburante, quanto più è necessaria l’energia suprema, per lo spirito che voglia elevarsi!

28 — Tutte le conquiste, tutte le imprese eroiche sono per essenza ignee. L’energia superiore trasporta l’uomo oltre il precipizio. Si potrebbe domandare: “Ma la stessa energia non dà anche insorgenza ai crimini?”. Certamente sì: è la stessa che leva il pugnale per uccidere; perciò Noi ammoniamo a non trasformare il Fuoco della Benevolenza nella fiamma che distrugge. Quest’ultima, oltre a nuocere al singolo, inquina lo spazio; inoltre, dalle bolle di putredine degli strati inferiori si levano fiamme di male. Già in antico si disse che sono gli stessi peccatori che alimentano le fiamme infernali. I popoli sono responsabili del dilagare del male. Con ciò, molti ammassi di male restano inosservati, e gli uomini rifiutano di riconoscere la causa di tante ustioni orrende. Presso i vari popoli si trovano diverse concezioni dell’inferno, e se tali forme sono presenti in Terra, esistono anche nel Mondo sottile. Con quanta cura si deve evitare qualsiasi bruttura! Il Fuoco della Benevolenza genera le trasmutazioni più gloriose. Siate dunque fabbri solerti e benedetti. Quelle Fiamme vengono accese in alto, dai vortici dei mondi lontani.

Un tempo si ricorreva al giudizio del fuoco. L’accusato gli si accostava, e le fiamme, se poste a contatto con la verità, salivano dritte in alto, mentre la menzogna le fletteva. Per quanto imperfetto, questo giudizio ricorda le capacità di reazione del Fuoco.

29 — Avete visto i Nostri strumenti per misurare la pressione del fuoco. La fiamma delle eruzioni fa registrare una pressione terrificante. L’essenza ignea è compressa a molte atmosfere; perché ne sprizzino fiamme occorre che quella forza sia sbaragliata. Se dunque nasce e si accende una fiamma, è perché ha pressione e potenza straordinarie.

30 — Anche l’uomo più coraggioso sarebbe atterrito al trovarsi oltre i vincoli delle tre dimensioni, se il suo cuore non fosse preparato a ciò che l’attende. Non si può saltare da uno stato ad un altro senza essere temprati dal fuoco. Del pari non si può apprezzare e assimilare la bellezza solenne del Mondo sottile senza il tempestivo raffinamento del cuore. Si può restare come pazzi nel buio al cospetto del più grande dei capolavori, ma quelle tenebre sono in noi stessi! E solo con il fuoco del cuore si riesce ad accendere quello spaziale. Quante volte si è ripetuto che il grande Fuoco si manifesta solo tramite il cuore. Chi resta nelle tenebre ha perciò da biasimare solo sé medesimo. Ma è spaventoso restare nel buio della quarta dimensione, e tutte le successive divengono incubi odiosi se non rischiarate dalle fiamme del cuore.

31 — Certo il flusso salivale e vari dolori dei centri nervosi sono in corrispondenza con diversi gradi di perturbazioni cosmiche. Resta da vedere se questi sintomi sono ripercussioni di quegli eventi o se denotano una certa cooperazione con le energie del mondo. La seconda soluzione è quella da accettare. Il microcosmo, quando è raffinato, è un vero e proprio collaboratore del Macrocosmo. Si disse che Abramo marciava davanti al Signore: è da intendersi come simbolo di collaborazione perfetta. Da questo compimento scaturisce l’osservanza della legge dell’Esistenza.

32 — Per un cuore raffinato è difficile vivere nei livelli inferiori. Le alture montane danno un certo sollievo, ma la frattura fra il cuore e la sua patria di fuoco è troppo grande. Eppure questi strati inquinati non avrebbero dovuto formarsi: sono stati creati dagli uomini, e a loro tocca la fatica di purificarli. L’ozono generato artificialmente è di scarsa utilità. Il Prana viene purificato dal Fuoco supremo, che è l’unico processo che lo rende creativo. Nondimeno, anche quando siete in pianura, o in città, prima di prendere una decisione inalate quanto più profondamente potete. Può darsi che una particella di prana della Benevolenza vi raggiunga così, attraverso tutti gli ostacoli. Non disperate dunque mai e siate sempre pronti a rinnovare lo sforzo. Noterete che un sospiro spontaneo equivale ad un lungo suono di tromba. Non dimenticate quindi che le migliori manifestazioni dell’organismo umano non solo scatenano potenti reazioni chimiche ma penetrano in profondità con la loro forza psichica. Che mai vi accada di disprezzare quel sacro microcosmo creato dal volere del cuore puro.

33 — Chi è veloce di pensiero agisca senza indugio. Bisogna assuefarsi all’idea che ogni pensiero è un atto di comunione con il Fuoco. Perciò è vergognoso nutrire pensieri ignoranti o meschini.

34 — Siate fra coloro che attendono il grande Avvento; ascoltate il suono di quei Passi, consapevoli di aver offerto il cuore per soccorrere il mondo. Non consentite l’accesso alla confusione e al rifiuto, che ritorcono le fiamme contro voi stessi.

35 — Per chi marcia sul grande Sentiero è meglio essere calunniato che ostacolare una decisione dei Maestri. Imparate a rallegrarvi quando siete diffamati, poiché non c’è sentiero di fuoco che non sia lastricato di calunnie.

36 — Non allarmatevi se vi chiamo in battaglia. Chi resta a lungo in un solo luogo è mille volte più esposto a pericolo di chi avanza con impeto. Ma questo è un processo che si applica al cuore e alla mente, non solo ai piedi.

37 — La cosiddetta erba della verità esiste realmente. C’è una combinazione di sette piante che sblocca i centri inibitori, e l’uomo manifesta allora liberamente ciò che pensa. Non è una droga, ma la prova di antichissime terapie. Era usata soprattutto per la diagnosi medica, poiché nessuno conosce meglio del malato stesso le cause di ciò che avviene nel suo organismo; ma la coscienza interiore non riesce a svelare quelle fonti segrete senza uno stimolo speciale. Avvenne però che, in seguito, governanti e tribunali se ne avvalsero per accertare le prove, e con ciò introdussero un fattore coercitivo. Ma tutto ciò che è costrittivo e artificiale infrange i principi dell’Esistenza.

38 — Sovente gli uomini lamentano che il Mondo sottile sia isolato, ormai inaccessibile dalla Terra. È un’alienazione prevista già nella tradizione Ayur-Vedica. Esiste un estratto vegetale che, strofinato sulla pelle, facilita l’approccio al Mondo Sottile, rendendolo visibile e tangibile. Ma è necessario essere completamente staccati in coscienza dalla Terra. Inoltre, anche questa è una forzatura, inammissibile nel processo di ricostruzione mondiale. Non sminuite mai, in nessun modo, l’importanza del Fuoco e del cuore. Che valgono poche radici per i voli dello spirito?

39 — Se si raccogliessero tutti i particolari della vita, si scoprirebbero innumerevoli indizi del Mondo sottile. E si constaterebbe che nella maggioranza dei casi le voci di quella sfera non sono ricevute dalla Terra, così come la voce umana non è udita dal sordo. È un paragone che si dimostra accurato se si pensa che neppure gli urli del Mondo sottile si sentono in Terra. Nulla può descrivere la disperazione di quel Mondo quando i suoi moniti non vengono intesi. A modo suo, esso desidera intensamente soccorrerla; ma la vera cooperazione si consegue solo se il cuore è coltivato e se si comprendono qualità e natura del Fuoco.

40 — Le farmacopee e vari ricettari medici dell’antichità sorprendono per il gran numero di allusioni a misture capaci di elevare l’organismo in uno stato trascendentale. Si capisce che non si tratta di necromanzia o stregoneria, ma che è una maniera particolare per individuare il proprio futuro. Ne consegue che quei remoti antenati erano molto più solleciti e premurosi nei confronti del futuro che i dotti contemporanei. Costoro lo relegano o nell’ambito infernale o nel dominio dei fenomeni elettrici. La poderosa capacità del Fuoco, che crea la vita, passa inosservata; non se ne comprendono le manifestazioni effulgenti e radiose, e la stessa Gerarchia di Luce è considerata alla stregua di un fantasma o di uno spauracchio. Molti si rifiutano di pensare al futuro, e preferiscono chiamarsi polvere e cenere. Eppure anche il sapiente trema se gli si chiede di attraversare il Fuoco. Nondimeno, quante volte siete sgusciati fuori dallo stato tridimensionale! Quando siete immersi nel pensiero, avvertite forse il trascorrere del tempo, o la temperatura? Siete allora del tutto inconsapevoli dei minuti che scivolano via in un batter d’occhio o che divengono eterni. Sono esperienze quotidiane, e chiunque può testimoniare questi fenomeni prodigiosi.

41 — L’idea di Shamballa è in realtà inseparabile dalle manifestazioni del Fuoco. Senza ricorrere al Fuoco purificato non è possibile accostare i concetti superiori. In tutto il mondo gli uomini si dividono in due gruppi: quelli che sono consapevoli di Shamballa come Misura suprema, e coloro che ricusano il futuro. Che questo nome, Shamballa, sia noto a pochi; le lingue sono per tutti diverse, ma il cuore è uno solo. Bisogna assistere con sollecita cura chiunque si dimostra pronto ad avanzare verso la Luce. Il cuore deve abbracciare tutte le manifestazioni che sono in risonanza con il Bene. Ma queste si fanno tutte eguali solo sotto la Cupola fiammeggiante.

42 — Ora gli uomini riescono a scrivere nel cielo, con il fumo. Ma forse nessuno ricorda che già i Caldei, dall’alto delle loro “ziggurat”, sapevano scrivere nell’aria, quando certe date si avvicinavano. In tal modo stabilivano una collaborazione con i luminari, i cui raggi chimici rafforzavano rapidamente le soluzioni terrene. E gli scienziati, a loro volta, affiggevano le loro scoperte nello spazio.

43 — La difficoltà di comprendersi è anche dovuta, in buona parte, alle limitazioni del linguaggio terreno. Tutti i simboli e i concetti più elevati vi sono espressi in modo convenzionale, fino all’assurdo. L’uomo, quando cominciò a notare qualcosa che trascendeva i confini della vita quotidiana, prese a parlarne in modo incerto, con termini insoliti, che ebbero un senso completamente diverso per il suo vicino. A ciò si aggiunsero stranezze di vista, di tatto, di udito, e ne nacque una Babele. Quando poi si cercò di esprimere il supremo Concetto gerarchico, si vollero unire assieme le sillabe migliori, ma se ne ottenne nient’altro che una gran confusione. Notate che chiunque voglia parlare di un concetto trascendentale va a cozzare contro le spiegazioni più inverosimili. Molte volte gli uomini parlano fra loro della stessa cosa, ma in termini così diversi che risulta impossibile conciliare l’idea alle parole. Non sciupate dunque energia in contese verbali, ma restate in silenzio, solleciti e cordiali. Sia l’energia del fuoco ad agire per voi: saprà scoprire almeno uno stretto passo di accesso. In tutte le circostanze rammentate che avete ampie riserve di quell’energia che tutto pervade.

44 — Altra cosa da ricordare è che l’energia ignea cresce e agisce senza sosta se il cuore è acceso: in tal modo è più facile comprendere quella divisibilità dello spirito di cui già si è detto. La fiamma si suddivide senza pericolo, e non le occorrono né spazio né tempo. Non sorprendetevi se foste visti simultaneamente in luoghi diversi: questa non è che una delle proprietà della tensione del fuoco. Certo essa genera una certa pressione nel plesso solare; ma bisogna rendersi conto che l’unione del fuoco del cuore con quello spaziale stimola tutti i centri.

45 — Fate come lo scultore, le cui mani sanno colpire la pietra senza deformare la figura. Anche chi mangia sa bene quanto cibo gli necessita; certo, non è saggio sovraccaricare lo stomaco, e la giusta misura non è stabilita da regole terrene: è il fuoco del cuore che la segnala alla coscienza. È causa di gioia sapere che le vere misure sono impartite dalla conoscenza ignea.

Penso ad un pozzo, dove custodire in salvo i tesori: da tempo immemorabile le cose preziose si nascondono nel profondo. E vediamo che le vere conquiste sono appunto preservate negli abissi del cuore, dove il Fuoco le avvolge.

46 — Non è possibile descrivere a parole il tocco di uno scultore. Egli stesso non saprebbe dire esattamente per quale motivo ha raggiunto, con un certo colpo, quella data profondità. La conoscenza-diretta dovrebbe essere correlata alla realtà nella stessa maniera. L’Insegnamento rende possibile considerare come reale ciò che ieri era ancora inimmaginato.

47 — Una delle grandi imprese ignee è accostare il Mondo sottile a quello terreno. Molto si va compiendo inavvertitamente, a tal fine; ma è anche indispensabile rafforzare la consapevolezza di questo evento nella mente dei popoli. Bisogna affermarlo come reale, e non più come cosa del mondo delle fiabe. Non basta che qua e là si siano già ottenuti certi risultati, poiché anche la minima miglioria esige un riconoscimento cosciente. Se ciò è evidente per i piccoli successi di ogni giorno, quanto più sarà valido per ciò che riguarda l’uomo stesso! È difficile per lui arrendersi anche nelle minime cose! Rari furono quegli eroi che versarono il sangue per il bene dei loro simili, eppure quell’impulso interiore sprigiona nuove forze nell’organismo. Anche la trasmutazione del corpo fisico è da vedersi come una forma di eroismo: incoraggia a riconoscere che l’esperienza di un tale approccio ha già dato risultati eccellenti e tangibili. Ci si deve abituare al fatto che bisogna dedicarsi a perfezionare le condizioni dell’esistenza, ma senza convulsioni. Al contrario, non bisogna mai accontentarsi dei costumi ormai logori, e rallegrarsi all’avvento di altri, nuovi. La gioia per ciò che è nuovo è già un volo verso il futuro.

48 — È segno di fuoco saper commensurare le proprie azioni a quelle dei collaboratori. Allorché si accende una lampada non è per dar fuoco alla casa, ma la si pone in luogo sicuro. Ardere non è follia. È penoso sentir parlare con ignoranza dello stato caotico del Fuoco. Si deve intendere bene che proprio questo elemento esige la più perfetta commensura, e prudenza attentissima. L’Agni Yogi è cauto specialmente nell’uso di quella sostanza; è più parsimonioso che prodigo. Come custode fedele sa che la sostanza suprema viene raffinata a mezzo di molta pena e fatica. Sa che tutte le energie del Fuoco sono benedizioni rare e preziose. Fuoco dello Spazio sta per manifestarsi; e lo Yogi conosce il valore di questa scoperta. Solo così gli si può affidare l’oceano di Fuoco. Perciò vi esorto tutti ad una severa cautela: così serberete intatto quel tesoro che vi cresce nel cuore. Non lo si deve profondere negli abissi delle tenebre, dove le torce sono usate solo per innescare esplosioni disastrose. Anche a riguardo del Fuoco il pilastro della commensura vi salvaguardi.

49 — Non abbiate paura, nell’accostarvi al Fuoco. E liberatevi dall’odio, poiché il Fuoco è amore!

50 — Qualsiasi attività può essere compiuta in tre modi: con l’esercizio esteriore dei muscoli, o mediante un centro nervoso, o ricorrendo al fuoco del cuore. Il primo è il metodo dell’animale, il secondo è proprio dell’uomo, il terzo è del Mondo sottile. Ma quest’ultimo potrebbe essere usato più frequentemente se solo si volessero applicare di proposito i concetti del cuore e del Fuoco. Purtroppo questa tensione si genera solo in casi eccezionali. Senza dubbio una madre che salva il proprio bambino trascende lo stato terreno. Quando un eroe si consacra a salvare il genere umano decuplica le proprie forze. Ma sono vampate inconsce e rare. Noi curiamo quell’accrescimento continuo delle forze che si ottiene realizzando i poteri predestinati. Non è poi così difficile trasformare e accendere la coscienza se le si dedica continua attenzione. Anche la costanza è una qualità ignea: l’essenza del Fuoco, infatti, è sempre la stessa ovunque, in qualsiasi circostanza. Non si ottiene il Fuoco componendo altri elementi: lo si può solo manifestare. Nello stesso modo è possibile accostarsi al Mondo del Fuoco. Le rigenerazioni più sorprendenti avvengono tramite manifestazioni del Fuoco, ed è esso solo che rinnova il mondo terreno. Gli uomini credono nella Luce del Fuoco. La Terra li acceca, il Fuoco li rigenera. Si possono citare molti esempi di come esso provoca sollevamenti nel mondo. Senza le sue manifestazioni non si può neppure iniziare un moto di rinnovamento. Molti deridono questa parola: rinnovare, eppure persino i serpenti mutano la pelle. È dunque bene accostarsi di proposito al Mondo del Fuoco.

51 — Nessuno si turba se gli oceani modificano i loro fondali. E gli uomini non dovrebbero essere mobili, soprattutto nel pensiero? La capacità di trasferire il proprio essere nella mente apre un canale per il mondo del Fuoco.

52 — In verità la sonnolenza deriva da cause diverse, dovreste impararlo. È bene rendersi conto che l’attività di certi centri è nettamente trascendente e può generare sonnolenza fisica. Ma Noi sappiamo l’importanza che può avere uno stato di semiveglia. Non opponetegli resistenza.

53 — Un medico sollecito potrebbe domandare, a proposito delle malattie “da fuoco”, se esse hanno caratteri specifici, o se sono diffuse nella molteplicità dei mali. La seconda ipotesi è la più vera. Il Fuoco, infatti, può aggravare qualunque morbo, perciò occorre grande prudenza nello stato di impegno fervente. Inoltre, ricordate bene che i fenomeni del fuoco non si combattono mai con l’acqua o il freddo, ma con l’energia psichica, che ovunque gli resiste. Essa, che è come un condensato di Fuoco, è in grado di assorbirne l’eccedenza. Prestate dunque attenzione a quell’energia, quando si parla del cuore, del Mondo del Fuoco, dell’esistenza del Mondo sottile. Quando leggete del fuoco interiore che consuma, ricordate la reazione dell’energia psichica, che può esplicarsi in tre modi: con l’autosuggestione, con l’inattività fisica, con l’azione superiore, a distanza. I medici tuttavia dimenticano sovente che non è la medicina quella che veramente agisce, ma una condizione estranea. Noi ricordiamo un medico, fortemente dotato di energia psichica, che pure si ostinò ad attribuirne gli effetti alla propria scienza. È facile immaginare quanto maggiori sarebbero i benefici se il medico capisse dove sta il suo potere. Ma non confondete l’energia del cuore con il magnetismo esteriore, né con l’ipnotismo, che sono fenomeni artificiali e pertanto transitori. L’energia cardiaca non deve mai essere forzata, ma trasmessa per contatto con la corrente. Se, prima ancora di qualsiasi disposto fisico, medico e paziente pensassero simultaneamente a quell’energia, in molti casi la reazione sarebbe istantanea, benefica e risanatrice.

54 — Vi esorto a non dimenticare che il mondo del Fuoco non tollera dilazioni. Fissarlo bene nella coscienza è già un passo avanti.

55 — Non si vede forse l’azione del Fuoco negli eventi mondiali? Osservate i rapporti fra le nazioni, il magnete delle idee, il diffondersi del pensiero, e tutti i moti dell’opinione pubblica. Sono fiammate non causate dai mezzi di comunicazione ordinaria, ma da qualcos’altro, di trascendente.

56 — Gioia e coraggio sono indispensabili, ma senza Fuoco non nascono nemmeno. L’intelletto può privare di tutta la gioia, così chiudendo le porte del futuro. Eppure la capacità ignea di vedere con grandezza non cade dal cielo, deve essere scoperta, e questo è un processo che deve iniziarsi fin dall’infanzia. I bambini accettano in cuor loro anche i compiti spirituali più ardui. E gli ostacoli frapposti dagli adulti servono solo a cristallizzare la loro conoscenza-diretta. Questo è un processo igneo: i cristalli più belli sono modellati dal fuoco. Anche il cuore diviene invincibile con una reazione ignea. Questi non sono solo simboli, ma fatti di laboratorio. Ma come sono lontani, gli uomini, dal pensiero ardente!

57 — Non pensate solo al Fuoco. Gli eventi corrono come onde nell’oceano. Avete compreso che la forza oscura avvolge subito qualunque esordio benefico. Qualsiasi azione ordinaria viene subito stornata per il male. Proprio perciò bisogna liberarsi di tutti gli insetti di ieri, e sostituire l’usuale con l’insolito. L’inconsueto dovrebbe essere addirittura premiato. Il vecchio mondo non può generare nulla di simile. Bisogna creare le prospettive più inattese, sopra e oltre le condizioni usuali. Perciò Mi rallegro quando si introducono elementi nuovi.

58 — La peste polmonare, in certe forme, è esempio evidente di epidemia ignea. Di tempo in tempo ha visitato la Terra, preparando la coscienza ad una calamità incombente. Ne è sintomo quella strana tosse di cui avete udito. Si manifesta generalmente sia nei bambini che negli adulti, e persino negli animali. Ma gli uomini preferiscono chiudere gli occhi su questo preludio di orrende catastrofi; l’ascriveranno ai mali più diversi, pur di non pensare a cose insolite. I malati del genere sono da isolare, e i cadaveri da cremare senza ritardo. Chi è privo di energia psichica soccombe facilmente a quel contagio, che può essere intensificato da varie altre forme, sia interne che esterne. L’oscurarsi o l’infiammarsi della pelle farà pensare al vaiolo o alla scarlattina; la gran parte di simili manifestazioni del fuoco si ripercuotono sulla pelle. Prestate attenzione a questi fenomeni insoliti. Musco, e latte bollente con bicarbonato di sodio, sono buoni profilattici. Il latte freddo non è assimilato dai tessuti, ma se è caldo, con aggiunta di bicarbonato, penetra nei centri. Dopo aver tentato di abbattere la febbre con impacchi freddi, si è sovente scoperto che senapismi o compresse calde producono miglioramenti inattesi. Noi siamo nettamente contrari ai salassi, perché agiscono sul cuore e possono essere nocivi.

Sovente Noi inviamo qualcuno con incarichi molto pericolosi, ma nello stesso tempo Ci curiamo della sua salute: sarebbe stolto sciupare un’essenza preziosa.

59 — Il Fuoco fa comprendere il bello; sviluppa la capacità creativa e depone memorie imperiture nel tesoro del Calice. Noi apprezziamo queste conquiste incorruttibili più che ogni altra transitoria. Assecondate dunque il pensiero umano, che si volga all’Imperituro.

60 — Chi non collabora a rigenerare il pensiero non ama il nuovo Mondo. Molte volte avete notato che migliorie e raffinamenti si producono per gradi che sono impercettibili in base alle misure umane. È ben difficile vedere ogni singolo accrescimento di una pianta; eppure il bel fiore è così straordinariamente diverso dal seme. Le trasformazioni umane non sono meno sorprendenti; e sono proprio questi fiori di fuoco, i più rari, che mantengono il mondo in equilibrio.

61 — Basti vedere come gli eventi si succedono in modo inatteso. Questa semplice osservazione descrive l’intera Epoca del Fuoco.

62 — Il Fuoco deve essere vivo: l’inattività non è della sua natura. L’energia crea energie. È molto nocivo allontanare un uomo dal suo lavoro consueto; anche con le opere più umili egli manifesta energia ignea. Privarlo di quell’attività equivale a gettarlo in uno stato di marasma: in altri termini, perderà il Fuoco della Vita. La pensione e l’abbandono del lavoro non sono sistemi raccomandabili. Gli uomini non invecchiano a causa dell’età, ma per l’estinguersi in loro del Fuoco. E non si pensi che ciò avvenga senza nocumento per l’ambiente. Proprio in ciò sta il danno: che uno spazio già saturo di Fuoco resta ad un tratto accessibile alla corruzione. Questo scadere della vita si oppone alla legge dell’Esistenza. Al contrario, la società umana dovrebbe alimentare il Fuoco in tutti gli ambienti. Il fuoco tenuto acceso dai Druidi ne era il simbolo. È inammissibile estinguere il Fuoco, in qualunque cosa, anche minima. Non opponetevi dunque alle celebrazioni dello spirito, anche se non ne capite il linguaggio. Ciò che oggi vi è incomprensibile vi sarà chiaro domani. Ma il Fuoco una volta estinto non potrà mai più riprendere lo stesso servizio.

63 — Ogni festività spirituale ha valore panumano; è un vero e proprio tesoro. Che nessuno tocchi quella nobile struttura. Fra le invasioni nel karma altrui, questa è considerata gravissima. All’opposto, un sorriso rivolto ad una celebrazione spirituale è il fiore più ardente che il cuore possa offrire.

64 — Rendetevi conto che è difficile discernere fra le varie correnti: pochi sono capaci di veder chiaro nelle intricate complessità dei loro ritmi. Devo lodare Urusvati per l’attenzione che rivolge ad esse: solo così si possono accumulare osservazioni preziose. Entro due anni si potranno comunicare informazioni sulle correnti più complicate, cui non si resiste senza accumuli precedenti.

65 — La corrente della notte scorsa fu una delle più intense reazioni del Fuoco, quella che viene detta della freccia duale. La passata, pesante corrente di Mahavan ha avuto la sua parte in questa nuova tensione. La si dà, infatti, come riparo speciale da certe reazioni intense. È quindi possibile proteggersi col fuoco, purché lo spirito voglia indossare quella corazza. Accettarlo è essenziale per conoscere il Mondo del Fuoco, poiché le porte non si aprono se c’è opposizione.

66 — Numerosi sono i fuochi che si accendono nei campi e nelle foreste: ma gli uomini li considerano sovrannaturali. Lo si può spiegare solo con la povertà della loro immaginazione.

67 — A parte quanto Noi ne abbiamo detto, anche gli uomini notano che taluni continenti sprofondano, ma non vi annettono importanza. E anche ciò è da ascriversi a ignoranza.

68 — Siate saldi, più che una roccia. Il fuoco prodigioso è intensificato dalla fermezza dello spirito.

69 — La capacità di osservare è una delle principali qualità ignee, ma non è facile acquisirla. Si sviluppa lentamente, come la coscienza. Avete notato, a ragione, che è la vita stessa che intensifica quest’ultima, e lo stesso vale per la prima. La coscienza non può essere astratta, e l’osservazione non può essere teorica. Ma la distrazione mentale umana è qualcosa di mostruoso, e crea un mondo di parvenze irreali. Nel loro egoismo gli uomini vedono solo le loro illusioni. In simili frangenti non si può parlare del nuovo Mondo. Perciò la capacità di osservare deve venire educata nelle scuole, a qualunque costo, anche nei più giovani. Un’ora dedicata a tal fine è una vera lezione di vita, e per l’insegnante sarà occasione di mostrare le proprie risorse. Si cominci dall’osservare gli oggetti di uso quotidiano: sarebbe errato indirizzare troppo presto gli allievi verso i concetti superiori. Se, come inizio, l’alunno imparerà a osservare gli oggetti consueti di una stanza, sarà già un successo: non è poi così facile come sembra all’occhio distratto. In seguito, con esperimenti graduali, si potrà accelerare la capacità di registrare le impressioni. Si potrebbe proporre di attraversare di corsa un ambiente non familiare, ma concentrati nell’osservare. Così è possibile eliminare la cecità e acquisire la vera acutezza di visione. Sarà bene stabilire un programma di prove relative a ciascuno dei sensi; in tal modo, con semplici esercizi, si esplica un’attività ignea. I bambini amano molto queste cose. Sono esercitazioni della coscienza che trasportano in sfere più elevate. Gli schemi più semplici possono sfociare in altri, molto più complessi. Pensate all’esultanza di un bambino quando esclama: “Ho visto di più!”. In questo “più” sta tutto un progresso. E la stessa gioia erompe in lui quando vede la prima stella di fuoco. Così inizia la vera capacità di osservare.

70 — I voli nel Mondo sottile possono essere ardui; anche chi è già esperto può incontrarvi ostacoli, come oggi è accaduto a Urusvati: le occorse uno sforzo per penetrare oltre certi strati formati da fusioni astrochimiche. I giorni prossimi al plenilunio non sono indicati per quei voli. Il cosiddetto vetro lunare intralcia, e occorre molta perseveranza.

71 — Ogni colpo di martello manifesta del fuoco, come ogni fendente di spada. Approviamo l’opera del primo, diffidiamo quando si leva la seconda. Sappiate discernere fra i tocchi del Fuoco, accogliete con acuto senso di responsabilità tutte le evidenze di quel grande elemento. Il Fuoco manifesto non torna più nel suo stato originario, ma resta in una condizione particolare fra le espressioni ignee. Sarà datore di vita o sarà distruttivo: dipende dal proposito di chi lo emette. Perciò tanto insisto nell’importanza di questo compagno inseparabile. Sarebbe bene inculcare negli uomini, con i metodi più diversi, il grande valore degli elementi, poiché hanno dimenticato che tutta la loro vita è disseminata di azioni che richiedono un preciso senso di responsabilità. Parole e pensieri comportano conseguenze ignee; eppure la lingua continua a parlare a vanvera e il pensiero continua a turbare lo spazio. Riflettete su queste opere di fuoco! Non menate vanto delle vostre sterili conoscenze mentre continuate a sputare calunnie contro l’Altissimo: ricordate che esse resteranno con voi per sempre. Le fiamme della malizia fanno tremare il mondo. Chi le ha generate spera nella rovina altrui, ma perirà lebbroso.

72 — Avete sotto gli occhi un fenomeno elevato: Kundalini si tende, e dalla sua base si eleva al punto più alto. Le ghiandole della faringe sono molto infiammate, ma si tratta di un aspetto fisico indispensabile per quel processo del fuoco. In questa condizione Kundalini agisce alle massime distanze. Vi rendete conto come sia opportuna proprio ora questa attività di Urusvati. Senza ciò non sarebbe stata possibile la vittoria. Ma la battaglia è ardua, in verità, e crescono le ondate degli assalti nemici. Siate dunque molto cauti. Siate attenti, benevoli, e prudentissimi.

73 — Suono e colore sono tra le espressioni principali del Fuoco, pertanto la musica delle sfere e la radianza dei fuochi spaziali sono le sue manifestazioni supreme. Perciò è impossibile udire costantemente quei suoni o vedere di continuo quelle scintille. Quelle frequenze emotive separerebbero il corpo fisico da quello igneo in misura eccessiva, minacciando l’equilibrio così necessario per l’Eternità. È vero che bisogna separare in coscienza i quattro corpi, per distinguere le loro funzioni, ma la perdita dell’equilibrio causa la distruzione prematura di quello inferiore.

74 — Non c’è motivo di credere che la magia nera sia attualmente in forte aumento nel Tibet. Certo si è accresciuta notevolmente, ma questo è solo un aspetto del suo sviluppo mondiale: non si può immaginare quanto vada diffondendosi questa rete oscura. Non si può neppure concepire quanto siano eterogenei i suoi fautori, né rivelare tutte le combinazioni insospettate che reciprocamente si danno sostegno. Potete ammettere che ci sono capi di governo, prelati, massoni, ribelli, giudici, criminali, medici, malati e sani, tutti che lavorano nello stesso campo nero? È difficile scoprirli, poiché non appare nessuna loro organizzazione definita; tutto basa sull’attività individuale separata, svolta nei campi più diversi.

75 — Gli aderenti alle logge nere si riconoscono bene fra loro. Ci sono segni evidenti. Se scoprite una crudeltà disumana, siate certi che si tratta di una loro caratteristica. Ogni insegnamento di Luce è soprattutto una educazione umanistica. Ricordatelo bene, poiché il mondo non ha mai tanto avuto bisogno come ora di questa qualità, che apre i cancelli a tutti gli altri mondi, che è la base della conoscenza-diretta, che è l’ala della bellezza. La sua essenza è la sostanza del Calice. Siate dunque, in Terra, soprattutto dotati di umanità, e fatevene un’armatura a difesa dalle forze nere. Se sarete tali, il fuoco si manifesterà nel vostro cuore; così capirete una volta di più fino a che punto sia prossimo ciò che pare lontanissimo. Riconoscetevi fra voi per questa qualità. Così, nell’ora del pericolo, impegnatevi in ciò che più necessita.

76 — Il Loto interiore può essere visto aperto o chiuso. Quando è necessaria l’aura protettiva viola intenso, si nota che i suoi petali si contraggono e si ricoprono dei precipitati dei vasi sanguigni. Allora lo Yogi esperto comprende che è imminente un grave pericolo. Come in natura i fiori si voltano nettamente al sole assai prima che appaiano le nubi, o si chiudono prontamente al crepuscolo, così il Loto di Fuoco sente 1’approccio delle tempeste cosmiche. E con l’esercizio dello Yoga si osserva una reazione simile anche nel Loto esteriore; così si chiama il moto rotatorio di Kundalini, che interessa i centri maggiori e compone come un fiore di difesa esterno. Questa tensione particolare è di solito preceduta dall’apparire di quelle frecce di cui si è detto. Questo secondo Loto è anche chiamato armatura. Quando si forma è segno per Noi non solo di pericolo, ma anche di un certo livello di conseguimento yoga.

77 — Quello stato di assenza da voi notato non è di natura fisica, ma spirituale. È causato dalla necessità inderogabile di apparire in luoghi lontani. Abituatevi a tali chiamate, in tempi così ricchi di tensione ovunque. Solo il cieco infatti può pensare che domani tutto sarà come ieri!

78 — Certi fiori al giungere della sera non solo si chiudono, ma si curvano al suolo. Così fa anche il Loto interiore.

79 — Si potrebbe domandare in quale rapporto stia questo Insegnamento con quello già da Noi dispensato tramite H.P. Blavatsky. Ogni secolo, dopo un’esposizione particolareggiata, si impartisce una sintesi culminante, ed è questa che realmente muove il mondo sulle vie dell’umanesimo. Quindi quest’Insegnamento include la “Dottrina Segreta” di H.P.B. Similmente la Cristianità fu il culmine della saggezza mondiale dell’epoca classica, e i Comandamenti di Mosè furono l’apice di quella antica, egiziana e babilonese. Bisogna solo comprendere bene il significato degli Insegnamenti. Si spera che gli uomini leggano i Nostri libri, non solo, ma li accettino senza esitare, poiché vi si dicono in breve le cose che occorre sapere. Se dico che è necessario seguire le Mie istruzioni, intendo che le eseguiate con tutta precisione. Io vedo più chiaro di voi, e voi dovete mettere in pratica i Miei consigli, che sono per il vostro bene. Un giorno un uomo cadde sotto un treno perché volle attraversare i binari: era stato avvertito, e non avrebbe dovuto farlo.

80 — Si dice che prima di una guerra o di una calamità i boschi si incendiano e avvengono altre sciagure. Che ciò sia sempre vero, o no, poco importa; ciò che conta è che la credenza popolare percepisce una tensione ignea prima dei grandi turbamenti. La saggezza del popolo assegna un posto notevole al fuoco: il Signore visita il mondo ammantato di Fuoco; questo stesso elemento è scelto come il massimo Giudizio; il male si spurga fra le fiamme; le disgrazie sono accompagnate da scottature. In tutto il corso del pensiero popolare si notano queste tracce del fuoco. Agli uomini piace accendere lampade votive e portare torce in processione. Nella loro mentalità quell’elemento ha un significato solenne. Attingete dunque, non dalla superstizione, ma dal cuore del popolo.

81 — L’anelito sincero a migliorare sé stessi non è egoismo, è un processo di valore universale. Chi pensa a perfezionarsi non si occupa di sé soltanto: quel pensiero porta in sé la fiamma occorrente per accendere molti altri cuori. Come il fuoco, introdotto in presenza di sostanze infiammabili, sicuramente le incendia, così il pensiero ardente si irradia nello spazio e attrae immancabilmente i cuori che lo cercano.

82 — Grande è la responsabilità del cuore ardente, che trasmette ritmi e correnti lungo la catena gerarchica. Chi gli è vicino dovrebbe guardarsi dal sovraccaricarlo; lo si dovrebbe rispettare come base dell’Esistenza.

83 — Le forze nere hanno ridotto il pianeta in uno stato tale che nessuna soluzione terrena potrà più riportarlo alla sua prosperità convenzionale. Nessuno può ammettere che i metodi di ieri si possano adeguare al domani. L’umanità deve dunque comprendere in modo nuovo qual è il senso del suo soggiorno terreno. Solo a prezzo di intendere chiaramente la propria presenza nella carne, e solo con la comprensione del Mondo sottile e del Fuoco si può rinvigorire l’esistenza. Non si pensi che i commerci, forme illusorie, possano anche solo temporaneamente assicurarla. La vita oggi è solo più un fatto commerciale, ma quando mai un Maestro di Vita è stato bottegaio? Ricordate quel grande gesto simbolico, della cacciata dei mercanti dal Tempio; e la Terra non è forse un Tempio? Maha Meru non è la base della Vetta spirituale? Così sono da mostrarsi le Cime fatali agli abitanti del pianeta.

84 — Ricordate sempre che ogni istante che passa deve appartenere al nuovo Mondo. Notate che quando enumeriamo i mondi sembriamo omettere quello del pensiero. Non a caso: il Mondo mentale è il legame vivente fra il sottile e l’ardente. Funge da forza motrice, la più prossima al Mondo del Fuoco. Il pensiero non esiste senza Fuoco, e il Fuoco si trasforma in pensiero creativo. Quest’ultimo è già conosciuto; cercate di realizzare ora il grande Fuoco: AUM!

85 — Si vede il Fuoco all’opera nei fenomeni più disparati. Oggi si ricorre sovente ad un globo di cristallo per favorire la concentrazione, per evocare impressioni sottili, ma è una forma recente. Nell’antico Oriente si usava un cristallo di rocca, posto su un fuoco coperto. In tal modo la struttura della creatività ardente prendeva vita e attirava le manifestazioni del Fuoco spaziale. Vedete come sia degenerata l’antica capacità di osservare il Fuoco.

86 — Si nota altresì che attorno a certe persone gli oggetti si logorano, mentre altre sembrano saperli preservare. A volte si sente dire, erroneamente: “Tutto brucia addosso a lui”. In realtà è vero proprio il contrario. Fate attenzione a chi è capace di preservare: è questi il più prossimo al Fuoco. È proprio quell’elemento che rende durevoli le cose. Già ho detto che l’energia psichica dell’artigiano reagisce sulla qualità del suo prodotto. Anche in questo caso è da vedersi il contributo del Fuoco. L’energia psichica pone in chiara evidenza l’azione dei fuochi dello spazio.

87 — L’Insegnamento del Fuoco deve essere il sostegno di ogni giorno. Fintanto che vagherete attratti da fuggevoli illusioni non potrete stabilirvi sull’unica e sola base della vita, così avvicinandovi all’ascesa. Penso a quelli che vacillano e non solo escono di strada ma sbarrano il passo ai vicini. Non solo sciupano il loro tesoro, ma anche l’altrui. È terribile vedere come il dubbio contrasta le basi del fuoco. E osservate che quegli incerti di solito non dubitano di sé, ma solo degli altri, così aprendosi alla decomposizione.

88 — Non si creda che quel vacillare si debba solo a condizioni karmiche: sovente la causa è da cercarsi nell’ossessione. Quell’indeciso pensa di dover procedere con cautela, ma come se quell’inquietudine riguardasse lui solo! La vita di molti simili personaggi del passato sarebbe istruttiva nelle scuole.

89 — Non solo gli eroi, infatti, sono da studiare nelle scuole: anche il destino di certe anonime figure vacillanti merita di essere considerato. Accostata al fato di quelli che estinsero il fuoco splenderà ancora più vivida la fiamma luminosa della vittoria.

90 — Il rifiuto delle possibilità offerte può essere discusso non solo in senso morale, ma chimico anche. Invero, quali parole usare per descrivere in maniera adeguata la distruzione di una reazione già avviata, quando per ignoranza si dissipa quella preziosa energia ignea, raccolta con grande e paziente lavoro? Quelle particole di fuoco, inoltre, invocate per una combinazione definita, restano discordanti a lungo, e occorrerà doppia fatica per riutilizzarle nella creazione. Lo ripeto: è inammissibile violare la celebrazione spirituale altrui. È criminoso invadere una coscienza integrata e già unitaria. Non sono forse proprio queste intrusioni irragionevoli che producono l’evidenza del karma? L’imposizione è inaccettabile, specie nel reame del fuoco.

91 — Ripassiamo, mentalmente, tutte le modalità di approccio, esaminiamo i segni di illuminazione o di ispirazione. Vi scorgeremo sintomi identici di una base comune, in realtà trascendente. E così deve essere: il fuoco del cuore entra in contatto con il Fuoco dello Spazio. Solo così avviene il concepimento, o, più esattamente, solo così la facoltà creativa mentale resta impressionata. Bisogna inoltre mostrare il massimo rispetto per la complessità dell’apparato che pone in contatto con il Fuoco. La rete aurea nervosa, delicatissima, è pressoché impercettibile alla vista. Bisogna osservarla con il terzo occhio per ricordarla per sempre e rispettarla profondamente.

92 — La rete aurea vista da Urusvati è la base del Calice; pensate dunque quale sia la delicatezza dell’apparato interiore. Dunque il perfezionamento insegna all’uomo di nutrire considerazione per il proprio simile. Non offendetevi l’un l’altro. Nel nome del Fuoco non ci si comporta così. Non tutti gli adattamenti sono opera di martello; anche i tocchi delicati e le piccole migliorie hanno la loro parte. È una vecchia verità, poco applicata.

93 — In generale sono pochi coloro che riconoscono il divampare di un cuore fiammeggiante. Ma chi ha visto quei fuochi illuminanti ne conosce il valore. Anche colui che porta il Fuoco nota quegli istanti di luce, ma varie condizioni o impediscono o concedono agli astanti di vedere il Fuoco prodigioso. Senza dubbio le loro nature influiscono sulla qualità delle manifestazioni. È facile immaginare un’assemblea di tali nemici del fuoco che persino la stessa stella della Luce non darebbe che un barlume. Ma a volte basta un cuore semplice ma bellissimo perché sfolgori nuova forza nel portatore di Fuoco. Oltre le reazioni umane e le condizioni del Mondo sottile influiscono poi anche numerosi fenomeni naturali. Ad esempio, durante un temporale la luminosità può aumentare, allorché l’elettricità ammassata intensifica i fuochi interiori, e l’acqua contenente in soluzione certi minerali può anch’essa facilitare il manifestarsi di quella radianza. È ovvio che l’atmosfera peggiore è quella, tossica e stantia, che ristagna nelle stanze non ventilate. Certo, se quell’aria è fertile di contagi, quanto più letale sarà per le emissioni del cuore! L’apparire della luminosità è più frequente che non si creda, ma pregiudizi e sofismi fanno presto a formulare le loro conclusioni. Il guaio è che gli uomini non sanno discernere i giudizi non tendenziosi. Quell’emancipazione oggi sbandierata, e di cui molto volentieri si parla, deve essere in primo luogo indipendenza di opinione.

94 — Se vi esorto dicendo: “Aiutate col pensiero”, vi do segno di grande fiducia. Non a tutti si può chiederlo. Bisogna che sia ben accertata la qualità della mente e la concentrazione dell’energia cardiaca. Quei pensieri scelti funzionano come una radio potente. Bisogna saper radunare tutta la propria devozione e non intralciarli con sentimenti irrilevanti. Ci vuole un uragano per tali trasmissioni, e stabilità di direzione. È erroneo credere che il pensiero sia importante solo per il mondo terreno: forse ha un valore anche maggiore per quello sottile, nel creare una collaborazione efficace. Quando il mondo è in tensione è proprio il pensiero che sovente ristabilisce l’equilibrio.

95 — Le reazioni indotte dalle correnti che avete notato hanno duplice significato: equilibrano le scosse cosmiche e moltiplicano l’intensità delle emissioni. È quello che si chiama terapia psicofisica. Quelle potenti correnti sono benefiche quando le tenebre si condensano.

96 — Nei giorni più solenni si dovrebbe parlare del conseguimento. Bisogna invocarlo, e mai stancarsi di parlarne né di pensarlo. Eventi sfortunati ne seguono quando lo si vilipende. Sarebbe come se, volendo far passare una grande immagine di un tempio per una stretta apertura, se ne spezzassero nella manovra gli ornamenti più preziosi.

È pericoloso protestare nei giorni solenni. Queste grossolanità sarebbero come colpi di martello sulle corde di un liuto delicato, potete crederlo? Chi sputa le parole più distruttive dice poi, puerilmente: “Ecco, il cielo non è caduto!”. Non può vedere la frattura dei legami interiori, che nulla potrà mai più saldare assieme; sovente si commettono così danni irreparabili. Ma ogni cuore che abbia realizzato il Fuoco afferma il concetto di conseguimento, senza cui la vita è precaria e insopportabile. Portate dunque il conseguimento di tutti e tre i mondi.

97 — Shamballa si manifesta negli Aspetti più disparati: dipende dalle concezioni del secolo. È bene studiare tutti i cicli di leggende dell’Asia. Si può risalire in tal modo agli antichissimi Insegnamenti connessi con la Siberia, la parte più arcaica e meno nota del continente.

Che esista un rapporto fra i geroglifici indiani e le iscrizioni trovate nell’isola di Pasqua è indubbio. Ciò rivela l’esistenza di certi rapporti fra i popoli che confermano appieno le fonti più antiche. Si constata ancora una volta che quelle cronache hanno trasmesso dati storici autentici, eppure si stenta ad accettarli, Avete notato, giustamente, che si tacciono le verità sul Kalachakra, e ciò non solo per ignoranza, ma perché si aborre dal trattare le questioni fondamentali. L’umanità scansa con disgusto tutti i pozzi di conoscenza, di qualsiasi livello, e nello stesso modo si comporta nei confronti del mondo del Fuoco.

98 — Esercitatevi a classificare le persone secondo gli elementi. Non solo dal gruppo sanguigno, ma anche dalla qualità della sostanza nervosa si osserva una reazione diretta che varia con gli elementi.

99 — In qualsiasi malattia si può usare il pensiero per risanare o lenire, ma esso deve espellere il male dall’organismo a viva forza, senza esitazioni né indugi. Se quella forza manca è generalmente meglio non pensare affatto alla malattia, e lasciare alla mente inferiore il compito di combatterla, interiormente. È molto pernicioso vacillare in pensiero e visualizzare una vittoria del morbo. In questi casi bisogna distrarre l’attenzione del paziente dal suo stato. Quando si parla del trionfo fatale di una malattia lo si favorisce. Anche i malanni meno pericolosi assumono proporzioni minacciose se alimentati dal pensiero. Negli ospedali si dovrebbero osservare gli effetti causati dal pensiero sui processi morbosi. Persino le ferite possono essere curate con l’energia psichica. E così si torna allo stesso e medesimo Fuoco generato dal pensiero. Tutte le terapie a base di raggi, azioni termali, vibrazioni luminose hanno in sé gli stessi influssi ignei, che però sono deboli in paragone al potere mentale. Il consiglio più valido è dunque di coltivare il pensiero ardente.

100 — È giusto apprezzare il valore della sintesi nell’esistenza terrena. Durante la conquista delle sfere superiori del Mondo sottile bisogna preservare appieno la forza della coscienza, e solo la sua sintesi lo consente. Bisogna inoltre imparare a orientarsi molto rapidamente, e che altro, se non la sintesi, lo rende possibile? Si parla di vigilanza, però con ciò si intende l’attenzione rivolta in una sola direzione. E quante fedeli sentinelle sono perite proprio per aver vigilato in tal modo. Come apprezzare tutte le ricchezze della natura se l’occhio non è mobile?

101 — L’odio non ha scusante. Vi esorto a essere magnanimi, non deboli. A tutto si può rinunciare per servire la Luce, ma bisogna saggiare la propria buona volontà nel Fuoco. Cercate di capirlo con le corde del cuore. Ma se v’imbattete in una tigre non pensate di aiutarla; c’è un limite all’abominio.

102 — Il pensiero, senza tempo e senza distanze, è del Mondo sottile, ma in questa struttura si devono scorgere anche altre possibilità più profonde. Il pensiero ardente è più penetrante di quello del Mondo sottile, e quindi esprime la creatività superiore in modo più autentico. Sono due strati mentali che chiunque può distinguere con un poco di attenzione. Sovente, durante i processi del pensiero usuale, si è consapevoli di una corrente, come di un secondo pensiero che intensifica e rischiara il primo. Non è una frattura mentale,al contrario ciò è segno che certi centri più profondi hanno iniziato una partecipazione attiva. La metafisica indiana ha termini speciali per indicare questo processo, ma non è il caso di esporli, in quanto condurrebbero a dispute e diatribe in Occidente. Simili controversie non servono, ciò che occorre è semplicemente ricordare che il pensiero è in realtà connesso con il Mondo del Fuoco. Anche i bambini esclamano: “È stato come un lampo!”, oppure: “Adesso ci vedo!”. Così vengono indicati gli istanti delle decisioni giuste e immediate. Ricordate come Sofia Kovalevsky risolveva i problemi matematici. Questo stato di connessione al Mondo del Fuoco è caratteristico. Sapete che oltre i pensieri sottili stanno quelli profondi, che talora è difficile distinguere dai primi. Ciò infatti non è possibile nelle attuali condizioni del pianeta. La semplice esperienza di questo duplice flusso mentale costringe a riconoscere la divisione dei mondi.

103 — È vero: a volte si tratta di remoti ricordi, ma possono anche essere casi di illuminazione, come quello che avete menzionato. Il Mondo del Fuoco emette sprazzi illuminanti, come lampi in un temporale. E come questi riforniscono sempre la Terra di prana più puro, così il Mondo del Fuoco continuamente riversa ondate di influssi. Purtroppo pochi sono in grado di riceverli, ma chi volesse esercitare la coscienza nella comunione con quel Mondo, si affermerebbe naturalmente come ricettivo. Ma la via più semplice per tutti i mondi resta quella di aderire saldamente alla Gerarchia.

104 — La crudeltà è la morte del cuore, e i cuori morti spandono putredine nel mondo.

105 — Chi riesce a distinguere fra gli strati del pensiero percepisce anche attività diverse. Dapprima tutte le azioni sembrano svilupparsi nel solo mondo fisico. In seguito, in certi sogni, la conoscenza-diretta si separa, come attività a sé stante e non solo terrena. È il primo riconoscimento dell’approccio di altri mondi nella esistenza umana. Poi si notano certi brevi momenti di assenza, in stato di veglia, non causati da nessuna malattia. Così ci si avvede, in modo più profondo, del nesso esistente fra i mondi, cui si è partecipi. Non è facile per la coscienza assimilare il concetto dei mondi invisibili: l’involucro denso non consente di realizzare apertamente tutte le possibilità che trascendono la comune visione. Eppure bisogna abituarsi a pensare a mondi interi dotati di reale esistenza. Il Mondo sottile non è solo uno stato dell’essere, ma un vero e proprio mondo, completo di potenzialità e di ostacoli. La vita colà non è lontana da quella terrena, è semplicemente a un altro livello. I frutti del lavoro non vi spariscono, al contrario, si moltiplicano. Ma vi è difficile preservare chiara la coscienza, assai più che nella vita fisica, perché vi concorrono molte manifestazioni di ordini evolutivi sconosciuti. Ecco perché occorre specialmente tener fede al precetto di aver chiara la coscienza, il che si esprime come autentica sintesi. E se ciò è tanto necessario nel Mondo sottile, quanto sarà imperativo in quello del Fuoco!

106 — Il mastro fonditore istruiva un apprendista su come ci si accosta alla fornace incandescente. Ma questi pensava solo a imparare la composizione chimica della fiamma. Il mastro gli disse: “Brucerai vivo ancora prima di giungere al fuoco. Il fatto di saperne la formula non basterà a salvarti. Aspetta che io ti dia gli abiti adatti, che cambi le tue calzature, che ti protegga gli occhi e ti insegni il giusto modo di respirare. Per prima cosa tieni a mente tutte le rapide transizioni e oscillazioni fra caldo e freddo. Posso renderti piacevole il lavoro più infuocato, e amerai le vampe e lo splendore del fuoco. Nella tensione della fiamma, anziché terrore, troverai il fremito dell’estasi, e la giusta concezione del fuoco fortificherà l’essere tuo”.

Questi sono consigli adatti per chi comincia a pensare al Mondo del Fuoco. Fin dal primo inizio coltivate la devozione più perfetta e quella capacità di amare che è come una Luce inestinguibile. La creatività terrena è soprattutto manuale, e dunque l’approccio a quella mentale è molto più attraente.

107 — Un filosofo cinese, cui erano noti gli aspetti terrificanti degli strati inferiori del Mondo sottile, decise di diminuirne le impressioni, e a tal fine tappezzò la camera dove dormiva con le immagini più orrende. Al cospetto di quelle maschere ripugnanti, egli sperava, nulla di peggio poteva accadergli. Metodi come questo sono abominevoli, anche se gli uomini li prediligono, in una forma o in un’altra. Noi insegniamo invece all’occhio a non percepire ciò che è ripugnante. D’altro canto è impossibile immaginare tutta la gamma degli orrori creati dai vizi umani. Persino nel mondo fisico si resta spesso sgomenti alla vista di certi volti disumani; e pensate che orrido aspetto assumono quando la loro vera natura si rivela! E sovente Noi subiamo qui gli attacchi di quelle entità oscure, che cercano di annientare tutto ciò che le ostacola. Durante il sonno tentano di indebolire il dormiente per colpirlo più gravemente, dopo averne turbato l’equilibrio. Non crediate che quelle entità abominevoli siano solo frutto di fantasia superstiziosa. Gli scienziati devono riconoscere le profondità prospettiche dell’Esistenza: hanno scoperto e studiato gli organismi infinitesimi, e le ossa di animali giganteschi. Ma ben altro scopriranno se vorranno cercare nei grandi antri cavernosi dell’Himalaya. Essi sogliono compiere misure nell’infinità e calcolare grandezze astronomiche con semplici formule matematiche: proprio a loro spetta dunque di ammettere l’infinità delle formazioni ignee. Bisogna quindi proiettare l’immaginazione dal semplice zero matematico nell’Infinito, ricordando che il vuoto non esiste.

108 — Domandate ad Urusvati quali e quanti siano i fuochi da lei visti. Che tutti quei raggi, quelle stelle, quei loti di fuoco, e i fiori, e tutte le altre manifestazioni del Mondo del Fuoco vivano e si affermino. È impossibile descrivere con parole terrene tutte le qualità di quelle visioni. Oltre certi limiti il Regno della Fiamma appare, infatti, come una visione. Non dipende dal tempo, né si può accertare quale sia la causa del suo emergere, poiché l’Elemento Fuoco trascende completamente le dimensioni fisiche. Ma se è possibile vederlo, nei suoi fenomeni più grossi e più fini, significa che persino l’uomo carnale può presagire la sfera ardente. La comunione con il Fuoco, una volta sperimentata, è indimenticabile. Radunate dunque il coraggio per l’ascesa.

109 — Le tre dimensioni sono le catene del diavolo, si è detto. E in verità chi ha legato con esse la coscienza umana è un vero e proprio carceriere. Come sarebbe stato possibile, altrimenti, nascondere le mirabili dimensioni superiori! I bambini, quando pongono le loro prime domande, tendono sovente oltre i limiti convenzionali. Mai la saggezza antica ha insistito su tre sole dimensioni: è una limitazione che si è appresa alla mente umana solo con il suo scadimento graduale. È notevole che quando il lume del cuore si estingue l’uomo cominci ad avvolgersi di limiti; è un autosvilimento di cui si possono citare molti esempi storici. Ma la coscienza umana preferisce ignorare le basi dell’autoperfezionamento, e dunque cerca di nascondere le possibilità più preziose.

110 — Le reazioni ignee vengono percepite secondo i sensi: la prima impressione è una visione, con tutte le sue varietà; viene poi l’udito, che coglie la musica delle sfere, rintocchi di campane, gli accordi della natura. Poi è il tatto che si raffina, con la sensazione del ritmo, del caldo e del freddo. Le più ardue sono le percezioni del gusto e dell’olfatto. Ma Urusvati sa che si può fiutare un uomo a grande distanza, e anche qualcosa di più difficile: conosce il gusto dei metalli del Mondo sottile, cosa questa di straordinaria finezza. Ma non basta essere capaci di tali sensazioni, bisogna anche saperle osservare, il che è molto raro, ma conseguibile quando si superano le tre dimensioni.

111 — All’accostarsi al Mondo del Fuoco bisogna avere ben acquisita la fermezza, e non è facile conseguirla insieme alla mobilità. Né l’una né altra di esse implica che si debba masticare sempre e solo la stessa crosta, o andare e venire in una sola trappola da topi. Non è facile affermare queste qualità nello spirito finché non si abbandonano le tre dimensioni.

112 — Si è affermato, a ragione, che occorrono tre anni perché un organismo si adatti ad una dieta vegetale dopo una a base di carne. Ma se è necessario un periodo tale per semplici assestamenti fisici, non meno di tanto sarà indispensabile per trasformare la coscienza, salvo che lo stato del karma offra possibilità speciali. Trasformare la coscienza significa inoltrarsi in un mondo diverso, acquisire una nuova scala di valori, avanzare senza voltarsi indietro, lasciare ogni rimpianto e farsi capaci di buona volontà. Non pare strano prescrivere assieme ad un periodo di dieta un concetto etico come quello di benevolenza? Eppure, per buona sorte, qualunque medico lo sosterrebbe, poiché la benevolenza è un eccellente stimolante della digestione. E agli uomini piace che i principi spirituali si reggano su consigli dietetici.

113 — Un principio è ciò che consente di concepire le fasi successive di uno stesso sviluppo ordinato. Chiunque è in grado di nuotare non appena fa suo in coscienza l’elemento acqueo: proseguendo secondo questo principio, deve essere possibile restare sdraiati sull’acqua, e anche seduti, con qualche esercizio. Ancora un passo, e lo Yogi vi potrà stare in piedi. Certo questa capacità, come la levitazione, sono già conseguimenti ignei. Voi conoscete la levitazione, e sapete quale ardente tensione occorra per prima cosa. Ma non è poi così difficile come sembra, poiché il fuoco, quale elemento, è simile all’aria. All’apparire del minimo dubbio, nonostante tutti gli adempimenti fisici, immediatamente si affonda o si cade. Il riflesso del dubbio non perdona.

114 — Non stupitevi se entità oscure vi volteggiano tutte attorno. Se scopriste un leone in giardino, tutta la casa sarebbe in tumulto. Ebbene, per quelle forze oscure voi siete proprio un leone nell’orto. Quanta pena si sono data per coltivare i loro cardi, ed ecco ad un tratto comparire una belva, non certo invitata! In verità, a volte c’è da compatire tutto quell’affaccendarsi dell’odio umano. Ma, con ciò, l’assenza di dubbi è più forte di tutte le spire degli oscuri.

115 — Ogni sorta di attività spirituali, che comportano conseguenze fisiologiche, si svolgono sotto gli occhi dell’uomo, che però non vuole vederle. Lo stesso si nota visitando il Mondo sottile, dove tali manifestazioni sono molto più marcate. La decomposizione del corpo astrale dipende dal contatto con il fuoco. Quando un essere igneo traversa certi strati del Mondo sottile si assiste a fenomeni sconcertanti. Il fuoco è in sostanza come una pietra di paragone: al suo tocco certi corpi sottili si fanno più ardenti, mentre altri si disintegrano di colpo. È un processo rapidissimo, come un incendio. Si osserva così tutta una serie di grandi ascensioni e di meritate cadute. Le qualità ignee si possono esplicare non solo nel loro proprio mondo, ma anche nelle incarnazioni terrene. È bene assuefarsi gradualmente all’idea che anche in Terra si possono esprimere le massime qualità del Fuoco. E lo si deve riconoscere non solo perché è una verità immutabile, ma anche per la varietà dei fenomeni naturali. Qualcuno troverebbe difficile ammettere che un corpo sottile, proiettato, possa compiere un atto puramente fisico come, ad esempio, scrivere, ma voi sapete che è del tutto possibile e non ho bisogno di convincervi. Naturalmente per azioni del genere occorre disporre di energia ignea.

116 — Ci vuole sforzo per governare l’energia ignea, che per brevità chiameremo Agni. Non è uno sforzo fisico, e neppure sottile, in verità. In Oriente se ne capisce la natura fulminea; ma in Occidente non esistono termini per designare quest’idea sottilissima; perciò è così difficile parlare del Mondo del Fuoco. Anche nelle lingue orientali, del resto, questo concetto va facendosi obsoleto, poiché non più commensurato con la coscienza contemporanea. Perciò molti segni del Tao sono ridotti a mere esteriorità.

117 — Quanti elevati discorsi si pronunciano! Quanti segni di una conoscenza superiore si riversano nelle vite umane, e sono trattati alla stregua di gusci vuoti! Eppure, chi sa affrontare con coraggio il futuro? Il domani resta quasi sempre un focolaio di terrore dove la coscienza si sperde. Ma bisogna prestare attenzione ai prodigi quotidiani. Fin dalla culla bisogna perseguire la via della fede e del proprio miglioramento.

118 — Bisogna veramente allargare la strada della buona volontà, che si afferma come essenza dell’uomo. È un talismano da non dimenticare mai, neppure per un’ora. È come quella pietra miracolosa che sapete: non dimenticate le sue virtù, e fatevene una bandiera.

119 — Tutto ciò che è vitale è da accogliere con rispetto, come qualunque scintilla, da cui si apprende il Fuoco. Siate dunque benevoli.

120 — L’uso dell’alcool e dell’oppio sono turpi tentativi di accostarsi al Mondo del Fuoco. Mentre il Samadhi è l’espressione naturale del Fuoco supremo, la fiamma dell’alcool lo distrugge. In verità, i narcotici danno l’illusione di un tale approccio, ma in realtà agiscono a lungo come ostacoli che impediscono la conquista della vera energia di Agni. Niente è causa di altrettanta miseria in seguito, nel Mondo sottile, quanto questi tentativi snaturati di evocare il Fuoco senza debita purificazione. Figuratevi che colà un alcolizzato non solo continua ad essere tormentato dalla sua brama, ma soffre assai più per il Fuoco che ha acceso in modo indebito, e che, anziché rafforzarlo, ne consuma prematuramente i tessuti. La combustione del corpo sottile avviene in modo completamente diverso allorché si passa nella sfera del Fuoco: va in fiamme come un involucro ormai logoro, con grande senso di liberazione. Ma, come sempre in natura, ciò deve compiersi solo secondo la legge fondamentale, che non tollera trasgressioni.

121 — La violenza è il castigo dell’umanità: nasce dall’ignoranza, poiché anche chi pensa poco teme in cuor suo quando incontra l’innaturale.

Da tutte le forme di terrore passiamo ora alla magnanimità. Noi non Ci stanchiamo di parlarne, ma per molti questa è l’ultima occasione di capirla. Fate attenzione a questa parola: ultima.

122 — Anche le malattie fisiche possono avere causa psichica. I vari popoli hanno molti detti che vi alludono: “La vista gli si è oscurata per via del cuore”; “Ha perso i denti per l’ansietà”; “A furia di pensare gli si è rotto il petto”; tutte queste frasi ricordano la causa principale delle malattie. E il medico premuroso sa com’è difficile riassettare uno stato spirituale. Si può affermare che tutti i malanni non dovuti a cause psichiche guariscono più rapidamente. E i popoli hanno attribuito varie proprietà terapeutiche al Fuoco. Quante incisioni si sono praticate con ferri incandescenti; in tal modo si affermava, anche nella coscienza primitiva, la proprietà neutralizzante del Fuoco.

123 — Lo stato di illuminazione è chiamato “assistenza al fuoco”. È una condizione di coscienza cui ci si deve accostare con i sensi bene affinati. Infatti, noterete che a volte parlo di argomenti quasi identici, ma questo “quasi” implica un’intera voluta di spirale. Se raffrontaste tutti questi “quasi” vedreste chiari gli strati della coscienza. Non è molto facile assimilare il ritmo di questi ultimi, che variano con l’individuo, però con osservazioni pazienti è possibile capire che sostanza sottilissima sia la coscienza. In verità, Io insisto, sulla necessità di raffinarne le stratificazioni. Gli uomini pensano, per lo più, che il Fuoco sia qualcosa di turbolento, insuperabile, terrificante, e in tal modo impiantano da sé stessi roveti ardenti: “Come chiamate, così vi sarà risposto”.

124 — Non è facile ripulire l’occhio impolverato dalla discordia. Primo rimedio è un lavaggio di magnanimità autentica. E notate che ciò vale anche per molte altre malattie.

125 — Grave è lo stato del mondo, che ovunque presenta sintomi di ossificazione. Si pensa di trovare scampo nelle paludi, ma montagne intere si sfaldano nel segno di ciò che sta per succedere.

126 — Dove un tempo viveva il diplodoco, salta ora il canguro; al posto dello pterodattilo vola il pipistrello, e la lucertola ha sostituito il drago. Che significa? Degenerazione, forse? In realtà è solo adattamento. Nello stesso modo, la clava di Ercole sarebbe oggi una rarità da museo. Dunque l’evoluzione è da intendersi, anche nella vita, non come l’ingrossarsi del pugno, ma come condensazione dello spirito. Ma dalla clava passiamo a comprendere in modo nuovo la vita quotidiana. L’elemento del fuoco è maestoso, eppure lo si deve apprendere fra le cose d’ogni giorno. Non è giusto ammantare gli eroi di toga soltanto, senza altre vesti. Bisogna attingere l’evoluzione dalla vita, nella vita, e per la vita. La sua bellezza non è astratta, poiché tutto ciò che lo è, è solo un errore concettuale. Ricordate bene quest’idea di evoluzione come facoltà vitale; così vi accosterete alle formule più complesse, dove il simbolo Aum non sarà solo una parola scritta ma l’ingrediente più sublime. Esercitatevi in coscienza.

127 — Non si creda possibile scoprire un solo rimedio per malattie provocate da mille cause diverse. Si possono però istituire settori di terapie corrispondenti in parte ad un numero considerevole di esse. Ma è da comprendere che è impossibile un farmaco universale, perché le cause differiscono grandemente. Nello stesso modo è impossibile applicare a tutti lo stesso metodo Yoga. Eppure si sentono citare sovente metodi generali, e si induce il pubblico a credere che la ricetta sia una sola per tutti. Solo il più scrupoloso scrutinio dello stato spirituale individuale fornisce la base corretta per il metodo consigliabile. Sembra forse cosa d’altri tempi stare a considerare le peculiarità dei vari organismi, specie le condizioni dello spirito; ma l’uomo ama le panacee universali. Ce n’è una sola, di queste: l’elevazione della coscienza!

128 — Molti animali vivono fino a trecento anni. Ma se si scoprisse il mezzo di prolungarne la vita, fosse solo di un lustro, non servirebbe all’evoluzione, la cui base è la vita dello spirito.

129 — Se prendessimo a parlare di getti di fuoco molti non ci capirebbero nulla, altri penserebbero trattarsi di fenomeni elettrici. Eppure quelle sottili attività ignee sono degne di profonda considerazione. Avete visto recentemente che un piccolo graffio ha provocato un grande bruciore, e non si trattava di infezione fisica: il tessuto lacerato era stato colpito proprio da un getto di fuoco. Fenomeni del genere sono propri di tensioni ignee esterne. Il tessuto danneggiato, con i suoi terminali nervosi, agisce come magnete per le onde di fuoco. Infatti, chi possiede una vigorosa energia cardiaca le attrae più intensamente. In questi casi consiglio compresse imbevute d’acqua, con esclusione di preparati alcolici. Quando il Fuoco è teso l’alcol è da evitare, in quanto ne concentra le onde. Quanti alcolizzati sarebbero in grado di testimoniare di tali ondate, che causano acute sofferenze! Sia chiaro che non sto parlando di quegli scoppi nervosi che pochi hanno finora osservato. Ma i getti di fuoco non sono da dimenticare in tempi di tanta tensione.

130 — Questi gettiti e spirali sono creati dalle volontà disordinate dei circostanti, anche senza cattive intenzioni. Voi conoscete gli effetti delle bramosie dei corpi sottili e fisici. Nella loro tensione neppure si avvedono di comportarsi come veri e propri vampiri. Bisogna del resto distinguere fra emissioni intellettuali e cardiache. Pronunciare un nome in moltissimi casi resta pressoché senza conseguenza, ma un’emanazione del cuore, con desiderio angosciato, può agire come una spirale asfissiante. In verità, bisogna ammonire: “Non strangolate, neppure per la vostra salvezza!”.

131 — Quando si lanciano pensieri benefici bisogna conformarsi alla velocità fulminea di quelle frecce. Perciò non bisogna ingombrarne la coscienza per lunghi periodi, poiché è bene che quei dardi siano scoccati. La dinamo di fuoco diffonde luce in tutto lo spazio. Quando il contatto con la Gerarchia è costante è bene assuefarsi a questo genere di attività.

Se vedete una stella nera è segno di gravissimo pericolo. E segni del genere sono presenti in tutte le cose. Una coscienza limitata non si avvede dei grandi turbamenti, ma una espansa sa cosa siano le acque agitate dalle spade degli Angeli.

132 — Gli scienziati occidentali lamentano, senza ragione, che sia difficile lavorare con Noi, che pure non Ci siamo mai opposti ai metodi sperimentali. Al contrario, Noi apprezziamo qualunque attività scevra di pregiudizi. Siamo d’accordo con quel membro della Medical Society britannica che propone accurati metodi di indagine. Siamo pronti ad assistere quel sapiente russo che compie ricerche di immunologia e sull’immortalità. Siamo lieti per quel chirurgo giapponese che tiene conto di fattori astrologici. Aiutiamo un medico lettone che studia i sintomi oculari di ossessione. Siamo sempre disposti a soccorrere in letizia chiunque. In verità Noi osserviamo senza requie, e siamo attenti a tutte le vie. Propugniamo la realtà, sostenendo che l’astrazione è un assurdo. Per queste ragioni vorremmo che i dotti e gli scienziati occidentali considerassero con giustizia la Nostra collaborazione. Ricordate che è ora di chiarire la verità dei fatti, lasciando perdere le questioni di superficie. È ora di accorgersi che in tanti cortili isolati crescono ancora le erbe di molte superstizioni. È, infatti, per questo che si rifiuta tutto ciò che “non è nostro”. La libertà del pensiero sarà invero l’ornamento del sapere autentico.

133 — Non è forse necessario ricordare che il pensiero è libero, ogni volta che vi radunate per parlare del Fuoco? Non si è costretti ad insistere sulla giustizia quando si discute della conoscenza? Non vedete attorno a voi spuntare sorrisi di compatimento quando citate l’invisibile Mondo del Fuoco?

134 — Il Mondo del Fuoco è invisibile nello stato carnale, salvo rare eccezioni, ma dal Mondo sottile lo si può percepire come una nebbia infuocata. Certo, all’avvicinarvisi, le entità inferiori soffrono, come al cospetto dell’irraggiungibile. Sembra loro che i Figli di quella Nebbia siano armati di raggi di fuoco, che altro non sono che le radiazioni delle loro estremità. Bisogna trasformare quell’idea convenzionale di nebbia nel concetto armonico di universo ardente, e per farlo bisogna prima trasmutare la coscienza. Quante prove penose occorrono affinché il concepimento dell’Esistenza la sollevi, finalmente impavida! È necessario liberarsi dal timore di quella nebbia, e passare, con mente sincera e inventiva, oltre i mostri della superstizione.

135 — Creatività mentale e suggestione sono fra loro molto diverse, anche se entrambe manifestazioni del Fuoco. Questa è l’imposizione del Fuoco, mentre quella esprime una legge fondamentale. Quando consigliammo ad un certo “sahib” di permeare la sua dimora con la Nostra Aura, naturalmente pensavamo ad un’attività creativa, e non ad una suggestione, che volentieri lasciamo ai piccoli ipnotisti. La creatività mentale è di gran lunga più potente. Intanto, qualsiasi suggestione è solo temporanea; poi colpisce l’aura e genera effetti karmici, laddove l’attività creatrice del pensiero satura l’aura senza interferire nell’indipendenza altrui. Invero, lo spazio che ne sia saturo concentra il potere del Fuoco. L’inviolabilità del karma resta sempre una delle condizioni più sottili. È difficile dare, assistere, e guidare persino, senza ledere la personalità altrui: ma questa è una norma che tutti devono rispettare. Ed è proprio la creatività mentale, in quanto azione impersonale, che offre il modo di uscire da quel labirinto. Anche la cortesia, la cordialità e la cooperazione agiscono similmente, mentre la brumosa incostanza è una ben povera guida.

136 — Qualsiasi oscenità e atto litigioso sono già contributi alle tenebre. Il pugnale più mortifero non è quello che si porta alla cintola, ma sulla punta della lingua. Prima o poi si dovrà capire che il pensiero e la parola sono indelebili. Chi opera per il bene se ne rallegri, e viceversa.

137 — Quando scriverete a quel medico lettone, avvertitelo di ricordare, mentre esamina l’occhio dell’ossesso, che certi sintomi possono cambiare: all’avvicinarsi della sua energia ignea possono scomparire. L’ossessore può prendere a vaneggiare, o ritirarsi, portando quel sintomo con sé. Bisogna pertanto compiere tali osservazioni senza farsi precedere da quell’energia, per evitare che l’entità ossessionante ne resti espulsa. Questo sarebbe di per sé un risultato eccellente, ma non è questo lo scopo di quell’oculista. Analoga reazione si osserva a volte nelle malattie della pelle, che sottoposte all’influsso dell’energia ignea cambiano aspetto e spariscono persino. Ricordate che lo stato di ossessione si manifesta talora proprio per via cutanea, o con certe contrazioni facciali. Ma quel medico lettone merita lode, perché non è facile scoprire i cristalli del gas bruno.

138 — Per l’ultima volta torniamo all’amicizia come base della vita. La vera amicizia non è la cipria, non è il cosmetico della malizia; non è un velo; non è una maschera di tradimento; e non è una smorfia. È invece un sentimento che sgorga dal cuore, senza ipocrisia. Molti falsi concetti sono nati a suo proposito, poiché gli uomini sono ormai abituati ad ingannare persino sé stessi. Ma dal momento che essa è una qualità indispensabile per il Mondo del Fuoco, deve essere sinceramente genuina. Il Fuoco soprattutto non tollera oscillazioni: bisogna dunque che l’amicizia sia intesa integralmente. Non la si deve considerare alla stregua di un conseguimento, né farne argomento di lode, poiché è tutt’una con l’espansione della coscienza. Come credere di poter trasformare la Nebbia di Fuoco in un mondo bello e grandioso se non si ha la forza di estrarre dai propri pensieri ogni minima scheggia appuntita? Come si è attaccati a questi aghi! Pure non è difficile liberarsene, scoperti che siano nella coscienza. Non si tema che gli uomini in genere non sappiano più essere amichevoli, poiché tutti voi avete questa risorsa, e lo stesso è da presumere di chiunque altro. Ma attenti a non fare, di questa qualità ardente, debolezza, servilismo, ipocrisia.

139 — Si sono di nuovo rivelati gli strati inferiori del Mondo sottile per convincere ancora una volta gli uomini della stretta analogia esistente fra quelli e gli strati consimili del mondo fisico. È increscioso che si passi nel Mondo sottile così impreparati; gli uomini vi portano le loro abitudini e sprecano le forze mentali in forma imperfetta. La potenza creativa del pensiero agisce colà in tutti i campi. Non potete neanche figurarvi in quali illusioni va sciupata quella virtù preziosa! È necessario educare gli uomini a pensare almeno un poco alla bellezza, per evitare certe espressioni di bruttura. Molti sono i fenomeni notevoli e le belle creazioni della natura, ma bisogna saperle vedere. L’oscurità della mente è la causa di tutte le sciagure. Anche gli strati inferiori del Mondo sottile presentano illusioni più o meno nette. Dove esiste aspirazione non ci sono sogni confusi, e tutti i particolari sono chiari e lindi. Ma che pericolo, se quell’impegno è ignobile o triviale!

140 — La scienza ha ormai accertato l’esistenza di organismi umani particolari capaci di captare trasmissioni radiofoniche, anche distanti, senza apparati riceventi. In effetti questo fenomeno, di natura ignea, apre la via a realizzare la possibilità di ricevere pensieri da lontano. Se si studiasse la legge delle onde sonore sarebbe possibile ricavare molto da quel principio. Per buona sorte anche la scienza contemporanea, pur così timida, ammette l’evidenza di tali possibilità naturali. Purtroppo, però, nessuno si dà la pena di studiare gli individui così dotati. Si assicura, invece, che “a parte quella sua capacità eccezionale, l’organismo è perfettamente normale”. Che ignoranza! Se ne deduce che si è studiato quell’uomo straordinario con ha stessa noncuranza del medico che esamina una recluta prima di una marcia. Ma Noi non abbiamo intenzione di offendere nessuno, poiché sappiamo che sovente non si ha modo di compiere gli studi necessari: in verità le condizioni della vita rendono difficile qualunque opera di natura sottile. Bussate alla porta degli istituti di ricerca, e vi incontrerete un flusso nettamente ostile di pretese tali da travolgere la capacità di qualsiasi ricercatore. È una situazione che deve cambiare, altrimenti come si potranno indagare i diversi sintomi di natura ignea? Cercate di procurarvi i mezzi per studiare questi fenomeni e vi farete nemici coloro che sollecitate, al punto da far rivivere l’Inquisizione; come se il loro compito non fosse di assistere ciò che più è benefico, ma solo di distruggere ogni possibilità! Così è stato, così è, e gli uomini vogliono che così sia per sempre. E se così non fosse, non ci sarebbe Armageddon. Pensate a cuore aperto a quante proprietà sottili esistono che potrebbero determinare grandi mutamenti in tutta la vita. Eppure, quanto bisogna insistere per farsi aprire, e persistere, e sopportare il disprezzo per rivelare ciò che, dopo tutto, è sotto gli occhi di chiunque. Il Golgota è fatto di incomprensione e di ignoranza.

141 — Oggi anche un selvaggio può volare in aeroplano, ma non si pensi che in passato le cose andassero meglio. Vi ho mostrato le memorie della guerra dei Trent’Anni, per farvi constatare come anche in paesi relativamente progrediti la grossolanità e l’ignoranza fossero dominanti. E si potrebbero citare documenti della Roma antica, dell’Egitto e di Babilonia, città e paesi raffinati, che farebbero inorridire il cuore. Perciò chi guarda al futuro continui a bussare.

Badate inoltre a non sovraccaricare la Gerarchia e a non nuocervi a vicenda. Vi ho già esortato di attenervi a questa norma, ma sovente le orecchie sono così sorde!

142 — Un diavolo volle costringere un eremita in una situazione senza sbocco. A tal fine rubò certi oggetti sacri e andò ad offrirglieli, dicendo: “Vorresti accettare questo mio dono?”. Sperava che l’eremita non li volesse, in tal modo venendo meno al culto; se poi li avesse accettati, sarebbe sceso a collaborare con un demonio. Ma non appena quell’orribile ospite ebbe fatta la sua proposta, l’eremita non fece né l’una né l’altra cosa, si levò indignato e con tutta la forza del suo spirito gli comandò di lasciare quegli oggetti, dicendogli: “Spirito oscuro, non terrai queste cose, e sparirai annientato, poiché il mio comando viene dall’Alto!”. Così bisogna espellere gli oscuri, e quando la fede è rafforzata dalla Gerarchia, non c’è oscurità capace di trattenere le fiamme dello spirito. Non crediate che leggende come queste non abbiano utilità. I demoni hanno molte forme, e chiunque lavora per la Luce è esposto ai loro attacchi.

143 — Un mal di capo può avere molte cause, ma anche essere provocato dal fatto che in qualche luogo si rifiuti di accogliere le trasmissioni mentali; ciò può anche riflettersi come punture di spillo sentite nel cuore. Non voglio dunque che questo accada. In certuni si stabilisce a poco a poco uno stato di non ricezione, e finiscono per sentirsi continuamente offesi. È in base a tali errori che si diventa impermeabili a qualsiasi messaggio mentale. In questa condizione anche il pensiero più benevolo rimbalza quando urta contro la barriera del risentimento, e tornando indietro può anche nuocere a chi lo ha emesso. Bisogna dunque pretendere l’innocuità da chiunque. Del resto, quel “non toccarmi” è un atteggiamento molto meschino e alimentato da una coscienza ristretta. Nella vita quotidiana è dunque presente un risentimento sistematico, che deve essere individuato ed espulso come un insetto velenoso. Meschini sentimenti terreni diventano una Geenna ardente.

144 — Molti vagano senza meta, specialmente dove è presente un Magnete. Il Maestro avverte che sono oggi possibili i conflitti più inattesi, tanto sono affollati gli strati inferiori del Mondo sottile. Sono gli uomini ad aver provocato una simile situazione, con il gran numero di individui che vi pervengono prima del tempo normale, e senza che nessuno abbia mai pensato alle conseguenze. I massacri di milioni di uomini non possono passare impuniti, senza causare un Karma gravissimo. Tanto peggio poi se tale karma non è personale, poiché in tal caso va ad accrescere quello dei popoli e del pianeta intero. Ciò che si è detto dei mediatori di pace è tanto più corretto, in quanto per loro mezzo si forma un più consono atteggiamento verso il futuro. Non è lecito spandere negli strati inferiori del Mondo sottile gli orrori del karma insoluto. Non si creda che ciò sia senza conseguenze sulle condizioni del pianeta. Ma la causa prima sta nel fatto che nessuno pensa al Mondo sottile. Ogni isolamento è terrificante; le tenebre esultano per qualunque alienazione.

145 — Osservate ogni movimento. L’organismo umano rivela molte verità del Mondo sottile oltreché del fisico. Si può notare che durante un volo in quel Mondo la coscienza muta sensibilmente. È come se venisse filtrata, anche le formule predilette restando nella parte terrena. È difficile comprenderlo bene, e Mi rallegro se qualcuno non solo riesce a percepirlo, ma anche si accorge dell’abbandono di certe formule d’uso comune. Ciò non significa che una coscienza già alquanto evoluta si smarrisca nel Mondo sottile; al contrario si fa più acuta, passando per un vaglio assai fine, per cui resta una sostanza sottile. Occorre però possedere una notevole capacità di osservazione. Inoltre voi ricordate bene certi momenti di assenza. Prima o poi finirete per sapere dov’era necessaria la vostra presenza. Scambi e assistenza fra le coscienze sono sempre incorso non solo nel Mondo sottile, ma anche in Terra. Siate pur certi che quando quei fenomeni si siano più volte ripetuti verrete a sapere di certi grandi eventi, di certe collisioni dove coscienze confuse erano bisognose d’aiuto. Occorre, infatti, saper cogliere quegli istanti di cooperazione. Per salvare i loro cari gli uomini talvolta danno il loro proprio sangue; non presterebbero la coscienza se l’altrui fosse turbata?

146 — È bene, inoltre, non sprecare energie. È la confusione mentale che induce a trascurare certe considerazioni fondamentali. Vedete quanto carenti di essenzialità sono le due lettere che avete ricevute; e non tanto ne biasimo gli autori quanto coloro che li confusero. Un simile disprezzo di ciò che è primario è già un male irreparabile: chi sconcerta la coscienza altrui è un corruttore. Con ciò egli non si procura felicità, al contrario, la sua vita ne resta oscurata, poiché la sua coscienza ha deviato dal corso primario. Saper vedere il fine principale e mantenersi saldo sulla via che vi conduce significa marciare verso la vittoria. Ma lasciarsi affondare in un abisso di incertezza, non è come essere una macina da mulino al collo altrui?

147 — Commensurare fra ciò che è primario e ciò che è solo polvere è una prova che ciascuno deve affrontare con chiarezza. Nessuno ha il diritto di ferire un cuore e di causare emicranie mentre accanto sfuggono tesori insostituibili! Ma per gli uomini non è prezioso ciò che non viene percepito.

148 — È possibile leggere un libro sconosciuto, senza aprirlo. L’avete visto. Si può leggere l’ora, evocando mentalmente l’orologio. Si può dunque rimuovere qualunque ostacolo agendo col Fuoco dello Spazio. Sono fenomeni che si dicono di chiaroveggenza, ma sarebbe meglio chiamarli “transvisione”. Si vedrà inoltre che questa proprietà ignea non resta costante; cresce sia per intervento di forti scosse che per completo riposo. Ma esiste una condizione intermedia che, a guisa di nube, avvolge la coscienza: la confusione spirituale. È quella stessa incerta oscillazione che alimenta la nebbia dei dubbi. La chiarezza di ricezione va perduta non solo per lo stato di confusione del soggetto ma anche per quello di altri, a lui connessi dal karma.

149 — Quando si saprà fotografare l’aura si scoprirà un fenomeno interessante: essa ha la stessa intensità sottoposta a scosse che in perfetto riposo. Le frequenze intermedie la fanno invece simile ad un sacco polveroso. Per questo cerco di proteggervi dai vacillamenti e dalle discordie comuni quotidiane. Figuratevi quelle macchie grigie di dissenso che, come una tenda, escludono la luce delle possibilità.

150 — Non considerate l’azione del Fuoco come qualcosa di psichico. Consideratela piuttosto come fisica. È più facile, per la coscienza comune.

151 — La sonnolenza può avere le cause più contrastanti, proprio come aure opposte possono essere uguali. Può essere un vago stato di riposo o un intenso lavoro del corpo sottile. Se si rende necessaria l’assenza in ore diurne, oltre il sonno notturno, è perché quell’attività è imponente; talvolta, per quanto impercettibile, essa riveste un valore mondiale. Gli uomini di governo dovrebbero essere ben lieti di avere simili collaboratori, ma per le loro limitazioni umane non saprebbero neppure come procurarseli. Se poi si avverasse una tale eventualità, pieni di terrore animalesco esclamerebbero: “Sono uomini pericolosissimi!”. Tutto ciò che trascende i limiti delle convenzioni più ottuse e materiali è sempre accompagnato da quel terrore bestiale. Consolatevi pensando che è sempre stato così.

152 — Chiunque sia incapace di conformarsi alle condizioni poste dall’Insegnamento di Conoscenza è sempre accompagnato dalla paura. E basta vedere l’aura della paura per capire quanto sia assurda. Essa non solo è agitata, ma si rapprende, come per il gelo, e, priva di vibrazioni, pende come il giogo dal collo di un criminale. Prestate attenzione ai tentativi di fotografare le radiazioni; persino certi pesci fosforescenti si possono fotografare facilmente.

153 — Torneremo in seguito sulla questione della nascita, così intimamente connessa al Mondo del Fuoco. Ma ora risponderò alla domanda circa la luce del Mondo sottile. In effetti, la natura trascendente di quello stato conferisce un aspetto corrispondente a tutto ciò che vi si trova. Quando visitaste Dokyood, vi trovaste luce sufficiente. Ma certe regioni del Mondo sottile sono peculiari proprio per il chiarore crepuscolare. La Luce è in noi, e noi le apriamo la via. Pertanto quegli abitanti del Mondo sottile che vogliono luce non ne hanno scarsezza, mentre quelli che non ne sentono la necessità vivono in un continuo crepuscolo. Ciò è connesso con l’illimitata capacità creativa del pensiero. Quel sole che dalla Terra è percepito per un solo aspetto, può essere trasformato in molte condizioni mediante quel potere mentale. Chi vuole Luce si apre alla Luce, e chi affonda in un grigiore di pensiero riceve ciò cui si è limitato da sé medesimo. Perciò tanto sovente Noi ripetiamo della chiarezza di coscienza, dell’infinitudine del pensiero, della capacità di contenere gli opposti. Sono adattamenti dell’organismo a condizioni future, forieri di eccellenti risultati. Quanti fra coloro che vivono nel Mondo sottile si guardano attorno, nella nebbia di Fuoco, e vagamente rimpiangono qualcosa che hanno perduto!

154 — Quando affermo che i nemici del Bene saranno sconfitti penso il vero. È un fatto che chi ha interrotto il collegamento con la Gerarchia perde il proprio posto e viene dimenticato. Avete notato poco fa che è possibile slittare in basso, non perché cacciati dalla Spada dell’Angelo, ma per decisione popolare. Ciò avviene quando ciò che è ormai prossimo, già destinato, viene rifiutato. Non si deve attendere che il Messaggero si sia ferito la mano a forza di bussare, ma esercitare per tempo la propria facoltà di comprensione cardiaca. Non si può sciogliere impunemente il legame con la Gerarchia. Le nubi accorrono chiamate da voi stessi! Osservate dunque questi segni di Fuoco nella vita.

155 — Quando la tensione del Fuoco è elevata è bene evitare qualunque lesione della pelle. La concomitanza di ordine innaturale provoca bruciori intensi: è un fenomeno che dovrebbe interessare i medici. Anche i graffi sono da vedere in senso spirituale. L’energia psichica agisce, ma bisogna tenere conto della speciale tensione del Fuoco. Le eruzioni vulcaniche, similmente, si producono per certe pressioni speciali. Queste tensioni si manifestano in molti campi della vita: ancora una volta sono emerse isole nell’Oceano Pacifico, come ascessi infiammati.

156 — Noi vediamo, con rammarico, che un atto di crudeltà può distruggere molte manifestazioni già pronte. C’è solo da sbigottire di fronte a tanto sperpero!

157 — Tendete al finito, o all’infinito? Il soggiorno terreno è breve, quello nei Mondi sottile e mentale ha una durata fissa, ma nel Mondo del Fuoco non esistono date; perciò bisogna tendere colà. Nei mondi di soggiorno limitato si acquista l’armatura di Fuoco. Il mondo fisico è come senza via di scampo: o si sale o si è distrutti. Neppure quello sottile appaga lo spirito ardente: tutte le altre vite sono insomma solo preparazioni per il Mondo del Fuoco, che tutto comprende. Lo spirito debole è atterrito dalla sua lontananza, ma quello naturalmente ascendente non può che gioirne. Le forme fisiche sono belle, ma la musica delle sfere è incomparabile. E oltre l’illuminazione sottile si apre la grandiosità del Fuoco. L’ozono in Terra appare come messaggero dall’Alto, ma non è che il più grossolano ingrediente dell’atmosfera. L’azzurro del cielo è aereo, ma lanoso al confronto con la radiosità del Fuoco. Chi abbia fatto ingresso nel Mondo del Fuoco non può più respirare l’aria della Terra. Il Nirvana in realtà è l’ascesa verso il Fuoco. Tutti gli Insegnamenti hanno simboli di questo processo. San Sergio ebbe il sacramento ardente. Così si trasmette graficamente il segno delle possibilità superiori. Viene il tempo, ed è prossimo, che gli uomini non sapranno accettarle, avendo dimenticato, confusi, che la comunione con il Fuoco è doverosa. Anziché lasciarsi pervadere dal suo potere, se ne fanno grandi oppositori. Perciò vi ripeto e ricordo la necessità dell’unione col Fuoco. Molte combinazioni chimiche perniciose semineranno la costernazione. Proprio i residui che ingombrano il Mondo sottile mostrano quanto sia malato il pianeta. È un pericolo evidente, ed è Nostro dovere avvertirvi.

158 — L’energia psichica, cioè l’energia del Fuoco, o Agni, è manifesta in ogni essere vivente. Chiunque è in grado di discernere in sé elementi densi, sottili ed ignei. Dovunque si percepisca la presenza di energia psichica, quello è già un campo del Fuoco. Da simili frammenti si può comporre tutta una concezione ignea del mondo. Chiunque osservi attentamente i propri riflessi vi scopre in gran copia le caratteristiche della sfera del Fuoco. E sono osservazioni doverose, perché in tal modo si cessa di pensare a quel Mondo come a qualcosa di astratto. Quest’ultima interpretazione è particolarmente nociva, come tutte le astrazioni, che non assecondano il processo evolutivo.

159 — Fra le sue qualità l’uomo può distinguere i tratti salienti del Mondo sottile, che non sempre sono connessi all’energia psichica. Infatti, molte rimembranze, avversioni e propensioni potrebbero essere prodotti di quella sfera, così come l’affiorare di ricordi di persone e di luoghi mai visti potrebbero non essere del mondo fisico.

160 — È del pari possibile prendere cognizione del Mondo sottile risalendo da fatti isolati ad un intero concetto globale, ma occorre molta capacità di attenzione, o, meglio, è indispensabile quella raffinatezza che si chiama cultura.

161 — Avete ragione di dire che quando manca il senso di benessere interiore la situazione è molto perniciosa. Si possono vincere tutti i processi, e conoscere gente nuova, ma la dissoluzione interiore allontana gli amici migliori: quando una polvere pepata è nell’aria, tutti cominciano a starnutire. Proprio così può diffondersi l’imperil. Avete visto più di una volta formarsi circostanze nuove, ma bisogna saperle affrontare. Ecco perché bisogna, una volta per sempre, capire la gravità infettiva dell’imperil! È inammissibile considerare alla leggera la decomposizione! È un processo che si trasmette per contagio come la lebbra. La forza o aumenta o si disintegra, non c’è una via intermedia. Ma tale accrescimento non deve essere coatto, così come non si può guarire qualcuno dalla lebbra a viva forza. È impossibile prevenire dall’imperil con la violenza. La vera amicizia non è mai violenta. Il cuore non cresce a colpi di frusta, è come un giardino che si coltiva solo con atti di bellezza. Offendere la Gerarchia è irreparabile.

162 — Un sadhu mostrava un mango, e diceva: “Ecco tre mondi: la buccia, che non ha valore; poi la polpa, che è transitoria, ma nutriente; e infine il seme, che può essere conservato in eterno”. La buccia è sottile, la polpa sostanziale, il seme è possente. Anche l’uovo presenta la stessa analogia: il guscio, che è effimero; il bianco, nutriente ma di breve durata, e il tuorlo, che è del Fuoco. L’uomo è la sintesi di tutti i regni, ma il simbolo dei tre mondi è dovunque evidente. Ad esempio, il costume di scambiarsi uova colorate in certe ricorrenze è un simbolo molto antico: con ciò gli uomini vollero ricordarsi a vicenda la via dei tre mondi, la via dell’ascesa e della resurrezione. Non dimenticate dunque che il sentiero è marcato anche negli oggetti più semplici e comuni.

163 — È legittimo il desiderio di sapere perché visitando il Mondo sottile non si resta colpiti dalla policromia delle aure. In primo luogo, la coscienza traspone molte impressioni, ma soprattutto esiste un’armonia sintetica. Vi è infatti possibile discernere il grado di illuminazione, e, come nel mondo fisico, la stessa radiazione può essere evocata mentalmente. Sarebbe insopportabile se il Mondo sottile fremesse di molti arcobaleni variopinti: anche in Terra l’arcobaleno a volte può causare irritazioni. Ma il Mondo sottile, in verità, splende di perfetta armonia. Non parlo qui degli strati inferiori, dove l’armonia non esiste.

164 — Nello stesso modo non si deve pensare che gli esseri del Mondo del Fuoco siano sempre avvolti da lingue di fiamme. Il Fuoco può cristallizzarsi, ma il suo stato abituale è ciò che diciamo luce. Sono nozioni semplici, ma è bene che siano dette, a scanso di malintesi.

165 — Un’aura ardente è chiaro segno del mondo del Fuoco. Bisogna riconoscere che questi sintomi di tensione si incontrano nel bel mezzo della vita. Esempi grossolani sono i fuochi fatui e quegli animali che emettono scariche elettriche. Ma in verità esistono anche delle persone che, a prescindere dalla capacità elettrostatica, sono cariche di quell’energia, sì che al contatto trasmettono scosse e scintille. Ciò non significa nulla, ma è istruttivo osservare come si conserva l’energia fondamentale.

166 — Le indicazioni di Urusvati sono tutte molto accurate, e tutte le sue sensazioni sono fondate. Ella registra non solo terremoti ed eruzioni, ma anche lontane tempeste, e si tratta di percezioni infallibili, poiché la coscienza ignea è sensibile a tutto; inoltre, tale coscienza non commette errori nel giudicare gli individui, che le svelano la propria natura essenziale.

167 — Dov’è la briciola che sposta la leva degli eventi e smantella ciò che già era composto? Non è il caso di cercare il Bene a montagne, ché può essere come un granello di sabbia. Non cercate riparo solo quando le nubi sono nere: le sciagure si insinuano inavvertite, come vermi minuscoli. In tutte le circostanze bisogna applicare anche le piccole misure. L’atomo è piccolo, ma racchiude molti destini. Allorché ci si accosta al Fuoco, sottile è la linea che separa il bruciore dal piacevole calore che rianima l’assiderato. Con tutte queste similitudini cerco di farvi intendere la sottigliezza del Fuoco.

168 — Antipodi del Fuoco sono la terra e l’acqua. Questi due elementi sventuratamente sono troppo tangibili, e quindi distolgono le percezioni ignee. Ecco perché è così difficile all’uomo comprendere che il Fuoco non ha mai uno stato costante, ma che eternamente evolve o si involve, entrambi questi suoi moti obbedendo alla legge del progresso.

169 — Ancora una volta si profila una sequela di eventi minacciosi. E di nuovo vi ricordo il Cuore di Leone. Non parlo di insuccessi, poiché gli eventi gravi sono forieri di conseguenze. Non stupitevi per la tensione e per il susseguirsi di alti e bassi. Bisogna imparare cosa sia lo scompiglio del ritmo. Se tutto va bene, non vi si debba ripetere di tenervi forte a Me, quale unico sostegno. Eseguite il Mio Comando nel modo più preciso; ciò è essenziale, perché le piccole crepe sono pericolosissime. Dovete resistere con Cuore di Leone. Non crediate che i nemici siano deboli, ché invece sono agguerriti; e non lo dico per turbarvi, ma per affermare in voi il Cuore di Leone.

170 — Un giorno, dopo un consiglio di Stato, un certo imperatore, afferrato un vaso di terracotta, lo mandò in pezzi al cospetto di tutti. Gliene domandarono il motivo, e rispose: “È per ricordarvi cos’è l’irreparabile”. Quando rompete gli oggetti più semplici sapete bene cosa sia, eppure, come sono irrimediabili le azioni mentali! Gli uomini hanno preso costume di circondarsi di concetti grossolani, escludendo quelli superiori. Se i governanti rammentassero meglio l’irreparabilità delle decisioni mentali, arresterebbero in tempo molte sventure. Chi ignora il principio spirituale dell’autoperfezionamento non è degno di guidare i popoli a lui affidati. Egli deve essere un esempio vivente. È degno di governare chi apre le vie in tutti i mondi. Egli pone le basi della prosperità, ma non di quella materiale soltanto. Non è vero statista chi riconosce come Fuoco solo quello del fiammifero: avrà misura pari a questo suo concetto.

171 — Il bisogno di conoscenza ignea, come l’immaginazione, è un’esperienza di vita acquisita. In effetti, le rimembranze del Mondo del Fuoco sono incomparabilmente più rare che quelle sottili. Sovente gli uomini non trovano parole per esprimerle: di solito non pensano con la loro testa, ma si servono di frasi convenzionali altrui, e così introducono parole morte nel grande reame del pensiero.

172 — Uragani, tempeste e altre catastrofi richiamano alla mente i vasi rotti, irreparabili. Perciò bisogna collegare il proprio pensiero alla Gerarchia: è l’unico modo perché la terra non sprofondi sotto i piedi. Affermo che i principi terreni perdono sempre più di significato. Gli uomini finiranno per capire fino a che punto lo stato del mondo costringa a passi decisivi!

173 — Il cuore, il Calice, il plesso solare sono veri e propri barometri cosmici. Rendetevi conto della grande tensione presente nel mondo: è per questo che vi invito ad essere magnanimi, il che preserva la buona salute. Il cuore ne ha urgente bisogno. Si vedono molte stelle nere, segno dell’avvento delle tenebre.

174 — Quella condizione che fa da tramite con la Gerarchia è detta “scintilla di saggezza”. Non è vacuità, né apatia, né imposizione, è l’apertura totale e consapevole del cuore.

175 — Le cose più importanti vengono di solito completamente trascurate nel pensiero. Le circostanze più reali divengono elusive. Gli uomini non s’avvedono che vanno perdendo la capacità di percepire sensazioni ultra-fisiche. Eppure persino durante un qualunque colpo di tosse, uno sbadiglio, uno starnuto, si può cogliere per un istante una condizione speciale che non è fisica. Non dirò di altre tensioni più complesse, ma chiunque abbia mai percepito quella sensazione di essere fuori dello stato fisico può cominciare a raccogliere manifestazioni di altri livelli di esistenza.

176 — Ecco la tensione del centro della gola; moltissime forze diverse devono concorrere per agire su quel centro di sintesi. È una tensione che richiede premurose attenzioni, poiché si ripercuote sul cuore. In tale stato è bene proteggere i legamenti della gola, almeno esteriormente, e non sforzarli parlando.

177 — Un Arhat si riposa? Sapete che il riposo sta nel cambiare genere di lavoro, ma per l’Arhat il vero riposo sta nel pensare alla Bellezza. Questo atto mentale, fra le varie attività, è il ponte, ed è il potere, ed è il flusso della benevolenza. Soppesate un pensiero malvagio ed uno benefico, e capirete che il pensiero di bellezza è sempre il più potente. Analizzate organicamente vari processi mentali, e vedrete che ogni pensiero di bellezza è un tesoro di salute. In tale atteggiamento l’Arhat vede la scala dell’ascesa; in quell’attività mentale si riposa. E dove, altrimenti, trovare un’altra fonte di benevolenza? Ricordatevene, quando vi sentirete molto oppressi. Quando le saracinesche dell’egoismo si abbassano ovunque, quando i fuochi si estinguono nelle tenebre, non è forse il momento giusto per riflettere sulla Bellezza? Si attende con ansia un miracolo, si cerca con tutte le forze di spezzare le catene, ma la via dell’Arhat sta solo nella Bellezza. Non insudiciatela, non svilitela! È l’unico mezzo per attirare ciò che pare prodigioso. E il miracolo non è forse il legame indissolubile con la Gerarchia? In esso stanno tutta la fisica, e la meccanica, e la chimica, ed è il rimedio universale. Sembrerebbe possibile, con poco sforzo, rimuovere tutti gli ostacoli, ma questa condizione è immensamente difficile per l’uomo! Perché ha tarpato le ali della Bellezza?

178 — L’evoluzione umana potrà avanzare solo a prezzo di un impegno consapevole. Quando pensate a provvedimenti speciali per favorirla, dovete fare appello alla massima cooperazione. Il maestro dice all’allievo: “Non riuscirai a risolvere il problema finché non avrai voglia di farlo”. Dunque nella vita bisogna volontariamente risolversi a progredire. Che ciascuno l’intenda a modo suo, poiché un’azione positiva ha sempre un briciolo di possibilità. La mobilità mentale è già qualità del Mondo del Fuoco.

179 — I sogni sono già stati esaminati da vari punti di vista, ma la questione principale passa sovente ignorata. Rumori notturni, cattiva digestione, irritazione, e molte altre concomitanze superficiali vengono prese in considerazione, mentre si trascurano i riflessi del Mondo sottile, gli influssi dei pensieri lontani e, infine, gli avvertimenti della Gerarchia e le sensazioni di natura ignea. L’immaginazione e la capacità percettiva devono essere ben atrofizzate per passare sotto silenzio queste proprietà fondamentali dei sogni. Il materialista non solo ha appuntato l’attenzione esclusivamente sui dati superficiali, ma anche come osservatore si è dimostrato alquanto incapace. Il materialismo ha un suo valore se si esprime come ricerca della realtà, ma non quando limita e sminuisce. Sognare è un’attività importantissima per la vita terrena. Quasi la metà di essa trascorre in contatto con il Mondo sottile, e persino con il Mondo del Fuoco. Si dovrebbe nutrire rispetto per una condizione che assorbe tempo pari a quella di veglia. Non è giusto considerare come fattore primario l’eccesso di alimentazione, ma coscienziosamente e senza svilimento alcuno ricordare tutte le quattro categorie fondamentali sopra citate. Sarà allora possibile scoprire molte cose istruttive e belle.

180 — I sogni di natura gerarchica avvertono di molte cose che già si rapprendono nello spazio. Ad esempio, allorché fosse necessario ricordare l’urgenza di raccogliere dati, potrebbe apparire il simbolo di un uomo in atto di cercare. E sappiate che queste indicazioni sono sempre accuratissime, per non violare il karma.

181 — È sovente necessario ricordare eventi che si sono già modellati; non è per incoraggiare, è una constatazione di fatto. Gli uomini vengono guidati molto più sovente che non pensino. Ma ancora più sovente non pensano affatto, e si lasciano trasportare da un insieme di pregiudizi. Ma Noi non possiamo che inviare una visione o un sogno dove sia implicato il Bene comune. Oggi il mondo abbisogna in misura speciale di questi moniti, altrimenti la confusione mentale ostruirebbe il canale principale.

182 — È la confusione mentale che impedisce all’umanità di pensare al Mondo del Fuoco. Il materialismo pervertito impedisce infatti al pensiero di intendere la materia come fonte di luce. Si è ricusato lo spirito e dimenticata la materia: resta solo il commercio! Si penserà che esagero, ma fate questo semplice esperimento: mandate un messo con una proposta di bene, e un altro con una proposta di male, e raffrontate i risultati. Fatte le somme, capirete perché urge affrettarsi.

183 — Tutti sanno che esistono individui senz’anima: non è una semplice immagine verbale, è una realtà chimica. Qualcuno interroga: “Costoro si incarnano in tale stato deplorevole?”. È una domanda che dimostra l’ignoranza di una verità fondamentale, poiché nessuno può incarnarsi senza una riserva di energia ignea. Senza la torcia di Agni non si scende nel mondo fisico. È qui, fra le meraviglie della natura, che la si sperpera, e per dissiparla non è affatto indispensabile commettere crimini violenti. Da vari Insegnamenti si sa che anche certi furfanti si sono ravveduti. Lo sperpero di Agni avviene nella vita d’ogni giorno, allorché lo spirito impigrisce e dorme. Sono le azioni triviali quelle che ne arrestano l’accumularsi. Si deve capire che quel tesoro cresce spontaneo, ma se le tenebre avvolgono il processo di miglioramento, il Fuoco, impercettibilmente (ma lo si può provare per via chimica) abbandona quell’indegno ricettacolo. Mirabile è la legge del moto eterno, evolutivo o involutivo. Mirabile è la legge per cui chiunque si incarna porta seco Agni, l’eterno, come un Lume nelle tenebre. Magnifica è la legge per cui, nonostante il karma, ogni viandante è munito di una Torcia. Bella è la legge per cui è possibile la crescita del giardino di fuoco interiore, già a partire dal settimo anno di età: se anche i primi fiori sono modesti, se anche sbocciano in pensieri non grandi, pure sono segno di un incedere verso flussi mentali futuri. Quanti bei pensieri nascono nel cuore, a sette anni, quando le immagini del Mondo sottile non sono ancora scomparse del tutto dal cuore e dal cervello! La dissipazione può aver inizio proprio allora, se il suolo che alimenta la pianta è marcito. In casi di simile esaurimento è possibile dare un notevole aiuto o, per usare un’espressione antica, “prestare il Fuoco”. È un prestito che si compie con le azioni più minute. Per terza volta dunque ho parlato di briciole. Con queste scintille s’innescano fuochi immensi.

184 — Non pensate a tali esseri senza anima come a dei mostri. In vari campi conseguono persino una preminenza meccanica, ma sono privi di Fuoco, e le loro opere oscure.

185 — Certo ciascuno è libero di decidere il proprio destino, e anche la propria disintegrazione definitiva. Ma gli uomini senz’anima sono terribilmente infettivi e perniciosi. Facilmente cadono ossessi nel loro esaurimento. Non pensate che esageri dicendo che quasi metà della popolazione mondiale è esposta a questa insidia. È più o meno grave, ma il processo di decomposizione, una volta insediato, procede rapidamente. Lo stesso avvenne in civiltà passate: i fuochi dello spirito si spensero, lasciando ceneri fumanti, e tutti i fumi sono tossici, se non vi si aggiunge una sostanza benefica.

186 — Il contatto con il Mondo del Fuoco è vantaggioso non solo per le vite future, ma anche per la presente. Non è vano il detto per cui un desiderio, se fervido, viene esaudito. Non è una congettura illusoria e occulta, ma una realtà. Il pensiero ardente tanto cristallizza le sfere corrispondenti che di per sé stesso è già un’affermazione. In effetti, non dovete computare secondo le date terrene, poiché i fuochi spaziali sono senza tempo. Non suddividete la vita, che è eterna. Ma ogni desiderio fervente sarà adempiuto. Perciò molte immagini previste hanno già preso forma in archivi inalterabili. Guardate a questi desideri con piena coscienza, non siate superficiali allorché è implicata l’essenza dell’Esistenza.

187 — Molte volte ho detto che le distinzioni sono nocive. Se la vita è eterna, se gli uomini comunicano fra loro non mediante suoni convenzionali ma con una virtù che trascende il linguaggio, è loro d’obbligo utilizzare quella forza a scopo di unione. Chi divide sbaglia. A torto si permettono separazioni. È legittimo dire che i migliori sono quelli capaci di tollerare. Non è più il tempo di pavoneggiarsi come stirpe eletta, come all’epoca delle caverne. Tutti coadiuvano, lungo l’intera catena gerarchica, e nessuno deve bloccare il compiersi dei desideri ferventi.

188 — Il medico prescrive una dieta persino per un normale esame radiologico. Ma il contatto con il Mondo del Fuoco è molto più sottile. Bisogna prepararvisi non solo con una dieta, ma anche con altri metodi, interni ed esterni. Le prescrizioni che riguardano il cibo non sono complesse: si tratta soprattutto di evitare il sangue, che introduce emanazioni non adatte ad un organismo raffinato. Anche in casi di estrema necessità è possibile osservare questa norma ricorrendo a carni affumicate o seccate. Nelle diete vegetali o cereali è bene farsi guidare dalle condizioni del proprio organismo. Ma anche a prescindere dallo Yoga chiunque è in grado di capire che gli eccessi sono sempre dannosi, e si sa che le vitamine sono presenti nei prodotti genuini. Tutte queste condizioni però, come l’uso smodato del pranayama, sono meno che nulla in confronto alla comprensione del cuore. Voi sapete bene come i fuochi s’accendono, e come si è guidati dai pensieri migliori. Avrete forse udito parlare più volte di sadhu ladroni, magari zelantissimi nel contare i tempi del pranayama; e avrete udito di quei Rishi che mai si astennero dal dare soccorso, anche nelle condizioni più intollerabili. È bene ricordare, specie nei giorni memorabili, le acquisizioni ignee del cuore. Tutte le altre prescrizioni vengono praticate in base al suo valore intrinseco. Così, il cuore non accetta sangue estraneo o animale, se ciò è contrario alla sua natura, e non si insudicia con il turpiloquio, per la stessa ragione. Accettate dunque di buon grado e assecondate sempre l’accensione dei fuochi.

189 — Il cuore sa le giuste misure. Le parole non riescono ad esprimerle, ma il cuore puro conosce la misura di ogni applicazione.

190 — Solo mediante la cultura si riuscirà ad impiantare la nuova Era, e dunque sarà proclamata unico baluardo contro la disintegrazione. Oggi si dovrebbe tendere in questa sola direzione. Noi comandiamo di non perdere una sola occasione di rammentare agli uomini la cultura. Si dica pure che siamo dei fanatici per questo riguardo, ma gli uomini ascolteranno, abituandosi all’idea. Così Noi facciamo per aprire nuove piste cerebrali.

191 — Abbiamo parlato della solennità, dell’amichevolezza, della magnanimità; completiamo ora il quadrato con la gratitudine, le cui scintille brillano lungo tutta la Gerarchia. Che luci preziose!

192 — Lodate anche chi compie un atto di bene per caso. Encomiate ogni frammento di bene. A chi chiede soccorso nelle tenebre non importa chi sia a portargli la Luce. Ampliare il campo della visione equivale a far Luce: è un’azione benefica sia per l’autore che per il ricevente. Trasmettere Luce comprova l’espansione di chi lo fa. La fiamma era una sola, ora sono due: il bene è compiuto.

193 — La benevolenza, fra le mani dell’uomo, è come un lume la sera. Scendono le tenebre, ma il lume è pronto e mani esperte sanno accenderlo. Ma vi ripeto: lodate e apprezzate ogni gesto buono, che manifesta generosità. Che ogni favilla di bene divampi in una fiamma. Anche se quel bene fosse in larga parte accidentale, resta qual è. Sarebbe troppo pretendere che le buone azioni fossero sempre coscienti; che le tenebre vengano disperse, anche con quelle luci fioche: una sola scintilla basta già a sconfiggere l’oscurità assoluta. La Luce è pronta a muovere dietro ogni pensiero, parola, azione. Chi sa trovare queste faville è già un coadiutore illuminato.

194 — Allorché si conosce il Mondo dei Fuoco si deve dimenticare per sempre l’idea di piccolezza, ché invero non esiste nulla di simile. Come il farmacista non considera insignificante nessuno degli ingredienti mentre prepara una ricetta, così un solo granello di polvere fisica non è trascurabile in una polveriera. Noi impariamo da esempi di cose esistenti. A che serve l’educazione, se il cervello resta astuto e la lingua mendace? È lecito classificare gli uomini in base alla raffinatezza del cuore, ma non secondo la falsità della coscienza; non pensiate che quest’ultima non conti, per il Mondo del Fuoco. E, ancora una volta, passiamo dall’etica alla chimica.

195 — Qualunque medico vi dirà che una miscela di ingredienti benefici produce sovente un composto che può avere natura distruttiva. Le miscele sono sempre pericolose, in qualsiasi campo; talora ne sortono gravi brutture. Con quale prudenza bisogna seguire la via della coscienza, per non mettere il piede in sentieri devianti! Lo scopo della vita è di ritrovarsi nel Mondo del Fuoco serbando tutte le acquisizioni della coscienza.

196 — Non si pensi che, nella sua coscienza, un Arhat possa perdere di vista la Volontà Guida anche per un solo istante. Dimostrerebbe di essere un semplice mortale se non portasse sempre solennemente il calice del conseguimento. Il potere del Suo cuore si assopirebbe non appena Egli cessasse di sentire nella mano il filo che Lo connette alla Gerarchia. Questa vigilanza, realizzata e costante, è la sua qualità distintiva. Quando parlo di vigilanza, vi insegno i fondamenti della cognizione. Ma non è facile essere in tal modo solenni nella confusione dell’atmosfera. Non è semplice essere fervidamente vigilanti quando tutt’intorno turbina la polvere della corruzione. Non sarebbe giusto pretendere gli stessi requisiti quando il pianeta è convulso. Invero, solo un Arhat può salvare l’umanità dalla confusione.

197 — La nuova razza umana potrebbe venire alla luce in varie regioni della Terra. Non stupitevi se fenomeni separati compaiono nei luoghi più inattesi, poiché anche i magneti vengono collocati nei modi che l’umanità meno sospetta. Nel disporli, però, si tiene conto di molte circostanze. Così la rete della nuova razza che sta per nascere si estende fino alle frontiere più remote. Ma è una sola la regione del mondo che determina il destino di questo secolo; non la nominerò, ma la storia di tutti i moti l’ha segnata a sufficienza.

198 — Gli uomini a volte percepiscono frammenti della musica delle sfere, proprio come distinguono le varie vibrazioni luminose, ed è solo un falso atteggiamento nei confronti di ogni cosa che impedisce loro di concentrarvisi. Qui comincia il circolo vizioso dell’insincerità: un fenomeno di realtà viene classificato fra l’inammissibile. È penoso vedere come l’uomo abbia vergogna delle sue imprese più belle. In tal modo non solo svilisce il suo proprio valore ma si fa autore di brutture nel Mondo sottile. Chi ha rifiutato la realtà porta il marchio indelebile della menzogna.

199 — Bisogna proprio aver nascosta la testa nelle convenzionalità più illusorie per avere paura di confessare persino a sé stessi ciò che si vede e si ode. Non ci vogliono sofismi per stimare con equità e senza egoismo ciò che accade.

200 — Non dimenticate che molte pietre vengono scagliate sulla via dell’ascesa. Solo una coscienza esperta non perde di vista l’esistenza di alternative. Il fervore irreprensibile deve comportare anche una grande capacità di risorse. A volte persino i pazzi ne danno esempio. Si direbbe che il pellegrino non debba farsi inceppare dall’intelletto!

201 — Non solo il suono e i ritmi musicali, ma persino una qualunque macchina suscita una vibrazione che sommuove l’energia ignea. Così ogni tensione e anche qualsiasi scossa è conduttrice delle stesse manifestazioni di Agni. Bisogna pertanto imparare a distinguere e riconoscere la favilla in ogni tensione. Non emulate quei pavidi che cercano di evitarle, e accogliete di buon grado qualsiasi vibrazione ignea come principio purificante. Quella che molti pregiano come un’esistenza tranquilla non è che l’estinzione del fuoco; e gli uomini hanno inventato molti sistemi per spegnerlo, sin dall’infanzia.

202 — L’impegno fervido posto nel marciare sul sentiero roccioso non nasce dall’esterno, ma cresce dall’interno, frutto esclusivo di un cumulo di esperienze. Bisogna conoscere la perfetta immutabilità ed eternità della vita per procedere senza paura. Bisogna aver compreso che la natura umana essenziale e indistruttibile per poter gettare questo valore sulla bilancia. Solo i valori immutabili sono degni di essere accolti; così si impara a custodirli e affermarli. Non si pensi che siano molti quelli che riescono a corrompere il valore dello spirito — e così sia. Poiché noi portiamo l’arca della monade, sapendo che innalzandola operiamo il bene del mondo.

203 — Per l’Arhat il nuovo non è tale: tante sono le immagini che si sono impresse sui Suoi occhi. È istruttivo notare che in epoche diverse le stesse conoscenze e le medesime scoperte ricevettero nomi diversi, non solo, ma entrarono nella vita in modo diametralmente opposto. Ciò spiega molte contraddizioni verbali.

204 — Quando il respiro si fa profondo è segno di tensione. Non considerate una scossa brusca solo come effetto di sventura e come dolore. Più volte avete udito di certi istanti di estasi che precedettero attacchi di epilessia e di altri mali: non sono che il trasferirsi della coscienza in un fenomeno igneo. Perciò certi monaci e sadhu non cambierebbero questa tensione con nessun tesoro.

205 — La conoscenza delle vitamine è un segno dell’era futura. Ma alla loro sostanza fisica si dovrebbe aggiungere l’energia psichica cosciente, con il che si risolverebbero molti problemi di guarigione fisica e spirituale. Si dovrebbe cominciare accompagnando l’uso delle vitamine con un pensiero corrispondente. Il pensiero influisce anche sulla più semplice delle azioni fisiche: si lanci ad esempio una palla sempre con la stessa forza fisica, ma variando il pensiero, e cambierà l’impulso impresso. Da ciò si vede fino a che punto si possano ostacolare o favorire anche gli atti più comuni. Esperimenti del genere sono da introdursi nelle scuole, per dimostrare il potere del pensiero su semplici apparati fisici. Le vitamine, di per sé, sono energia psichica: in altri termini sono della sfera del Fuoco, il che significa che, se fuse con un pensiero fervente, danno origine a combinazioni potenti.

206 — Tra le scoperte utili hanno valore particolare quelle che appartengono al reame del Fuoco. Se poste fra loro in rapporto danno risultati di grande importanza, conducendo a perfezione maggiore, e mostrando quante sostanze benefiche si scartano per semplice ignoranza.

207 — La radice della senzienza sta nella sua infinitudine. Potete dunque capire perché insisto che sia coltivata e approfondita. L’approccio al Mondo del Fuoco non ha confini: trascende le tre dimensioni! È questa una condizione da intendere in senso rigorosamente scientifico. Solo poco tempo fa si affermava che l’atomo è indivisibile, ma fu presto provato che questa era una verità solo relativa. Ci si può dunque congiungere in pensiero con l’Infinito. Ma siamo d’accordo sul fatto che la sostanza è senzienza, e viceversa: cercate dunque di intenderla come Infinità. In altri termini, essa vi conduce ai cancelli del Fuoco.

208 — Vi ha stupito vedere che prima del terremoto si sono presi provvedimenti per eliminare gli spasmi cardiaci. Non è la senzienza la prima guida di quella specie di telegrafia? In realtà, la sostanza vitale della conoscenza-diretta non richiede apparati convenzionali, ma naturalmente bisogna alimentarla reciprocamente. I pensieri di Urusvati la nutrirono in modo eccellente.

209 — Chi potrebbe immaginare la realtà del Mondo del Fuoco, se privo di conoscenza-diretta? È una qualità da coltivare con grande devozione, di quella che sgorga dal cuore, non quella scritta sulla carta. Inoltre, accettare il Mondo del Fuoco è prova di coraggio, poiché le mentalità ignoranti per prima cosa si ribellano, e si avventano contro i fuochi del cuore.

210 — Ci consola che almeno qualcuno comprenda il proposito della vita e accetti i mondi del fuoco. Non fate conto sulle moltitudini, ma nello stesso tempo tenete in mente popoli interi. I nodi dell’Esistenza si manifestano per vie insolite.

211 — Fate bene a raccogliere le prove evidenti dell’energia psichica e delle ghiandole relative. A tal fine è necessario osservare la sequenza temporale delle comunicazioni, nella quale si distingue un ritmo ben definito. Non a caso si trasmettono cenni preziosi a varie persone in paesi diversi, così come non è accidentale l’alternarsi del flusso d’Oriente e d’Occidente. È un reame dimenticato che a poco a poco si va riscoprendo. Ancora una volta gli uomini ritrovano le basi dell’Esistenza. Proprio seguendo questa via torneranno ad intendere la vita come perfezionamento di sé stessi, così risolvendo i postulati morali ed economici. Ecco perché è così importante raccogliere con grande cura tutti i dati che riguardano l’energia psichica, da fonti diverse, senza lasciarsi turbare dalle loro contraddizioni apparenti. Nulla ha mai suscitato tanta controversia come quell’energia. Quei fiori dell’Esistenza possono essere raccolti solo da una mano esperta, poiché c’è da restare incerti fra i segni lasciati da tutti i popoli in ogni epoca. Mai ci fu una nazione che non abbia sognato di Agni, a tal fine radunando le consonanze migliori. Una coscienza unilaterale inevitabilmente resta confusa dai dogmi e teme i sofismi. Ma Sophia è una altra cosa, e sperimentare non è un pregiudizio; dunque è possibile compiere una raccolta preziosa.

212 — Approvo il Kalachakra, che si va compilando. È un Insegnamento fervido, ora coperto di polvere, ma degno di essere dispensato. Non fu la ragione, ma la saggezza a promulgarlo, e non dovrebbe essere lasciato in mani di seguaci ignoranti. Vi si riuniscono molti campi di conoscenza, e occorre una mente libera da pregiudizi per aprirsi la via fra quelle stratificazioni deposte da tutti i mondi.

213 — Gonfiore e sensibilità delle ghiandole sono evidenti in modo particolare durante gli anni di scuola. I medici cercano in tutti i modi di ricacciare all’interno quei sintomi, o asportano le ghiandole. Ma pochi hanno badato al fatto che quella loro speciale sensibilità discende dai fuochi accesi dalle nuove tensioni del cervello e del cuore. Non è il freddo, e non è la scarsa ventilazione degli ambienti a causare quella tensione, ma la nuova attività dei centri. È uno stato che si ripercuote anche sull’epidermide. Certamente l’aria pura allevia la tensione, poiché il prana più ardente corregge lo stato di squilibrio ghiandolare, stabilendo un’armonia di fuoco: ma l’asportazione violenta di un apparato igneo provoca senza dubbio gravi effetti nel futuro, in quanto abbassa il livello di sensibilità ricettiva.

214 — In antico si riteneva benefico posare sulle ghiandole le radici delle ignee iridacee, ma è una terapia molto primitiva, poiché le proprietà ignee di quelle piante possono essere sfruttate in modo molto migliore. Se ne può, infatti, derivare un estratto benefico nell’attivare il fuoco. Quegli antichi, a quanto sembra, intendevano curare il simile con il simile. L’assenzio è curativo, e anche l’olio di rosa, che agisce come sedativo, anche se più lento. In verità le proprietà ignee delle piante hanno molte applicazioni e possono essere usate come ingredienti nella composizione di rimedi tonificanti.

215 — La sventura degli uomini sta proprio nel fatto che preferiscono attenersi al secondario, trascurando il primario. Ma l’approccio alle energie superiori li costringe a comprendere ciò che è fondamentale.

216 — È essenziale ricordare quella tendenza mentale per cui si vorrebbe afferrare ciò che è ancora lontano, senza curare l’immediato. Quando le menti sono confuse questa imperdonabile trascuratezza è particolarmente evidente.

217 — Quando il fuoco è in grande tensione è assai benefico radunarsi per avviarlo in una nuova direzione. Ma fatelo solo se non siete irritati. Anche i momenti di silenzio sono un balsamo di quiete che può soccorrere il cuore altrui.

218 — In realtà, la luce rossa non è un presagio di pace. Rendetevi conto dello stato di tensione dello spazio. Se solo i governi capissero che le condizioni cosmiche hanno pure un certo peso! Ma, per sventura, anche le poche ricerche astrologiche sono avvolte in spiegazioni assurde. Bisogna, come sempre, tornare alle cose più semplici ed esatte. In tutti gli Insegnamenti si sono infiltrati commentari arbitrari. Bisogna intendere il passato nello stesso modo di uno storico onesto.

219 — Quale dei tipi umani convenzionali esprime un cuore ardente? Secondo l’abituale tendenza mentale si direbbe che esso è il prodotto di un temperamento sanguigno, o forse collerico, ma sono supposizioni ignoranti. Il cuore ardente è di natura sintetica e non lo si può costringere in schemi meramente convenzionali. Solo questo si può asserire, che l’ipocondria non riflette l’essenza ignea. Bisogna dunque concepire il cuore ardente come un ricettacolo onnicontenente. I suoi fuochi non sono uniformi: chi può limitare Buddhi al solo azzurro? Si potrebbe domandare quale sia la tonalità cromatica di questo azzurro vibrante. In tutte le ottave esiste un tono azzurro, dipendente dal chimismo esterno ed interno. E non si dimentichi il daltonismo, che è molto frequente. In una singola legge, perciò, il cuore ardente trova tutte le ricchezze che si addicono allo splendore del Cosmo.

220 — Imparate a discriminare: diverrete generosi. Chi è limitato non può diventare spiritualmente ricco, ma è da compatire chi è cieco al colore. Infatti, fin sui livelli più alti si è ancora soggetti a tali differenze. Non pretendete che tutti la pensino nello stesso modo. È già tanto se sanno discriminare fra Luce e tenebre, poiché non è facile percepire le vibrazioni sottili.

221 — Specie mangiando non bisogna tendere il fuoco interiore. Non senza ragione c’è chi preferisce mangiare in silenzio. Invero, nozioni utilissime vengono dissipate in tutta la vita giornaliera: gli uomini fanno raro uso delle verità. Ad esempio, non solo amano acquistare una quantità di oggetti, ma li usano immediatamente, dimentichi del fatto che ciascuno di essi è portatore di stratificazioni complesse. L’antica abitudine di purificare con certi fumi gli oggetti nuovi aveva una sua validità, anche se quella precauzione era presa non tanto nei confronti delle stratificazioni fisiche quanto di quelle sottili, con tutti i loro effetti psichici.

222 — Finché l’umanità vorrà dimorare in una coscienza corporea poco si potrà fare per cambiare i metodi della medicina sperimentale e comune. Solo proiettando la coscienza verso l’energia psichica si potrà porre fine alla follia della vivisezione. Gli esperimenti sulle piante viventi, da un lato, e l’applicazione dell’energia psichica, dall’altro, incanaleranno il pensiero in una nuova direzione; ma ogni protesta contro la vivisezione ha già comunque il Nostro beneplacito. Tali disapprovazioni sono segno di una certa conoscenza dei fenomeni del Mondo sottile e del fatto che la vivisezione può essere fonte di contagio. In futuro una giusta profilassi e l’uso dell’energia psichica renderanno del tutto inesistenti le malattie, ma nel frattempo è necessario, per quanto possibile, arrestare le crudeltà della vivisezione e insistere sull’energia psichica. Quest’ultima, se cercata con persistenza, finirà per divenire manifesta. Infatti, il pensiero ardente accende molte torce.

223 — Pensare in modo nuovo non significa gettar via tutto ciò che è vecchio: al contrario, è l’amico migliore di ciò che si è già scoperto. Quel pensiero non rifiuta una formula che non comprende solo perché non è chiara sul momento: è un amico che ripone con cura ciò che gli è oscuro. Sovente qualcosa è tale non perché sia un conseguimento occultato, ma per l’azione di un gran numero di idiomi transitori. Non c’è linguaggio che si conservi; già nel corso di un solo secolo varia il senso delle espressioni, e ciò comporta una crescente complessità nelle maniere di pensare. Non c’è da dolersi se le acque scorrono, ma non si dimentichi che cose vecchie sono viste con occhi nuovi. Anche moltissimi termini antichi, presi isolatamente, appaiono strani, perché inseriti in idiomi stranieri e sovente pronunciati in modo scorretto. In antico queste parole ricche di valore venivano cantate per mandarle a memoria, ma quei ritmi sono poi stati abbandonati come scorie inutili. Perso il ritmo, si è finito per dimenticare l’importanza delle vibrazioni. Ma il nuovo pensiero non trascura le leggi fondamentali.

224 — La benevolenza è una qualità ignea. Ma che ne han fatto gli uomini? Essa include la perfetta giustizia, e non ha nulla di fiacco. Il cuore ardente sa bene che la malizia è inammissibile, e la sua creatività l’esclude come espediente ignobile. La benevolenza inoltre è sensibile alla commensura con il fine, che è una misura superiore di giustizia. Di questo senso di giustizia abbiamo molto parlato, ma è di tale capitale importanza che è bene riaffermarlo ad ogni piè sospinto. Che altro infatti potrebbe compensare il sentimento personale, dal momento che si è costretti a guardare la Luce da dietro un velo di sangue? Non senza ragione si dice, di un giudice iniquo, che ha gli occhi iniettati di sangue. Pertanto, mentre si discorre di reazioni ignee, bisogna continuamente regolare le correnti di fuoco dei centri nervosi. Basta menzionare il Fuoco per metterlo già in una certa tensione. Quindi chi vuole imparare a pensare in tal modo deve sapere che ne è responsabile, ed è un peso gravissimo, poiché include i principi più contrastanti. Ma dai fuochi sotterranei alla Luce superna il campo è grande!

225 — Nel corso della battaglia è possibile avere un momento di tregua e scambio. Avete sentito come delle correnti pungenti. Le correnti in sé non sono tali, ma lo sembrano a causa della resistenza offerta dagli strati terreni. Le frecce dei demoni oscurano il sole. Bisogna intensificare tutte le energie, perciò è sentita la necessità di uno scambio.

226 — Quando si trasmette pensiero, la difficoltà non è tanto dalla parte dell’emittente, quanto del ricettore. L’emanazione si compie con la tensione del cuore e della volontà, quindi dipende esclusivamente dall’operatore stesso. Ma chi riceve è di norma in una posizione diversa: può essere mentalmente sovraccarico, non solo ma anche assente, in coscienza e nel pensiero. Infine, le correnti più inattese possono intersecare lo spazio, così deformando una parte dell’emissione. Per evitare, almeno parzialmente, tutto questo, Noi insegniamo ad essere vigili e desti. Se la coscienza si abitua a questa condizione, il ricettore rimane aperto e pronto. Questo metodo di costante vigilanza non è solo Nostro, fu usato anche nell’antichità remota. Le varie iniziazioni ai Misteri contenevano tutte questa domanda: “Hai l’orecchio aperto?”. Con ciò si alludeva soprattutto alla capacità di persistere nella vigilanza. Si evitavano le correnti intersecanti con il fervido impegno a servire la Gerarchia, con la quale stabilire il contatto. Invero sono possibili azioni nocive allo scopo di spezzare o catturare le correnti. Oltre all’uso dei condotti aerei di cui già si è detto è possibile evitare l’ascolto indesiderato con un fervore reciproco: è come uno stimolo impresso al collegamento. È insomma possibile raggiungere, per gradi, capacità molto utili: e non dimenticate che sono inestirpabili.

227 — Nulla di putrido deve restare in casa. Un processo di fermentazione, o l’acqua stagnante, attraggono entità indesiderabili. Quando si saranno compiuti progressi maggiori nel fotografare le entità del Mondo sottile, si riuscirà a registrare sulla pellicola la differenza fra l’ambiente attorno a un pezzo di formaggio o di carne e attorno a una rosa fresca. Senza ricorrere a discussioni logiche, si potrà constatare che le forme attratte dalla carne sono repellenti: amanti come sono della putredine, esse accompagnano fino in bocca il cibo da loro bramato. Prima ancora di fotografare le aure si potrà dunque acquisire esperienze con questi procedimenti, che, come sempre, richiedono pazienza e perseveranza. Bisognerebbe partire da oggetti caratteristici. Fra gli aromi, è da preferirsi la rosa, che contiene un olio di grande durata. Ma si ricordi che i fiori devono essere colti prima che la decomposizione li abbia intaccati. Consiglio le rose perché sono ricche di energia ignea. Chi ama le rose è prossimo a quell’energia. Le entità che si alimentano di putredine fuggono gli aromi dell’energia ignea. Queste nozioni sono da prendersi con semplicità, come ricette desunte da una farmacia.

228 — Quando si sperimenta sulla perdita di peso si usa imporre le mani, proprio come quando lo si vuole aumentare, ciò significa che le mani trasmettono un’energia ignea. Ma questa non è che una fase del processo, cui succede la trasmissione della stessa energia a mezzo dello sguardo, e qui la distanza ha un ruolo secondario. È dunque possibile aumentare o diminuire il peso di un oggetto a distanza. Che bella cosa, per un mercante! È bene dunque che questi fenomeni energetici non siano frequenti, data la condizione attuale dell’umanità. Molti esperimenti si potrebbero citare che allevierebbero ogni giorno la vita terrena; ma in realtà verrebbero usati solo per assassinare con potenza maggiore. Eppure le energie del Fuoco premono sulle porte delle loro prigioni: sta per giungere l’ora in cui o le si applicherà con intelligenza o irromperanno sotto forma di malattie e cataclismi. Tre alternative attendono il genere umano, cui tocca scegliere in base alla sua coscienza. La libertà di scelta è sempre assicurata. Nessuno potrà negare che prima del disastro di una grande guerra vennero sempre dati segnali e moniti: anche i miopi li notarono, ma la maggioranza fu accecata dalla propria follia. Sono cose avvenute sotto gli occhi di questa generazione, che non per questo si fece più cauta. Dieci milioni di vittime affollarono il mondo sottile. Si pregò per meglio uccidere, senza pensare a pagare il fio per aver violato la legge dell’Esistenza! Anziché elevarsi a comprendere con intelligenza, ora gli uomini sono pronti per nuovi massacri, e non pensano che le energie del Fuoco travolgeranno il pianeta per effetto di leggi naturali. Nel “Libro del Fuoco” è dunque necessario scrivere per quei pochi che intendono pensare al futuro.

229 — Se vi domandassero se i mondi sono abitabili, rispondete con un sì. Certo, non tutti i luoghi sono residenze, nel senso terreno del termine, ma nel senso dell’esistenza i mondi sono abitabili. In realtà le varie evoluzioni non sono sempre reciprocamente accessibili, ma non sarebbe grave errore sostenere che tutto lo spazio manifesto è abitabile. Il microscopio segnala la presenza di vita in qualsiasi parte del pianeta, e la stessa legge governa lo spazio. Torniamo ai massacri. Qualunque esplosione turba l’equilibrio di molti esseri invisibili all’uomo. La guerra è letale non solo per milioni, ma per innumerevoli miliardi di creature. Non dimenticate la turbolenza atmosferica provocata dai gas e dalle esplosioni: non si tratta qui di occultismo, ma di buon senso scientifico. Quindi attenti al contraccolpo.

230 — L’idea di contraccolpo, cioè il karma, non deve rendervi deboli, ma, al contrario, sospingervi a grandi imprese.

231 — In realtà il Fuoco unifica. Quando si allontana inizia subito la decomposizione. Questa, è vero, per via dei fermenti accumula altro fuoco, ma si tratta in questo caso già di una composizione speciale di particelle. Lo stesso vale per qualsiasi azione. Non sarebbe errato asserire che se si espelle il Fuoco dal pensiero si apre la porta alla putrefazione. Quando parlo di unificare, intendo una fusione ardente. Il fonditore sa quanto metallo occorre per un gruppo di statue, e il Fuoco fa lo stesso nell’unire assieme uomini diversi. Questo processo può essere immaginato come la creazione di una sola figura immane, dotata di tutte le potestà di un gigante: ed è bene tendere vigorosamente verso questi collettivi spirituali. Non li si pensi come dei Golem artificiali. Quel mostro non aveva Fuoco spirituale e quindi finì annientato. Lo spirito è un magnete carico di fuoco, ed è possibile aggiungervi quote delle energie superiori.

232 — Verranno, quelli che spengono i fuochi; verranno, i corruttori, e quelli che spargono calunnie, e le forze delle tenebre. È impossibile arrestare la decomposizione, una volta avviata. Ma il saggio non guarda indietro, sapendo che il Fuoco è inesauribile, se invocato. Non senza motivo vi incarico di ripetere e ripetere i Nostri Decreti, poiché ciò facendo si rafforzano i fondamenti.

233 — Non sprecate tempo quando già le nubi si ammassano. Vi rammento che la cosa principale è ormeggiarsi ad un’ancora sola. Non è il caso di voltarsi indietro quando il sentiero sfiora l’abisso. Dovete unirvi semplicemente per la vostra salvezza.

234 — Quand’anche si annoverassero tutti i luminari del cielo e si scandagliasse la Profondità stessa, non per questo le condizioni attuali migliorerebbero. È bene sapere, con cuore coraggioso, che penosa oscurità si instaura allorché i fuochi si spengono. Per molti, l’unione è un concetto anacronistico, in quanto presumono che proprio la disunione salvaguardi l’individuo; tale è la logica delle tenebre. Ma talvolta accade che un uomo, in mezzo a pericolose epidemie, semplicemente ricordando certi semplici espedienti si tragga a salvamento. Semplici invero sono i mezzi dell’unione, e abbattono le tenebre senza fallo. Che dunque la lancia non indugi sulla testa del drago.

235 — Il Fuoco si afferma non in un piacevole torpore, ma fra tuoni e lampi. Chi dunque impara a restare calmo in mezzo alle folgori riesce facilmente a meditare sul Mondo del Fuoco. È necessario pensare alla Luce, lanciare pensieri in quelle altezze. Così si riesce a partecipare mentalmente non solo alla battaglia terrena, ma anche a quella che si svolge nel Mondo sottile. Invero le catastrofi terrene sono meno che nulla, paragonate alle distruzioni che avvengono in quest’ultimo, dove assieme ad accumuli odiosi vanno dissipate in gran numero ottime intenzioni. Ciò ne coinvolge gli abitanti, specie quelli fra loro che più sono attivi, e sono numerosi, sia negli strati inferiori che nei più elevati. L’irrompere del fuoco è risentito da chiunque non si sia assuefatto allo stato igneo. Quando dunque vi consiglio di pensare al Mondo sottile ho in mente un’azione utilissima, e se vi dico di pensare ai mondi del fuoco vi esorto a qualcosa di indispensabile. Affermare pensieri ardenti è già un segno di invincibilità. Gli anelli di una cotta d’arme vengono saldati ad uno ad uno: e nello stesso modo crescono impercettibilmente le piume di fuoco.

236 — È possibile immaginare un istante senza gli elementi della terra, dell’acqua e persino dell’aria, ma non senza fuoco. È straordinaria una struttura in cui il principio essenziale resta invisibile, ma pronto a manifestarsi ovunque nel modo più semplice. I dotti non vogliono saperne di accettare appieno l’elemento del Fuoco, ma ogni sua partizione non fa che aggravare il futuro.

237 — Non vi pare, quando non riuscite a trovare una parola, come se una considerevole parte della vostra energia vitale si fosse rivolta altrove? Non è il caso di meravigliarsi se la si spende in abbondanza, quando si è lontani, in paesi estranei. Il musco, sostanza ignea, può a stento compensarla. Il pensiero rivolto ad attività lontane aumenta il consumo dell’energia. Si può pensare in modo confuso, come in un dormiveglia, e poca energia si genera allora, per la debole pressione; ma il potere mentale è come la leva di una pompa, il cui pistone finisce per ottenere un conseguimento lontano.

238 — Rendetevi conto che è magnifico non perdere l’equilibrio durante un attacco: è cosa che apprezzo molto.

239 — Per la sua propria natura ignea l’uomo può scoprire acque e minerali nel sottosuolo: è una facoltà occulta ormai riconosciuta. Se ciò è possibile, vuol dire che ci saranno anche altre manifestazioni di Agni. Il Suo combinarsi con il suono, il colore o altre branche dell’unico grande Fohat garantiscono la rigenerazione di tutto l’assetto mondiale. Basta che gli uomini si accostino ai flussi infuocati di Uruvela. Chiunque possiede il Fuoco in una certa misura. Le applicazioni di Fohat sono numerose: a quel calice attingono non solo le nature ignee, ma anche quelle di altro elemento. Se gli esperimenti di influsso mentale sulle piante hanno dato risultati notevoli, ci si può esercitare anche sulla fiamma, sottoponendola al pensiero: essa allora si avvicina, o recede. I Misteri egiziani insegnavano che il pensiero inviato attraverso una fiamma acquista potere. Con ciò si riconosceva la natura ignea della mente. In tali maniere l’attenzione umana si rivolge alle sfere di Fohat.

240 — Ecco uno che trae uno stato di comunione da un Calice di Fuoco, e un altro che beve alcool da un bicchiere. Quello è rapito in spirito, questo freme tra le fiamme e si distrugge. Il primo può rinnovare la comunione senza fine, il secondo giunge presto a intossicarsi. La soluzione non è dunque nello spirito? La qualità del pensiero usa il fuoco per il Bene. L’ebrietà è deplorevole, è una perversione del Fuoco sacro. Fuoco ed egoismo non hanno nulla in comune.

241 — È possibile per chi sia incarnato operare mentalmente nel Mondo sottile? Certo, specie se Agni è attivo. È possibile coltivarvi e crescervi alberi, è possibile creare forme costruttive e partecipare a molte bonifiche, purché a favore del bello. Urusvati ha visto un albero piantato da lei stessa. Ad esempio, è possibile creare qualcosa di forte e durevole partendo da forme gracili e fragili. In tal modo, durante l’esistenza terrena, si apprestano colà bei giardini futuri. Il pensiero, con la sua potestà costruttiva, crea inoltre il successo futuro. Per suo mezzo si superano quindi i confini della Terra.

242 — Luce dalle tenebre: ecco una verità che a molti sembra solo un paradosso. Essi non hanno mai visto la Luce e non possono capire che la Luce superna è inaccessibile all’occhio, sia fisico che sottile: basta una sua favilla per ferirlo. H. era avvolto da onde di tali scintille, e gli occhi di Urusvati ne ebbero a soffrire. Quell’involucro era necessario, come esempio di trasmissione mentale a grande distanza. Così Noi lanciamo avvisi, ma per via di varie tensioni molti di essi vengono distorti. Si può affermare che l’irritazione assorbe dieci volte tanto di energia, e quei fasci di raggi potrebbero tagliare una testa. Quando vi consiglio di domare l’irritazione è perché cerco di ottenere il risultato migliore. L’energia del Fuoco sorpassa ogni credenza. Gli uomini le offrono resistenza, e così si procurano molte sciagure. L’involucro di scintille dipende da cause diverse. Un’armatura del genere protegge dalle frecce ostili.

243 — Non ci si deve accostare al Fuoco per avidità. Basta una semplice preghiera di perfezionamento per aprire i Cancelli. Del pari, un atteggiamento di sincerità aiuta a conoscere i veri ritmi del Cosmo. È facile sostituirli con la bramosia, ma il legame con la Gerarchia guida a realizzare la Verità. Le ricerche di bellezza tengono fra i binari dell’autentico. Se il Mondo fisico è così ricco, e più ancora quello sottile, se il Mondo del Fuoco è così maestoso, è indispensabile capire la bellezza; ed è solo l’acume di osservazione che la rivela. È errato credere che i metodi transitori dell’arte formino la sola base di valutazione. In realtà, la capacità di osservare, che alimenta il terzo occhio, è il saldo sostegno di una creatività valida anche nel Mondo sottile.

244 — L’attività creativa nel Mondo sottile è assai diversa da quella nelle condizioni terrene. Si è costretti ad assuefarsi a quella che vien detta creatività mentale. Il pensiero, però, con le sue sinuosità, può dare origine a profili molto labili e incerti. Le forme, per essere stabili, dipendono non solo dalla forza della volontà ma anche dalle osservazioni compiute in precedenza. Come i minerali producono cristalli perfetti sotto l’azione di un processo igneo, così il Fuoco è indispensabile per l’attività creativa. Anche questa facoltà, come ogni altra, si accumula gradualmente ed è fra le acquisizioni inestirpabili, e quindi non è mai pigra nell’intervento.

245 — Voi apprezzate l’esperienza dei collaboratori, ed esattamente lo stesso avviene per tutta la Catena gerarchica. La conoscenza di per sé non basta a dare alla mente quella fervida vigilanza che si accumula solo con molta esperienza. Ciò che è possibile e ciò che non lo è nelle varie situazioni della vita non è cosa che si possa scrivere. La sola conoscenza è un pericolo letale, l’applicazione è un’arte di fuoco. Perciò Noi tanto apprezziamo quella prontezza sagace, quella conoscenza-diretta che suggerisce quando non è il momento di girare la chiave nella toppa. Chi l’ha acquisita non sarà mai un traditore, né volente né nolente. Offrire la chiave senza tenere conto del livello di coscienza sarebbe già un tradire. Non vedere l’indegnità o il falso significa non saper discriminare. Veder chiaro solo l’indomani non è cosa di gran valore, e non impedisce di cadere nell’abisso; ma quanto deve essere finemente sensibile quella sagacia! In tutte le scuole si dovrebbe insegnare a pensare con rapidità; come passare, altrimenti, fra le fiamme?

246 — Avete letto che da diciassette anni si registrano terremoti ogni giorno, ma è un’informazione inesatta: sono diciotto gli anni di questo continuo tremito terrestre. È bene segnare con ogni dettaglio le date degli sviluppi infuocati che incombono. In effetti, visto il crescere delle onde che scuotono la Terra, c’è da vigilare, e domandarsi se tutto è in ordine. Ma gli aghi dei sismografi non servono per mutare lo stato delle cose: se anche, un bel giorno, tutti quegli strumenti si spezzassero, a che servirebbe? e quale giornale riporterebbe la notizia? Detto in breve, gli eventi posti in essere dagli uomini hanno importanza ben maggiore che loro non pensino. Dunque contate a ritroso diciotto anni e vedrete un evento grave e orrendo.

247 — I sussulti della Terra aumentano: domandate a quelli che hanno il doppio polso quanto esso si sia accresciuto. Senza dubbio tutto ciò che è connesso all’energia ignea va aumentando e si intensifica. Gli uomini rendono stabili le loro terre se pensano e vivono in modo ordinato. Nulla turba l’elemento del Fuoco quanto il pensiero caotico. Un tempo, talvolta almeno, si insegnava a pensare. Non raramente è occorso che l’analisi e l’apprendimento delle leggi vitali abbiano stimolato il flusso mentale. Ma il destarsi delle brame e dell’egoismo conduce al pensiero disordinato, e fra quei frammenti nasce una furia caotica. Perché dunque invocare la distruzione?

248 — Quando si sperimenta con la trasmissione mentale si vede con quanta facilità il pensiero esterno scivola sul cervello e con quanta difficoltà viene ricordato. Una delle qualità dell’energia ignea è l’ardore, secondo la natura stessa del Fuoco: perciò è difficile trattenere nella memoria un messaggio dall’esterno. Non c’è da biasimarsi per quest’abitudine propria del Fuoco, ma è doveroso osservarne le qualità. In effetti, la prontezza mentale è utile, ma non si riescono a registrare i contatti ignei nelle condizioni terrene. È dunque difficile memorizzare i pensieri estranei, non solo, ma anche separare fra loro diverse comunicazioni simultanee. In tal caso è d’aiuto il legame con la Gerarchia, poiché l’unità di intento e di fervore sintonizza, per così dire, l’accordo totale.

249 — Si diceva di un certo Rishi che soffriva alla semplice menzione del male. Non consideratelo un bigotto, stupite piuttosto a tale dissociazione dal male. In verità chi realizza il Fuoco è particolarmente sensibile al male, quale diretto antipodo dell’essere suo. Bisogna — ripeto: bisogna — coltivare in sé questa contro reazione al male, che si oppone al progresso. Si deve, ripeto: si deve saper riconoscere quella frontiera che blocca l’avanzata del bene evolutivo. È giusto sapere che quel fronte è molto sinuoso, ma il Fuoco rivela da quale parte sia il vero progresso e da quale la decomposizione e la decrepitezza. Il Mondo del Fuoco è autentico segno di evoluzione incessante.

250 — Se per un momento immaginaste lo spazio come fogli di carta sensibile esposti a una specie di radio o televisione, su ogni foglio si vedrebbe una traccia, interi ritratti vi apparirebbero. Orbene, sugli strati dell’Akasha le figure si incidono proprio in questo modo. A volte rincresce che per lungo tempo non si veda ciò che si vorrebbe, ma non si considera che per varie ragioni è bene che certe immagini non si imprimano nello spazio. Figure non fatte dalla mano dell’uomo volteggiano nello spazio come fogli di carta in un turbine; ecco perché bisogna assuefarsi all’idea che tutto è inestirpabile. Solo così s’impara ad essere veramente cauti, e premurosi dell’ambiente. Non si creda di poter evadere la legge, che si manifesta anche in semplici congegni meccanici. È facile supporre che un’immagine, trasmessa nello spazio, possa essere intercettata in qualsiasi punto del suo tragitto. Sapete che esistono dei teraphim fisici; ciò vuol dire che ce ne sono anche altri, sottili. Perciò bisogna custodire con attenta premura tutto ciò che è prezioso, non solo nelle vostre case, ma in tutto lo spazio. È possibile formare dei condotti spaziali di protezione, che però esauriscono una gran quantità di energia. Imparate quindi a proteggere a dovere i concetti più validi.

251 — Qualsiasi apparato fisico ha una sua perfetta analogia nel Mondo sottile. Inoltre, qui si vede agevolmente quanto sia facile accrescerne la potenza invocando Agni. È così possibile ripetere l’esecuzione di molti esperimenti che avevano dato esiti negativi. Gli esperimenti compiuti da Keely e persino certi strumenti di Edison furono imperfetti per il Mondo sottile perché l’energia di Agni non entrò in azione: nell’un caso per l’atmosfera di sospetto che li circondava, nell’altro per la sfiducia personale dell’inventore. Si dice che senza fede non si accende neppure una candela.

252 — È arduo per gli uomini rendersi conto che da un volo qualsiasi può non esserci ritorno; così poveramente si raffigurano la realtà. È necessario studiare il passato nelle note lasciate dagli alchimisti e nelle cronache. Là dove si raggiunse una certa comprensione di Agni, se ne ebbero dei riflessi nella scienza e nel governo. Non si pensi ad Agni come ad un semplice sorvegliante di fabbrica: è la forza motrice di tutti i pensieri umani. Non solo lo si deve custodire, ma avere realmente per caro e prezioso.

253 — Non si creda che l’umanità riesca a migliorare la sua disastrosa condizione se non s’accorge del vulcano che la minaccia e se non ricorre all’energia psichica. Lo spostamento della Corrente del Golfo è solo uno dei molti segni minacciosi: molti altri sono sotto gli occhi di tutti.

254 — Saper parlare in modo adeguato alla coscienza di chi ascolta è già segno di notevole sviluppo. Molti dogmi sono specialmente nocivi in quanto espongono formule rigide senza tener conto dei vari livelli. Quante negazioni, quanta collera e confusione sono dovute soltanto a tali disparità di coscienza! E non solo il livello, ma anche l’umore è sovente un fattore decisivo. Si è detto abbastanza del danno provocato dall’irritazione, che offusca la coscienza; ma accanto a questo nemico principale bisogna elencare tutte le piccole distrazioni mentali. Si tratta di serbare chiaro e netto il pensiero fondamentale dell’esistenza. Quando il maestro di scuola saprà trattare gli allievi secondo le loro coscienze comincerà la vera evoluzione. Non è lecito suddividerli solo in base all’età o alla classe. È frequente il caso di certi fanciulli cui si addice un linguaggio da adulti, e del resto certi anziani, talvolta anche in posti direttivi di governo, riescono a capire solo espressioni infantili. Non per questi ultimi è il Regno dei Cieli! La nuova coscienza non nasce da formule meccaniche. Bisogna dunque imparare ad esprimersi secondo la coscienza dell’uditore. Non è facile, ma è un eccellente esercizio di sagacia, e per di più, è un’attività ignea.

255 — La tensione del fuoco spaziale è causa di una inevitabile e specifica fatica degli occhi: è bene allora interromperne il lavoro, chiudendoli per brevi istanti. Sono utili anche compresse calde, ma il primo metodo è molto efficace. Molte condizioni nuove accompagnano l’Epoca del Fuoco, e bisogna tenerne conto in tutte le situazioni della vita. L’errore più grave e prendere per immutabili le condizioni naturali esterne. Certo la luna sembra essere rimasta tal quale per moltissime generazioni, ma in un certo tempo fu possibile osservarvi un cambiamento sostanziale. Una lampada può rovesciarsi sul tavolo una sola volta, ma la possibilità di questo evento esiste pur sempre. Non trascurate quindi misure di efficace profilassi quando si tratta del Fuoco.

256 — Si è solerti nell’evitare che la lampada si rovesci: con ciò si esprime un certo rispetto per il fuoco; il timore di un incendio non è appunto che una grossolana manifestazione di tale rispetto. Senza dubbio gli uomini non sono privi di un certo qual rispetto per il fuoco. Le manifestazioni di questo elemento prodigioso hanno sempre provocato sentimenti assai elevati.

257 — Il sospetto è provocatorio. Un atto di provocazione può essere compiuto a bella posta, ma nel caso del sospetto le conseguenze sono specialmente caotiche. A prescindere dalle complicazioni che ne nascono, esso rende indifesi alle infezioni. Quante epidemie si sono moltiplicate solo per l’attitudine al sospetto! Esso stimola certi germi embrionali karmici di malattia. È quasi impossibile vedere una differenza fra paura e sospetto. Una guardia deve essere vigilante ma non sospettosa. Il sospetto non produce equilibrio. Il coraggio cerca la causa, ma senza sospettare. Il sospetto, insomma, è soprattutto ignoranza.

258 — L’astrologia è ora oggetto di molta attenzione. Persino la scienza, alfine, s’accorge delle leggi cosmiche. Ma si vedrà che nonostante i calcoli più precisi gli errori sono frequenti, ed è bene saperne la causa. Non dimenticate che di questi tempi il pianeta è avvolto da strati assai densi, e quindi i raggi chimici possono essere rifratti da questa atmosfera così satura. È una situazione senza precedenti che spiega la relatività delle risultanze. Lo stesso avviene anche in altri campi. L’accusa di fallacia riversata sui computi antichi discende dunque dal rifiuto di prestare la debita attenzione allo stato reale dei fatti. Gli uomini pretendono che ogni cosa si conformi alla loro comprensione. Avete visto un giorno una folla aprirsi a forza le porte di un teatro già in fiamme. E così in ogni cosa. È vero che la testa mozzata di un cane può ancora abbaiare, ma certo lo spirito umano diventa sordo: tali ne sono l’irrazionalità e lo squilibrio! I tempi sono gravidi di minacce: l’angoscia è giustificata.

259 — Certo è necessario che i mondi si riavvicinino. Bisogna preparare la coscienza, anche in piccola misura, a questa esigenza. Si deve esser pronti ad incontrare nella vita corpi densificati senza imposizioni magiche; ma a tal fine è d’uopo che il cuore ardente cessi di essere un’astrazione.

260 — Ho da poco osservato un allievo di Bekhtereff sperimentare la trasmissione di pensiero a distanza, e lo vidi fallire in tutto e per tutto. Non gli riuscì di dissociare la tensione dall’irritazione che intasava il suo apparato. Mentre credeva di esercitare il suo potere in realtà era semplicemente irritato, e già presupponeva di ottenere un bel nulla. Il suo pensiero era teoricamente corretto, ma egli non fu capace di distaccarsi dalle proprie emozioni. Inoltre in ciò ha buon gioco quello pseudomaterialismo per cui tutto è per tutti in qualsiasi circostanza. Ciò sarà certamente possibile dopo gli sviluppi evolutivi delle due prossime razze umane, ma per ora è come voler sistemare il carico di un elefante sul dorso di uno scarabeo. Poco si comprende l’energia psichica. La si volesse identificare con un martello, sarebbe già in qualche modo una realizzazione: i nomi non contano. Se ne possono elencare a centinaia, ma non per questo migliorerebbe la qualità. L’imbarbarirsi di quell’energia è l’epidemia più terribile.

261 — In tempi antichi l’odio umano prese forma di vipera, non di pitone. Non misurate il male dalla sua lunghezza. In verità, quel piccolo serpe lo raffigura meglio, in quanto il pericolo è proporzionalmente maggiore. Non fidatevi delle misure esteriori: il male tende sempre le sue insidie mediate creature minute. Anche la disintegrazione comincia dalle particelle più piccole. Si nota che la natura essenziale di tutto un popolo può cambiare nel corso di una sola generazione; non occorrono molti anni quando la vipera del tradimento si è annidata. È sorprendente allora veder crollare la dignità di una nazione, sotto i propri occhi; ma l’uomo di solito non afferra tali eventi, che pure sono sensazionali. Alla base sta forse il rifiuto di una sola parola, da cui pure risultò il tradimento. Se si ricorda la fine del diciottesimo secolo e la metà del diciannovesimo si resta colpiti per la somiglianza con un evento recente. Così dunque muta il carattere di popoli interi.

262 — Si è di recente osservato che qualcuno riesce a ricevere onde radiofoniche senza bisogno di apparecchi. Ciò può essere utile per una serie di osservazioni scientifiche, ma d’altro canto a Noi dispiace questo miscelarsi di correnti. L’umanità deve imparare a trasmettere e ricevere pensieri, ma non è bene che la sostanza ignea si confonda con altre correnti più grossolane. Certo fenomeni come questo dicono fino a che punto il fuoco sia già intenso nell’umanità, ma non sarebbe bene che esso, non riconosciuto, irrompesse in regioni indesiderabili. Queste intrusioni potrebbero assumere proporzioni tali da essere distruttive, e affermo che le epidemie possono nascere proprio da tali disordini. Se parlo di equilibrio e di commensura con il fine, è per ricordarvi l’armonia di tutta la vita.

263 — Ogni giorno che passa sale la tensione nella natura e nell’uomo. Figuratevi cosa avviene nelle valli, se persino in alta montagna bisogna correre ai ripari. È proprio un periodo di turbolenza; ma conoscete il rimedio.

264 — “Io, io, io!” grida il bambino, quando non vuole ammettere i grandi nei suoi trastulli. Non è forse vero che fino ai sette anni la mente e il cuore ricordano talvolta il diritto alla conquista indipendente nel mondo? Poi tali memorie si affievoliscono e sovente persino si invertono. “Che in alto e in basso si lavori per me!” dice chi ha ormai dimenticato di perfezionare sé stesso. Ma il bimbo ricorda ancora e difende la propria indipendenza. Se poi sussurra: “Come fare per ottenerlo?” è pronto per nuove esperienze e conquiste dello spirito. Ma non basta che tali espressioni siano pronunciate: devono essere notate e comprese. Occorre una vigilanza ignea per cogliere queste chiamate, queste promesse del Mondo sottile. Ecco un bambino che afferma: “Finalmente sono nato”, e tale espressione del desiderio di incarnarsi è dimostrativo di quel Mondo. Si possono citare molti casi non solo di bambini, ma persino di neonati che pronunciarono d’un tratto frasi di grandissima importanza, per poi ricadere nello stato normale. Bisogna coltivare in sé memoria e premurosa sollecitudine per il proprio ambiente; così si raccolgono molte informazioni preziose.

265 — La verità, una volta manifesta, resta com’è. Bisogna espellere da sé tutto ciò che impedisce di accettarla nella sua realtà totale, ed essere altrettanto leali.

266 — Non è conveniente farsi beffe del Fuoco come elemento supremo. Scherzi e risate facili sviliscono la coscienza, e si finisce per perdere di vista il confine oltre il quale hanno inizio la solennità e il fervore.

267 — Se si rammentano le prove evidenti di perspicacia nei fanciulli riesce difficile sostenere la teoria meccanicistica della cellula. È solo in età più avanzata che l’uomo smarrisce la percezione del passato e del destino. Quante volte i bambini hanno salvato degli adulti! E quanto sovente non osano esprimere ciò che sentono, poiché la bruttura dell’ambiente suscita in loro una falsa timidezza! Lo spirito esaltato e fine si fa torpido di fronte alle ulceri dolorose del pregiudizio. Quante volte gli adulti vietano qualsiasi improvvisazione, senza riconoscervi il canto dello spirito! Se anche la tecnica vi sia imperfetta, quanti bei semi si possono impiantare con quegli sfoghi del cuore!

268 — Vari trattati di magia prevedono atti speciali di invocazione. Anche quelle formule così vili insegnano che gli elementali reagiscono più prontamente se così chiamati. La legge è la stessa in ogni campo. Sapete che Noi avversiamo decisamente ogni pratica di magia. Ma anche un appello rivolto alla Gerarchia della Luce conserva il valore della preghiera. Anche le forze terrene non rispondono se non chiamate nel modo confacente. Quando si leva un appello cosciente alla Gerarchia si forma una corrente adeguata, del tutto sostanziale. Non crediate che il Fuoco non sia essenziale in tale processo, dal momento che è il purificante migliore. Ma quando il fuoco del cuore divampa, non occorre altro.

269 — La Libertà di scelta è sempre di rigore. Certo nessuna imposizione deve ostruire il sentiero, ma è lecito offrire a chiunque una torcia quando il viaggio è lungo. Solo l’illuminazione aiuta a comprendere bene la libertà di scelta, e con ciò afferma l’essere. Fin dai primi anni di vita le scuole dovrebbero insegnare a connettere la realtà con l’essenza di ciò che è predestinato. Solo così l’uomo collega la sua esistenza e la propria perfezione. Libertà di scelta, illuminazione, autoperfezione sono le vie del Fuoco. Solo le creature del Fuoco trovano da sé questi principi di ascesa. Ma chiunque deve essere guidato per quei cancelli, altrimenti insorgono turbamenti perniciosi che, con il caos degli elementi, scuotono il pianeta, e a quell’agitazione si aggiunge la confusione sfrenata dell’uomo. Ritengo necessario ripetere i moniti circa la confusione che distrugge tutti gli esordi evolutivi.

270 — Generalmente chi viene salvato non desidera conoscere il proprio salvatore. Chi ha ricevuto il Fuoco fugge via senza pensare che le tenebre possono inghiottirlo.

271 — Non si accendono fuochi sott’acqua. Il conseguimento non viene forgiato negli agi. Sotto il peso dei fardelli terreni domandatevi: “Non è già questa una vittoria?”. Chiusi e oppressi, domandatevi: “Non è questa la forza che spinge ai cancelli della vittoria?”. Fra le esplosioni, domandatevi: “Non abbiamo forse la forza sufficiente per salire?”. Esaminate dunque ogni circostanza per vedere se vi conduce alla conquista, e prendete nota di tutto ciò che vi muove a quel fine. Chi mai è in grado di sapere in anticipo quale contraccolpo pone in moto condizioni nuove? Non si attiva la materia senza scosse. Quei colpi sono chiamati “pietre da focolare del conseguimento”. Solo chi conosce la sostanza creativa capirà che ciò vien detto non solo per incoraggiare, ma come rigorosa affermazione di una legge. La si può anche volgere in una sciagura, ma è giusto apprendere quanto siano benefici i fondamenti dell’essere.

272 — Ogni ricettività è già un’ammissione di Fuoco. La tensione dell’energia trasforma un elemento indifferenziato in una vibrazione attiva. La vera ricettività è sempre positiva, in quanto l’energia ignea è allora in azione diretta. Le deviazioni illecite e la distruzione accendono quel che si chiama fuoco nero, peculiarmente analogo al sangue venoso. La flebotomia aveva la sua giustificazione, in quanto scaricava quel fuoco. Per fortuna, però, il Fuoco luminoso non richiede provvedimenti così grossolani. Quanto più naturalmente esso s’accende, tanto più è benefico: se ne conclude che l’amore è il fuoco più perfetto. Voi volete proteggere il Gerarca, e non per paura, né per ricompensa, ma per amore. Quando invece all’amore si sostituiscono il timore o la cupidigia si accende il fuoco nero, e l’effetto è identico ogniqualvolta l’ignobile prende il posto del nobile. Tutti i fuochi sono magnetici: pertanto bisogna evitare con grande cautela il magnetismo del fuoco nero. Esso non trasmuta le particelle delle emanazioni dense, ma agisce in senso opposto, così insozzando lo spazio. Ciò può essere particolarmente nocivo, in caso di rapporti di sangue, poiché allora le particelle dense non trasmutate vengono facilmente attratte e possono sovraccaricare organi già indeboliti. Non è dunque opportuno accendere il fuoco nero.

273 — Lo studio dei mutui rapporti umani è una vera scienza sociale. Le relazioni studiate dalla sociologia attuale non tengono conto di tutti gli scambi: non si considerano le reazioni di natura spirituale, che vengono lasciate alla psicologia. Ma quest’ultima, oltre essere superficiale, di solito si occupa degli individui, mentre quel che occorre è studiare le espressioni della vita associata, poiché l’influsso spirituale vi è insolitamente potente e i contatti con i processi cosmici detengono la soluzione di molti problemi. Bisogna raffrontare assiduamente le folle più svariate e imparare a connetterne il comportamento con il risonatore naturale. Sono fattori potenti da non trascurare. Non basta sapere quale effetto produce in una folla una salva di cannone: è troppo elementare. È invece assai più importante conoscere gli effetti dei suoi sguardi e delle sue grida. È bene rendersi conto che queste ondate raggiungono spiagge remote, trasportate dalle correnti ignee. Si possono in tal modo scoprire le cause inattese di molti eventi, ma bisogna saper osservare.

274 — Chi crederebbe che dal Calice di uno Yogi emanano correnti risanatrici per molti, vicini e lontani? Sono irradiazioni molto dolorose, come aghi che pungono dall’interno. Il Calice non può evitare di dispensare i propri accumuli per il benessere del prossimo. Ma non è corretto ritenere che queste trasmissioni o benevolenze siano indolori. Quando il principio sottile agisce assieme al denso, la tensione è inevitabile, ma lo spirito è pronto a sopportarla. Inoltre, queste emanazioni rafforzano il Mondo del Fuoco. Non è facile collaborare a tali livelli!

275 — Si dovrebbe prestare attenzione alle profezie popolari riguardanti fenomeni cosmici: accade sovente che vi si trovino calcoli assai accurati. Va detto, però, che possono intervenire molte altre circostanze.

276 — Se un viaggiatore affannato domanda l’ora, chi sarebbe così crudele da ingannarlo di proposito? Nel suo stesso fervore sta una forza di convinzione. È invero proprio ciò che salva dai colpi dell’odio. Perciò quando Noi pronunciamo il grande concetto, Agni, l’impegno fervente è inteso in tutto il suo ardore. L’umanità va migliorando la propria concezione del Mondo del Fuoco, e ciò si accompagna alle conquiste del suo pensiero. Ma non cercate di convincere un cuore che ignora il Fuoco: sarebbe una violenza che finirebbe per condurre al fuoco nero. Se si potessero contare tutti i servi delle tenebre fatti tali da varie forme di costrizione si resterebbe atterriti dal loro numero enorme. Ci vuole una grandissima sensibilità per sapere quando è giusto girare la chiave per la seconda e terza volta. Non c’è dogma né formula chimica che servano per giudicare quando è lecito pronunziare questa sacra parola: “è permesso”. Ma il fuoco del cuore sa quando il karma e la coscienza di un fratello sono tali da poter reggere il nuovo carico; poiché Agni non deve essere di peso.

277 — Tutti d’accordo nel ritenere che i testi non devono dedicare troppo spazio ai preliminari. Ma anche i costruttori ordinari riconoscono che il sito di una fabbrica deve prima essere sgombrato, e che bisogna provvedere i materiali necessari. E sapete bene cosa significhi quella prima operazione: si tratta di abbattere vere e proprie giungle di invidia, di dubbi, e di ogni sorta di rifiuti. Bisogna far ricorso a tutta la propria tolleranza e magnanimità per non restare schiacciati sotto quel peso. Certo tutte le forze delle tenebre e dell’ignoranza si leveranno in rivolta, veementi, contro il Fuoco. Non potranno quindi essere brevi i testi che additano i processi sequenziali della vita; e le loro conclusioni dovrebbero comparire in un secondo tempo, poiché tutti vorrebbero altrimenti leggere la fine prima del principio: è un abito, questo, molto gradito ai servi delle tenebre, che in tal modo preparano delle sabbie mobili per i più deboli.

278 — Non si stupiscano i medici se i sintomi di ossessione assumono le proporzioni di un’epidemia. Sono molto più numerosi di quanto ci si immagini. Quei segni, inoltre, sono di natura molto diversa, e vanno dall’eccentricità quasi inavvertibile alla violenza. Lodo quel medico che vi ha notato un nesso con le malattie veneree, poiché invero questo è uno dei canali principali dell’ossessione. Si può sostenere che la gran parte di coloro che ne sono affetti non sono esenti da essa. Ma quello stesso medico si è mostrato poi troppo ottimista, poiché, se è vero che quelle malattie favoriscono l’ingresso all’ossessore, la loro cura non sta nella cacciata di quest’ultimo. Anche l’irritazione, in forma grave, può aprire la porta ad un tale ospite, ma non c’è da pensare che basti un sorriso per espellerlo. In tali osservazioni sta tutta una scienza. Quel medico fa bene a voler visitare non solo i manicomi ma anche, le carceri. E non sarebbe una cattiva idea fare altrettanto per la Borsa o per il ponte di una nave in pericolo. I sintomi possono essere cronici, persistenti o temporanei. Anche l’essudazione va osservata. Molte caratteristiche diverranno a poco a poco evidenti, fra cui si troveranno elementi del Mondo sottile. Una cosa, comunque, è incontestabile: l’espulsione dell’ossessore non dipende da metodi fisici. Solo Agni, l’energia pura, può vincere questa calamità umana. È una calamità, lo ripeto poiché questa parola si confà alla grande diffusione dell’epidemia. Per molti medici Agni sarà soltanto superstizione, e l’ossessione un frutto di ignoranza: sovente, infatti, si riconoscono in altri le proprie qualità. Ciononostante le entità ossessionanti, di qualunque specie, saranno disturbate da queste indagini.

279 — Più volte abbiamo presentato come auspicabili i voli nel Mondo sottile. Può però verificarsi un tale stato di tensione da far consigliare prudenza. Con tutte le migliori intenzioni, essi possono riuscire intollerabili per qualcuno: al ritorno nel corpo fisico il sottile è alquanto spossato e un attacco malevole può essere allora nocivo.

280 — Il medico deve essere prudente con gli ossessi. Quando li si accosta bisognerebbe aver cura persino di non avere in mente un’ipotesi troppo definita di ossessione. Ricordate che l’ossessore è sensibilissimo ai pensieri, una volta che abbia preso a sospettare di essere stato scoperto e ha molti modi per esprimere la propria malizia. Chi distrugge un’ossessione può farsi molti nemici; è bene quindi condurre le proprie osservazioni senza darlo a vedere.

281 — Fra i fenomeni del fuoco è molto interessante quella radiazione che promana dalla punta delle dita durante il lavoro. Attorno alla mano che scrive si scorgono onde di luce, per di più mutevoli con il contenuto dello scritto. È così possibile osservare un fenomeno di grande rilievo: la partecipazione visibile di Agni secondo la qualità dell’opera. Certo voi avete notato non solo onde di colore ma anche certe formazioni luminose che accorrono durante la lettura di un libro. Quei messaggi di Luce possono giungere sia dall’esterno che dall’interno, e in entrambi i casi comprovano l’attività dell’energia ignea. Molti sarebbero in grado di vedere quelle stelle, ma non sanno focalizzare l’attenzione. Ciò ci riconduce al punto di partenza: l’impulso spasmodico non ha più valore del sonno, per quanto concerne l’effetto definitivo sull’opera. Solo l’attenzione concentrata e perseverante, senza scoraggiamenti, conduce a scoprire le leggi manifeste. Non pensate che vi sia mancata la possibilità, ma piuttosto che non l’avete afferrata.

282 — Senza dubbio esiste un nesso fra il lavoro che si compie in un certo momento e il Calice, e una radiazione lo rivela. Se poi lo si percepisce, è per lodevole capacità di osservare. E altrettanto apprezzo le osservazioni riguardanti la battaglia fra Luce e tenebre; le stelle dell’una e dell’altra sono ben visibili e denotano una guerra cosmica. È prevedibile che prima o poi si trovi una spiegazione astrochimica per molti fenomeni: quindi ogni annotazione a questo proposito sarà di grande utilità in futuro.

283 — Avvertite ancora quel medico che non è detto che tutte le ossessioni siano tenebrose. Si danno casi di influssi emananti dalle sfere intermedie che, almeno nell’intenzione dell’ossessore, sono per il bene, anche se a conti fatti nulla di veramente positivo si verifichi. Le entità ossessive sono di infimo livello, e i veicoli alla loro portata non sono molto migliori, e ne risultano doppiezza di pensiero, squilibrio e difetto di autocontrollo. Molti sono così, e li distingue una debole volontà; infatti, le due volontà si debilitano a vicenda. L’unica cura possibile è di metterle al lavoro, quello che preferiscono, ma a pieno regime. L’ossessore si annoia, perché durante quelle intense attività non ha sbocco, e non riesce ad esprimere come vorrebbe il proprio ego. Il medico può dunque scoprire varie specie di ossessione, ma, in sede di principio, tali epidemie sono tutte egualmente inammissibili nel cammino dell’uomo verso la perfezione. Il concetto di Guru è di valido aiuto a difesa dell’ossessione. Quando la volontà si indebolisce, il Maestro offre la sua forza sovrabbondante per bloccare l’accesso alle intrusioni estranee oscure. Naturalmente la Sua elevata coscienza avverte con precisione quando è necessario il soccorso. In verità, questo modo di guidare non ha nulla di costrittivo.

284 — L’impegno fervente facilita qualunque diagnosi, poiché nulla è altrettanto capace di far discernere distinzioni sottili, che neppure hanno un nome. Non senza ragione si è detto: “Eleviamoci al livello del Fuoco, dove le parole non sono più necessarie”.

285 — È realmente istruttivo osservare le convulsioni ignee del pianeta, specie se si sa degli influssi straordinari. Si possono rintracciare i moti del Fuoco così come si possono seguire i pensieri dei popoli.

286 — L’Agni Yogi non solo è un punto focale magnetico, ma migliora la salubrità del luogo. Così l’Agni e il Raja Yogi prendono su sé stessi le correnti dello spazio: non è esagerato dire che lo Yoga risana il mondo. È urgente comprendere l’importanza del perfezionamento spirituale. Solo così si potrà alleviare il compito dello Yogi, che è affaticato da molti e soccorso da pochi. Si dovrebbe almeno pervenire al semplice rispetto per l’insolito. Nessuno si dà la pena di pensare quanta sofferenza può causare con un atto aggressivo di malevolenza. L’ignorante è sempre paragonabile ad un servo delle tenebre.

287 — L’Armageddon non ne ha certo bisogno, ma le forze oscure in certi periodi apprestano molte nuove astuzie insidiose. Non lamentatevi per i molti, ripetuti attacchi. Non potrebbe essere altrimenti. L’abituarsi al pericolo è un’arma potente contro il nemico. In realtà siete in pericolo in ogni istante. Credere che qualcosa sia al sicuro è solo una grande illusione. Maya si mostra all’uomo sotto le spoglie della tranquillità, ma è proprio lo Yogi che sente immutabile la croce dell’esistenza. Solo accettando il dolore e salendo sul Monte dei vitelli a cinque gambe, solo con un tale valore si attraversa l’abisso. Non dimenticate che vi ho prescritto cautela, che è una qualità del coraggio.

288 — Il Maestro si rallegra quando vede possibile un lavoro in comune. Il rifiuto della collaborazione è frutto di ignoranza. Solo l’individualità ben sviluppata scopre in sé la portata dei concetti collettivi. Fin tanto che la personalità teme quel tipo di lavoro non è ancora un individuo, e ristagna nella soffocante atmosfera dell’egoismo. Per aderire al lavoro in comune bisogna aver appreso che la libertà è un bene inalienabile: solo con un tale reciproco rispetto si perviene al lavoro armonico; in altri termini, al bene attivo. In questo s’accende il fuoco del cuore; perciò tutte le sue espressioni sono ricche di gioia. Questo genere di lavoro intensifica straordinariamente l’energia psichica. Dedicatevi a queste attività almeno per imprese di modesta importanza; ma anche se per brevi periodi, all’inizio, l’accordo deve essere completo, e unitaria la volontà di riuscire. Dapprima è inevitabile una certa fatica, dovuta alla disunione, ma in seguito la forza coordinata collettiva decuplica le energie. Anche con piccoli nuclei è dunque possibile lanciare i modelli del progresso mondiale.

289 — Gli uccelli del sole non si posano mai a terra. Questo mito allude all’isolamento del Mondo del Fuoco dalle condizioni terrene, e dimostra che gli uomini hanno venerato in modo speciale quell’elemento sin dai tempi antichi. In verità, che sollecite premure sono dovute alle sue manifestazioni! Anche nel bel mezzo della vita più ordinaria è possibile vedere le scintille del Fuoco superiore. Ciò perché attorno a ciascuna di esse l’atmosfera si purifica, e quindi è davvero abominevole spegnerle. Esse s’accendono improvvise, ma la loro estinzione provoca una marcata instabilità. Si è detto, veracemente, che meglio sarebbe non essere mai nati che aver moltiplicato le infamie.

290 — Il lavoro è ciò che meglio purifica da tutti questi orrori. Il sudore che si genera è un fattore potente, ed è stato presentato come mezzo per la propagazione dell’uomo. Poco lo si è studiato; quasi mai lo si è messo in rapporto con la personalità, e meno ancora lo si è analizzato in relazione agli elementi. Eppure anche un osservatore inesperto noterebbe le molte diverse qualità di sudore. È facile constatare che una natura di fuoco non suda molto, e che, in ogni caso, la sua perspirazione è alcalina. Per converso le nature di terra e di acqua sudano in abbondanza. Vedete dunque con quanta saggezza si indicò una delle prime evoluzioni dell’uomo.

291 — Non lasciatevi stornare dalle varie fasi evolutive dell’uomo. Molte cose possono sembrare strane per la mentalità odierna, ma occorre tener presente che tutte le condizioni sono relativamente diverse; si colgono allora degli aspetti che, anche se inusitati, non sono poi così strani. È errato immaginarsi le creature di tutti i mondi secondo la mentalità contemporanea. L’uomo dimentica rapidamente l’ieri e a stento prevede il domani, sì che molti suoi giudizi sono come foglie d’autunno. È giusto sentirsi insignificanti di fronte alle leggi cosmiche. Ma si danno ali di fiamma per volare nel Mondo del Fuoco.

292 — Il guaio sempre e dovunque è che non appena le circostanze migliorano di un tanto, subito una mano nera lancia schegge acuminate sulla via. Appaiono allora piccole crepe dannose. In una fornace ad alta pressione basta una minuscola fenditura per una fuga pericolosa di gas. Nella vita si assiste ad esperimenti di chimica superiore: perciò è indispensabile osservare vigilanti.

293 — Risanare per suggestione è un’impresa ignea. È invero una terapia che si va diffondendo; pertanto bisogna prevenire l’uso ignorante dell’energia ignea. La suggestione può eliminare il dolore, ma se chi la pratica non conosce la causa del male, è come se somministrasse un narcotico pericoloso. Ben diversa è la situazione se chi la pratica è un medico esperto, che allora non solo lenisce i riflessi dolorosi ma, scoperte le origini della malattia, può suggestionare gli organi interessati che riprendono le loro funzioni regolari. Un medico saggio non trascurerà poi l’astrologia. Si rida fin che si vuole, ma un oroscopo redatto in modo scientifico può essere di vero aiuto nella diagnosi del male e nello stabilire le circostanze che l’hanno favorito. Bisognerebbe dedicare molta attenzione all’astrochimica e comprendere bene il potere della suggestione. Se quest’ultima usa l’energia ignea, quanto profondo è l’influsso esercitato dal Fuoco! Si dovrebbe farla finita con l’abituale ricorso ai comandi e ai divieti ora usati dagli ipnotisti. Solo la conoscenza dell’organismo e di tutte le circostanze consente al medico di farsi obbedire dalle parti malate. Si possono tonificare considerevolmente gli organi indeboliti guidandoli e coordinandoli con il fuoco del cuore. Tutti i medici devono sviluppare in sé il potere della suggestione.

294 — È del tutto irragionevole che un medico consenta ad un ipnotista ignorante di agire sul suo paziente. Una forza bruta non può seguire il complicato processo della malattia. Non si tratta semplicemente di addormentare l’ammalato, bisogna tener conto di tutte le condizioni e aver chiaro il decorso complesso del male. Ogni parola, ogni tonalità della suggestione hanno un valore igneo, e dunque solo una mente illuminata può essere padrona delle sue leggi e dei metodi, e realizzare pienamente la responsabilità che si assume chi opera con l’energia del Fuoco.

295 — Durante la suggestione non è necessario muovere le braccia, né fissare il paziente. In genere non è neppure il caso di guardarlo negli occhi, proiettando invece la volontà da cuore a cuore. Solo in un secondo tempo sarà opportuno esercitare la propria volontà, a partire dal centro, nella direzione voluta. Non ha alcuna importanza che il paziente sappia quel che avviene. Invero i preparativi sovente innescano una reazione contraria e indesiderabile. Inoltre, anche se il malato crede di essere disposto a lasciarsi curare in tal modo, la sua mente resiste all’intrusione. Quanto più a lungo le due coscienze si compensano l’un l’altra, tanto più potente è la suggestione. Dunque l’esperimento è bene non sia annunciato in anticipo, ma dovrebbe essere compiuto all’improvviso; però le condizioni fisiche devono essere favorevoli. La temperatura sia moderata, a scanso delle irritazioni causate dal caldo e dal freddo; l’aria pura, ed è consigliabile un leggero aroma di rose o di eucalipto. Senza nulla di troppo appariscente è bene che il paziente sieda in una comoda poltrona: un letto è meno indicato. Assenza di rumori e di imprevisti, per evitare scosse pericolose. Ricordate bene che durante la cura il corpo sottile è in stato di grande tensione e tenta di separarsi dal fisico, e bisogna impedirglielo con ogni precauzione possibile. Naturalmente i comandi devono essere mentali, e non orali. Gli ipnotisti occidentali deridono questa concezione, ritenendo che parole e mani possano dominare la volontà. Lasciateli ai loro errori. In certe tribù primitive si percuoteva con una clava la fronte del malato: anche questo espediente ne soggiogava la volontà. Ma dove si ricorre al Fuoco e al Cuore i metodi devono essere diversi.

296 — Certamente qualcuno dirà che un colpo inferto con una mazza, essendo un metodo diretto, è legittimo, obiettando che l’azione del Fuoco è invece qualcosa di occulto e quindi illecita. Secondo questa logica chiunque pensi al bene è già pericoloso, mentre il criminale non è che un riflesso dell’ordine sociale. Non sono pochi a pensarla così, in tal modo bloccando ogni processo sottile. Ma la clava oggi non serve più; oggi occorrono sistemi molto sottili, e rispetto per il cuore umano.

297 — Gli zingari di solito accompagnano le loro cure con incantesimi, ritenendo che solo così esse acquistino efficacia. In tal modo le tradizioni Nostre dell’Himalaya si conservano per molte generazioni di nomadi. Se invero si paragona l’effetto di medicine prese di buona voglia o con ripugnanza, la differenza è sorprendente. Anche le più potenti producono persino reazioni opposte, se accompagnate da una suggestione corrispondente. Ci sarebbe da scrivere un trattato sulla relatività delle reazioni fisiche. Si potrebbero raccogliere prove in campi diversi per dimostrare che fra i fattori decisivi il fisico è il meno importante. Così passo per passo, si possono rintracciare i moti di Agni, senza ricerche complesse, ma semplicemente tenendo conto delle cose ovvie ed evidenti della vita quotidiana. Se i guaritori naturali capiscono in che consiste il fattore principale di successo, un medico ben preparato dovrebbe saper discernere anche meglio gli elementi decisivi. Su questa via si incontrano il passato e il futuro.

298 — Agni è eterno! La sua energia è imperitura! I detti popolari accennano sovente alle gioie e ai dolori perenni. Gioia e dolore lanciati nello spazio sono indistruttibili, e ciò è stato osservato in modo rigorosamente scientifico. Molti portano il dolore altrui, mentre altri gustano gioie non loro. Ricordatevi dunque sempre di queste semine eterne. Il pensiero, se non è forte, può andare disperso nei flussi dello spazio, ma la sostanza del dolore o della gioia è indistruttibile quasi come il seme del Fuoco. È bene impregnare lo spazio di gioia, e pericolosissimo spandervi dolore. Ma dove si trovano le risorse della gioia? Certo non al mercato, ma accanto al raggio della Luce, nella gioia della Gerarchia. L’aumento del dolore è una delle cause di certe epidemie ignee, ma quando la fisiologia ne insegnerà le conseguenze debilitanti avrà inizio la cerca della gioia. A poco a poco essa sarà intesa come una roccia, e ne nascerà una solennità esaltata, riconosciuta come potentissimo fattore di buona salute. Non senza ragione abbiamo indicato i benefici effetti della presenza dei sani. La gioia è la salute dello spirito.

299 — Bisogna imparare a comprendere nel modo altrui. Non si tratta qui di leggere nel pensiero, ma della conoscenza-diretta della natura del prossimo. È più facile capire cosa ci aspetta lontano se si sa comprendere il vicino. Molti sono sul limitare di tale conoscenza, ma uno spasimo di egoismo li ostacola.

300 — Passeggeri fugaci, così son detti coloro che conoscono i grandi sentieri. Solo quando si realizza la brevità del tragitto terreno si può comprendere la grandiosità dell’Infinito e imparare i processi che perfezionano lo spirito. Non c’è sicurezza in nessun luogo, anzi, l’illusione della sicurezza è uno degli spettri più perniciosi. Pure, senza dipendere dal mondo terreno, bisogna imparare ad amare ogni suo frammento. Che ogni moto del Fuoco vi ricordi quel potere equilibrante. Se il pianeta è bilanciato dal Fuoco interiore, ogni creatura trova sostegno nel fuoco del cuore.

301 — Non stupitevi se ad occhi chiusi vedete comparire lampi di luce. Dissero i profeti: "Signore, non vedo più tenebre!”. Parole che sono non segno di devozione, ma prova scientifica dell’accensione dei centri. Ovunque si trovano riferimenti a queste luci, e sono da cercarsi non solo nei tempi antichi, ma anche fra i ciechi e i fanciulli. Un poeta potrebbe scrivere un poema dedicato al cielo che si rivela ad occhi chiusi.

302 — È opportuno scattare fotografie non solo in ore diverse, ma anche durante diverse condizioni cosmiche. Quando meglio che nei momenti di tensione si possono cogliere le macchie di tenebra assoluta? Quando meglio che nei periodi di squilibrio degli elementi si riescono ad ottenere le immagini più complesse? Le fluttuazioni umane si imprimono sulla pellicola, ma vi si possono registrare anche varie manifestazioni sottili. Si può cominciare dalle condizioni più semplici, poiché è necessario operare in circostanze diverse.

303 — I sogni riguardanti eventi futuri sono molto comuni. Le profezie si contano a migliaia, e qua e là gli uomini si familiarizzano con certe scadenze. Così si afferma il corso evolutivo, e si imprimono nella mente date terribili. Mai come ora, può dirsi, l’umanità ebbe a fare le proprie scelte. È impossibile violare il libero arbitrio più di quanto ora si faccia. È chiaro che quelle scadenze vengono proposte nelle maniere più insolite, ma quelli che non vogliono vedere sono ciechi. Sapete come sia arduo stabilire una solenne concordia, non fosse che come terapia. E sapete che molte grandi distruzioni possono essere mitigate: dove era prevista un’esplosione si sente solo una lieve scossa. Ma non cullatevi nell’idea di un’esistenza sicura. Tutto è instabile; solo la Scala della Gerarchia resta salda.

304 — Agli uomini piace discutere dell’evoluzione e dell’involuzione, ma si guardano bene dall’applicare a sé stessi questi concetti. Non seguendo il loro proprio decorso evolutivo, attraggono dal Mondo sottile dei satelliti altrettanto insignificanti! Quel Mondo in realtà tende al terreno, ma in maniera pienamente conforme. Se quindi gli uomini si impegnassero ad evolvere attirerebbero entità adeguate. Il miglioramento delle condizioni mondiali sarebbe allora nelle mani dell’umanità stessa. Ogni impegno di Bene evoca una risposta non solo dal Mondo sottile, ma anche dal Mondo del Fuoco. Se per qualche ragione questi aneliti fossero inespressi, resterebbero nondimeno pienamente validi nello spazio. Il Bene potenziale è come un pilastro di luce. Un falegname, un calzolaio o un medico hanno la stessa capacità di pensare il Bene. La costanza e la saldezza nel Bene sono già una vittoria. Qualcuno penserà che il tempo trascorso nell’Ashram sia una prigionia, ma con lo sviluppo dello spirito sarà invece il soggiorno più salubre. Sapete che il tempo vola, e abitua all’Infinito.

305 — Certo una forte emissione di energia può dare il capogiro, specie se diretta a grandi lontananze; in tal caso si prova come un’inerzia. Si sente allora intensa la gravitazione, ed è meglio non restare in piedi.

306 — Nella vita di ogni giorno è possibile notare molte cose proprie del Mondo sottile e del Fuoco. Gli uomini sono di due specie: gli uni non si lasciano dietro nulla di men che pulito, e quando si apprestano a partire pongono in ordine e nettano ogni cosa perché nessuno sia imbarazzato dai rifiuti; gli altri non pensano alle conseguenze e lasciano mucchi di immondizie. Siate certi che questi ultimi sono ben lontani dal Mondo del Fuoco, e che i primi sono di natura ignea e purificanti, come il Fuoco stesso. È bene inoltre osservare come gli uomini si comportano nelle piccole soste del loro cammino. Chi è conscio della propria missione si affretta, pur essendo ben disposto verso chiunque gli accada di incontrare. Gli altri riescono a seminare confusione ad ogni sosta, così turbando l’ambiente. I primi sono ricchi di esperienza, avendo alle spalle molte incarnazioni, e sanno bene che il ricovero di una notte non è la casa del Padre. Gli altri non sanno distinguere i veri valori e sono sempre disposti a perdere tempo in tutte le piazze che attraversano. Così gli uomini rivelano di continuo la loro natura. Solo chi è esperto viaggiatore sa che un rifugio notturno non è una meta e che bisogna avere premurosa attenzione per le cose che potranno servire alla carovana seguente: non userà tutta la legna da ardere, pensando a ciò, e non inquinerà l’acqua del pozzo, perché utile ad altri. Così si vede da che parte sia la Luce e da che parte la tenebra.

307 — Riuscite a figurarvi l’uomo che pensa solo in senso utile? Certo, è possibile: i pensieri nocivi e indisciplinati sono soprattutto inutili. È bene imparare a pensare utilmente, esercizio preparatorio per il Mondo del Fuoco. Non è facile acquisire l’abitudine di pensare a fin di Bene, ma è ciò che conduce a realizzare il Fuoco. A quel Mondo si perviene non per un qualche speciale fenomeno, ma per la qualità del lavoro quotidiano.

308 — L’autoperfezionamento è Luce: indulgere verso sé stessi è tenebra. Si può edificare la vita in modo tale che ogni giorno, per così dire, sia l’ultimo. Ma è anche possibile illuminarla in modo tale che ogni ora sia come un inizio. Si può quindi ricostruire la vita terrena sotto i propri occhi. Solo così divengono percettibili le questioni del futuro e la comprensione del processo igneo di perfezione. Bisogna trovare il coraggio di ricostruire la propria vita secondo le nuove acquisizioni. Morire nello stesso letto dell’avo è un costume medioevale; Noi consigliamo di esporre quel letto piuttosto in un museo: tra l’altro, sarebbe più igienico. Non limitate il domani con le misure di ieri, altrimenti, come potreste comprendere il Mondo del Fuoco, che per gli antenati era qualcosa di infernale? Oggi che sboccia un’autentica venerazione per la Luce e per la grandiosità del Fuoco, il futuro si prospetta spiritualmente molto ricco.

309 — Per due settimane avete percepito scosse sotterranee. Pensate quale instabilità vada instaurandosi sulla Terra. Non basta l’ingegno umano per domare gli elementi, ma se si ha chiara l’idea del Mondo sottile e del Fuoco le convulsioni terrene non potranno mai offuscare il futuro, inalienabile e radioso.

310 — L’Aquila bianca viene dall’Est: così Noi riveliamo una nuova coscienza. Nulla è possibile senza l’Oriente. Tutta la storia umana fu creata o con l’Est o per l’Est. È impossibile immaginare l’immensità di quella cultura, dal Tempio così vasto.

311 — Consigliate quel giovane dotto a raccogliere tutto ciò che riguarda il Fuoco, fin dagli insegnamenti più antichi. Non trascuri i Purana dell’India, né i frammenti delle dottrine egiziane, della Caldea, della Cina, della Persia, e tutte le filosofie classiche. Certo anche la Bibbia, la Kabbala e i Vangeli contengono moltissime notizie. Del pari, anche le asserzioni dei tempi più recenti contribuiscono preziose definizioni di Agni. Mai si è tentata una compilazione del genere; ma come avanzare verso il futuro senza aver prima raccolto i segni del millennio?

312 — È giusto tenere in debito conto le prove fornite dalle ricerche più recenti. Se l’uomo ha preso a salire negli strati superiori e scende nelle caverne sotterranee sono da attendersi conclusioni sintetiche. Non trascurate di osservare gli strati inferiori dell’atmosfera e i loro effetti. Invero bisognerebbe tener conto letteralmente della relatività nella sua interezza; ciò non potrebbe che giovare alle deduzioni. Ma in mezzo a tutto questo relativo occorre scoprire l’utilità anche di scorie semibruciate. Dovunque il Fuoco è stato attivo, tutto fornisce osservazioni preziose.

313 — Nessuno può formarsi una giusta opinione dei processi cosmogonici senza aver studiato l’elemento del Fuoco. Sarebbe come se un architetto cominciasse la costruzione di un edificio senza aver prima saggiato le qualità e la resistenza dei materiali. Ma la mentalità contemporanea è così lontana da una sintesi salutare!

314 — La tensione sotterranea non cede. Noi riusciamo a frantumare le scosse in tremiti leggeri. Questa strategia, di suddividere il male in piccole porzioni, è da ricordare. Sovente è impossibile evitare i cumuli di tensione maligna; non resta allora che frantumare quelle tenebre.

315 — La terapia cinese dell’agopuntura, di cui recentemente avete letto, non è una cura vera e propria, ma un semplice palliativo temporaneo. Gli antichi egiziani ottenevano gli stessi risultati comprimendo i centri adatti. E ancora oggi, ventose e cataplasmi sono della stessa categoria di rimedi. In tutta la vita quindi si dovrebbe eliminare l’irritazione con i complementari opportuni. L’Insegnamento della Cina antica prevedeva anche terapie basate sullo stimolo della vitalità. È stata proprio la Cina ad apprezzare il ginseng e l’uso prolungato del musco. La vitalità ha manifestazioni ignee che andrebbero notate. Che i medici migliori imparino a discernere l’origine ignea degli stimolanti vegetali e animali. Sono esperimenti da compiere senza indugio; quando incombono epidemie non dimenticate che il simile cura il simile.

316 — Perché meravigliarsi se lo sviluppo della visione richiede un’illuminazione moderata? È ovvio che la luce cruda non consente la crescita di quella interiore. Ma solo l’impegno a migliorare è una solida base d’appoggio; perciò nei tempi antichi l’iniziazione ai Misteri era preceduta da un soggiorno prolungato nell’oscurità, finché l’occhio superava quell’ostacolo con la visione interiore.

317 — La disoccupazione umana va assumendo dimensioni gravi, ma anche l’inerzia della natura è da osservare con cura. Basta vedere con quanta rapidità le sabbie sostituiscono la vegetazione. La morte strisciante della crosta terrestre è un suicidio, più che dovuta a cattiva amministrazione. Sabbie, ghiacciai, frane non sono sintomi di un avvenire brillante. È impossibile accelerare il risanamento della natura, neppure tornando ad una mentalità più corretta: ci vorranno decenni per ridare salute alla crosta del pianeta, ora ammorbata; tuttavia per questa impresa di grande utilità occorre la cooperazione umana. Se ne vedono segni? Non si vedono piuttosto prevalere la distruzione e la discordia nelle menti umane? Non è vero che ogni e qualsiasi tentativo di unione viene soltanto deriso? Gli uomini non vogliono pensare alla realtà del futuro. Noi parliamo del grande Agni, ma solo un migliaio di menti osano pensarlo come indifferibile.

318 — Fate attenzione agli eventi che incombono. Rendetevi conto che l’umanità entra in un periodo di guerre continue. Saranno guerre diverse, tutte però con una base comune: ostilità comunque e dovunque. Nessuno pensa a quale esplosione devastatrice si va incontro quando moltitudini umane stringono il globo in un cerchio distruttivo. Questo è quel serpente assai più rovinoso che le valanghe e i ghiacciai. Non è solo uno spauracchio: ogni giorno che passa porta prove evidenti di distruzione. La struttura eterna non è inattiva, ma la vanità tenta di distogliere gli sguardi dalla conflagrazione.

319 — Guerre d’armi, commerciali, di impiego, ideologiche, di religione: sono lotte multiformi, e i confini terrestri hanno già perso il loro significato! La vita planetaria è divisa da innumerevoli frontiere.

320 — “Millefolium” era il nome di un antico decotto di erbe dei prati. La sua validità dipendeva dalla convinzione che quella flora fosse di per sé una panacea generale. Certo una simile combinazione di piante è degna di nota: chi meglio della stessa Natura potrebbe elaborare vicinanze concordi! Ma le proporzioni e i metodi d’uso stanno nelle mani dell’uomo. Indubbiamente le sinfonie della vegetazione stupiscono per le loro consonanze. La sua creatività, interna ed esterna, è possente, ma, di norma, gli uomini deturpano questo manto prezioso della Madre del Mondo. Pur di saccheggiare preferiscono il ghigno di un teschio sulla sabbia. Una politica economica dovrebbe prendere come base una giusta stima dei valori naturali e dei loro usi; altrimenti lo Stato sarebbe fondato sulla sabbia. In ogni cosa, dunque, è da cercarsi l’aureo mezzo, che è la via stessa della giustizia. Gli uomini inorridiscono quando viene scardinato qualcosa di fondamentale: gli albini ad esempio sono causa di disagio, e tuttavia sono solo l’indice di un disturbo del principio igneo. Turbamenti simili sono verificabili in tutti i regni della natura; essi non sono soltanto abominevoli, ma infettivi e reciprocamente dannosi. Si è costretti a tornare sempre a consigli terapeutici, ma non è forse il Fuoco una possente fonte di guarigione? Il Fuoco è ciò che afferma la vita.

321 — Bisogna convincere gli uomini a non sciupare le loro ricchezze. Il più misero degli abitanti della Terra è sovente uno scialacquatore planetario. Il nuovo Mondo, se e quando sarà instaurato, avrà rispetto per i tesori della natura e questi daranno le migliori emulsioni dell’essenza vitale. Le folle saranno costrette a sciamare fuori dalle città, negli ambienti naturali, ma certo non fra le sabbie del deserto! In tutte le parti del mondo si sono formati oceani di sabbia, così come la coscienza umana si è frantumata in granelli di malizia. Tutti i luoghi ora deserti furono un giorno giardini rigogliosi: e non fu la natura, ma gli uomini, a distruggerli. Che il pensiero del Fuoco faccia riflettere sulla necessità della parsimonia.

322 — Molti vorrebbero conoscere i particolari del Mondo sottile, ma ne resterebbero assai perplessi. Tutta la percettibilità di quel Mondo è relativa, e dipende dal livello della coscienza. Vi si può vivere in una gloria di luce o sprofondati nella nebbia. Vi si possono costruire belle strutture con la forza della volontà, o restare fra mucchi di rifiuti. Vi si può apprendere all’istante il linguaggio dello spirito, o restare sordi e muti. A ciascuno secondo i suoi meriti; ciascuno percepisce secondo la propria coscienza. Il Mondo sottile è uno stato di autentica giustizia. Vi si osserva che una coscienza, ancorché semplice, progredisce se illuminata dall’amore. Le emozioni mercantilistiche degli abitanti del mondo fisico hanno poco a che fare con l’amore, che molto spesso vi è sconosciuto. Ma nel Mondo sottile esso è la chiave che apre tutte le porte. Per molti l’immaginazione è un’astrattezza irraggiungibile, ma in quel Mondo ogni grano delle sue acquisizioni offre una messe di possibilità. Per i terrestri le offese, l’amarezza, la vendetta sono gli ingredienti della bile e del fegato; ma colà quelle infamie scadono via come involucri senza valore, anche per una coscienza di livello comune. Ecco perché Noi tanto insistiamo sulla coscienza ignea, che consente di salire immediatamente nelle sfere superiori. Bisogna veramente lottare con tutte le forze per acquisirla.

323 — Avete ragione a considerare come necessari l’esodo dalle città incancrenite e la distribuzione perequata della popolazione del mondo. Se l’umanità è vera portatrice del Fuoco, come non comprendere l’urgente necessità di distribuire con saggezza quell’elemento? Bisogna rendersi conto che il malessere del pianeta dipende in gran parte dallo squilibrio umano. Non è giusto spopolare vaste regioni per congestionarsi in luoghi sovraffollati, infetti, sanguinolenti e teatro di fratricidi. Non a caso gli antichi capi nomadi si accampavano in luoghi vergini. La stessa scienza oggi consiglia di ripopolare gli spazi deserti e liberi. Nessuno sarà dimenticato, e nessuno escluso, e le stesse forze della natura, chiamate a cooperare, risaneranno la Terra. Solo allora si potrà sperare di veder rivalutato il lavoro, e sostituiti i salariati da collaboratori. Anche la mentalità umana verrà trasformata quando si sarà dedicata a ripartire equamente il lavoro su tutta la superficie del globo. Ciò è da considerarsi quale garanzia dell’unica soluzione possibile. In caso diverso, gli uomini si limiteranno a scuotere il giogo, ma senza trovare la Verità nei loro cuori: ed è una Verità incandescente!

324 — Si domanderà certamente perché nei tempi antichi non sia insorto il pericolo del sovraffollamento. Per prima cosa, la popolazione totale era allora relativamente modesta; ma, in secondo luogo, non si dimentichi il fato di Atlantide, di Babilonia e di altri luoghi un tempo congestionati e ora in rovina. L’umanità conosce la storia solo di qualcuno di quei cimiteri, ma le leggi cosmiche hanno agito più di una volta. Non è dunque sorprendente che la tensione cosmica cresca assieme all’infezione degli strati inferiori.

325 — Parlando del Mondo del Fuoco non sono da trascurarsi i problemi terreni. Quello stato è talmente superiore a questo che occorre un perfetto equilibrio delle condizioni fisiche per comunicare con il Fuoco. Molti assestamenti terreni si dovranno compiere perché il pensiero riconosca il corpo di fuoco. Che i sacerdoti si facciano più studiosi, e gli studiosi più spirituali. Questi tentativi, ancorché modesti, erigono le strutture di sostegno per il ponte necessario. Questo concetto, del ponte, è prescritto fin dai tempi più antichi, ma ora è imperativo.

326 — Certi agitatori sperano, sovvertendo continuamente ogni cosa, di consolidare le loro proprietà: questi pensieri sono caratteristici di chi rapina e saccheggia. È del tutto inammissibile volersi servire del Fuoco per distruggere e predare. Lo ripeto: questi sono i metodi dell’ignoranza, e devono essere tralasciati. Chiunque abbatte un albero ne pianti subito un altro al suo posto. Che il giardiniere raccolga con una mano mentre semina con l’altra. Le semplici regole anti-saccheggio devono figurare fra le prime lezioni impartite a scuola. Tocca al maestro educare lo spirito ad assimilare i concetti più infuocati. Solo affermando costantemente le vie del futuro si preparano i guerrieri dello spirito.

327 — C’è qualcuno che vorrebbe conoscere i mondi supremi, ma vive da maiale. Sovvertire i fondamenti non è consono alla volontà di ascesa. Ai porci, il porcile.

328 — L’Insegnamento deve soprattutto ispirare la volontà di salire. Perciò, la cosa più semplice è parlare del Fuoco, da intendersi come il supremo stesso. È istruttivo interrogare i bambini su come si rappresentano il Fuoco. Se ne possono ricevere le risposte più sconcertanti, ricche però di significato. Solo gli adulti assegnano al Fuoco un ruolo servile.

329 — La brevità delle formule è un decreto del Fuoco. È bene abituarsi a questa sacra concisione; ma non si pensi che sia facile da conseguire. Essa esprime commensura con il fine, sollecitudine, venerazione e scaltrezza. Non una formulazione prolissa, ma la sua essenza. Si può concentrare il potere in una sola parola, così moltiplicando gli effetti. Simbolo del comando non è un torrente, ma un lampo. Occorre molto lavoro interiore per produrre in modo conciso e fortemente convincente. Perciò gli antichi riti magici consistevano di invocazioni brevi. Simili frecce possono anche essere accompagnate da un gesto della mano, ma ciò non è indispensabile, anche se può dare grande impulso alla persona stessa.

330 — Qualunque semina di fuoco deve essere accompagnata da una musica. È bene scegliere la grande musica, che unifica le emozioni. Ma non si deve ascoltarla distrattamente. Sovente accade di assistere ad un grande fenomeno, senza udire le note più forti e senza vedere le luci più intense. Sovente gli uomini si isolano completamente dall’ambiente, senza rendersi conto che proprio questa condizione è preziosa, purché indotta coscientemente.

331 — È compito del Maestro esaminare gli sviluppi mentali dell’allievo. È la tendenza generale del pensiero, e non il semplice oscillare della mente, che denota il progresso. Questa comprensione del pensiero altrui non è affatto sovrannaturale, poiché deriva da una somma di molti gesti e sguardi. Basta un poco di attenzione, al Maestro, per valutare il fuoco dell’occhio. Sono lampi significativi, e ad un bravo medico rivelano tutta la situazione interna.

332 — Non bisogna solo limitarsi ad attendere che il corpo sottile si densifichi, ma impegnarsi a fondo per prendere coscienza del Mondo sottile. E non solo si deve realizzare quest’ultimo, ma essere pervasi di coraggio fino a percepire le forze del Fuoco. Bisogna abituarsi all’idea che si è destinati a raggiungere prima o poi quelle spiagge. Gettate dunque la rete più grande, se volete una pesca più abbondante. Non solo nei sogni, ma nel bel mezzo delle faccende giornaliere bisogna rivolgere il pensiero alle lontane manifestazioni del Fuoco. Altrimenti anche quando sarete nel Mondo sottile vi riuscirà difficile riconoscere la radianza del Fuoco. Non solo l’occhio, ma anche la coscienza deve assuefarsi alla luce. Gli uomini soffrono soprattutto perché incapaci di proiettarsi avanti. Le coscienze mediocri preferiscono volgersi indietro, e perciò sovente cominciano a retrocedere. “Il Regno dei Cieli, il Mondo del Fuoco, si prende d’assalto”: ecco una verità affermata molto tempo fa, ora dimenticata, così come si è smorzata l’audacia dell’aspirazione. Molti detti preziosi sono malintesi. L’idea di umiltà si è traviata, eppure è così indispensabile per il rapporto con la Gerarchia: gli uomini l’hanno immiserita per il loro tornaconto. Ma nessuno predicò l’indolenza, poiché occorrono fatica e lotta strenua per ottenere il Fuoco, il Bello. Non c’è cosa terrena per cui valga la pena di rinunciare al Mondo del Fuoco.

333 — Tutti i sensi terreni, se trasmutati, si elevano al Mondo del Fuoco. Non solo esistono l’udito e la vista spirituali, ma anche il gusto, senza il quale sarebbe impossibile valutare molti composti chimici. E nell’opera creativa tutti i sensi sono necessari come strumenti di relazione. Perciò bisogna raffinarli durante il soggiorno terrestre. A buon diritto un certo eremita volle cibarsi solo di erbe e di foglie, per affinare il gusto. E quando un viandante gliene domandò il motivo, rispose: “Per amarti meglio”. Tutto ciò che è sottile è prezioso per comprendere i principi fondamentali.

334 — Parlate del Mondo del Fuoco e di quello sottile come se li aveste visitati. Lasciate pure che le vostre affermazioni vengano aspramente derise: ciò non impedirà la comparsa di quelle coscienze che tendono in questa direzione. Così scoprirete coloro in cui il cuore freme e sussurra il Mondo del Fuoco e della Bellezza.

335 — Come chiamare stregoneria la previsione del futuro? È forse opera di magia la conoscenza dell’inevitabile? Tutte le religioni, che collegano all’Altissimo, hanno precetti che inculcano l’ineffabile transizione nel Mondo sottile. La coscienza terrena vi mantiene il possesso di tutti i sensi che esistono colà, anche se trasmutati. Nel momento stesso in cui si passa nel Mondo sottile si prova un capogiro, simile allo svenimento che precede un attacco epilettico. La sensazione successiva dipende esclusivamente dal grado di preparazione della coscienza, per meglio dire dal fuoco dell’ego. Se oscurata o fioca essa non riesce a trasferire i sensi nella nuova condizione, e in tal caso si cade nell’oblio o si vaga come in dormiveglia, e non è affatto piacevole. Non intendo con ciò, naturalmente, la tenebrosità dei criminali e dei depravati, i cui tormenti sono indescrivibili. Ma è preferibile parlare delle possibilità luminose. Se dunque Agni è stato acceso nella vita terrena dal sapere o dall’eroismo compirà all’istante la grande trasmutazione. Mostrerà la via, come una torcia vera e propria; come elio luminoso porterà alla sfera predestinata. Impercettibile nella vita incarnata, Agni diventa il principio guida del Mondo sottile, e non solo rischiara la via, ma conduce ai Fratelli del Fuoco. Senza Agni sarebbe impossibile comunicare con la Luce del Mondo del Fuoco. Gli spiriti vaganti, senza il fuoco manifesto, ne restano accecati. Si vede per mezzo del Fuoco, e si sale mediante la Fiamma. Non esistono altri propellenti, e dunque benedetto chi è cosciente del Fuoco!

336 — Se una qualunque cellula è un intero universo, il prototipo del Creatore sta in ogni essere umano, per tutto l’Infinito. Quanto è necessario venerare lo Spirito Santo! Lo si può chiamare con i nomi più eccelsi, o soffonderne il cuore, senza nominarLo, quando tutti i nomi traboccano come da un calice troppo pieno. Ma la diffamazione è intollerabile, perché recide il filo di Luce. È poi necessario affermare l’Insegnante, il Guru, fase naturale del processo di realizzazione di Agni.

337 — Perché gli Esseri di Fuoco si mostrano raramente agli uomini? Anche per questo esiste una spiegazione scientifica. Disse il Sublime: “Non toccarmi!”. Con queste semplici parole espresse l’essenza del rapporto fra il Mondo del Fuoco e il fisico. Per i sensi terreni quel Mondo è come una grande dinamo, e il corpo denso si consuma al contatto con un Essere di Fuoco; basta la sua vicinanza per fermare il cuore di un incarnato. Non è saggio entrare con una torcia accesa in un ambiente infiammabile. Anche i più ortodossi fra i medici sanno qual è il potenziale elettrico che l’uomo può sopportare, e la comune corrente elettrica non è neppure paragonabile alle forze del Fuoco. Non sempre è visibile la manifestazione dello stesso Fohat: quanto più rara dunque è la comparsa di Ospiti radianti! Per indisciplina gli uomini o ne sarebbero atterriti o tenterebbero di toccarli, così restando consunti. Ricordate che la paura può carbonizzare il cuore. Anche nei riti di magia bianca, durante le invocazioni, l’officiante si chiude in un cerchio, per proteggersi dalle correnti di Fuoco. Ma certo il cuore che riconosce il Fuoco può gradualmente assimilarlo.

338 — È difficile distogliersi dalla Terra per rivolgersi al Mondo del Fuoco; ma lo è altrettanto scendere qui dalle sfere del Mondo sottile. Chi lo fa è paragonabile ad un palombaro: come questi deve indossare un involucro pesante per resistere alla pressione dell’oceano, così chi scende verso la Terra deve avvolgersi in un corpo denso. La condizione del neonato è predisposta con saggezza, poiché gli consente di abituarsi per gradi ai gravami del mondo fisico. Ci vogliono più di sette anni per imparare a vivervi: perciò è necessario proteggere i bambini con ogni cautela.

339 — Gli oscuri non dormono: i legami con la loro Gerarchia sono molto più compatti di quelli che tengono assieme coloro che si dicono guerrieri della Luce. Gli oscuri sanno bene che la loro unica salvezza sta nelle tenebre, mentre le lucciole sciamano qua e là, discutono molto, e poco amano la loro Gerarchia.

340 — SeguiteMi. Impegnatevi a fondo per raggiungerMi. Solo così capirete il futuro. Cosa c’è di meglio che le Forze della Luce? La fede si rinnova di continuo, come una forza immutabile; ma se non è posta alla testa di tutta la vita non vale nulla. Guardate i paesi che hanno persa la via: la macchina è ancora in moto, ma se non si rigenera la coscienza non c’è nulla per cui vi valga la pena di esistere. Solo lo spirito può rinnovare la coscienza, e nuova forza viene solo dalla conoscenza dei mondi superiori. Quello è il sapere che rafforza la vita. Se non si tiene conto del futuro si perde l’essenziale! Bisogna intuire tutte le transizioni come migliorie. Basta un solo volo mentale per scavalcare l’abisso. Persino gli eventi che paiono più inevitabili dipendono dalla qualità del pensiero, che può alterare anche il ritorno alla Terra. Di solito si considera il Mondo sottile come uno stato di passività, ma non è detto che sia soltanto tale: può essere anche attivo. Se si è detto: “Come in Cielo, così in Terra”, vuol dire che anche colà esiste la possibilità di conquiste più avanzate. Non giudicate solo in base alle misure medie. Se il periodo medio fra due successive incarnazioni è di circa settecento anni, possono verificarsi anche intervalli di sette e persino tre soli anni. Le stesse disposizioni del Karma cedono sotto il maglio della volontà. Il pensiero è il custode migliore: è inesauribile! Anche in Terra chi è soffuso di fede e di pensiero perde peso. Ma il pensiero conduce anche ai mondi superiori. Allorché perde l’equilibrio, l’uomo chiede un momento di sosta, che gli consente di riorganizzare la sua volontà. Non c’è fede senza volontà. Queste sono le armi di Luce che Noi diamo agli uomini.

341 — Dal Mondo sottile i lineamenti del mondo fisico si distinguono appena. Ciò non solo per la densità dell’atmosfera ma anche per riluttanza ad osservare. Chi vuol vedere vede. Anche nella luce crepuscolare della Terra bisogna aguzzare la vista, cioè infondere pensiero nella propria visione.

342 — Durante i suoi viaggi, Apollonio di Tiana diceva a volte ai discepoli: “Fermiamoci qui. Questo luogo mi piace”. Da queste parole essi capivano che ivi era nascosto un magnete, o che il Maestro intendeva seppellirvene uno. La percezione di tali magneti è resa possibile da una corrente speciale connessa al potere di Agni. A suo tempo la scienza indagherà su queste onde magnetiche, che durano per secoli. Nei luoghi di valore particolare sono stati posti dei magneti, come pietre miliari. Il contadino che porta con sé un pugno del suolo nativo ricorda l’antico costume di offrire un pugno di terra in segno di impegno irrevocabile. E oggi avete udito di un’offerta commemorativa del genere. Il suo destino non è semplice; un malvagio tentò di disperdere quella terra, ma una mano benevola nascose a bella posta il tesoro, che venne dimenticato. Ma il pensiero aderente a quell’offerta permane ed è più efficace che non si creda, tanto esso perdura. Un oggetto similmente magnetizzato esercita veramente un suo potere. Così, senza superstizione, in modo rigorosamente scientifico, si possono studiare le stratificazioni del pensiero, che sono opera del Fuoco.

343 — Le società di ricerca psichica potrebbero svolgere un ruolo importante, ma si confinano nei livelli più bassi. Si accontentano di necromanzia mentre potrebbero rigenerare gli aspetti spirituali della vita. Noi non le condanniamo, poiché era necessario che partissero dall’infimo e dall’insignificante, ma dopo un mezzo secolo dovrebbero ormai dar segno di tendere ai mondi superiori: e non se ne vedono che sintomi scarsi.

344 — A volte è benefico sedere tranquilli, lo spirito rivolto all’Infinito. È come stare sotto una pioggia dai mondi lontani. L’uomo stesso deve attirare quelle correnti, che altrimenti passano senza lasciare traccia. Il pensiero attrae quelle positive, come un magnete, e respinge le negative, come uno scudo.

345 — Il Guru potrebbe domandare all’allievo: “Cosa fai, cosa vuoi, cosa ti tormenta, cosa ti rallegra?”. Ciò non perché egli ne ignori lo stato mentale: al contrario, proprio per la sua perfetta conoscenza vuole sapere ciò che il discepolo considera come più importante. Per inesperienza questi potrebbe indicare il fattore più insignificante. Non è dunque solo per cortesia, ma per saggiarne la coscienza che il Maestro gli rivolge quelle domande. Bisogna pertanto soppesare bene le risposte che si danno. Al Maestro quel che importa è l’espansione continua della coscienza, non certo le amenità convenzionali.

346 — L’allievo deve inoltre tener presente la divisibilità dello spirito. Egli deve sforzarsi in coscienza di percepire la presenza spirituale del Maestro. Fanno bene quelli che tentano di figurarseLo accanto a sé: è sempre meglio che dimenticarLo del tutto, volubilmente. Ed è saggio mandare a memoria brani dell’Insegnamento. Nelle scuole si prescrivono esercizi simili per rafforzare le capacità mnemoniche. Per altro verso, l’Insegnamento, quando arde nel cuore, si afferma con formule brevi e irrevocabili. Alcuni preferiscono assimilare espressioni precise. Lasciate che ciascuno segua le vie del proprio karma. Quando i fuochi individuali sono evidenti, è meglio non forzare.

347 — C’è chi sceglie la via più facile; altri preferiscono la più ardua. C’è chi non riesce a parlare, ma veglia e vigila; altri sono invece eloquenti ma volubili come le loro parole. Alcuni percepiscono le manifestazioni più notevoli, mentre altri scelgono per sé il fallimento. Si potrebbe continuare all’infinito, enumerando queste opposizioni, ma solo la presenza del fuoco del cuore fa valere le caratteristiche personali. Noi non ci stanchiamo dunque di insistere sulla multiformità. Il giardiniere sa combinare le sue piante, poiché è signore e maestro del suo giardino.

348 — È chiaro che gli uomini vogliono cambiare le loro condizioni presenti. Un re mandò un giorno a cercare un uomo che fosse soddisfatto. Dopo lunghe indagini se ne scoprì uno, alfine: ed era cieco, sordo e muto!

349 — La tecnocrazia è una malizia degli oscuri. Molte volte essi hanno sospinto l’uomo verso soluzioni meccaniche, nell’intento di bloccarne l’attenzione, così estraniandola dallo sviluppo spirituale. Pure, i problemi della vita si risolvono solo con l’espandersi della coscienza. Si constata che le ipotesi meccaniche riescono facilmente ad irretire le speranze umane. Tale fu anche la Maya degli antichi, che la più lieve scossa avrebbe potuto distruggere.

350 — L’igiene mentale vale sia per i livelli terreni che spirituali. È necessario compiere esperimenti, rafforzati da certi farmaci di natura ignea, sui processi del pensiero. Sarebbe da osservare l’azione esercitata su essi dal fosforo o dall’evaporazione di estratti di eucalipto, verificare fino a che punto vengano intensificati dall’uso del musco, e raccogliere dati sulle proprietà di varie resine. Insomma, sono da ricordare tutte le combinazioni più prossime all’attività del Fuoco. Sono esperimenti da eseguire su soggetti dotati di intenso pensiero igneo; essi comprovano non solo le vitamine, ma Agni. Tentativi medici, concentrati non solo sui rimedi interni ma anche sulle reazioni olfattive, produrranno i loro effetti. L’umanità è gravemente malata. Le forze oscure tentano di sedurla con ogni genere di droghe, ma gli stupefacenti non servono per allargare i limiti soffocanti della vita. Proprio questa è l’ora in cui occorre vigilare. E bisogna imparare ad amare la vigilanza, come virtù che si addice all’uomo.

351 — Molti piccoli gruppi sono disseminati in tutto il mondo. Le logge nere sanno cosa fare, ma i seguaci della Luce, disorganizzati, sovente si danneggiano fra loro. Gli estranei non sono ammessi nelle logge nere, ma quelli che servono la Luce, per bontà, o piuttosto per ignoranza, sono molte volte pronti ad abbracciare il più pericoloso dei traditori. Bisogna espellere quell’indifferenza che paralizza le forze migliori; si giunge alla spossatezza non tanto per azioni del nemico quanto per l’indifferenza dimostrata dagli amici. Come capire il Fuoco, se si resta indolenti e apatici? Le qualità del Fuoco sono proprio l’opposto. Gli indolenti sono oppressivi, è bene rendersene conto, anche se a volte si riesce a svergognarli, suscitando in loro un poco di indignazione. Lo spirito che si astrae abbandona la vita, come morto.

352 — Non affliggetevi per l’indifferenza; essa tutt’al più dimostra quanto sia intollerabile restare in quella condizione sgraziata e miserevole. Noi non tralasciamo l’opera Nostra unificante neppure in un momento di spossatezza. A volte non si riesce a mettere d’accordo neppure uomini molto simili fra loro; ma ciò non importa: restino pure separati, ma almeno si astengano dall’estinguere i fuochi. Vigilate che i fuochi non si spengano.

353 — Un Guru si appartò a lungo in una caverna; e quando i suoi discepoli gli chiesero di ricomparire, rispose: “Stolti siete; non sapete dunque che mi sono segregato proprio per amor vostro? Non voglio seminare discordia fra voi con la mia presenza. Se invece mi accettate come uno che non esiste, forse i vostri fuochi arderanno più intensi”. Persino a ciò ricorre il Guru per mostrare la necessità di sorvegliare i fuochi, sì che i cuori si accendano!

354 — Molto di frequente si pone la questione, se sia più potente la parola espressa o l’inespressa. Sembrerebbe in effetti che l’uso di formule verbali possa aggiungere forza. Chi è attratto dalle esteriorità pensa che una cornice di parole esalti l’efficacia del pensiero. Ma tutto ciò è solo convenzionale, e le parole non aggiungono nulla all’essenza. Il pensiero inespresso è molto più potente, e manifesta un Fuoco più puro. Se è inespresso, resta totalmente libero dalle costrizioni imposte dalla lingua: si assimila al linguaggio del Fuoco e moltiplica il proprio potere. Noi usiamo mandare pensieri ignei, che vengono intesi per quel che sono. Questa comprensione può essere chiamata conoscenza-diretta, ma all’origine sta il linguaggio del Fuoco. È come ricevere un radiogramma dal Mondo sottile, dalle sue sfere ignee, più elevate. Il Mondo del Fuoco è soprattutto in voi, se solo ne sapeste vedere la dimora! Se qualcuno dunque non crede possibile la comunione con il Fuoco, ricordategli la sua onnipresenza. Ma la corrente deve interessare il cuore, e non il cervello. Il contatto con il Mondo sottile può anche essere continuo, ma per il Mondo del Fuoco occorre una struttura mentale eccellente. Le scorze verbali lo alienano, più che attirarlo.

355 — Ritmo o melodia? Rigorosamente parlando, è il ritmo che crea le vibrazioni. Come sapete, la musica delle sfere consiste soprattutto di ritmo. Il Fuoco sta nel ritmo, e non nel contesto della melodia, anche se, naturalmente, questa possa coincidere felicemente con il ritmo stesso. Il nesso fra ritmo e Fuoco è da comprendere bene.

356 — Il dubbio è la porta principale per cui entrano gli oscuri. Quando si solleva, il Fuoco si cheta; e i cancelli si spalancano, per ammettere tenebrosi sussurri. Bisogna perfezionare l’armonia e gioire di tutto, anche di una gallina che fa l’uovo. Così, nel grande e nel piccolo, si battono i nemici.

357 — Molti vorrebbero porre certe domande, ma si trattengono. Vorrebbero sapere, ad esempio, se la salute può patire per l’approccio al Mondo del Fuoco. Si potrebbe a questo proposito ricordare loro quel filantropo che cessò di distribuire elemosine per timore di venir contagiato dal contatto con i poveri. Non era certo un vero filantropo. Similmente, chi teme il Mondo del Fuoco non è un portatore del Fuoco. Considerate dunque quel Mondo come qualcosa di inalienabile, di primordiale, che si manifesta nel coraggio e nella gioia del cuore.

358 — Pitagora vietò ai discepoli di canzonarsi fra loro, poiché ciò soprattutto disturba la solennità. Chi saluta il sole con un canto non nota le piccole macchie. In quel precetto sta l’affermazione del Bello. Che gli oscuri tengano per sé il fato di quell’abitudine. Chi ha bisogno di buffoni non lascia memoria di sé fra i saggi. Quell’insistere sulla solennità degli inni rivela Pitagora come portatore di Fuoco. Prendete esempio da uomini siffatti, che traversarono la vita in bellezza.

359 — Diranno: “È vietato litigare; è vietato deridere; è vietato tradire, calunniare e ferire; è proibito essere arroganti ed egoisti, sono vietati i privilegi; ma che vita è mai questa?”. Aggiungete: è vietato lasciare cose sporche e in disordine, poiché chi lo fa dovrà rigovernarle da sé.

360 — E c’è un’altra questione che turba in segreto certuni, che vorrebbero sapere se l’Insegnamento non vede di buon occhio la lettura dei Testi sacri. Non si allarmino, costoro. Noi consigliamo di leggere con molta attenzione quelle Scritture. Di continuo richiamiamo allo studio del Libro della Genesi: non vi è forse menzionato il Mondo del Fuoco?

Per di più, che espressioni belle e concise: “Non si muore, si cambia soltanto” e “Come in Cielo, così in Terra”. Frasi come queste possono essere dette solo da un Iniziato. Quei Testi sacri contengono moltissime notizie sulle manifestazioni del Fuoco, perciò è veramente consigliabile leggerli di continuo. Ma anche le vite dei Santi aiutano a comprendere il Mondo del Fuoco. Quei fenomeni, dopo molti secoli, devono ispirare ricerche scientifiche. È triste, lo ripeto, vedere la scienza separata dai massimi principi dell’Esistenza. Per lo meno in senso storico gli studiosi sono tenuti, per dovere professionale, a dedicare rispetto e attenzione alle cronache del passato. Eppure sia gli scienziati che gli artisti evitano di concentrarsi sui tesori contenuti nelle sacre Scritture, come se si trattasse di un tipo inferiore di conoscenza! C’è di strano, però, che proprio quelli che così Ci interrogano sui Testi sacri non trovano tempo per leggerli, nonostante il Nostro consiglio. Ma chi ha il cuore ardente non si arresta per una questione irrisolta.

361 — Non è saggio programmare una dieta a tempo indeterminato. Il cibo, in quanto combustibile, dovrebbe essere scelto in base alle necessità, che insorgono con il variare delle correnti cosmiche. Alcune di queste possono persino annullare il bisogno di cibarsi, o avere effetto contrario. Il cibo è addirittura nocivo quando le correnti sono tese, e può causare malanni al fegato e ai reni, nonché crampi intestinali.

362 — Avete sentito di una specie di epidemia, per cui molti “odono voci”. L’organismo umano è come una radio ricevente. Questa acuta sensibilità potrebbe avere la sua utilità, ma purtroppo, mentre si avvicinano certe precise scadenze cosmiche, la coscienza umana è in grave ritardo. Anziché effetti benefici si profila dunque un’insidia, che favorisce l’ossessione. Molte anormalità consimili si verificano anche in altri campi, quando la coscienza, strangolata dalle macchine, affonda nella follia.

363 — Quando i tempi sono difficili, la solennità è essenziale. Non crediate di essere immuni solo perché siete rimasti in vita. Bisogna essere lungimiranti.

364 — È bene sapere quali qualità acquistano preminenza quando si realizza il Mondo del Fuoco. La giustizia, fra queste, è delle prime. È una virtù impossibile a descriversi in parole, e, quando si sia affermata la conoscenza-diretta, è considerata la suprema. Oltre le leggi terrene, il giusto riconosce la verità. Quelle sono causa di molte ingiustizie, ma chi è conscio del Mondo del Fuoco sa dov’è il vero, e lo percepisce nonostante le ovvie indicazioni dei sensi. La coscienza ignea pertanto trasforma la vita. Anche il martirio conferisce la conoscenza superiore. Ma si distinguono anche altre virtù spirituali che sbocciano sotto l’azione del Fuoco. La moderazione, priva di Fuoco, è solo mediocrità, mentre l’Aureo Sentiero, intensificato dal Fuoco, ne è l’esempio più perfetto. Il coraggio, senza Fuoco, è solo temerarietà, ma se risplende dei fuochi del cuore è un baluardo inespugnabile. E così la pazienza, la compassione, l’amicizia assumono altri colori in quella Luce. È però solo nell’azione, è solo nella prova che il Maestro accerta il grado di acquisizione del Fuoco. Le parole sono meno che inutili per darne assicurazione. Molte parole inondano la soglia delle prigioni, ma pochi carcerieri possono dirsi giusti. E quanto si parla della pazienza! Eppure il primo insuccesso trasforma in cannibali. Non è poi il caso di ricordare quante volte il coraggio verbale diventa codardia. Chi vuole accostarsi al Fuoco deve vigilare sui propri moventi.

365 — Si stanno ammassando montagne di deduzioni scientifiche, ed è difficile trovare chi non ne sia come soffocato. I filosofi greci conoscevano la prigionia delle anime; sapevano in quali ristrettezze si dibatte l’uomo quando resta confinato in poca terra: è allora simile ad una gru, su una gamba sola! Tali conflitti sarebbero improbabili per una gru, che sa di avere il nido su un certo albero, e posa su una gamba sola, ma per conoscere il Fuoco ci vogliono due gambe, cioè due nature.

366 — Ho un lungo elenco di uomini che nuocciono a sé stessi. Come richiamare la loro attenzione sulle occasioni che ricusano? Un minimo rifiuto genera conseguenze incalcolabili. Verrà l’ora di pubblicare questo elenco, e molti ne stupiranno.

367 — Ricordate che esistono oggetti nocivi. Talvolta si è proclivi a riconoscere una certa importanza ai teraphim costruiti allo scopo di influire su qualcuno. Ma, a parte questi, molti altri oggetti sono stracarichi di influssi. Non pochi sono stati fabbricati nell’odio, nella fatica, nel terrore o nella disperazione, e diffondono queste emanazioni nel mondo, e se cadono in possesso di qualcuno soggetto alle medesime condizioni astrochimiche, esercitano un’azione analoga al messaggio di cui sono carichi. I sociologi cercano di migliorare le condizioni del lavoro. Ciò è giusto, ma bisogna aggiungervi l’elevazione spirituale degli operai. Poco importa se essi costruiscono cose piccole o grandi: la saliva velenosa può saturarle comunque. Il magnetismo naturale non richiede pratiche di magia nera. Nei cuori malvagi arde il fuoco nero, siate dunque estremamente circospetti con gli oggetti. Ricordate che Apollonio di Tiana non toccava mai un oggetto che non gli fosse familiare senza prima ispezionarlo attentamente, specie poi se di antica data. Un giorno uno dei discepoli volle infilarsi un anello, e il Maestro lo ammonì di non toccare il veleno. Si scoprì poi che un veleno letale vi era nascosto, e Apollonio aggiunse: ”É però meno potente che il veleno del cuore”. Non prendete questi detti degli antichi saggi come semplici simboli. Sovente hanno un significato letterale, da ricordare e applicare. Nessuno acquisterebbe abiti infetti di vaiolo; eppure questa potrebbe non essere che la millesima parte del contagio ivi annidato. Quante volte ho detto che gli accumuli di pensiero sono molto più virulenti dei veleni! Come il fuoco depone una patina sui vasi, così il fuoco del pensiero è inestirpabile quando satura la superficie di un oggetto. Tra gli agenti disinfettanti è potente l’eucalipto, che contiene molto fuoco. È benefica anche una qualunque fiamma viva: molte infezioni sono state debellate dai fuochi all’aperto.

368 — Perché solo pochi, anche nel Mondo sottile, riescono a percepire bene il Mondo del Fuoco? Perché non guardano nel modo giusto. Durante il soggiorno terreno non se ne occuparono affatto; lo derisero; negarono ogni idea di fuoco superiore; rifiutarono di riconoscerlo e giunsero a vergognarsi di pensare ai principi fondamentali dell’Esistenza. In tale stato trapassarono nel Mondo sottile. Potrebbero quivi i loro occhi vedere quella radiosità che per la loro coscienza è inesistente? A ciascuno secondo i suoi meriti. E non è difficile essere meritevoli se solo non ci si lascia bloccare dalle negazioni. Il Mondo sottile distribuisce i suoi doni secondo la coscienza. Ma se tenete il grugno basso, che altro sperate di diventare, se non un cinghiale?

369 — Avete illustrato con precisione la cura di quel caso di tubercolosi che vi è noto. In verità molte malattie, specie fra le donne, derivano dall’accendersi dei centri. Ma lo si può controllare imprimendo una direzione opportuna alla coscienza. Può darsi che il fuoco della coscienza fosse in attesa da molto tempo, e che scintille di Fohat siano penetrate nella regione del Calice restandovi inutilizzate. Così inizia la conflagrazione, e la tubercolosi è l’effetto più comune del Fuoco non assimilato. Assimilare in coscienza coinvolge il fisico. Questa connessione fra coscienza e corpo denso è specialmente percettibile nel caso del Fuoco, che deteriora in modo evidente il fisico se non viene realizzato. Perciò, durante la malattia, specie in presenza di catarro, è utile eseguire un pranayama molto semplice: inalare dal naso al modo solito ed esalare dalla bocca, dirigendo il prana nell’organo colpito. Ma per intensificare l’azione bisogna aver chiaro in mente che si inala Fuoco spaziale e si esala Ur, il combusto. In tal modo il Fuoco torna ad essere un rimedio, e il medico può alleviare la condizione del malato dimostrandogli che è semplice attirare l’energia fondamentale. Per buona sorte lo stato di malattia rafforza la fede, e quanto più è grave tanto più prontamente si riconosce il Fuoco.

370 — Lo stato di malattia stimola l’azione dello spirito, quindi il medico può consigliare con successo molte prescrizioni benefiche che alleviano il male e rafforzano la coscienza spirituale. È molto importante intensificare lo spirito. A tal fine usavano, un tempo, durante riti e incantesimi, certe esortazioni per accentuare la condensazione dell’energia.

371 — Una certa quiete è necessaria per assimilare meglio i fuochi. Non si può assorbire l’energia superiore stando seduti su un vulcano. È dunque imperativo ripetere le parole di Salomone: “Anche questo passerà”.

372 — Le epidemie di tetano sono ignee, e possono diffondersi quanto il cancro. L’aria di montagna può alleviarle, ma il rimedio principale è l’assimilazione dell’energia del Fuoco. Qualunque scossa improvvisa può causare sia il cancro che il tetano; ciò indica che l’organismo è in stato di equilibrio precario, sì che il minimo sussulto apre tutte le porte alla malattia. Chi parlò del tesoro della coscienza fu un grande medico. È urgente ricorrere alle debite profilassi. Oggi avete sentito del cancro, domani sarà la volta del tetano, e poi di crampi alla laringe, e della peste bubbonica, e poi ancora di una nuova malattia del cervello; una vera e propria sequela di scoppi di terrore, mentre gli uomini se ne domandano la ragione. Ma saranno più propensi ad ascriverla ai vapori di benzina che al Fuoco, che non comprendono e non vogliono.

373 — La capacità di percepire la presenza dell’ossessione è ignea, ed è chiamata “Urumiya”. L’uomo non è il solo a possederla: anche certi animali, domestici reagiscono a quell’orrore. Cani e cavalli specialmente sentono e aborriscono la vicinanza dell’ossesso. Nell’antica Cina si allevava una razza speciale di cani, di gran pregio, molto sensibile e utile nello scoprirla. Nei tempi antichi si usava inoltre presentare cani cavalli agli ospiti, tenendo d’occhio le reazioni degli animali, e molti messaggeri venivano controllati in questo modo. Si noterà che anche i gatti reagiscono all’ossessione, ma in modo opposto: ne vengono come esaltati. Se un gatto, ad esempio, percepisce un ossesso o la sua presenza, non corre a nascondersi, ma se ne va attorno beato, mentre un cane ringhierebbe o cercherebbe di avventarsi contro l’intruso. Bisogna coltivare in sé Urumiya, non solo per proteggersi, ma per espellere l’ossessore. Molte volte basta un colloquio sull’importanza di Agni per cominciare a svellere quell’entità, che, pavida del Fuoco, si infuria ed è costretta ad allontanarsi.

374 — Urumiya inoltre connette alla scienza del Fuoco. La maestria nel dirigere il Fuoco non è nel novero delle arti meccaniche, sta nella realizzazione dell’energia superiore, acquisita sperimentando nel Mondo sottile. Le frecce non volano per comando verbale; ci vuole il Fuoco, per cui non esistono distanze. Certo anche le frecce scoccate con più forza possono essere respinte dal fuoco nero, quando le due azioni coincidono. È allora bene attendere o difendersi.

375 — Il seme e la divisibilità dello spirito illustrano la monade. Il primo è indispensabile alla vita, e la seconda consente alla monade di arricchirsi e di dissiparsi. È possibile suddividere coscientemente il proprio spirito per il bene del mondo e inviarne parti distinte in varie missioni. Un simile gesto non può che arricchire. Ma l’ignoranza può dissipare il tesoro e assopire il seme: il risultato è l’assenza dell’anima. In realtà le parti dello spirito dissipate per ignoranza possono farsi agenti di ossessione, e allora guai al cuore che non veglia! Ma per non dover tornare sulla questione della divisibilità dello spirito ricordate che il suo seme può essere o in letargo o vigile e radiante. Solo questa luce crea il magnete del cuore, che riattrae le parti sprigionate dallo spirito. Grande è la differenza fra mandare liberi e disperdere. Sappiate inoltre che il seme spirituale in letargo, pur serbando la vita, ammette tutte le qualità proprie dell’assenza dell’anima.

376 — È bene farla finita con quella confusa concezione dell’anima-gruppo. Gli animali, prima dell’individuazione, esprimono con particolare intensità uno stato di concordanza. Ma non è corretto vedervi l’equivalente dell’anima-gruppo. È una confusione causata da certe traduzioni e commentari. L’idea platonica delle anime gemelle era non solo più vicina alla verità, ma anche espressa con bellezza. Non usate dunque questa dizione: anima-gruppo, che è erronea, e sostituitela con quest’altra: concordanza spirituale. Anche fra gli uomini la concordia è un’acquisizione preziosa, che edifica l’individuo. Non complicate ciò che è facile da capire. Alla vigilia di un lungo viaggio è necessario fornirsi solo dell’essenziale; sarebbe follia caricarsi di pizzi e merletti, e dimenticare la chiave della Casa paterna: il Padre Nostro non ha bisogno di quelle cose. Ricordate le vie semplicissime della Luce di Agni. Sta bene, leggete e studiate, poiché è doveroso conoscere le scie dei pensieri elaborati in passato, ma per l’avvenire vi basti la lampada di Agni.

377 — Le tensioni sono molte, e le conquiste rallegrano. Ma è impossibile ottenerle quando si è depressi. Questo stato è come la morte, è come un sacco sfondato! In quella condizione, infatti, sfuggono i valori più preziosi, perciò è lecito equipararla alla morte. Quando vi alzate per riprendere il lavoro aprite le porte alla vittoria, e marciando verso quella meta i fuochi devono splendere molto luminosi: ricordatelo bene, specie nelle ore di depressione. È la corda dell’arco.

378 — Il cuore puro percepisce la tensione, ed esce vincitore, superando oppressione e avversari.

379 — Si dovrebbe parlare del Mondo del Fuoco anche ai giovanissimi. Ma per prima cosa occorre mettere in chiaro che non esiste il vuoto, e che non c’è solitudine. Allora si può parlare del Protettore e della Guida. Così i fanciulli imparano che non c’è nulla di segreto, e questa è una base che consentirà loro di difendersi bene dalla paura. Molto male fanno quei genitori che, per ignoranza vogliono convincere il bambino a non aver paura, perché non c’è nulla. È un seme negativo che ne può offuscare in seguito tutta la vita e deprimerne la coscienza. I fanciulli sanno perfettamente che dovunque esiste qualcosa, e vedono molte immagini, alcune di Fuoco. Ricevono visite di bambini sconosciuti venuti a giocare con loro, e di adulti. Medici ignoranti cercano di abbattere queste capacità percettive con rimedi a base di bromuro; è proprio come tarpare le ali. Ma i veleni non servono! I bambini crescono sani solo se la realtà viene loro illustrata con buon senso. Bisogna poi prestare altrettanta attenzione ad ogni frammento di verità. Dice il lama: “Pregate ogni giorno, o fareste meglio a non pregare affatto”. E in fondo voi sapete che è vero. In realtà bisogna saper mantenere le vibrazioni superiori, senza slacciare il ritmo connettivo. Sapete il valore del lavoro costante e ritmico, e come sia potente per aprire i Cancelli.

380 — Dal momento che l’Hatha Yoga richiede certi esercizi corporei, si potrebbe domandare se anche gli altri Yoga ne necessitano. Nessuno degli Arhat, né dei grandi Eroi dello spirito mai li praticarono. In verità questi altri Yoga riguardano prove spirituali che non solo soggiogano il fisico ma sostituiscono qualunque esercizio corporale. Solo l’affermarsi dello spirito sostituisce tutto il resto.

381 — Fra le droghe leggere siate cauti soprattutto con il bromuro, che estingue i fuochi, ma è presente molte volte in composizioni diverse. La valeriana, al contrario, li accende. Curare a base di narcotici equivale ad impiegare il veleno dei rettili. In Atlantide lo si usava, ma potete facilmente immaginare quanto sovente fosse letale. A profitto della salute pubblica bisogna vigilare che i cibi non siano contaminati; i formaggi troppo fermentati e altre cibarie impregnate di tossine della decomposizione non devono essere tollerati. Il Fuoco esige un combustibile puro.

382 — Non vi nascondo che la pressione è grande. Si può anche non parlarne, ma è meglio, per lo spirito già temprato, esserne consapevole ed emanare pensieri di Bene. Ignobile è quel sofisma per cui ci si limita a dire: “I miei piccoli pensieri non servono a nulla”. Qualunque pensiero è un contributo, purché sia un pensiero.

383 — È difficile dissociare in sé stessi i tre principi fondamentali. Naturalmente è possibile sconnettere i frammenti ignei. È cosa da farsi? Solo la sommersione nelle tenebre del caos oblitera l’intera Figura di Fuoco. Lo studio dei tre principi può arricchire la concezione dei tre veicoli, ma una cosa è cominciare, e un’altra, ben diversa, persistere e sviluppare il proprio pensiero. L’aspetto cosmico dell’Essere potrebbe sembrare semplice come idea, ma che sforzo tenace e duraturo ci vuole per dargli bellezza. Anche nel dirigere e guidare si nota la stessa cosa, in tutti i casi: non basta indirizzare l’allievo, bisogna condurlo alla vittoria. Anche nelle faccende di casa, come essere certi che una commissione sia eseguita a dovere? Quante volte un uomo esce a far compere e torna a mani vuote! Voi stessi avete visto molti che, partiti di buon proposito, escono dal sentiero e gettano alle fiamme quanto avevano già acquisito. Grave è il danno che ne deriva, non solo per sé ma anche per chi è connesso dal karma. Com’è abominevole rinunciare ad un grano di Verità già assimilato! Solitamente quello squarcio distruttivo è causato dal pensiero caotico. Gente così non serve neppure per fare commissioni al mercato: mandati a comprare un turbante sono capaci di tornare con una ciabatta. È dunque solo il pensiero retto e stabile che ha la meglio sulle tenebre del caos.

384 — Vergognatevi di ogni esitazione! Quant’è pericoloso inciampare quando si porta il Fuoco!

385 — Un aviatore, raggiunto un primato di altitudine, resta insoddisfatto, e decide di ritentare un risultato migliore. L’insoddisfazione conduce all’Infinito, e la si dovrebbe apprezzare per quel che vale. L’appagamento è compagno del piacere, mentre la gioia vola nell’Infinito. L’Insegnamento del Fuoco deve alimentare i fuochi accesi e proteggere da chi viene per estinguerli. La soddisfazione è segno di mediocrità e di ignoranza. Non essa, ma la gioia dell’eterno lavoro è destino del grande in ascesa. Oggi gli stolti ridono a sentir parlare di un’elevazione infinita. Ma neppure la tomba potrà evitar loro l’Eternità. Solo una mente puerile non riesce a comprendere che l’involucro terreno non è un compimento. I fuochi chiamano all’ignoto, e anche i ciechi ne vedono le luci. Non mancate di interrogarli sui fuochi: fra loro qualcuno vede segni di fuoco e sanno che sono in rapporto con il cuore. Dunque l’insoddisfazione stimola al Mondo del Fuoco.

386 — Fra i profilattici contro il cancro e altre malattie è consigliabile la valeriana. È un tonico ed un rimedio preventivo di cui parlo spesso, ma qualsiasi misura profilattica deve essere sistematica: ogni sera, inesorabilmente, come il corso quotidiano del sole.

387 — Ordine sistematico e ritmo sono valori decisivi. Dallo studio delle biografie si rileva quanto il ritmo abbia rafforzato la mente e il Fuoco. Oggi molto se ne parla, ma senza applicarlo alla vita. Il pensiero resta gravemente caotico e la vita è disordinata. Gli antichi introducevano un certo ritmo nel loro pranayama ma oggi tutto è permesso, e l’uomo è schiavo di tutto. Lo Yoga del Fuoco è un altro monito sul valore dell’uomo.

388 — Pessimo è trapassare nel Mondo sottile in preda ai fuochi neri della malizia: ne deriva la cecità, e, inoltre, l’impossibilità di comunicare, che è il linguaggio dello spirito. Quando diciamo che la malizia è intollerabile diamo un ottimo consiglio, poiché non è un attributo umano, ma l’infima delle ignoranze. Essa degrada l’uomo e ne fa una bestia, con tutto quello che ciò comporta. Se dunque si passa nel Mondo sottile pervasi di malvagità è difficilissimo elevarsi. Se è vero che i possessi di qualunque natura sono di ostacolo all’ascesa, la malizia, come un ferro rovente, brucia tutte le acquisizioni. Gli esseri dimoranti nelle sfere intermedie di quel Mondo non riescono a purificare quel cieco che accecò sé stesso, finché non riscopre un frammento di coscienza spirituale. La buona volontà è un consiglio da ripetere a molti, anche ai fanciulli.

389 — Buona volontà non vuol dire debole volontà. Accade sovente che qualcuno, privatosi di una facoltà, perda con essa molte altre qualità necessarie. Non scambiate certe vergognose sopravvivenze obsolete per delle acquisizioni preziose. La malizia, ad esempio, è cosa ignobile, ma lo sdegno spirituale è quell’insorgere impetuoso di elementi di cui si parla nelle scritture più ispirate. La battaglia spirituale non ha nulla a che fare con la malizia: la Luce disperde le tenebre, ma senza malvagità.

390 — Lo stato di cecità nel Mondo sottile è penosissimo. Figuratevi di entrare in una casa semi buia, dagli angoli formicolanti di figure indistinte che si sovrappongono, attorniate da macchie oscure. Chi è cieco e maligno vi vedrà orride immagini, anche dove non esistono mostri. In realtà, invece degli Esseri di Fuoco vedrà a malapena due o tre faville, senza senso per lui. Ecco perché bisogna abbandonare le concezioni terrene, per elevarsi ai mondi lontani.

391 — Gli uomini nuocciono a sé stessi tutte le volte che si rifiutano persino di pensare al Mondo sottile, o lo ritengono qualcosa di inconcepibile. Quel Mondo è da intendersi come lo stato più perfetto dei migliori sentimenti umani. Solo così ci si appresta una vita migliore colà.

392 — Ritorniamo alle conseguenze della malizia. Quando quella talpa, semicieca, scava nel sottosuolo del Mondo sottile può attraversare scariche di Fohat, che sono fortissime, come folgori, e molto penose. Avete visto l’armatura elettrica della battaglia spirituale. L’impeto dell’energia psichica scuote tutto l’essere. Non si può toccare, e neppure avvicinare un simile apparato. Tutta la sfera ambientale si carica in misura conforme a tale tensione, e se un oscuro si approssima resta distrutto, con orribili dolori. Ripetiamo dunque che la malizia getta nelle tenebre, dove attendono tremende sorprese.

393 — Talvolta, nell’ora del pericolo, il Maestro protegge assumendolo su Sé stesso, quasi a parare quelle tenebre fitte con le mani. In tali frangenti è necessaria molta cautela. Una grave tensione incombe, ed è bene allora essere specialmente grati al Maestro. Questo sentimento, più di ogni altro, congiunto alla solennità, preserva l’armonia e il giusto rapporto di vibrazione con Lui. Non sempre si dispone di quello scudo di Luce. L’ignorante presume che la società debba aver cura di lui, ma chi ragiona sa quant’è arduo costruire dal caos e apprestare le pietre del Tempio.

394 — Solo gli sciocchi si disperano. Ogni ora che passa presenta le sue lezioni ed è giusto essere riconoscenti per ogni esperienza. La notte consente di vedere i mondi lontani e le lontananze remote. Ma anche le varie ore del giorno offrono quantità di occasioni favorevoli per osservare. C’è da essere grati. La scienza indaga sulle ghiandole, ma non osa ancora pensare all’energia del Fuoco.

395 — Si devono osservare fenomeni cosmici connessi alla vita fisica: molte sono le analogie evidenti. Io lodo quelli che osservano ciò che altri trascurano. Sono tempi severi, questi. Nei vari Purana si possono leggere certe scadenze. Se vi sono scienziati in grado di predire eclissi e terremoti, altri ne esistono che sanno computare date diverse; la transizione dal Kali al Satya Yuga è stata accuratamente descritta, e si è segnalata la gravità dei tempi.

396 — Quando insisto sul beneficio della riconoscenza non è perché qualcuno ne abbia bisogno, ma perché contiene la reazione della beatitudine. Le varie emozioni hanno un loro processo chimico, che dovrebbe essere analizzato: ciò aiuterebbe ad individuare l’energia psichica. Non tanto le vitamine quanto l’energia ignea dovrebbe occupare l’attenzione e la fantasia. Non è possibile considerare come opera di occultismo la rivelazione dell’esistenza umana! Bisognerebbe richiamare molte menti a queste ricerche; per di più si scoprirebbero anche altre peculiarità benefiche dei sentimenti. Ad esempio, si dovrebbe per prima cosa accertare la direzione del processo evolutivo: non possono esisterne due, ma una sola, e gli sforzi in direzione diversa sono errati. Ricordatelo, perché è comune confondere l’individuale con lo stimolo generale dell’epoca. Se in un dato tempo deve intensificarsi nella coscienza il potere dell’energia psichica, non c’è macchina che possa impedire l’avanzare perentorio del mondo.

397 — La capacità di discernere la vera direzione è una facoltà grande e ignea, ed è comprensibile che non la si acquisisca facilmente. Essa richiede non solo discussione e analisi, ma un attentissimo studio della vita. Nessuno pretende di saltare a piè pari dalla coscienza animale alla conoscenza-diretta. L’istinto animale ne è il germe, ma che abisso fra un cane che riconosce il padrone e un uomo che abbia coscienza del Mondo del Fuoco! Chi percepisce quel Mondo quando ancora avvolto nel corpo fisico è già illuminato.

398 — Bisogna inoltre capire bene quando parlo della necessità di prudenza. La cosa più pericolosa di tutte è l’impegno fervente posto in una sola direzione. C’è rischio di salvare le gambe ma di rompersi l’osso del collo. Perciò i pregiudizi sono perniciosi. Sovente l’uomo segue un programma preconcepito, così escludendosi da un destino migliore.

399 — L’evoluzione è indipendente e volontaria: ecco una legge fondamentale. Il progresso cosciente non si manifesta solo per l’azione degli elementi basilari del karma, ma è anche innescato dal Mondo del Fuoco. È impossibile costringere l’uomo ad evolvere spiritualmente; non si può forzare al bene un cuore in letargo. Si può additare la via, si possono posare pietre miliari, ma infrangere la coscienza è come tagliare le radici dell’albero futuro. Milioni di anni possono sembrare molti, ma in verità anni e secoli non esistono. Gli uomini hanno diviso l’esistenza in minuti secondi, e annegano fra gli zeri. Perciò è di grande valore la psicologia del Mondo sottile, dove le ore non contano, ma solo i risultati. Talora qualcuno si sdegna ai precetti dell’Insegnamento, ed esclama: “Perché questi libri non danno le formule finali?”. Domande come questa dimostrano ignoranza dei principi fondamentali. L’Insegnamento dà la giusta direzione e accende fuochi lungo tutta la via faticosa: seguendo quei fari si può procedere. Si possono trovare soluzioni già mature nel cosmo, e cogliere cenni precisi, ma è lo spirito che deve combinarli di sua propria volontà in un mosaico. Costruire il sentiero è prescritto dal grande Architetto. Come in certe leggende, bisogna posare a terra l’orecchio, per non perdere il suono di un passo o di un sussurro. Gli uomini leggono molto ma applicano poco. Ma le scadenze sono imminenti!

400 — Gli uomini non pensano a quelle date, a loro basta il meccanismo dell’orologio. Certo il Cosmo è disseminato di meccanismi, ma il primo dei motori è Agni.

401 — Chi affermò che i lampi di luce non sono altro che pensieri diretti non fu lontano dal vero. In effetti, i pensieri spaziali sono come scariche elettriche e possono produrre considerevoli effetti luminosi. I colori delle scintille dipendono dalla qualità dell’energia che le provoca. Noi proiettiamo pensieri che non solo creano segnali luminosi, ma producono anche sensazioni corporee. Questa trasmutazione prova che il pensiero è energia. Bisogna dunque abituarsi a questo concetto fin dalla prima infanzia; ma a tal fine la scuola deve insegnare la sostanzialità dello spirito. L’umanità, lo si nota, molto si è allontanata dal principio spirituale in pochi anni. Molti testi che l’avrebbero rivolta proprio in tale direzione non destano interesse. Ma ciò non può durare. Con tutti i mezzi è necessario ricordare all’uomo l’essenza spirituale. La suddivisione in molte sette non serve che a condurlo in un labirinto. La natura del Kali Yuga è caratterizzata proprio dal suddividersi dell’organismo intero nei suoi costituenti. Ma la Madre benedetta si leva all’alba per raccogliere quelle parti disperse di un Essere solo. La Madre del Mondo attrae l’attenzione delle genti e attende la Stella del Mattino.

402 — L’inatteso paralizza i sensi umani: si perdono l’udito, la vista, l’olfatto e il tatto persino. E tutto ciò non per effetto di paura, ma solo per essere stati divelti da un sentiero preconcetto. In realtà fra gli elementi il fuoco è proprio quello che più giunge inatteso. Gli uomini limitano la loro coscienza a poche formule di Agni, e pertanto semplicemente non contengono le altre numerose varietà di quell’elemento. Ciò significa che molto resta ancora da assimilare, così rendendo atteso l’inatteso. Nello stesso modo bisognerebbe comportarsi con le manifestazioni ancora ignote della vita. Occorre armarsi spiritualmente per non essere travolti dalla sorpresa nel Mondo sottile. Molti si attendono di incontrarvi parenti, o una Guida; e anche certe pellicole, prive di spiritualità, hanno più volte mostrato impressioni di tali incontri. Ma in qualsiasi mondo è sempre meglio dipendere dalla propria forza e dalla propria coscienza. Bisogna quindi eliminare ogni possibilità di scossa alla coscienza ristretta, e non lasciarsi travolgere dall’inatteso. Molti sono i concetti, le forme e le combinazioni impreviste che fanno fremere la coscienza, ma quanto più si ammette e si immagina, tanto meno si resta limitati. Esercitatevi dunque a sviluppare l’immaginazione in senso globale. Gli uomini non vogliono riconoscere che l’inatteso, cioè l’ignoranza, paralizza i nervi. Ma è una reazione che, per quanto breve, arresta l’opera del Fuoco. Ad ogni occasione abituatevi all’idea dell’imprevisto: è un consiglio da ricordare bene.

403 — Chi afferma che la religione nuoce all’intelligenza la calunnia, e bestemmia lo spirito. L’appagamento non è certo una virtù.

404 — Forse la settima vitamina è il Fuoco. Sovente si è detto con tutta chiarezza che l’aria pura fornisce un nutrimento molto più potente che quella di città. Ma dicendo puro si dovrebbe intendere una particolare saturazione ignea. In montagna si può vivere più a lungo senza cibo e senza bisogno di dormire. Agni, che nutre lo spirito, soddisfa colà senza bisogno di cibi pesanti. L’alimentazione a base di prana nei luoghi elevati dovrebbe essere oggetto di studio.

405 — L’idea di dedicare almeno mezz’ora al giorno a meditare è ottima. Non suggerisco concentrazioni speciali; è bene pensare agli aspetti migliori di tutto ciò che avviene. Anche piccoli segni rivelatori della parte migliore della vita danno barlumi di Luce, e stimolano la gratitudine e la magnanimità. Sono fuochi equivalenti ad una dose di musco. Pensare al meglio pone i nervi in uno stato di tensione aspirativa. Bisogna poi farli lavorare, ma solo il Bene li rafforza.

406 — Si è ormai virtualmente abbandonata la pratica di magnetizzare l’acqua, ma fino a poco fa essa era ancora usata, a scopi di bene e di male. Ne è chiara l’importanza, che ancora una volta dimostra che si tratta di un processo igneo. Come atto di precauzione un tempo si copriva con il palmo della mano il calice contenente una bevanda ignota, nella convinzione che la pelle avrebbe rivelato i sintomi di ingredienti velenosi. Per magnetizzare l’acqua si ricorreva anche al litio e al ferro, mentre si evitava qualsiasi miscela solforica. In antichissimi scritti si trovano cenni di trasmissione di pensiero ottenuta mediante l’acqua e l’olio santo. Il latte non veniva magnetizzato, per via dei suoi componenti organici, ma questo è un errore, poiché se prodotto da una vacca sana è invece assai adatto a tale proposito. Ma in antico, per timore dell’idrofobia, si evitava di farlo.

407 — L’Arhat è capace di impedire che le sue sensazioni perdano acutezza. E una facoltà rara che si acquisisce solo con grande tensione ignea: un ascetismo adamantino, che attira i cuori. Colui di cui avete udito di recente conosceva questa vivezza intensa del sentimento, e chiunque Lo avvicinasse ne percepiva la costante freschezza del cuore. Un tale acume inalterabile non si ottiene con tecniche speciali, ma semplicemente aprendo il cuore. Egli non perdeva tempo a commiserare sé stesso, e questa Sua qualità non era intellettuale, ma una Sua seconda natura. Eppure quanti sacerdoti, preda della monotonia quotidiana, hanno perduto ciò che avevano accumulato! La vita di tutti i giorni è il grande banco di prova: apre le Porte dell’Eternità e afferma il Fuoco.

408 — Il grande Architetto costruisce di continuo. È assurdo pensare che nell’Universo esistano parti ormai compiute e perciò statiche. Si fa grande uso della parola evoluzione, ma senza capirne affatto la realtà. Molto si discute sulla struttura sociale, ma sempre partendo dal presupposto che essa esista in un modello rigido e finito. Le storie del Diluvio e dei periodi glaciali sono interpretate come semplici simbolismi; e non sta bene parlare di Atlantide, nonostante le testimonianze degli autori greci. Vedete che la coscienza umana sfugge tutto ciò che pare insidiarne lo stato di agio conseguito. Così anche l’idea di evoluzione diventa un’astrattezza, per non turbare minimamente i cuori pietrificati. Ma il firmamento non suscita pensieri di moto eterno? Solo ricorrendo a tali concezioni evolutive si comprende la bellezza del pellegrinaggio terreno, come preliminare per l’ascesa. La brevità della via non vi spaventi, ma al contrario vi sia causa di gioia, come il corso rotatorio del sole. È urgente, è necessario esplicare fino a che punto l’evoluzione sia salda nelle mani del grande Architetto dell’Universo. Bisogna rendersi conto che il pianeta naviga nello spazio, così come i marinai sentono la profondità dell’oceano sotto la nave: dapprima questo star sospesi sull’abisso li sgomenta, ma la realtà e l’esperienza presto li abituano all’idea. Tutti i cittadini del mondo sono, come quelli, sul ponte di una nave, e sotto i loro piedi si apre l’abisso. I marinai non dipendono esclusivamente dalla loro nave e dai loro computi; se così fosse, non ci sarebbero naufragi. Così gli astronomi annoverano tanti corpi celesti, ma ignorano l’origine delle comete e non sanno prevedere le meteoriti giganti: il pubblico viene avvisato solo quando la loro comparsa è cosa ovvia. Talvolta essi notano il collasso di mondi interi, ma più sovente ciò avviene senza attirarne l’attenzione. L’astronomo è una sentinella notturna! Ma che dire degli eventi diurni? Si osserva dunque, più o meno, solo la metà di ciò che è evidente. Quante cose inattese restano nascoste per il cuore in letargo!

409 — Annotate gli eventi insoliti. Solo così fisserete certi fenomeni degni di nota, che altrimenti svanirebbero nel crepuscolo dell’indifferenza. Che sarebbe se le grandi biografie umane non fossero state scritte? Oggi non se ne saprebbe nulla, e molte ispirazioni non avrebbero acceso i vostri cuori. Non abbiate dunque vergogna di annotare, non fosse che per sommi capi, ciò che vi sembri avere un valore particolare. Non state a chiedervi se tale pregio è grande o moderato, ma lasciatevi guidare dalla sua rarità, che invero sovente dischiude cose del Mondo del Fuoco. Ogni suo barlume è già prezioso.

410 — Chi mai può vantarsi di aver raggiunto il massimo dell’impegno? Nessuno può essere tanto sciocco. I1 cuore sa dove passa il sentiero benigno dell’accelerazione. Il fervore benedetto deve sovente essere riproposto in modo umano. Com’è bello essere costantemente accesi! Non ci sono segrete che quel fuoco del cuore non illumini. Siate dunque ardenti, in bellezza!

411 — Il linguaggio dello spirito è essenziale per il Mondo sottile. La sua essenza è sottile, ma è possibile abituarvisi anche nelle condizioni terrene, ed è un esercizio utile e fervente. Le scuole devono accertare le risorse degli allievi proponendo loro una sola parola; in seguito si chiederà loro di comprendere alla prima occhiata. Quest’ultimo esperimento è il più prossimo al Mondo sottile. Per di più è possibile migliorare il senso dei rapporti rivolgendosi all’interlocutore secondo la sua natura. Così in una conversazione terrena si adotta il linguaggio favorito del proprio compagno, tenendo conto delle sue condizioni di coscienza. Qualunque maestro di scuola sa che gli è necessario essere multiforme nel linguaggio per farsi amici gli allievi. Ma, a parte la scuola, in qualsiasi famiglia s’impara a riconoscere la mentalità della padrona di casa. Si manifestano in tal modo, nel bel mezzo della vita giornaliera, caratteristiche di natura sottile. Basta notarle, penetrarle ed estendere le osservazioni. Ma per riuscire bisogna aver rispetto profondo per il futuro e amare l’elemento primo del Mondo sottile: Agni. Insisto nel dire “amare ardentemente”; solo così si assimila il Fuoco, cosa tanto ardua a compiersi in Terra. Le conversazioni dovrebbero tendere soprattutto a comprendere il Mondo sottile, e, come apoteosi, condurre senza timore nella radiosità della Sfera del Fuoco. Noi ci rallegriamo quando si stabiliscono le basi del Mondo sottile durante il soggiorno terreno. Con ciò si avvicina il pianeta a meglio collaborare con i mondi lontani, cioè si partecipa all’evoluzione.

412 — Oggi le negazioni sono all’ordine del giorno; ma nessuno passa senza paura nel Mondo sottile se non purificato dall’immersione nella conoscenza-diretta. Non molto tempo fa questo modo di pensare sarebbe stato chiamato poetico, e nessuno l’avrebbe degnato di attenzione. Ma ora è già risaputo che la sintesi è una formula potente. Quando la partenza è affrettata il saluto si riduce ad una sola parola, la più urgente; perciò Noi inviamo questa parola: Agni.

413 — I pensieri sono come i funghi nel bosco: bisogna raccoglierli. E quando si va per funghi non si guardano le noci. Bisogna dunque sapere, in ogni momento, qual è la cosa più urgente. Assimilate pure manifestazioni variate, ma ricordate ciò che è immediato e imparate a compierlo nel modo più rapido. Ecco Adamante.

414 — Dico che è tempo di raccogliere tutte le forze e tutto il coraggio. Le tenebre sono all’attacco in tutto il mondo. Possibile che i buoni si combattano fra loro? Certi dolori al cuore sono provocati dai pensieri che si emettono. Il medico dirà forse che si tratta di spasimi dell’aorta, senza tener conto di certe cause esterne notevoli. Perché accontentarsi solo degli effetti senza risalire alle cause?

415 — È davvero difficile capire perché uomini che servono una stessa causa si disprezzino a vicenda. È necessario educare la conoscenza-diretta, non fosse che in modo modesto. Ma screditarsi l’un l’altro è uno dei peccati più obbrobriosi. Non saprei usare altra parola che questa: “peccato”, tanto distruttivo è quell’annientamento reciproco. Lo si può spiegare come una forma di ossessione, ma vergogna a chi, già accosto ai principi basilari, recede in tale villania. Chi sminuisce e distrugge pensi alla propria coscienza: è ben lontana dai fuochi del cuore.

416 — “Tacete, o corde, ch’io possa cogliere un’altra melodia”, si cantava nei Misteri greci. Questa rinascita di armonia spirituale non è un “vuoto”, come talora si dice. Aprire il cuore non significa devastarlo; al contrario, quando l’ultima vibrazione della corda si smorza il fervore dello spirito si faccia subito più acuto, in ascolto di armonie più perfette.

417 — La quiete è preziosa, perché intensifica i fuochi. I vortici astrali possono essere come venti impetuosi che smorzano anche le fiamme più violente. È un’agitazione che non viene dalla fiamma, ma dall’esterno. Siate dunque prudenti, perché la pressione è grande.

418 — Si prova sovente uno stato inesplicabile di esaltazione e di depressione. Per lo più lo si ascrive allo stomaco, anziché alla vicinanza di forze buone o nere. Sono fenomeni frequenti e possono essere intensi. A volte si sente come un tocco, o una fitta, e anche in questo caso si pensa ad una ragnatela piuttosto che al contatto con entità del Mondo sottile. Del pari accade sovente di udire dei movimenti e dei fruscii, ma si pensa ai topi o ai millepiedi, pur di escludere qualunque pensiero di fenomeni di mondi lontani. E chi fa così è poi quello che si lamenta perché il Mondo sottile non fa nulla per manifestarsi. Ma i moti sottili non sono colpi di martello! L’approccio a quel Mondo dovrebbe essere ammesso e studiato senza paure, come qualunque altra cosa. Non si deve condannare ciò che neppure si degna di attenzione. E se qualcuno poi è tanto fortunato da vedere un Essere igneo, per prima cosa penserà ad un demonio. Tale è la degenerazione della coscienza contemporanea! Una simile crassa ignoranza viene chiamata scetticismo, giudizio critico, o erudizione, ma sarebbe molto più accurato chiamarla stupidità.

419 — Spiritualizzare il pensiero è un’autentica facoltà del Fuoco: è come temprare la lama della spada in attesa della battaglia. Una cosa sono i pensieri vacillanti che, ancorché utili, scivolano sulla superficie della coscienza e rapidamente si disperdono nello spazio, ma di valore molto maggiore sono i pensieri saldamente impiantati nel cuore. È un processo da considerare anche come semplice aspetto fisico. È quindi bene, all’esordio di un pensiero, così comandare a sé stesso: “Posalo sul cuore!”. Questo consiglio è molto utile per disciplinare il principiante. Inoltre tutto ciò che si depone volutamente nel cuore resta nel Calice.

420 — Scintille e altri fenomeni luminosi producono gran parte del tessuto che connette al Mondo sottile. Quando la tensione del Fuoco è grande, si vedono anche flussi di faville emesse dalla bocca e dagli occhi. Si tratta di fenomeni elettrici? Sono piuttosto manifestazioni di Fohat, connessi all’energia ignea. Quindi chi non ha occhi e orecchie intasati dall’ignoranza può osservare molte cose sia dell’uno che dell’altro mondo. Non è giusto credere, per sfiducia in sé stessi, che il Mondo del Fuoco non sia accessibile ai terrestri. Ci sono Scritture, di tutte le religioni, in cui si narra di certuni che, pur non molto istruiti, pervennero in modo istantaneo e diretto sulle Cime più infuocate.

421 — I vari insegnamenti sanzionarono il voto, pur di natura diversissima. Il voto è molto utile per disciplinarsi, e per molti è difficile capire quanto siano utili tali esercizi in vista delle vittorie future. Un voto taglia via di netto molte dissolutezze, che, per essere indiscriminanti e irresponsabili, sono causa di gravissime conseguenze nel Mondo sottile. È come giocare col fuoco. La dissolutezza è un pericolo da tener sempre presente. È difficile e penoso cominciare a liberarsene tardivamente nel Mondo sottile. È bene mettersi alla prova assumendo voti utili di varia natura. Sovente si cade nel ridicolo, come quando si esprimono voti ferventi solo in momento di pericolo. Gli antichi dimostravano di comprenderli meglio, perché li assumevano nel Nome dell’Altissimo, così intensificando il loro solenne ed elevato stato mentale. Non si trattava di superstizione, né di baratto con le Forze superiori, era lo slancio dello spirito già conscio di una migliore libertà.

422 — Avete ragione a ricordare il benefico costume burmese, per cui si rammentano al malato grave o al moribondo le sue imprese migliori: ciò è sicuramente vantaggioso anche in senso terapeutico. In senso spirituale, poi, dimostra quante sagge pratiche esistono ancora presso i popoli più diversi, frutto di conoscenza profonda. Esse comprovano l’esistenza di un rapporto con il mondo moderno, e vividamente mostrano con quanta cura siano da studiare le usanze popolari.

423 — Altri esempi di saggezza si trovano nei canti. I coreani cantano di tre viandanti che guardarono il Cielo. Uno lo vide come granulare, al secondo parve fatto di gocce, il terzo lo vide in fiamme. Il primo viandante aveva della sabbia negli occhi, il secondo era raffreddato, e il terzo aveva trascorso la notte in un luogo caldo e luminoso. Così quel popolo comprese le tre essenze e seppe esprimerle saggiamente. Uno solo di quei viandanti non temeva il Cielo di Fuoco, e il Fuoco lo protesse fra le tenebre.

Ogni intralcio oscura la vista, e il Mondo sottile fa tremare se non si conosce il Fuoco.

424 — Non pensate che nulla sia successo solo perché oggi nulla vi è accaduto. Al contrario, quando le costellazioni sono avverse gli scorpioni escono dai loro buchi. La tigre ruggisce, gli scorpioni pungono in silenzio. Raccoglietevi in pensiero attorno al Maestro.

425 — Bisogna rivolgere tutta la coscienza al futuro. É raro saper trovare il coraggio di riconoscere che è indesiderabile tornare al passato. Quando mostra sintomi di tendere al futuro lo spirito è pronto a conoscere il Fuoco. Solo così illuminata la coscienza continuerà l’opera sua creativa mentale anche nel Mondo sottile, e solo un tale irreprensibile impulso creativo e un tale anelito ai lunghi voli consentono l’approccio al Fuoco. Tutto il terrore sprigionato dalle legioni delle tenebre non basta a soffocare un intenso fervore per il futuro. Se gli oscuri attaccano, la Luce non perde il suo potere direttivo. E sono necessarie azioni benefiche a soccorso di chi è prossimo. Non considerate questi buoni consigli come precetti morali avulsi dalla vita: in realtà essi sorreggono e guidano sulle vie più brevi.

426 — Saper riconoscere con precisione l’area dove pullulano gli oscuri e gli striscianti serve ad affermare la propria visione impavida. Si può stornare l’assalto del nemico ripetendo il Mio Nome, come un mantram. Si capisce da ciò come l’umanità sia responsabile delle parole che dice. Se l’espressione di un concetto benevolo produce calma, il suo opposto semina irritazione e ansia, svilendo ciò che esiste. Gli uomini saturano il mondo di parole gravemente malignanti: come non capire che ne sgorgano fiumi di male? Bisogna proprio aver perduto ogni rispetto per la dignità umana per non voler ammettere che le conseguenze delle cattive parole sono terribili. Si dice e si ripete che tale malevolenza dà i suoi frutti dopo un secolo: lo storico può saggiare i raccolti generati da quei semi di male.

427 — Non sono molti quelli che aspirano alla Nostra vita cosciente, ma per buona sorte la minoranza è creativa. Il Nostro Luogo non sarà dunque turbato da affollamenti indegni. Diranno di non aver ricevuto istruzione adeguata, ma in verità nessuno di loro vuole studiare, non fosse che per soli sette anni. Gli uomini si sgomentano ai lunghi periodi, perché non sanno pensare all’Infinito.

428 — La calunnia è nociva specialmente per chi la diffonde. Lo ricordino coloro che hanno cattive abitudini. Un pensiero conforme alla realtà forma un veicolo per un elementale. Tutto ciò che è nobile, austero, vitale, gravita attorno al pensiero creativo e ne sostiene benevolmente l’autore. Ma le astuzie della maldicenza attirano stuoli di elementali che, non avendo base vitale, finiscono per abbattersi sul calunniatore. Quando dunque consiglio di non cedere all’infamia della maldicenza non è per proporvi un precetto morale, ma, ancora una volta, per evitarvene le gravi conseguenze. È molto spiacevole trovarsi nel Mondo sottile in una bufera di elementali infuriati. È un vortice immenso, alimentato dai frammenti del proprio pensiero malvagio. Sono creature che aderiscono e si aggrappano, giungendo ad avere un vero peso fisico. I pensieri, come gocce di energia, attraggono piccole entità elementali, il cui carattere è molto vario; secondo la loro sostanza quei germi embrionali quasi impercettibili si manifestano in modo diverso, se alimentati dal pensiero. Sono alla base dei minerali e anche dei vegetali. Ma è facile figurarsi il sudiciume che spandono i pensieri privi di base vitale negli strati inferiori della Terra. La polvere meteorica non è visibile all’occhio nudo, ma i suoi sedimi sono molto considerevoli. Figuratevi quindi l’immensità della polvere mentale, e pensate quanto sia sostanziale, essendo effetto di una energia! La malattia del pianeta è causata da questi rifiuti di pensiero.

Chi calunnia e semina menzogne non s’accorge dell’orrida prigione infernale che sta preparando a sé stesso. I pensieri cattivi trovano il loro padrone, e quell’oscuro sire non sfugge a ciò che egli stesso ha ingenerato. Ma, nonostante tutto, qualcuno dirà che questo è uno spauracchio inesistente, pur di non ammettere che il pensiero è energia eterna.

429 — La mente ha come simbolo il Fuoco. Il pensiero ardente è una conoscenza discesa dal Mondo del Fuoco. Quando ciò avvenne furono epoche grandi, furono i Giorni della Madre del Mondo. Se ne trovano tracce anche nella storia della Terra. Il futuro riporterà un simile Giorno di Luce, se l’uomo capirà che il male non serve a nulla.

430 — Certi Yogi usano inalare il fuoco, ed è purificante; mi non dovete intenderlo alla lettera. Non è possibile respirare una fiamma, ciò che giova sono le sue emanazioni. Per tale esercizio lo Yogi sceglie un luogo tranquillo e tiene la spina dorsale eretta. Accende un fuoco di deodara o di ramoscelli di balu, se il deodara è introvabile, e bada che il fumo non lo raggiunga. Esegue allora il solito pranayama, ma in modo da respirare le emanazioni resinose. L’effetto è duplice: il corpo ne resta purificato, e l’energia di Agni più intensa. Nulla tanto favorisce l’accensione di Agni quanto le proprietà del deodara. Come sapete, gli insetti non resistono alla forza della sua resina, e le entità impure non possono sopportarne il fuoco. I deodara attecchiscono bene in terreno vulcanico, così manifestando un’affinità notevole. Quel tipo di suolo merita di essere studiato, assieme alla sua vegetazione. Ma gli Yogi non solo hanno imparato ad inalare il fuoco, ma anche a giacere su tavole di deodara, in modo che la colonna vertebrale sia in contatto con il cuore del tronco. Molti segni antichi dimostrano con quale ardore gli uomini hanno cercato quell’elemento. Occorre sperimentare per capire il valore del deodara, e bisogna ricordare il valore del Fuoco per comprendere la natura dei suoli vulcanici.

Per queste pratiche di inalazione nell’India meridionale si ricorre anche al legno di sandalo.

431 — Si noterà che le manifestazioni dei Mondi sottile e del Fuoco sono sempre improvvise. Come mai, per il fatto di attenderle, sovente le si impedisce? Ciò dimostra la differenza fra le energie fisiche ed ignee: le prime sono di norma coinvolte nello stato di attesa, e cominciano a raggrumarsi in idee forzate, così ostacolando l’approccio al sottile, anziché favorirlo. L’attesa forzata finisce inconsapevolmente di dare e forma e luogo alla visione, e ne nascono correnti nocive di intercettazione.

432 — Perché le visioni coincidono con momenti particolari della vita? È forse per effetto di un’azione direttiva che conosce l’avvicinarsi di un’ora cruciale, o lo si deve ad un’esaltazione spirituale, che consente di vedere ciò che altrimenti rimarrebbe invisibile? Lo si deve ad entrambe le cause. Ma esistono correnti cosmiche, indipendenti dalla coscienza umana, che scendono a trasformare gli strati terreni. Senza dubbio agiscono sull’uomo non solo le proprietà chimiche astrali, ma anche certe energie superiori che nascono nell’infinito. Neti, l’ineffabile Neti, guida gli uomini, sovente toccati dal Potere supremo.

433 — Come accertare la verità dell’Insegnamento? Sotto una moltitudine di parole può celarsi un contenuto mediocre; ma la Verità, lo si sa, non teme le prove: al contrario, posta sotto esame risplende più vicina. Bisogna dunque dire a chiunque intenda verificare l’Insegnamento: “Procedi a tutta forza; osserva in profondità; usa tutti i metodi; apprendi con coraggio; sii instancabile e lasciati accendere da ogni scoperta di Verità”. L’Insegnamento non può sbagliare, non può deviare dalle piste del bene e dell’utile. Non fidatevi solo delle asserzioni: la fede è conoscenza della Verità temprata nel fuoco del cuore. L’Insegnamento è infinito, altrimenti l’idea stessa di Infinito non avrebbe ragione di esistere. Bisogna lottare per la Verità, che non respinge, ma dirige. L’Insegnamento non può albergare concetti distorti. La sua via è l’affermazione dell’indubbio. Non accostatevi ad esso per vie tortuose; saggiatene ogni parola, ogni frase, ogni precetto. Se l’Insegnamento è autentico, ogni approccio sarà illuminante e aprirà nuovi orizzonti. La critica malevola, il rifiuto e il disprezzo sono povere guide! Quante volte si sente affermare, con orgoglio, che l’unico Insegnamento corretto è quello che si conosce! È bene allora ricordare a quei vanitosi la grandezza dell’Infinito, i milioni di anni vissuti sulla Terra, i miliardi di mondi, affinché pensino alla vastità del Vero e alla solidità del suo giusto apprendimento. Il metodo dello scetticismo potrebbe essere accettato, se solo conducesse in qualche luogo, ma di norma esso corrode il principio creativo. Per avanzare con costanza occorre uno spirito instancabile. Solo questa ampiezza e questa capacità di contenere consentono la vera tolleranza di ciò che è futile: è la relatività che l’insegna. Dite dunque a chi dubita dell’insegnamento: “Mettilo alla prova, con il cuore ardente, e dilata lo spirito tuo!”.

434 — Realizzare l’Insegnamento come una collana di Luce è un filo prezioso da seguire. Che i miliardi di mondi proteggano i confusi dal pericolo del rifiuto.

435 — Tenebre e falsità dilagano al termine del Kali Yuga: sappiatelo, per non scoraggiarvi. È impossibile evitare i giorni tetri, e solo sapendone la causa si avrà la pazienza di sopravvivere. Gli uomini non vogliono semplificare la via verso la Verità, e impacci come la tecnocrazia rivelano solo le pesanti catene della materia. Anche le bestemmie, con tutta a loro virulenza, mostrano la tenebra della negazione in contrasto con il riconoscimento della Luce. Sono segni, questi, previsti nei Purana, ed è lecito attendersi dunque che anche altre predizioni si avverino. Ora tutti devono adattarsi al Fuoco: altra affermazione, questa, contenuta in quei testi. Ritengo sia giunta l’ora di invitare l’uomo a capire l’Essere.

436 — Donde vengono le ondate subitanee di gioia o di angoscia? Si pensa che non abbiano ragione di essere, ma ogni cosa ha una causa. Vi consiglio di prenderne nota, per non dimenticarle. Ogni uomo compie con ogni gesto un valido esperimento, ma poco riflette su quei lampi di conoscenza. Gioia e angoscia non sono senza causa, e, se registrate, avvertono quando i circuiti terrestri confermano i messaggi del fuoco. Certo molte cause, non solo terrene ma anche del Mondo sottile, possono trascorrere inavvertite, ciononostante è possibile percepire un significativo concorrere di eventi e sentimenti. In tal modo si ottengono acquisizioni convincenti. Invero i massimi esperimenti sono compiuti dall’uomo nei laboratori della vita!

437 — Prendete nota e parlate ai medici dell’ossessione. Può accadere invero che l’ossessore s’impadronisca a tal segno del corpo della vittima da costringerla quasi ad uscirne. In altri casi egli talmente si alimenta della sua energia vitale che l’espulsione provocherebbe la morte dell’ossesso: tanto ne ha usurpato le risorse di energia psichica che questi, in caso di separazione, ne resta senza. Perciò è bene procedere con molta cautela se si intende provocare l’espulsione. Dapprima si osserva la dieta del paziente e se ne studia l’energia psichica. Se vi si nota un declino è bene non affaticare quel cuore indebolito. In genere è più facile ottenere l’espulsione durante un attacco furioso: per l’energia così sollevata è possibile parare l’eventuale affievolirsi delle funzioni cardiache, che altrimenti finirebbero in uno stato di estrema prostrazione.

438 — Come sempre e in tutto, l’autodisinfezione con il fuoco è la profilassi migliore. È proprio il Fuoco che protegge dall’ossessione. Agni è una vera panacea contro il cancro, la tubercolosi e molte altre malattie. Ma finché non se ne sarà compreso il valore bisognerà accontentarsi di espedienti vegetali e minerali. La facoltà più semplice, più naturale e potente di ciascuno sembra proprio essere la più negletta. Sapete fino a che punto certuni, coscienti dell’energia psichica, scamparono a molte malattie. L’avete constatato e ve ne siete convinti. Quando le energie del Fuoco si avvicinano non c’è da vergognarsi a riconoscere in sé stessi il principio igneo: così si coltiva Agni.

439 — È addirittura impossibile concepire una prospettiva futura se l’umanità non vorrà purificarsi con il Fuoco! La ricerca zelante del Mondo del Fuoco farà apparire i primi barlumi di Agni. Molte azioni nefande scadono come foglie secche al primo rivolgersi della mente a quel Mondo. Nessuna predica esteriore è in grado di migliorare la salute quanto un semplice guizzo di luce interiore. Ma è difficile abituare la coscienza a misure più perfette. Noi non cesseremo dal sospingerla verso questa prima gemma di luce; il seguito sarà molto più facile.

440 — Portare il fuoco è l’antico simbolo della purificazione dello spirito. Il seme spirituale non può contaminarsi, ma, come la carena di una nave, può ricoprirsi di cozze e alghe che ne rallentano il corso. La Madre di Fuoco sa quando è necessario ripulirlo. Le nuove semine si compiono solo con semi puri. Quando per il Seminatore viene l’ora di uscire nel campo, bisogna saperlo aiutare.

441 — Le scadenze finali sono sovente accompagnate da suoni spaziali, a dimostrare che la corrente di energia è come una corda che vibra al passare di una controcorrente, Invero quei suoni segnalano una tensione. In tali circostanze è bene per prima cosa tralasciare i pensieri futili, per collegarsi più armoniosamente con la corrente guida. Forse sono eventi terreni a produrre la tensione. Forse si preparano eventi del Mondo sottile, ed è giusto essere pronti a riceverli. Ma quando l’orecchio è aperto ai suoni delle correnti lontane anche la coscienza è dilatata e sa valutare gli esiti. Così opera Agni, e trasmuta ogni cosa.

442 — Una delle cose più ardue è sapersi trattenere dal divulgare ciò che non è ancora destinato ad essere pubblicato, a scanso di pericolo. L’esempio di Eschilo è istruttivo. Gli elementi si precipitano su chi li svelle dal loro stato conforme, ed è impossibile salvare un tale traditore scervellato. Sapete che atti del genere si compiono sia nelle piccole che nelle grandi imprese, e molte volte non tanto per malvolere, quanto per leggerezza. Ma poco importa in che modo si sia aperta la gabbia della tigre.

443 — La disciplina più difficile, eppure indispensabile, riguarda gli atti di bene per il mondo. Non è facile sorvegliare sé stessi per omettere i pensieri e le azioni egoistiche. Ma se tutta la personalità è consacrata al mondo la disciplina non solo diviene leggera, ma neppure la si avverte. Trovare un punto di partenza per l’opera di rinuncia equivale a costruire un sentiero diretto per il Mondo del Fuoco. Affermare la personalità, con tutte le sue implicazioni astrochimiche, non è egoismo, che soffoca persino le aspirazioni a elevarsi. L’egoismo appartiene alla Terra: non esiste nel Mondo del Fuoco, e i suoi residui nel Mondo sottile sono come catene pesanti. Non è difficile rendersi conto che esso termina con il mondo fisico e non serve per l’ascesa sottile. Molti incarnati nel visitare il Mondo sottile restano stupiti allorché notano l’assenza di egoismo delle sfere più elevate. Nulla come la liberazione dall’egoismo soccorre nel sistemare i conti terreni. L’essere coscienti del Mondo del Fuoco rivela nel modo più semplice come siano del tutto gratuite le torture generate dall’egoismo: la luce di quel mondo agisce come un potente disinfettante. In quella radianza è così elevata la concentrazione cristallina di Fohat che ogni approccio purifica l’energia psichica. Ritengo che l’autodisciplina rivolta al Bene comune sia il mezzo più immediato di grandi conquiste.

444 — Lasciate credere agli aguzzini che le torture che vi infliggono sono crudeli. Lasciateli paghi e contenti di questi pensieri, ma ogni tanto dite loro cosa aspetta chi nuoce al prossimo suo. Non è facile liberarsi da quelle macine al collo!

445 — Il Maestro deve ricordare che ciascuno porta la sua croce: l’uguaglianza è impossibile. Non si può pretendere la stessa velocità da tutti, e chiunque dia prova di saper portare il proprio fardello deve essere incoraggiato. Non è facile per il Maestro, e nessuno si immagini che un Arhat si riposi. Quando le scadenze incombono, come figurarsi agi e piaceri, nel senso terreno?

446 — È giusto presumere che le migliorate condizioni degli influssi chimici dei luminari non aboliscono le cause già poste in essere. Molta è stata la semina, e i lampi non inceneriscono tutto il raccolto. Non è dunque il caso di sospendere la semina, così come non ci si appoggia molto al bastone quando la marcia è veloce. La capacità di avanzare è un’abitudine acquisita in esperienze precedenti.

447 — I centri, le ruote di fuoco, fanno pensare agli innumerevoli cicli di esordio e compimento. Raffiguratevi l’equilibrio dei mondi come imperniato sui centri. Essi si interpenetrano e si toccano e formano catene infrangibili. Del pari è concepibile che da essi dipenda la natura ignea dell’uomo, che assommano a tutte le altre manifestazioni del Fuoco. Già gli uomini usano raggi per cui il corpo fisico è trasparente: ne scopriranno altri capaci di impressionare una lastra sensibile con le immagini dei centri. Ciò mostrerà come questi corrispondano alle formazioni del fuoco spaziale. La figura dell’uomo ignificato pulsa col ritmo stesso dello spazio, e si dimostrerà così, per via fisica, fino a qual segno tutto ciò che esiste dipenda da una sola legge ritmica. Certo per riuscire in questi esperimenti sarà necessario disporre di centri sviluppati e accesi. Essi esistono in qualsiasi organismo, in potenza, ma gli esseri senz’anima non sono in grado di proiettare su uno schermo neppure un fioco barlume dei loro fuochi estinti.

448 — Non si pensi che azioni del genere siano meno importanti di un sentimento amorevole. È bene separare nettamente fra azioni ritmiche ed egoistiche, le quali non corrispondono alle misure del Cosmo. L’egoismo è autoisolamento, o rivolta contro la cooperazione. Anche certi grandi uomini non riuscirono a distinguere fra l’egoismo carnale e l’eccelsa collaborazione. Come potrebbero ardere i centri in presenza del primo?

449 — Comunicare con i livelli intermedi del Mondo sottile è futile, lo affermo; non serve che ad irritare le entità ivi presenti con varie rimembranze, e a turbarle con fluidi terreni. Del resto, non c’è nulla da imparare. Il ritmo spaziale si esprime nelle sfere superiori.

450 — È difficile credere che le memorie del Mondo del Fuoco abbiano posto nel mezzo di una tale battaglia cosmica, che supera qualsiasi immaginare dell’uomo! La continuità della lotta va ben oltre la forza della sua natura. Egli non può concepire consapevolmente gli scontri fra quelle potenti energie che avvengono sopra e oltre la vita quotidiana.

451 — L’approccio di entità ignee e sottili è denotato da un tremito del cuore e dalla sensazione di freddo o di caldo. Ma se si è continuamente circondati da tali creature, perché le si percepisce solo saltuariamente? In ciò agiscono la legge e la qualità del pensiero. Se quegli esseri si accostano ad un uomo, in altri termini se pensano a lui, questi li sente non solo mediante i centri, ma anche fisicamente. Si ripete usualmente dei capelli che si drizzano in capo per lo spavento, ma la causa non è questa; è una reazione particolare dell’energia, simile ad un fenomeno elettrico. Quelle sensazioni non nascono per suggestione, ma da certe qualità del pensiero. Basta uno sguardo fisico per far voltare un uomo: quanto sarà più potente l’energia ignea dei mondi superiori! Esiste tutta una serie di esperimenti e osservazioni utili per capire come e su quali centri essa agisce. Si noterà a volte una sensazione di freddo, e sarebbe bene controllare se qualcosa di simile non si avverta anche attorno ad una macchina elettrica in funzione. Gli scienziati devono prendere a studiare le reazioni esterne provocate dal pensiero.

452 — Non solo i pensieri di per sé producono fenomeni fisici, anche la condensazione dell’energia emessa determina reazioni poderose. Voi avete provato nette sensazioni originate da manifestazioni luminose. Il senso di oppressione causato dalle stelle nere e la calma serenità diffusa da quelle azzurre sono cose ben diverse. Sapete inoltre che tali sensazioni non nascono in voi, ma vi giungono dallo spazio. Il mondo del pensiero è il retaggio del futuro, e gli studi in tal senso condurranno all’energia psichica. Sono osservazioni possibili da varie angolazioni, ed è per questo che sottopongo alla vostra attenzione modalità diverse per lo stesso soggetto, il pensiero illuminante.

453 — Lo Yogi dell’India dice allo scienziato che indaga sull’autopreservazione: è davvero tempo di studiare la natura ignea dell’uomo. Già da molto tempo si sarebbe dovuto capire che non solo la volontà ma anche l’energia ignea circonda l’uomo di un velo protettivo. Lo si dovrebbe studiare nei laboratori, certo diversi da quelli in cui si indaga la fertilità dei suoli: è ora di rendersi conto che per esperimenti sottili occorrono condizioni sottili. È inoltre tempo di riconoscere che per queste ultime non bastano semplici disinfezioni meccaniche: ogni esperimento esige una purificazione spirituale ed ignea. In effetti, molti risultati si potrebbero ottenere in ambienti naturali e in certi templi, dove le emanazioni non sono troppo contaminate. Ma nei laboratori normali, neppure ben ventilati e in cui si accumula polvere velenosa, ben poco si potrebbe conseguire. Non senza motivo i guaritori, prima di agire, domandavano al paziente: “Hai fede?”. Dopo di ché, ottenevano notevoli successi. Non bastava, però, la semplice evocazione della fede, occorreva anche l’accensione del fuoco dei centri: quando questi cominciavano a ruotare la purificazione era considerevole. Che dunque il medico non badi solo alla volontà, ma anche all’energia psicoignea fondamentale, e ricordi che l’atmosfera ambientale ha enorme importanza. Sembrerebbe inutile richiamare l’attenzione su queste cose, ma dopo milioni di anni di esistenza terrena, gli uomini oggi vi badano poco più che all’età della pietra.

454 — Più volte il progresso di ricerche ben avviate è stato bloccato da difficoltà di poco conto. Tra queste è notevole il senso di ripugnanza, che nasce da molte condizioni, karmiche o esteriori. È difficile descrivere a parole quel sentimento che chiude i centri, per così dire, privandoli del loro potere igneo. È in certo modo affine alla paura. Ma bisogna vincerlo, se si vuole progredire. Negli antichi Misteri si ricorreva ad un rituale particolare per eliminarlo.

455 — Bisogna insistere poi sul fatto che è l’uomo stesso che deve collocare la pietra finale del mosaico. Non c’è da stupirsene: è una legge tanto più equa se si pensa che di norma è ben scarsa in lui la voglia di posare persino le prime. Molto vien dato e poco si applica. Si è detto chiaramente che molte formule meccaniche dovranno essere rianimate dall’energia ignea. Ma per gli uomini queste cose sanno di occultismo, ed essi si guardano bene dal pensare a simili esperimenti.

456 — Camminare o sedere sull’acqua o tra le fiamme sono prove notevoli del potere mentale. Ricordo, ad esempio, come si perviene a star seduti sull’acqua. Naturalmente il corpo deve essere stato purificato da una dieta vegetariana rigorosa e dal fervore spirituale: ma bisogna anche saper nuotare e stare a galla, per meglio proteggersi dal serpente del dubbio. Lo Yogi allora, scelte acque tranquille e poco profonde, prepara un leggero supporto di legno, sul quale siede, fatto in modo che l’acqua gli giunga al petto. A questo punto si concentra mediante il ritmo del pranayama ed eleva il pensiero all’Ineffabile supremo. Possono trascorrere così alcuni giorni, in fasi alterne di riposo e di esaltazione spirituale. E quando il pensiero si libera dall’attrazione terrena il corpo perde peso: lo Yogi sale alla superficie e il supporto si allontana. Se il pensiero restasse nei limiti primitivi la posizione del corpo non cambierebbe. Si osservano, inoltre, emanazioni luminose che, secondo un antico detto, collegano l’uomo al cielo. L’elemento decisivo in questo processo è la qualità del pensiero. La cosa è impossibile all’empio, così come non si può avere immunità dal fuoco senza ritmi ed esaltazione. Chi potrebbe stabilire quanto tempo ci vuole per la disciplina preliminare del corpo e dello spirito prima di conseguire questa apoteosi del pensiero? I gradi di pazienza, perseveranza e decisione variano all’infinito, e sono indispensabili, per di più, certe condizioni cosmiche. Non c’è nulla di ridicolo se si afferma che i periodi di plenilunio sono più favorevoli.

457 — C’è una parabola sulle prove costituite dalle difficoltà, in cui si mostra che gli uomini cercano sempre di scegliere la via più facile, mentre ciò che sembra esserlo si rivela, a conti fatti, il più arduo. Si potrebbero citare casi divertenti e tragici. Si intende giustamente mostrare con ciò che anche il più intelligente degli uomini sa valutare tutti i vantaggi di un’acquisizione facile, ma trascura un solo dettaglio, che sarà poi la cosa più difficile. Con le sole forze corporee non si sfugge al fuoco e all’acqua: ricordate il pensiero fiammeggiante.

458 — Se solo gli uomini s’avvedessero quanto perdono mentalmente, mentre potrebbero continuamente arricchirsi! Le tenebre non lasciano fiorire l’immaginazione. Comunque è difficile parlare di quest’ultima quando si è nel Mondo sottile: qui si tratta di saperla applicare, non più di svilupparla.

459 — Bisogna comprendere che qualunque successo dipende dalla qualità del pensiero. Noi siamo certi del buon esito quando il vostro pensiero Ci raggiunge.

460 — C’è poco da ridere al vedere quegli yogi che si servono di bambù o di fasci di papiro per imparare a levitare. Certo è possibile riuscirci anche senza supporti fisici. Ma se qualcuno ha bisogno di tenere in mano una piuma per levarsi nell’aria, perché privarlo di quell’aiuto? L’essenziale non sta nella piuma, né nel papiro, ma nella mente, nell’energia ignea. Ci sono molti simboli capaci di evocare l’energia, e chiunque può cercarsi il conduttore più disponibile. Gli zingari, ad esempio, vogliono acqua o cera sciolta, ma l’essenza sta nell’energia psichica, che in quella loro razza è molto intensa: è istruttivo osservarli. Purtroppo bisogna vagliarne la scrupolosità. Sovente accade che il potenziale energetico, che è un accumulo atavico, si accompagni ad una coscienza mediocre. Ma il medico e lo scienziato devono investigare tutte le possibilità. Anche altre razze nordiche forniscono un campo di studi interessanti, specie in Norvegia, Carelia, Scozia, e fra gli Eschimesi. Naturalmente per il ricercatore sono preziosi anche i barlumi primitivi di questa energia.

461 — Non è il caso di stupire per i microbi meteorici. Dichiarare che la vita è presente ovunque costringe ad allargare gli orizzonti. Se un bacillo può giungere in volo dallo spazio, quante altre nuove possibilità di studio si aprono! La stessa qualità ignea dello spazio consente nuove prospettive sull’essenza vitale del Fuoco. Bisogna esortare gli scienziati a vivere in armonia migliore, per non dissipare molte utili scoperte con la loro ostilità e i dinieghi.

462 — Perché è tanto difficile correlare fra loro osservazioni compiute in campi diversi della scienza? Si avvicina l’ora che sarà necessario un accordo completo fra gli studiosi dei settori più disparati. Bisognerà combinare le riscoperte di antiche culture con le indagini meccaniche e fisiche. Si troveranno scheletri di giganti assieme ad oggetti che richiederanno studi variati e profondi. E infine bisognerà riprendere l’antica conoscenza del firmamento per spiegare certi strani mutamenti planetari. Occorre una salda unione di base per espandere le prospettive dei nuovi scienziati.

463 — Come si spiegano questi squilibri fra caldo e freddo? Non abbiate paura di parlare di ondate di fuoco: sono segni di pericolo. Circolano molte profezie, di diversa provenienza, che però additano le stesse scadenze. Non a caso uomini estranei cominciano a ripetere le stesse parole. Ma non mettetevi a pescare in una pozza di dinieghi.

464 — Il torpore deve essere superato, così come la ripugnanza. Molti non si avvedono di questo insidioso compagno. Pure, è chiaro da intendere che non solo certe cause ignote, ma anche i più innocui oggetti d’uso corrente possono intercettare il flusso dell’energia ignea. Non solo la repulsione, ma anche un torpore impercettibile arresta la tensione del lavoro: basta un oggetto comunissimo per oscurare la ricettività del cervello e del cuore. A volte il disegno di un tessuto, il ritmo di un canto, il lampo di un coltello, il suono di un metallo, o una moltitudine di sensazioni simili e frammentarie bloccano la normale capacità di aspirazione. Donde viene questo torpore? Quando e dove quei riverberi, quei barlumi, furono fattori forse decisivi dell’esistenza? Non dimenticate i cumuli del passato: questa non è che un’altra prova delle vite precedenti. Sono memorie da considerare con tutta serietà, e da annotare, per esercizio di osservazione. Ma non bisogna lasciarsi inceppare da quei frammenti del passato. È anche possibile incontrare oggetti che infondono impeto al proprio fervore; rallegratevi di quei vecchi compagni di via, ma neppure essi devono distogliere a lungo la vostra attenzione. Avanti, avanti, sempre avanti! Ogni istante di torpore è una perdita di progresso. Quante volte vi si è detto che il moto vi protegge dalle frecce del nemico! Avanzate dunque, incandescenti. Che il vostro fuoco sia un faro per chi vi accompagna. Ricordate che avete il dovere d’illuminare con il pensiero.

465 — Astenetevi dal deridere, come se fosse il più nocivo degli insetti. Non c’è atto di derisione che non si ritorce contro l’autore. Il boomerang più inesorabile è l’umiliazione del prossimo. Il Fuoco si copre di polvere quando la derisione lo sovrasta. Tenete in seria considerazione il significato dell’abuso e dello scherno. Quest’ultimo è come una lapidazione, e sua madre è la grettezza.

466 — L’arsura epidemica della gola è segno di atmosfera secca, ma anche di tensione del Fuoco. Molti segni si vanno accumulando, ma è pochissima l’attenzione che vi si appone. Al contrario, con la superficialità propria dell’ignoranza, se ne danno le spiegazioni più strane, la cui banalità dimostra che si preferisce restare fra le proprie illusioni piuttosto che affrontare la realtà.

467 — Chi muore proclamando che non c’è vita dopo la morte è tipico esempio dell’azione indipendente dell’energia psichica. Infatti, egli praticamente comanda a sé stesso di morire e ottiene lo scopo. Sono casi numerosi che passano inosservati, eppure sono esempi sotto gli occhi di tutti.

468 — Quando la collaborazione difetta si cade inermi. Quando manca la concordia del ritmo tutte le possibilità di nuove conquiste vanno distrutte. Avete visto quali difficoltà provengono dalla disunione: è una condizione molto pericolosa.

469 — Ogni approccio al Mondo del Fuoco ne rivela la bellezza, la luce, lo splendore. Inoltre, il senso di unione suscita come un’estasi. La sua luce stimola una reciproca attrazione, e conduce all’unione perfetta. La carne, al contrario, favorisce sempre la disunione: è questa la proprietà del mondo fisico, che impedisce l’estasi dell’unione su queste superfici polverose e annebbiate. Tanto più dunque bisogna guardare in pensiero al Mondo del Fuoco, per reinserire in sé stessi il senso dell’unione, impoverito. Bisogna insomma ricaricare il magnete rimasto inattivo. Anche nella vita ordinaria è utile sapersi servire di un magnete. La potenza del Fuoco non utilizzata scende nelle profondità e diventa inaccessibile. Bisogna richiamarla con le memorie migliori e con le immagini più nobili. Invero l’immaginazione deve essere pura, per quello splendore incandescente. Rendetevi conto che non c’è forma densa che possa dare un’idea del Mondo del Fuoco. Ma basta uno sprazzo istantaneo di luce per trasmettere per sempre il senso ineffabile dell’unione.

470 — In tutte le Scritture si osservano, velati da consueti simboli terrestri, i grandi concetti del Mondo del Fuoco. Una città deve per forza essere solo terrestre? E una vacca deve sempre e solo rappresentare mandrie terrene? E il latte deve essere sempre e solo terrestre, così come i serpenti? In tutti gli Insegnamenti si trovano molti esempi e moniti del genere. La ragione sta nel fatto che i concetti del Mondo del Fuoco sono indescrivibili, e che autori e lettori sapevano il senso esatto di quelle definizioni, dimenticate poi nel corso del tempo.

471 — Quando, dopo epoche luminose, gli uomini calarono negli orrori della carne, dimenticarono i termini migliori, o li usarono per altri concetti. Non bisogna dimenticare le vicissitudini terrene, e trarre profitto da questi esempi. Le concezioni meccanicistiche sono così sprovvedute di efficacia che occorre rivolgersi, in preghiera, al seme dello spirito, molto più splendido di qualsiasi lampada elettrica. Non scambiate il Fuoco per una semplice favola. Per molti di voi esso non è che il tormento della coscienza. Ma il Mondo del Fuoco viene percepito nella gioia!

472 — Meschino è quell’artista che non sa sfruttare le risorse della natura. Per uno scultore esperto un ramo incurvato è un vero tesoro. Un buon tessitore sfrutta anche le macchie per ornare il tappeto. Il gioielliere predilige le leghe insolite. Solo il mediocre disdegna ciò che non gli è consueto. Solo un’immaginazione povera si contenta dei limiti imposti da altri. Il vero mastro creatore sviluppa in sé acume ed estro. L’incanto benedetto del suo lavoro gli impedisce di scoraggiarsi. Neppure la notte è oscura per lui, ma gli dischiude molte forme di uno stesso Fuoco. Nessuno può attirarlo in speculazioni oziose, poiché egli sa che l’essenza è inesauribile, e nel nome di questa unità coglie ogni fiore e costruisce armonie eterne. Il mastro biasima ogni spreco di materiale; ma chi non è padrone dell’arte sciupa anche i tesori più preziosi. Questi ripete preghiere e invocazioni, ma sono ritmi spezzati e non compresi che se ne vanno dispersi come polvere al vento: frammenti di conoscenza che diventano sabbie aride e morte. Il cuore umano conosce il Fuoco, ma l’intelletto getta ombre su quella sua saggezza spontanea. Si dice: “L’ira lo consumò; l’invidia lo rese arido; il desiderio lo pose in fiamme”. Con tutte queste espressioni, chiare e precise, si palesa la conoscenza del valore del Fuoco. Ma chi parla così non è un mastro artigiano, ed è sempre pronto a gettar via, senza pensare, le perle di cui più ha bisogno! È incredibile la prodigalità umana, che dissipa tesori di Luce. Gli uomini non perdono una sola occasione di negare: sono sempre disposti a spegnere i fuochi intorno a sé, solo per conclamare che non c’è Fuoco in loro. Ma spegnere i fuochi e instaurare le tenebre è il colmo orrendo dell’ignoranza.

473 — Avete notato che le luci dello spazio sono molto più intense della luce solare. È difficile stimare una luce nell’oscurità, ma il paragone con il sole può dare un’idea dello splendore del Mondo del Fuoco. Sia chiaro che gli occhi terreni non possono sopportare quella suprema radianza, ed è per questo che Noi li prepariamo per gradi, con scintille e brevi lampi. Non fate come i porci, che tengono sempre gli occhi al suolo.

474 — A volte, come avete osservato, Noi evitiamo di pronunciare certi nomi, e li sostituiamo con dei simboli. Per citare, ad esempio, un guerriero, usiamo il concetto collettivo delle forze in battaglia. Non è bene affaticare con la pronuncia del nome.

475 — Le comunioni spirituali sono parte considerevole dell’esistenza terrena e senza dubbio sono di natura ignea. Non avvengono solo durante il sonno; anche in stato di veglia se ne risentono certi riflessi. Nessuno, fosse anche il più grossolano degli uomini, oserebbe negare di aver mai percepito contatti o suggestioni mentali esterne. Il Maestro direbbe che quei rapporti possono avere origini diverse, e venire dalla Gerarchia o dal Mondo sottile o da altre creature terrestri. È tipico che un pensiero estraneo vada dimenticato con grande facilità: non senza motivo gli antichi consigliavano di bere acqua fresca dopo tali contatti, a far sì che quella sostanza fusa, raffreddandosi, serbasse la sua propria forma. È un buon consiglio, non privo di base. Il pensiero giunto dall’esterno accende i centri e bisognerebbe, per così dire, scolpirlo per trasformarlo in energia conosciuta. Lo stesso vale per i sogni e le visioni. Gli impulsi del Fuoco vengono da fuori, non solo, ma il corpo sottile esercita tutta la propria natura ignea per condensare quelle percezioni e accrescere il convincimento. Si osserva che tali percezioni sono ricche dei particolari più caratteristici. A volte la finezza di osservazione e la grande flessibilità della vita ignea sorprendono, se paragonate alla visione fisica. Si potrebbero citare molti sogni e sensazioni che rivelano una massa di dettagli ben definiti. Sovente la creatività del Fuoco condensa molti particolari: non inganna mai, ma combina fra loro parti eterogenee. Perciò Noi esortiamo fortemente di badare alle sensazioni ignee, che racchiudono la Verità, fusa dal Fuoco, il genio. Possono occorrere decenni all’intelletto per capire ciò che la luce del Fuoco svela all’istante.

476 — La coscienza permeata di Fuoco consente quell’invincibile ottimismo che conduce alla Verità. Per natura, la Verità è positiva: non c’è negazione di sorta dove il Fuoco è all’opera. Lo stato del mondo è da interpretare in base al livello igneo della coscienza. Sovente le condizioni della vita la ostacolano; è difficile accettare di buon grado la convenzionalità del costume creativo. I mille piccoli dettagli dell’esistenza quotidiana sono di intralcio alla ricezione del Fuoco. Ma per chi ha avuto anche un solo contatto con il suo Mondo tutte le esteriorità divengono trascurabili. Bisogna dunque lasciarsi guidare per le vie superiori, indifferenti alle imperfezioni dell’ambiente. E per quanto riguarda i non buoni, bisogna ricorrere a tutte le buone misure. Realizzare il Fuoco non è atto di egoismo.

477 — È del tutto naturale che certe percezioni del Fuoco precedano un terremoto, che è proprio l’effetto di tensioni e di scariche ignee. L’ipotesi che questi sussulti abbiano causa meteorica è inconsistente: molte sono le cause distruttive nel firmamento.

478 — Esiste una respirazione ignea, poiché il corpo igneo è vivo. È raro che sia possibile cogliere sprazzi di quel processo nel corpo fisico, ma se questo è raffinato può in certe occasioni percepire quei sospiri: sia nella corona del capo, o nel cuore o in altri centri: li si sente come dilatati. Ciò può produrre capogiri e nausea, poiché il fisico mal si adatta ai fenomeni del Mondo del Fuoco. La respirazione ignea può essere all’origine dell’ingrossamento del cuore: sovente questo si espande, ma perde il ritmo e non riesce più a contrarsi in modo normale. Quel respiro è di grande importanza nella levitazione: trascina il corpo in uno stato non più fisico. Torniamo con ciò al pensiero come prodotto del Fuoco. Avete notato voi stessi che durante la levitazione il corpo perde di peso, e ricordate bene di non aver mai pensato a levitare durante quel processo, che fu un solo trasporto spirituale verso la Gerarchia. Lo Yoga ammonisce di continuo: “Pensate solo all’Altissimo, per quanto possibile alla vostra coscienza. Immaginatelo nell’Aspetto migliore. Pensatelo nella Luce ineffabile. Protendetevi in coscienza come a qualcosa di perfettamente tangibile. Esprimete il meglio di voi stessi. Raccogliete tutti i tesori del Bene, poiché la Voce del Silenzio ha detto: ‘Nel Bene si sale!’”. Vedete, ancora una volta, quanto siano chiari gli antichi consigli, da applicare alla vita. Bisogna esortare gli scienziati a rileggere attentamente le antiche Scritture.

479 — Chi mai crederebbe che l’organismo umano reagisce non solo ai turbamenti planetari ma anche alle correnti dell’intero sistema solare? Pure sarebbe stolto negarlo, togliendo così all’uomo la cooperazione con i mondi lontani. Nostro compito è ricordare agli uomini che, quali supreme creature manifeste, possono essere centri di unione dei mondi. Solo inculcando in loro quest’idea li si può rivolgere al vero progresso.

480 — Impedire all’umanità il pensiero superiore equivale all’assassinio. Non esagero, poiché la volgarità e la bassezza di livello mentale sono foriere di disillusione e annientamento. Quando si afferma, dunque, che un pensiero di Luce è come un pilastro di un tempio, si deve intendere che la luce del Fuoco dà la vita eterna.

481 — Lo stato del mondo non è migliorato. Non sono senza motivo le grandi speranze: l’ascesso sta per aprirsi. Noi vigiliamo e chi è con Noi sarà salvo. Ma stare con Noi vuol dire conoscere l’Insegnamento, e conoscere significa applicare.

482 — In Tibet si dà carne di leopardo ai cavalli, per renderli focosi. I guerrieri Rajput mangiavano carne per alimentare la loro capacità combattiva. Bastano questi due esempi per illustrare le conseguenze del mangiare carne. Non è per raffinarsi che gli uomini macellano armenti su armenti: come trogloditi, sono pronti a sbranare degli orsi. Bisogna riconoscere che lo sterminio di masse animali è compiuto di pieno proposito. Gli uomini sanno bene che una dieta vegetale e frugifera è più energetica di una sanguigna, ma preferiscono quest’ultima, poiché vogliono restare rozzi e brutali. Non c’è altro nome per questo frenetico desiderio di cibi sanguinolenti. Si sa alla perfezione che una manciata di frumento o di orzo basta a sostenere le forze vitali, ma gli istinti animaleschi ripiegano la mente verso lo stato bestiale. Non sono appunto le belve che si azzannano alla gola? Non sono le tenebre che istigano alle azioni più vili? Non dimenticate che l’eccidio di massa, sia sui campi di battaglia che nei mattatoi, inquina l’atmosfera e offende il Mondo sottile. Sappiate che qualsiasi uccisione volontaria scuote l’atmosfera dell’ambiente e che azioni del genere, inoltre, intensificano le tenebre e il caos, poiché interrompono i ritmi. Non bisogna mai turbare lo stato del Mondo sottile. Noi consigliamo una dieta a base di vegetali, farinacei, latte e anche uova, purché fresche e non assodate. Sapete come è repellente anche la semplice vista di un pezzo di carne per chi è assuefatto alla dieta vegetariana. Ecco un modo pratico per raffinare sé stessi, e ricordate che persino gli elefanti si sostengono e crescono a partire dalle sole erbe. Non è vero che si mangia carne per povertà. Un minimo di sforzo basta per procurarsi, una dieta vegetale; inoltre va detto che molte erbe e radici nutrienti non sono ancora utilizzate. C’è molto da imparare da certi animali, che conoscono i cibi naturali meglio dell’uomo, il carnivoro. Non impensieritevi se chi predilige la carne vi deride: ma ricordatevene, poiché è un servo delle tenebre. Molti sono indifferenti alla carne e vi si adattano solo perché costretti dalle pessime abitudini familiari: non è di questi che parlo. Noi deploriamo chi di proposito è vampiro e necrofago. Siate dunque più semplici e più raffinati nella dieta.

483 — La facoltà creativa mentale del Mondo sottile vi ricordi quale grande amplificatore vi è concesso. In verità, chi muore in rettitudine moltiplica questa virtù, e chi trapassa in malo stato diventa una fonte di male. È dunque possibile moltiplicare le proprie energie senza limiti. Avete quindi il dovere di raffinare l’organismo, che sia un degno ricettacolo: e ciò è possibile sia nelle grandi magioni che nelle capanne. Solo la consapevolezza della grandiosa maestà del Mondo del Fuoco guida sulla via dell’unione.

484 — Sempre a proposito del cibo, notate che è necessario mangiare frutta o vegetali crudi ogni giorno; è preferibile che il latte sia genuino, specie se si sa da quale animale proviene, e il pane di farina greggia. In tal modo si dispone delle vitamine occorrenti senza appesantire la dieta con cibi superflui. Ma non curatevi troppo del cibo, poiché questo pensiero sovente getta un’ombra sui fervori più nobili. Chi ha conseguito l’equilibrio fra le esigenze fisiche e le spirituali è già in procinto di comprendere il Mondo superiore.

485 — Se si saggia il pensiero in rapporto a varie condizioni fisiche si comprendono molte cose. Se si compara la mentalità di un minatore che lavora in un pozzo profondo con quella di un aviatore alla massima quota del suo volo vi si scopre una notevole differenza, sia di metodo che di tensione. Varrebbe la pena raffrontare i pensieri di chi è curvo a mietere e di chi corre a cavallo: gli stessi e medesimi impulsi mentali vi producono riflessi del tutto diversi. Le condizioni fisiche accompagnano la melodia dello spirito. Mentre si costruisce bisogna ricorrere a tutta la propria immaginazione per trovare consonanze a tali e tante condizioni. La coscienza ignea collettiva degli uomini è un campo di indagine molto istruttivo.

486 — Quando consiglio prudenza penso a varie condizioni. La salute dipende da molte cause cosmiche, e non sempre solo da semplici raffreddori e cattive digestioni. Le proprietà chimiche dei luminari sono analoghe a vere e proprie dosi e misture medicinali che agiscono con potenza sull’organismo. Del pari certi disturbi nervosi si devono non solo all’ossessione ma anche alle reazioni a certe correnti spaziali. Perché stupire per il gran numero di malattie nervose? Più volte ho additato l’orrore di queste epidemie. Sono malanni contagiosi, e hanno una base comune sotto la varietà delle forme: si tratta, precisamente, di afflizioni del corpo sottile. Ora capirete meglio ancora perché è così necessario studiare senza indugio l’energia ignea.

487 — Imprese di grande rilievo storico furono sovente eseguite secondo direttive ricevute in una visione. Il Governo invisibile ha emesso i Suoi decreti molto più spesso che non si creda. Esseri superiori, o familiari già deceduti recano il messaggio di scadenze imminenti. È deplorevole che tali visite e tali visioni vengano tenute nascoste, a meno che il segreto non sia imposto dall’alto. Il sigillo di fuoco che chiude le labbra dura a lungo; ma si può svelare la verità ai posteri in memoriali che conforteranno molti cuori. Voi stessi conoscete tutta una successione di eventi storici che presero le mosse da moniti e avvertimenti. È quindi possibile rintracciare una serie di fatti, dall’antichità ai tempi moderni, che sembrano anelli di una sola catena di pensiero. È giusto raccogliere simili rivelazioni: vi apparirà tutto un sistema di rapporti mondiali. Bisogna controllare gli eventi storici in profondità, se si vuole comprendere sempre meglio la saggezza della costruzione. Consiglio dunque di annotare tutti quegli eventi storici che si verificarono in qualche modo connessi a visioni superiori. Così lavorando emergeranno fatti nuovi, poiché un pensiero di fervida ricerca li attira come un magnete.

488 — Molti conoscono bene un vago tremito interiore, senza causa apparente o visibile: ma nessuno pensa di essere allora in contatto con una corrente poderosa di pensiero. Forse chi la riceve non è sintonizzato a quel ritmo, e allora l’energia ne scuote il plesso solare. Così molte sensazioni ignee sfiorano i vostri corpi, come per farsi notare.

489 — Nelle scuole si deve insegnare che fino ai tredici anni di età non tutti i centri sono pronti per le manifestazioni superiori. I giovani devono sapere che è saggio preparare il corpo e lo spirito alle fatiche dell’ascesa. È indispensabile che gli insegnanti siano guide esemplari di vita. L’astratto deve farsi realtà e rafforzare ogni cosa. Molti spiriti puri sono pronti a lavorare insieme consapevolmente, ma attendono il giusto approccio. I maestri ricordino che la via del diniego è la più distruttiva.

490 — Senza dubbio il consumo di energia interiore è molto più elevato durante il lavoro mentale che nell’azione fisica: è una verità da porre alla base della cultura. È inoltre tempo di riconoscere che le vitamine e molte altre sostanze prendono vigore solo quando entrano in contatto con l’energia ignea umana. È una scoperta tardiva che ne testifica il potere. Serie ricerche volte ad accertare le qualità dell’energia psichica umana riveleranno la struttura della vita. Bisogna esaminare con attenzione fino a qual punto l’uomo stesso trasmuta anche le sostanze più potenti. Si paragoni l’effetto delle medicine usate con fiducia o con repulsione. Sovente si è constatato che, per effetto di suggestione, un rimedio ha esercitato un effetto opposto e che l’acqua assunse le più intense proprietà dei composti medicinali. Ma tutte queste trasformazioni non furono prodotte da una volontà esterna. La volontà diresse l’energia ignea, e la trasformazione si elaborò nella fornace del Fuoco. Bisogna capire che è l’uomo stesso che afferma il suo potere secondo il proprio intendimento dell’energia ignea. Affermare che egli è fatto ad immagine dell’Altissimo è il modo migliore di dirlo: così si allude alla presenza delle energie superiori. Ma non sta scritto in nessun luogo che egli possa usarle solo con accorgimenti artificiali. Quelle energie sono inerenti alla sua natura, e ciò significa che devono agire nelle condizioni naturali dell’esistenza. Si torna così alla struttura della vita. Se l’opera magica deve ricorrere a condizioni artificiali non è adatta a rigenerare la vita. La coltivazione naturale dello spirito e la realizzazione del Mondo del Fuoco risolvono nel modo più semplice l’aspirazione dell’uomo. È giusto affermare che il lusso è agli antipodi della bellezza. È una forma di magia, ma dove la bellezza è autentica la magia non serve.

491 — La causa della mediocrità sta nel non comprendere le forze inerenti dell’uomo. Essa è contagiosa, dura per generazioni intere, uccide l’essere sulla soglia della vita; instaura uno stato generale in cui la personalità e le conquiste umane vengono annientate. Essa aborre qualsiasi attività costruttiva, e, infatti, il Mondo del Fuoco è un incubo insostenibile per il mediocre.

492 — Gli eventi sono molti, ma dovete imparare a discernere in quella pluralità di voci dissenzienti il programma unico e integrale della costruzione del Nuovo Mondo. Molti preferiscono non sapere che possono contribuirvi: lasciate che portino le loro pietre al Tempio, anche senza vederlo.

493 — Avete udito di molti terremoti e di innumerevoli meteoriti che cadono sulla Terra. I primi vengono registrati solo in modo relativo: in talune zone sono esaminati con estrema accuratezza, mentre i sussulti oceanici sono studiati solo in maniera superficiale, nonostante la loro grave pericolosità. Anche per le meteoriti le indagini sono appena approssimate. È vero che gran parte di esse finiscono in acqua, ma la caduta è condizionata dal magnetismo. Ferro e altri metalli le attraggono, specie se i depositi sono allo stato naturale e non hanno perso il magnetismo. Le condizioni di quest’ultimo si manifestano chiare nei rabdomanti in genere, la cui esistenza è nota dai tempi antichi. Per fortuna la scienza contemporanea non nega questi fatti, e in tal modo riconosce una delle proprietà dell’energia ignea. Ma è degno di nota che i rabdomanti siano sensibili solo alle acque e ai metalli sotterranei: essi non reagiscono ad un serbatoio d’acqua o ad un edificio in acciaio. Il magnetismo scorre in condotti di fuoco e reagisce soprattutto allo stato naturale della sostanza. Questa è, d’altronde, la condizione essenziale di qualsiasi comunione con il Fuoco. L’essenza dell’energia ignea sta nella naturalezza e nell’immediatezza. È possibile non pensare mai al Fuoco, e mai percepirlo, così bloccando il proprio accesso al suo Mondo. Ripeto che nel Mondo sottile è difficile e penoso conoscere il Fuoco se non si è aperto almeno uno spiraglio di accesso già nello stato fisico. Si è detto, saggiamente: “Chi vuole visitare gli antenati li vedrà”. Ma ciò si limita al solo stato inferiore. Perché privarvi delle sfere più belle, che vi attendono?

494 — Fame e spossatezza sono esempi del potere dell’energia ignea. Paragonate un uomo morente di fame e consapevole della sua fine ineluttabile e un altro che digiuna per terapia. Notate come il primo declina rapidamente, mentre l’altro preserva a lungo le proprie forze. È solo l’energia ignea, chiamata in gioco, che lo sostiene, in quanto vuole guarire. E provate questo esperimento sulla fatica: chi chiama Agni in azione non è mai stanco, mentre chi pensa di essere affaticato perde forza. Sono effetti di “autosuggestione”, si dice, ma in base a cosa agisce questo potere? Esso scatena l’energia ignea; pone in moto i rotismi del Fuoco, e questi soli danno tali vittorie ai centri nervosi. Il cibo terreno può ridursi a poche briciole: il corpo non abbisogna di molto quando Agni arde. Non pensate che ciò sia privilegio solo di certi Saggi. Chiunque sia conscio del potere di Agni può attingere nel modo più naturale dalla sua inesauribile energia. Quel che più conta è iniziare dalle piccole cose, vigilando sui propri impulsi. Non occorrono laboratori speciali per controllare sé stessi nelle varie circostanze della vita.

495 — Il Maestro sa capire le peculiarità essenziali di carattere di ogni allievo. Un Maestro che volesse rendere uguali tutti i discepoli non sarebbe tale: verrebbe meno a sé stesso e compirebbe un errore irreparabile, violando il karma di chi si affida a lui.

496 — La giustizia è soprattutto questione di osservazione. Bisogna considerare tutte le qualità del discepolo e stimare la misura in cui può assimilare nuovi profitti: infatti, ogni difetto di assimilazione provoca orribili distorsioni nella vita. Il giusto criterio di valutazione è lo sviluppo dell’energia ignea. Chi ha il cuore ardente non sarà mai un parassita. Se si comprende il parassitismo in tal modo l’intera mentalità ne resta bonificata. Nessun parassita, nessun ozioso.

497 — La storia delle negazioni rivela che gli uomini si sono ribellati soprattutto alle manifestazioni del Mondo del Fuoco. Forse è per una forma di terrore di fronte all’ignoto. Forse è la solita rivolta dell’ignoranza, o un riflesso del caos suggerito come disprezzo da versare su tutti e tutto. Ma una cosa è chiara: in tutti i campi gli uomini hanno sempre cercato di negare tutto ciò che fosse connesso alle energie ignee. I martiri del Mondo del Fuoco sono più numerosi di quelli che patirono per la Verità. La storia dei martiri corre parallela a quella delle negazioni. Bisogna, ricercando sia nel campo delle religioni che delle scienze, rendersi conto che ogni minimo progresso di comprensione del Fuoco è stato ottenuto combattendo l’ignoranza con il massimo coraggio. Nulla ha richiesto altrettanta capacità di autosacrificio come l’affermazione del Mondo del Fuoco. Basta la minima, ordinaria manifestazione di luce perché subito il sospetto esploda; i fenomeni più ovvi vengono spiegati nel modo più assurdo. È così: il Fuoco, quale supremo elemento, è difficilissimo da capire per la coscienza umana. Molte ne sono le cause, oltre che l’ignoranza. Chi ha vissuto nelle tenebre trova tenebre anche nel Mondo sottile. I lampi di luce non hanno valore per lui, nullo è in lui il desiderio di elevarsi, e la Luce gli resta inaccessibile. Perciò cammina fra le ombre e la combatte.

498 — L’occhio di Fuoco proietta un raggio di luce se si concentra su un oggetto meritevole. Anche se questo raggio non sempre è esternamente visibile, pure attrae l’attenzione dei vicini per virtù del suo magnetismo, che è del Mondo del Fuoco. Non si tratta di suggestione, che agisce sulla volontà: è una guida magnetica, perfettamente aderente alle leggi del magnetismo ordinario. Così le grandi leggi pervadono la vita, e tanto meglio se sono usate per il Bene.

499 — La paura del Fuoco non è forse causata dal fatto che l’occhio fisico ne coglie solo l’aspetto distruttivo, mentre la sua virtù costruttrice passa inavvertita? Bisogna essere ben convinti e spiegare agli uomini che essi hanno un loro peculiare accesso al Fuoco per la loro stessa natura. Potrebbe aver successo un medico che provasse avversione per il malato? O il guerriero pavido in spirito, potrebbe mai essere vittorioso? Ponetevi dunque al massimo dei compiti, così non v’accorgete dei passi di transizione. Ogni fase esclude soprattutto la paura. Ma vincerla per un momento non significa averla sradicata. Non siate come bambini, oggi coraggiosi e domani tremanti di paura per un fantasma. Né siate come quegli incapaci che un giorno vanno in cerca di avventure e l’indomani corrono a nascondersi fra le piume. Non temete il domani, perché Agni è l’elemento che meno tollera la paura: dovete comprenderlo non come un distruttore, ma come un creatore! In questi suoi due aspetti sta la vera pietra di paragone della vostra natura.

500 — È molto difficile far capire agli uomini che giorni di estrema gravità possono trascorrere senza eventi notevoli, e che nelle date astrologicamente più favorevoli possono verificarsi sciagure. Si prenderà motivo da ciò per denunciare l’assurdità delle leggi astrologiche. Ma si dimentica che il raccolto si miete dopo la semina. Le migliori correnti astrochimiche possono forse indurre effetti relativamente meno vistosi, ma non c’è effetto senza la sua causa inesorabile. Perciò in tempi gravi sono d’obbligo grande cautela e solennità, e bisogna essere magnanimi.

501 — Pensate al Fuoco con la massima benevolenza: bisogna coordinare lo spirito con la sua tensione. Vedrete che essa si manifesta in modi diversi in luoghi diversi. Solo gli ignoranti più ottusi mancano di avvertirla.

502 — I sogni ad occhi aperti sono effetto dell’azione dell’energia ignea sul Calice. Non sono malesseri, ma messaggeri del suo approccio. Le circostanze del Mondo sottile cominciano a manifestarsi in modo simile. Possono svilupparsi in maniera benigna, ma in stato di condensazione dell’atmosfera ignea sono causa di pazzia. La cura migliore sta nello spiegare la causa del fenomeno, cioè nell’insegnare l’Agni Yoga. È un evidente stato di necessità che Ci obbliga ad offrire i Nostri Consigli per uso generale. Fino a poco fa la possibilità di epidemie di tali sogni in stato di veglia sarebbe stata considerata assurda. Ma oggi qualunque medico ordinario d’ospedale è costretto ad affrontare lo studio di tali sintomi insoliti, che si moltiplicano. Ma anche altri inspiegabili segni di mutate condizioni dell’organismo cominciano ad apparire. Possibile che gli uomini non vogliano prepararsi a tali mutamenti? Sarebbe dimostrazione di insipienza, come la storia della madre di quel fanciullo capace di vedere nel buio, che volle farlo curare dai medici. Le prove dell’azione dei centri di fuoco si fanno più frequenti. È stolto voler rifiutare questi doni, che offrono la soluzione del futuro immediato.

503 — Prevedere gli eventi è una facoltà assai peculiare delle percezioni ignee. Talora si riesce a preconizzare azioni prossime e persino giornaliere; ma sovente, come su una lunga onda portante, anche accadimenti molto remoti. Tali irregolarità hanno varie cause. Nulla di male se il fuoco segnala cose di domani; e non c’è divergenza se il lontano futuro si svela al terzo occhio. La forza del fuoco non conosce barriere: è come un osservatore su un’altura che vede le pianure e sa dove si incrociano i sentieri. Poiché il Governo Universale prevede nel lontano futuro, la debole vista umana può cogliere barlumi di quelle decisioni superiori. Sono illuminazioni da accogliere con solennità e premurosa attenzione! Non bisogna discuterle, subito e nel modo solito: sono da conservare e curare come sacri tesori affidati in custodia!

504 — Proprio così: “Sgominate i senza Dio!”. È bene quando questo Decreto viene inteso e applicato. Occorre che la coscienza sia ben sviluppata per poter comprendere cos’è in verità l’ateismo e conoscere l’arma di Luce con cui colpire le tenebre. È bene quando queste rendono più intensa la Luce. Anch’esse, infatti, creano una luce invisibile. Si è affermato che per lo Yogi la luna splende di giorno, e il sole di notte. Fate tanta Luce attorno a voi, che non ci siano ombre.

505 — La liberazione dalla paura non si ottiene convincendosi in occasioni separate. Al contrario, tali suggestioni la inseriscono nel profondo, preparandone il ritorno irruento alla prima occasione. Inoltre il terrore aumenta con la pressione di quelle suggestioni artificiose. La paura così incarcerata è un prigioniero molto insidioso, ed è essenziale liberarsene: così affermano tutti gli Insegnamenti. Per sradicarla bisogna procedere per raffronti. Parlate del terrore degli animali selvaggi a chi è minacciato dal fuoco, e vi sentirete rispondere: “Saprei bene come fare con quelli, ma come salvarmi da queste fiamme?”. Raccogliete dunque tutte le possibili cause di paura, e le vedrete cadere via l’una dopo l’altra, come foglie secche. Del pari bisogna affrontare la relatività totale per abituarsi all’infinità del Mondo del Fuoco. L’attrazione esercitata dalla crosta terrestre crea l’illusione della sicurezza, e ciò spiega l’attaccamento umano al mondo fisico. È perfettamente vero che è proprio in questo mondo che bisogna assimilare molte sensazioni e farsi ricettivi, se si vuole navigare agevolmente sulle onde del fuoco. Ecco perché non tanto giova specializzarsi quanto farsi ricettivi e capaci di contenere gli opposti. Non c’è da stupire se le partizioni del Mondo sottile non coincidono con le classificazioni convenzionali terrene. In quel Mondo ci si può trovare nel più inatteso assortimento di vicinanze: ma sono sorprese che travolgono solo chi vi penetra ancora carico di reminiscenze terrene. Chi ha invece raffinato i propri criteri vi trova confermate le attese.

506 — È bene riconoscere le belle prospettive del Mondo sottile. Bisognerebbe convincere gli uomini che la creatività mentale può modellare non solo forme personali, ma anche forme capaci di attrarre e catturare i cuori più nobili. Tale facoltà si acquisisce anch’essa in Terra; ma quanto si farà elevata e superiore quando si capirà che essa vale non tanto per questo pianeta, quanto per sfere di suprema grandezza!

507 — Siate come frecce scagliate verso il cielo da un arco di fuoco. Scoprite con il pensiero in ogni oggetto fisico quell’essenza spirituale che genera una bella visione nell’Infinito. E vergognatevi per ogni pensiero ignobile emesso in quel Mondo di Bellezza. Ogni giorno dovrebbe svelarvi una nuova maniera di migliorare e abbellire. Gli uomini si vergognano di dire cose triviali in un megafono. Perché dunque inquinare lo spazio con pensieri vili? La possibilità di una conflagrazione mondiale vi ricordi sempre la qualità del pensiero.

508 — Sì, sì, sì, i semi di bene restano nello spirito, ma vi si presta scarsa attenzione. Gli uomini sanno che quei germi si vanno accumulando, ma, incapaci di preservare la comprensione spirituale, si dedicano soprattutto ad ammassare oggetti terreni. Nel profondo dello spirito essi sanno dei voli nell’Infinito, ma, dimenticato il valore dei mondi lontani, vagano senza meta sulla crosta terrestre. Non si tratta di avversare gli oggetti fisici, che sono pur sempre prodotti di un atto creativo, né di sconsigliare i viaggi, che possono essere un’ottima scuola: è che l’intera esistenza terrena deve essere compresa e vista dai livelli del Mondo superiore. È possibile compiere solo azioni benefiche nella vita fisica? Si, certo: non è difficile immaginare una vita dedicata, come un flusso ininterrotto, al bene altrui. Santana non è un rotolare di pietre senza senso. È come un canale che irriga i prati circostanti, è come un rivo che rinfresca la corte, è come la pioggia che fa germogliare le sementi. Non occorre dunque avere doti di speciale saggezza per immaginare una vita utile in qualsiasi campo. Quando le ondate del fuoco costringeranno a cercare scampo nelle torri dello spirito, si rimpiangeranno le incarnazioni malamente sciupate e se ne avrà ripugnanza. Si cercherà allora, costernati, di raccogliere briciole di pensiero positivo. A che serve consigliare di non sciupare energie preziose! Dovete rendervi conto che stanno per giungere tempi molto insoliti. Crudeltà, terrorismo, tradimento, menzogna, nulla di ciò basterà a tenere indietro le onde del Fuoco. Non tanto per la vergogna quanto per la sofferenza si sarà costretti a mendicare la salvezza.

509 — La capacità di discriminare fra grande e piccolo si forgia nel fuoco stesso del cuore. Non crediate che tutti gli scritti portino grandi messaggi: bisogna accertarne la fonte! Non pochi sono falsi, anche se interessanti, e parte di un complotto per distruggere il mondo. Fate appello alle vostre capacità di osservazione, per scoprire i rettili delle tenebre che sviliscono il pensiero. Mai nulla di sporco viene dalla Luce.

510 — Torno a dire che dovete realizzare l’ora del conseguimento. Non mi stancherò di ripetere che dovete pensare in modo elevato, se volete salire oltre la polvere.

511 — Non basta pensare alla modestia e all’umiltà per essere modesti e umili. Le virtù naturali non hanno bisogno di considerazioni forzate. Quanto orgoglio discende da questa pseudomodestia e falsa umiltà. Per tutte le virtù ignee quel che vale è l’immediatezza. Se non si prova rispetto per la Gerarchia non c’è comando che valga a far scoprire la bellezza di quel fervore; le condizioni esteriori ne annientano il seme. È un grande errore, per chi ha appena cominciato a pensare al Supremo, voler modificare le condizioni esterne della vita. Quel calzolaio che sapete avrebbe potuto lasciare il suo desco, ma preferì affermarsi nel ritmo del passato, in cui si erano generati i suoi pensieri più elevati. Non fu mancanza di flessibilità, ma il giusto rispetto di un ritmo prezioso ormai già stabilito. Si nota infatti che le condizioni esterne danno impulso al pensiero, ed è utile a sapersi, quando si sta per raggiungere la vittoria. Un musicista non si separa dal suo strumento neppure quando viaggia. Non è questione solo di tecnica meccanica: quel virtuoso, che ne sia conscio o no, preserva un ritmo ben affermato. Per coordinare i centri la continuità di lavoro è necessaria tanto quanto il pranayama. Ma l’artigiano esperto non si cura dell’uso che si farà dell’opera sua. Il lavoro è il suo cibo; non può farne a meno. I medici possono citarne esempi. In relazione ad Agni un lavoro disordinato e aritmico è specialmente nocivo, ed è necessario instaurare un ritmo che divenga abituale, ma senza imposizione. C’è allora da attendersi che Agni divenga veramente una corazza protettiva. L’attività autoiniziata è un conseguimento igneo: non viene da fuori, ma accompagna l’ampliarsi della coscienza, e se questa non si afferma non si dà avvio ad azioni di quel genere. Non si può essere coraggiosi per comando. Il coraggio cresce dall’interno, dando la sensazione di essere come il nucleo di una spirale: e una volta messo radici non c’è verso di estirparlo. È bello rendersi conto che esiste un processo per cui si acquisiscono virtù capaci di crescere come alberi poderosi.

512 — I fuochi che appaiono sui monti sono segno di tensione dell’atmosfera. Non senza ragione li si chiama “messaggeri”. La tensione si rivela con una luce d’argento. Molti negheranno anche questi fenomeni così ovvi. Parleranno di allucinazioni, senza tener conto che particolari autentici, come l’illuminazione di una nube, non possono essere immaginari. È sorprendente constatare che anche le più semplici manifestazioni del Fuoco vengono denegate. Eppure non è possibile illudersi e prevedere il moto di quei fuochi. Sono, in verità, dei messaggeri.

513 — Un neofita domandò ad un Saggio, che gli parlava di Agni: “Se ripetessi continuamente questo nome, Agni, ne avrei beneficio?”. Il Saggio rispose: “Certamente. Sei stato finora così lontano da questo concetto che persino mediante quel suono la tua natura aderirà alla grande base dell’Esistenza”. Per lo stesso motivo Noi ripetiamo le varie qualità e analogie del grande Agni. Che gli uomini accolgano questo suono nel Calice! Che le sue vibrazioni tanto li pervadano da farsi inalienabili. Se, al passare dall’una all’altra vita, diranno: “Agni”, ne avranno beneficio, perché non più ostili al Fuoco. Il Mondo sottile rende più chiara la comprensione dei principi superiori, ma in ogni caso bisogna accostarvisi senza inimicizia né ripulsa. Scopo di questo primo libro sul Mondo del Fuoco è di assuefare l’umanità a comprendere Agni. Si veda come il Fuoco è stato variamente inteso, dai tempi antichi sino all’evo contemporaneo. Le faville di quei fuochi del cuore facciano ricordare molti fenomeni misteriosi e si riprendano a narrare molte antiche leggende. C’è un’immagine, bella e costruttiva, da assimilare nella coscienza. È da accettare come una ricchezza capace di condurre in alto luogo. Perciò è utile anche il semplice ripetere questo suono: Agni.

514 — Invero l’umanità è come il cemento del mondo: tiene insieme le parti minacciate dal caos. Un mondo spopolato si disintegra facilmente. L’uomo però non deve vantarsi di questa sua missione, ma comportarsi come una sentinella in vedetta. Certo solo chi è reso forte dalla corazza di Agni può adempiere più compiutamente il proprio destino. Agni non deve mai essere inattivo. Il Fuoco è l’elemento più operoso, più celere, più spaziale e si manifesta quando il pensiero si fa intenso. Non è con il pensiero che l’uomo preserva il pianeta? Il pensiero genera le sostanze più preziose. Paragonate un pensiero grande e aperto con l’insipienza. Affermo che l’uomo può radunare tesori di pensiero che, in ritmo con l’Universo, daranno nascita all’Epoca nuova.

515 — I popoli si illudono di compensare la carenza di Agni con la violenza brutale; ma non c’è forza, infima e cruda, che possa accendere il Fuoco di Luce. Coincidente con il declino di Agni nei cuori umani si nota un’amarezza senza precedenti. Non è chiaro che la forza non serve per trovare l’energia psichica? C’è di più: qualsiasi atto di violenza, sia esso individuale o collettivo, ne ritarda la scoperta da parte dell’uomo. Ciò significa che, invece di dedicarsi senza indugi a cooperare nella ricerca di Agni, si ricorre alla forza per distruggere il pianeta. Tutto ciò è ignobile e deplorevole!

Non chiedeteMi di manifestarMi dove prevalgono l’odio e l’incomprensione! Noi viviamo una grande Vigilia!

516 — Alcuni hanno bisogno di imparare a memoria certi consigli preziosi, altri invece già conoscono, nel cuore, i fondamenti della vita: a entrambi i gruppi occorre un Maestro. I primi devono apprendere, e i secondi praticare. C’è chi sa fin dai suoi primi anni quali sono i metodi migliori nei rapporti umani, e chi deve sottoporsi a un duro tirocinio per abbandonare i sistemi distruttivi. A entrambi occorre un Insegnamento che ricordi le condizioni dell’esistenza. Sorprende vedere fino a qual segno alcuni rammentano dettagli delle vite precedenti, mentre altri hanno perso ogni ricordo degli accumuli del passato. Il karma non basta a spiegare del tutto una differenza così netta nella comprensione della vita. Il fattore decisivo, in verità, non sta nelle circostanze delle esistenze passate, ma nel grado di riconoscimento di Agni. Una tale saggezza viene chiamata geniale, ma non occorre speciale talento per tener vivo Agni, il Fuoco. Solo l’accensione dei centri determina uno stato di continua vigilanza cosciente. Anche una parziale manifestazione di Agni basta già a preservare inviolate le acquisizioni. Agni non è un usurpatore, è un amico. Bisogna dire che l’ascesa spirituale non è che una sua espressione.

517 — Non lasciatevi scoraggiare dai testi che riflettono l’odio umano; le tenebre sono molto fitte! Si possono evocare le potestà più irradianti, ma le ombre oscurano anche le manifestazioni migliori. Ma gli oscuri sanno solo ottenebrare. Se si pretendesse da loro un miglioramento andrebbero in furia, poiché il loro scopo è peggiorare. Vedete come le forze del male si insinuano nella vita in varie fogge. Non cullatevi nell’idea che le ombre non possono raggiungervi; anzi, si serviranno di ogni granello di polvere per avvicinarsi non viste; e dove non osano farlo, gettano scorpioni. Gli oscuri sono fertili di macchinazioni. Perciò bisogna imparare a vigilare e vigilare.

518 — La terapia a mezzo di correnti spaziali è specialmente efficace per i centri nervosi. Perciò consiglio di proteggere l’organismo dalle lesioni organiche. I centri nervosi, quali conduttori di Fuoco, sono sempre pronti a ricevere Agni. Ma non bisogna ostacolare tali processi, specie con l’irritazione, che blocca tutti i canali come una morsa letale. Sapete quanto già abbia ammonito contro quell’insidia fatale. Quei lamenti amari attraversano l’oceano, e chi è magnanimo deve riconoscere la propria responsabilità. È proprio questa la virtù che protegge dall’irritazione.

519 — È mirabile vedere un gigante meccanico assalire un cuore ardente e non riuscire che a portare pietre per la propria tomba. Sono cose che accadono frequenti, e in ogni occasione ci si deve rallegrare per la vittoria di Agni. Si parla di miracolo, ma i prodigi sono innumerevoli da ogni parte: basta purificare gli occhi dall’irritazione, per vederli.

520 — Un’aura ferita è terribilmente vulnerabile: una sola breccia comporta Ia mutilazione di tutta la sua struttura. La sonnolenza che si manifesta quando l’aura è danneggiata è causata dall’attività molto accresciuta dell’energia ignea, quando irradia all’esterno. Durante la fase di recupero l’organismo, e specie il cuore, è in stato di depressione. Ecco perché reputo doveroso essere prudenti in ogni azione, come quando si è sottoposti a contraccolpi. Perché aggravare il fardello dei propri amici, in battaglia? Sono possibili molti esperimenti che dimostrano che i danni subiti dalla radiazione si ripercuotono proprio sul cuore. Gli uomini sono riluttanti ad accettare consigli riguardanti le loro proprie radiazioni; eppure la scienza sa che esse emanano da ogni oggetto, anche da prima che le si fotografasse. L’organismo umano è degno della più grande attenzione, e bisogna sapere che ogni scossa nuoce soprattutto al corpo astrale. Inoltre, se certi organismi hanno coadiuvato a lungo assieme possono nuocersi l’un l’altro anche più gravemente, e i danni inferti vengono risentiti non solo da essi stessi, ma anche da altri presenti nell’ambiente. Ecco la ragione per eliminare con la massima solerzia ogni sorta di conflitti. Potete figurarvi un’orda di oscuri che si gettano all’assalto ad ogni fessura dell’aura. È tremendo alimentare quegli insetti nocivi con gli strati della radiazione interna. Solo la rete di protezione ne arresta l’attacco. Inoltre ogni breccia presente nell’aura è un pericolo di ossessione. Siate pertanto sempre più prudenti.

521 — Un sospiro veniva una volta considerato come una risposta ad una chiamata divina. È uno spasimo indotto dal concentrarsi dell’energia ignea. Notate che i criminali e gli assassini non emettono mai un sospiro. Si tratta di una tensione connessa ad emozioni elevate. Ci sarebbe da scriverne un libro intero, e si vedrebbe che i sospiri sono molto simili a preghiere. Tutti i riflessi benevoli si possono denotare in questo modo. Non c’è ragione per considerarli come astrazioni morali; è meglio riconoscerli come fattori di buona salute.

522 — Sarebbe confacente per l’uomo non avere doveri? Alcuni fanno confusione e ritengono che per non avere responsabilità basti rimettersi alla Gerarchia. Pensano che se sono nati qualcuno deve prendersene cura. Ma grande Servizio vuol dire grande sollecitudine. Non c’è giorno né ora che un uomo non abbia occupazione, possa cioè fare a meno di pensare. Le responsabilità non sono dunque da intendere come aridi fardelli, ma come una caratteristica distintiva dell’uomo. Fra i privilegi dei Bodhisattva la gemma della corona è appunto la cura sollecita per tutto ciò che esiste. Tale atteggiamento è inoltre da accogliere con favore perché accende il Fuoco. Non le riflessioni mediocri, ma i pensieri più premurosi fanno sprizzare faville luminose dal cuore. Non è saggio scansare i doveri, poiché è d’uopo affrettarsi con i fuochi dello spirito. Chi ne ha timore mostra di disporre di acquisizioni molto modeste. Chi ha molto viaggiato è invece in grado di chiedere: “Affidami molte cure quando vado nel Giardino di Bellezza”. L’uomo, che è responsabile del pensiero, ha accettato certo non l’ultimo di questi doveri. Si è detto che il sorriso del ricco vale poco, ma che se un povero continua a sorridere si fa compagno di Dio. Così il popolo mostra di comprendere il valore di un sorriso fra le brighe quotidiane. Vi consiglio di non illudervi che la loro quantità possa diminuire. Solo in tal modo capirete che la gioia è una saggezza speciale.

523 — Nulla può più confondere il viaggiatore che abbia già visto di lontano la propria casa. E cosa può mai arrestare la coscienza quando sia protesa verso il Mondo del Fuoco? Nulla vieta all’uomo di proporsi la massima impresa. Solo così le responsabilità si illuminano e il pensiero si fa solenne. Solo così si distinguono i veri valori e si procede verso la Gerarchia senza impedimenti.

524 — Dubitare dell’esistenza del Mondo del Fuoco equivale a spegnere l’impeto; dunque non guardate indietro. Che il vostro moto acquisti un potere attrattivo sempre maggiore, come un fiume. Un oggetto che cade può raggiungere un’altissima velocità, e così un moto di avanzata sprigiona una forza magnetica che trascina nella direzione voluta. Alla cieca, a tentoni, non si va lontano, mentre il pensiero igneo trasporta oltre l’inatteso. Imparate ad osservare come cresce la coscienza. È certo anche più difficile che veder crescere l’erba: eppure il fienile sta a dimostrare la realtà di quello sviluppo. E anche la coscienza dà raccolto abbondante.

525 — Il bene progressivo di un popolo si plasma attorno ad un singolo individuo. La storia lo dimostra con molti esempi, nelle contrade più diverse. Molti attribuiscono questo ovvio fenomeno al valore personale, ma sono miopi. Chi guarda lontano comprende che quella sintesi manifesta il potere della Gerarchia. In verità essa sceglie un punto focale su cui dirigere la corrente. Inoltre una personalità di tale spicco ha un suo fuoco, che essa lo sappia o no, che facilita la comunione. Ma è anche indispensabile una certa qualità da parte del popolo: fiducia e riconoscimento dei suoi poteri. Perciò in questioni diverse molte volte insisto sull’autorità: è un ingrediente necessario per mettere in moto il congegno del fuoco. I popoli progrediscono quando affermano una guida, e non potrebbe essere altrimenti. Bisogna dunque realizzare il legame con la Gerarchia, e non avere la vista corta.

526 — Certo conoscete lo stato fra sonno e veglia. È notevole soprattutto che alla minima mossa si prova una sorta di capogiro. Ma se la positura è comoda si sente anche di perdere peso. Non sono illusioni. Sarebbe davvero possibile verificare un mutamento di peso con una bilancia, e il capogiro è dovuto al prevalere del corpo sottile. Antichi Insegnamenti asserivano che all’atto del ritorno nel corpo fisico si percepisce per un momento la qualità del Mondo sottile. Un’identica sensazione si produce durante l’estasi spirituale e all’inizio di un attacco epilettico. È diversa invece la perdita di peso dei medium, dovuta alla partecipazione di energie elementali esterne. Il Mondo del Fuoco è molto prossimo a manifestarsi quando il corpo sottile trasforma le sensazioni fisiche; perciò si può affermare che gli stati dei tre mondi possono esprimersi anche nella vita fisica.

527 — C’è un fenomeno in apparenza semplice che merita attenzione: se dieci uomini si impegnano separatamente, si scopre che non raggiungono il totale del loro sforzo congiunto. Questo misterioso sovrappiù è la corona della cooperazione. Qui si tocca nuovamente il reame del Fuoco, le cui risorse si evocano solo con un ritmo congiunto. Tale incremento, calcolabile, non è forse una prova dell’energia ignea? Che gli scienziati raccolgano anche i menomi dati sul suo manifestarsi, e non lo considerino come qualcosa di mistico, ma come un concetto realistico e progressivo.

528 — Perché gli antichi sacerdoti egiziani ritenevano che il fuoco dei lampi avesse un magnetismo particolare? Superstizione o sapienza? Perché le loro conoscenze sono reputate ben fondate? I fatti, confermati dalle ricerche, dimostrano le facoltà ignee di quei maestri. Non fu forse per via sperimentale che giunsero a capire quel tipo di magnetismo? È legittimo pensare che un’energia fortemente condensata si sprigioni da quelle scariche potenti. Certo sono tensioni pericolose, ma, se ben governate, possono purificare l’energia.

529 — Errore comune a molti è interrompere lo studio dopo gli anni di scuola. I Pitagorici e altre scuole della filosofia greca, dell’India e della Cina sono begli esempi di studio continuo. Limitare l’educazione agli studi d’obbligo è segno di ignoranza: essi non sono che la soglia dell’autentico sapere. Se si dividesse l’umanità in tre classi: gli analfabeti, quelli che hanno compiuto i soli corsi d’obbligo, e quelli che proseguono la propria educazione, questi ultimi sarebbero i meno numerosi, pochissimi. Ciò è soprattutto indizio di indifferenza per le vite future. Nel loro declino spirituale gli uomini sono indolenti anche per quanto riguarda il proprio avvenire. C’è da annotare che in quest’anno, così importante, è giocoforza esortare gli uomini ad imprese che furono già efficaci migliaia di anni fa. All’educazione elementare bisogna aggiungere quella degli adulti. Molte generazioni vivono contemporanee sulla Terra, tutte ugualmente indifferenti a quel futuro cui pure non possono sfuggire. È una negligenza deplorevole! Oggi l’apprendimento non è che un guscio vuoto. Per una qualsiasi festa si usano indossare gli abiti migliori: possibile che non interessi all’uomo procurarsi un manto di Luce per la solenne Dimora del Mondo del Fuoco? Non il bigottismo, né la superstizione possono essere causa di allegrezza, ma l’illuminazione della mente, e non solo nelle scuole elementari, ma anche nel convenire degli adulti per imparare di continuo.

530 — È giusto insistere sulla malattia del pianeta. È giusto vedere nei deserti una vergogna del genere umano. È giusto rivolgere il pensiero alla natura, con cui collaborare. È giusto riconoscere che saccheggiarla equivale a sperperare i tesori umani. È giusto allietarsi in essa quale rifugio dalle epidemie. Chi non pensa alla natura non conosce la Dimora dello Spirito.

531 — L’energia umana deve entrare in contatto con il Fuoco cosmico. Essa è profondamente involta negli strati densi, ma ogni volta che questi vengono perforati si apre la via a grandi illuminazioni. Il Fuoco elimina tutte le scorie.

532 — Quando il pensiero è proteso avanti e incrocia una corrente ostile ne risulta una scossa tremenda, che reagisce sul cuore. Vi ho già avvertito di questi terribili dardi del nemico. A parte ciò, la tensione dei centri è accresciuta anche dal tremito sempre più intenso della Terra. È una condizione innaturale, e solo l’impegno fervente per il Mondo del Fuoco, se persistente, muterà la mentalità umana.

533 — Non crediate che nulla possa travolgervi. Sarebbe un’arma a doppio taglio. È bene, infatti, sentire la saldezza delle proprie fondazioni, ma è stolto ignorare le forze dell’avversario. Meglio presumere che il nemico attaccherà e che un coraggio indomito farà capaci di respingerlo.

534 — Molto tempo fa ho detto che non è saggio coltivare un orto di offese. Bisogna dar prova di aver capito che sono cose ignobili. Un’offesa pone in uno stato di pericolo imminente, è come un ascesso nascosto. Il Buddha stesso se s’accorgeva di uno stato del genere, allontanava subito il discepolo, dicendogli: “Vai a bagnarti nell’acqua fredda”.

535 — La radice, o la causa movente di un pensiero deve apparire evidente alla coscienza purificata. È impossibile tener conto di tutti i moti mentali, poiché il caleidoscopio dei pensieri frammentari umani dà le vertigini, e del resto quei frantumi instabili non hanno valore alcuno. Ma è bene percepire la causa, il movente di ogni espressione. Ciò si ottiene con l’accensione dei centri. L’uomo sta imparando a conoscere lo scopo delle parole. La forma dell’espressione esterna non è importante per l’osservatore sensibile. Talvolta per chi parla non è facile stabilire la ragione prima delle sue parole. Ma il cuore ardente conosce l’origine della formula verbale pronunciata. Non c’è smorfia né atteggiamento che possano ingannare il terzo occhio. È una conoscenza-diretta che non si acquista facilmente: molte generazioni aggiungono ciascuna la loro piccola quota alla coscienza. Sappiate che occorrono molte incarnazioni per affermare il Fuoco. La radice del pensiero apre la via per realizzare altre radici.

536 — Solo a fatica si giunge a comprendere quanto sia indispensabile una struttura sottile per il mondo fisico. Molte strutture del Mondo sottile sono, per così dire, dei veri e propri talismani per il futuro del pianeta. Sovente il loro compimento è anche più importante delle strutture terrene: in esse sta, in altri termini, la radice del pensiero costruttivo. Perciò Noi siamo lieti quando il prototipo è ultimato; se è ben riuscito, naturalmente.

537 — Le convulsioni che avete osservate sono un fenomeno notevole. Un organismo umano, quando è raffinato, rispecchia il Macrocosmo e soprattutto reagisce in vigorosa concordia con il moto del pianeta. Se questo ultimo è soggetto a turbamenti, ciò non può che ripercuotersi sul corpo igneo. Non solo i terremoti, ma tutte le convulsioni interiori del pianeta producono effetti sul cuore fervente. E come una perturbazione planetaria non è mai disgiunta da una pressione polare, così una convulsione corporea può essere accompagnata da una pressione di Kundalini e del terzo occhio. Anche dalle estremità può scorrere energia, proprio come la crosta terrestre può contrarsi durante una convulsione interna; in verità, l’uomo è il microcosmo.

538 — La comprensione umana si è tanto pervertita che talvolta si conclama come ardente un uomo infetto dall’imperil dell’irritazione o della malizia. Anche quest’ultima viene talora descritta come qualcosa di incandescente. Ma Agni, in quanto elemento connettivo, onnipervadente, è in realtà il vero principio di equilibrio. Lo spirito umano vi fa ricorso durante l’ascesa; persino per una salita meccanica si fa uso del principio igneo. Bisogna dunque spiegare che l’infiammazione causata dall’imperil non ha nulla a che fare con Agni, il Fuoco puro. Sono gli uomini stessi che tentano di impiantare nella loro coscienza un significato svilito di molte grandi manifestazioni. Invero è buon esercizio trascorrere di quando in quando un giorno senza svilire né disprezzare alcunché!

539 — Anche l’idea di essere uniti alla Gerarchia è di per sé un ottimo purificante. Quando tutti i rettili del male strisciano fuori dalle loro tane non resta che lanciarsi in alto. Si faccia uso allora di tutto ciò che assicura l’equilibrio. Non pensate alla stanchezza, che è cosa di ieri; guardate al futuro, che non ha nulla di denigrato.

540 — L’ansia è inevitabile quando la confusione mentale evoca il tremito degli strati inferiori. Non curatevene: sareste dei morti se non percepiste il caos attuale. Al contrario attingete nuova forza aderendo alla Gerarchia. Se ammetteste la possibilità di un’altra via verreste dilaniati dagli elementi.

541 — La terra ospita sia il buon ladrone che il fanatico crudele. Ci sarebbe da supporre che l’uomo, in quanto elemento supremo del mondo, debba evolvere molto più rapidamente degli altri. Ma si osserva uno strano fenomeno: avendo rifiutato l’etica spirituale egli si è rinchiuso in un’apatia morale. Persino il clima sembra variare più celermente della coscienza umana. Molte invenzioni sono apparse su questo globo più volte. Popoli oramai scomparsi seppero molte cose, eppure la qualità del pensiero è migliorata pochissimo. Ciononostante molto si parla di una nuova razza e di una nuova umanità. Ma il modello di questa non sarà un Golem. La qualità del pensiero sarà ben diversa da quella delle epoche trascorse. Bisogna rigenerare a fondo e coscientemente tutta l’arte del pensare, ma sarà impossibile attestarsi su un livello superiore senza la giusta comprensione dei tre mondi. Chi non è proteso a perfezionare sé stesso non può pensare in senso planetario. Chi considera lo studio del Mondo del Fuoco come superstizione pagana non può venerare l’Immagine del Salvatore. Non c’è da stupire se è stato così lento l’apprendimento del pensare onesto, poiché per moltissime incarnazioni gli uomini sono stati tenuti all’oscuro degli aspetti più belli dei loro eroi. É stato loro presentato di continuo l’eroe torturato e ucciso. Con tale mentalità non c’è da sperare che si formino un concetto chiaro dell’uomo nuovo.

542 — Ci sono molte maniere per accertare sperimentalmente che lo spirito ha parte anche nello sviluppo muscolare. Non parlo dell’Hatha Yoga, che soprattutto insiste su esercizi fisici. In altre forme di Yoga questi ultimi non hanno tale rilievo, mentre invece lo sviluppo spirituale è come un tonificante per la muscolatura. Prendete due atleti, uno dei quali si alleni secondo metodi esclusivamente fisici, mentre l’altro realizzi il potere dello spirito: quanto sarà più bravo quest’ultimo!

543 — Perché sembra talvolta che il male trionfi? Solo perché il bene non è saldo. Con un metodo rigorosamente fisiologico si può dimostrare che la vittoria del male è sempre di breve durata. Il male affiora assieme all’imperil, ma non può che avere una breve virulenza dapprima, dopo di ché prende a deteriorarsi fino a distruggere gradualmente quel suo progenitore. Ciò significa che se Agni si manifesta anche solo parzialmente non può che crescere. Così avviene che mentre l’imperil comincia a decomporsi Agni, al contrario, giunge al suo pieno vigore. Perciò consiglio di resistere al primo attacco del male, per lasciarlo poi autodistruggersi. Inoltre durante il duello fra male e bene, in altri termini fra imperil e Agni, quest’ultimo aumenta tanto più quanto il primo corrompe il suo portatore. Così si osserva la battaglia fra l’infimo e il supremo, ma la coscienza deve essere matura per avere il coraggio di resistere al male. È bene che lo ricordiate, radunando non solo le forze ma anche la pazienza, per vincere ciò che di per sé è destinato all’annientamento. Affermo che la legge: “La Luce vince le tenebre” ha anche una sua base fisiologica.

544 — Chi collabora a raccogliere utili esempi? Li si potrebbe enumerare, ma sono scarsi quei medici che si danno la pena di notare, fra i casi che osservano, l’azione e il valore del Fuoco. Non consiglio a quel Nostro medico di sperimentare e osservare solo su sé stesso: potrebbe sovraffaticarsi. Esempi numerosi lo circondano.

545 — Il cuore soffre a sentir denigrare la Gerarchia. Il cuore è un centro, come quella. Da quel punto cardinale tutto viene trasmesso al Supremo, e viceversa. Quando non si sa non si deve svilire ciò che non si comprende, e occorre avere coscienza sufficiente a capire dove principia l’Ineffabile. Non si creda di poter continuare per sempre a gettare pietre contro le Immagini migliori. Certi imbecilli, pieni di sé, pensano che tutto sia lecito. Ma quando avranno perso i denti dovranno cercare la causa in sé stessi, anziché meravigliarsi.

546 — Dare è un attributo divino. In tutta la natura è presente, in vario grado, un dare inesauribile, ma il fuoco è l’elemento che meglio lo dimostra. Il principio stesso del Fuoco trasmuta e dà di continuo. Non potrebbe esistere senza il sacrificio del dare, e così il seme igneo dello spirito esiste in quanto dà. Ma tale sacrificio è autentico solo allorché coincide con la natura stessa dell’uomo. Se è mentale, se è imposto, non è spontaneo né divino. Solo quando si pone come attributo inalienabile della vita diviene inseparabile dalla coscienza. Così insegna il Fuoco, durante l’ascesa. Chi vuole ottenere la conoscenza ripeta a sé stesso: “Sarò come Agni”. Il sacrificio ardente deve essere amato come il mezzo più diretto di comunione con il Mondo del Fuoco. Senza questo fervore di abnegazione non è facile sfuggire alla morsa del male. La coscienza diviene mobile, quando è unita ad Agni, mobile come il Fuoco, che per sua natura è elusivo. Al sacrificio ci si deve accostare non per disperazione ma con il metodo dello splendore incandescente. Non c’è termine migliore per definirlo. Del pari non c’è altro modo di pensare al Mondo del Fuoco che come espressione di grandiosità.

547 — A volte si sente che le trasmissioni di Fuoco cozzano contro un muro di tenebra. Ciò è possibile solo in caso di un attacco particolare delle forze oscure. In tale situazione è bene esaurire le riserve di Fuoco o scegliere un’altra direzione? Già sapete che il gonfiarsi dell’oscurità dura poco: è meglio dunque dirigere subito altrove l’emissione. La fortezza delle tenebre è come un castello di carte; basta saperlo.

548 — Se vi sentite sonnolenti o stanchi, non sforzatevi. È bene essere molto prudenti con le riserve di energia. Chi sa quanta energia preziosa, e quanto sovente, viene sacrificata per chi non ne sa nulla? Questi negano la possibilità di tali trasmissioni, ma sono avidi della forza altrui, e la divorano.

549 — Il pensiero spaziale genera una certa sostanza che col suo moto vorticoso determina un centro da cui emanano vari esordi. Bene sarebbe realizzare che il pensiero umano possiede quella sostanza così potente; ma solo quando è purissimo e molto intenso ha energia bastevole. Invece il pensiero mediocre, incerto, erratico, instabile, non trasmette impulsi creativi e può persino essere nocivo. Poiché l’attrazione e la ripulsa vi sono debolmente coordinate i pensieri insignificanti si dispongono in ammassi di conglomerati inquinanti. Noi li chiamiamo fango dello spazio, appunto, e occorre spendere molta energia per trasmutare questi mostri senza vita. Pensate quanto potrebbe aumentare la produzione spaziale non fosse per questa progenie umana. Non ne sono responsabili solo i popoli primitivi, che di per sé non hanno una mentalità debole: l’effetto ordinario della civiltà è proprio il completo degenerarsi della qualità del pensiero. Ciò produce tutti quegli ammassi fangosi che minacciano di capovolgere in odio la beatitudine di Agni. Non sono rari i danni causati dai pensieri triviali! Molti dei migliori canali sono ingorgati solo perché l’umanità non ha rispetto per il pensiero. La superstizione irragionevole senza dubbio raglierà ad ogni monito che rammenti la realtà della mente; si citeranno i contrasti fra natura e beatitudine, senza contare che gli strati inferiori fisici sono del tutto incommensurabili con i livelli supremi. La disciplina della mente conduce senza fallo alle sfere più elevate. Invece di diffondere infezione l’uomo può assurgere a purificare lo spazio.

550 — I pensieri meschini non solo intasano lo spazio, ma soprattutto impediscono la trasmissione di pensiero a grandi distanze. Chiunque vi partecipa sa che talvolta queste missioni restano, per così dire, parzialmente corrose, come se qualche nube ne oscurasse la nettezza formale. Infatti, sono proprio quelle creature brutte, piccole, fangose che intercettano le vie della trasmissione. Isolati, quei piccoli mostri contano poco, per la loro debolezza, ma insieme compongono una fanghiglia sufficiente ad ispessire e ostruire lo spazio. Se vorrà accelerare la trasmissione mentale l’umanità dovrà, con urgenza, desistere da quel genere di pensieri. Basta poca solerzia in ciò per ottenere buoni risultati. C’è da dire inoltre che quei miasmi sono anche fonte di infezioni.

551 — Allorché si scrive una biografia è assai interessante studiare le circostanze che contribuirono al compimento finale di quella vita. Si noterà che molti fattori, in apparenza accidentali, intervennero ad indirizzare nella direzione stabilita. In realtà, non furono tali, poiché molte cause profonde presero parte al processo. In ciò si vede l’azione del Mondo sottile. Quando lo spirito si propone un compito definito si adatta a molti influssi che lo assistono. Sovente nel Mondo sottile alleati e collaboratori controllano le circostanze favorevoli. In tal modo si notano molti impulsi, non chiaramente percettibili, che guidano ai fini preposti. Sono lucciole che hanno valore di segnali indicatori!

552 — Se consiglio il continuo, fervido impegno a raggiungere la Gerarchia, bisogna rendersi conto del valore intero di tale Decreto. Lo si accetta prontamente ma lo si scorda alla prima occasione. Se ne ricordano i più minuti particolari e se ne trascura il contenuto più importante. L’Immagine della Guida si ricopre di polvere. Ma qualunque Yogi sa che il filo d’argento è l’unica stella capace di guidare. Se il cuore dimentica ciò che più importa, che almeno nel cervello resti impresso che è necessario salvarsi.

553 — Da ogni parte del mondo si levano lamenti. È chiaro che non può continuare così. Le convulsioni del pianeta si fanno più frequenti. Ricordate che questi anni sono previsti da tutti gli Insegnamenti.

554 — Chi sostiene che gli eroi non servono si espelle dall’evoluzione. Attenti: al limite della mediocrità, della sfiducia e dell’egoismo attende l’autodistruzione. Prima che questo processo di autoannientamento appaia evidente possono trascorrere decine di anni, ma inizia nel momento stesso in cui si nega la Gerarchia. È impossibile pensare un moto progressivo senza quest’ultima. È questo un insegnamento molto semplice, su cui bisogna insistere, perché gli uomini sono avviati verso l’abisso. I raggi che partono dalle spalle sono dolorosi non per via delle convulsioni planetarie, ma per la pazzia umana. Come le trombe marine sollevano l’acqua in alte colonne, così l’umanità, disunita, vortica senza meta. Questo è un anno molto importante, di rivolta dello spirito umano. Il Fuoco può essere occluso, ma solo fino ad un certo punto: è inevitabile che irrompa, travolgendo tutte le ostruzioni.

555 — È tanto facile cadere preda dell’ossessione quanto è difficile collaborare con il Mondo sottile. Per prima cosa, infatti, gli uomini di solito poco si curano dell’autentica collaborazione; e in secondo luogo rifiutano nettamente di riconoscere l’esistenza del Mondo sottile. Nell’ossessione si attua una sgradevolissima violenza, e la coscienza resta priva di cooperazione razionale. Molti, del Mondo sottile, offrirebbero la loro conoscenza, ma si nega loro ogni occasione per paura e pregiudizio. Se solo sapeste quale turbolenza si leva nel Mondo sottile, ora che la disunione umana scuote lo spazio! Non crediate che quest’epoca sia normale: è senza precedenti e può dare l’avvio ad una Nuova Era. Ciononostante, così è prescritto: create degli eroi!

556 — Bisogna disporre di una buona immaginazione per cominciare a pensare al Mondo del Fuoco. Occorre sapersi figurare la Gerarchia che sale fin lassù, e quando poi la capacità figurativa resta impotente bisogna radunare tutto il proprio coraggio per adire alle grandi Figure di Fuoco.

557 — Qualunque uccisione è contraria alla natura del Fuoco. Chiunque ponderi sul Mondo del Fuoco non solo non deve uccidere ma è tenuto anche ad impedire ogni spargimento di sangue. Deve rendersi conto che ciò crea confusione in certi livelli sottili, ed è, inoltre, una violazione della natura planetaria. Per gli stessi motivi presso certi popoli è vietato estrarre linfa dagli alberi in primavera. E se fin da tempi antichi si è compresa l’importanza di quella linfa, come non riconoscere quella del sangue versato? Se il trapasso nel Mondo sottile avviene senza spargimento di sangue si evita l’assalto di certe creature che subito si avventano, attratte dalle sue emanazioni. Oltre queste motivazioni fisiche è tempo ormai di riconoscere cosa significhi l’interruzione prematura della vita. La distruzione dei nemici terreni implica la creazione di avversari potenti nel Mondo sottile. Molte volte abbiamo parlato del karma, ma se questa parola non avesse senso per qualcuno, lo si chiami Giustizia divina; non affaticate la capacità di comprensione altrui insistendo su una definizione particolare. Il pensiero deve cogliere l’essenza del concetto, dietro le espressioni consuete.

558 — L’uccisione premeditata è una cosa, l’autodifesa un’altra. Quando si è assaliti dagli oscuri è necessario difendersi. Difendersi non è assassinare, e chiunque può farlo, soprattutto con la forza del proprio spirito. Alcuni intensificano la rete di protezione vedendola come uno scudo. Ma il cuore ardente non si limita a questo: lancia la spirale di Agni, che spunta anche le frecce più malignanti. Certo per farlo occorre essere coraggiosi e avere grandi risorse.

559 — Sovente si riesce a percepire la risonanza della natura. Certi popoli antichi riuscivano persino a divinare il suono della pace o della confusione. Ma gli scienziati sono in grado di spiegare questi fenomeni cercandone le cause ignee. Poiché le onde vorticose del Fuoco suonano, un orecchio molto sensibile può udirle anche nel silenzio più intenso. Se ne possono cogliere certe combinazioni anche fra i suoni della Terra. Si dice che Lao Tse usasse conversare con le cascate. Non è una favola; egli sapeva ascoltare la risonanza della natura e aveva acuito la propria sensibilità al punto da saper discernere le qualità delle vibrazioni.

560 — Ricordate che il grande Servizio avvicina a riconoscere la grande Meta. Cercate di comprenderla in tutta la sua portata, al meglio delle vostre capacità, nella massima tensione spirituale. È bello questo stato di tensione, allorché vi si raccolgono attorno collaboratori invisibili, che rafforzano l’armatura, vi proteggono dalle frecce e vi rischiarano la via. L’uomo allora avanza come se volasse; si è assicurato innumerevoli aiuti e insieme ad essi serve la Gerarchia. Sopra qualsiasi considerazione fisica elevate ogni tanto lo spirito verso le fortezze più eccelse: è come lo scudo del grande Servizio.

561 — Meglio disporsi al sonno dopo una preghiera che dopo una maledizione. Meglio cominciare la giornata benedicendo che nell’amarezza. Meglio spartire il cibo con un sorriso che con una minaccia. Meglio iniziare un compito con gioia che depressi. Così hanno sempre insegnato tutte le madri del mondo; così hanno appreso tutti i bimbi del mondo. Anche senza Yoga il cuore semplice sa cosa occorre per avanzare. Lo si può definire con molti nomi, ma il valore di una base di gioia e di solennità è stato tramandato in ogni tempo. Lo yoga del Fuoco deve dare stabilità al moto di ascesa. Soprattutto, l’Agni Yogi non è un ipocondriaco, poiché chiama a sé tutti coloro che sono forti e gioiosi in spirito. Quando la gioia continua a splendere anche nelle circostanze più difficili egli è pervaso di una forza inespugnabile. Il Mondo del Fuoco comincia là, dopo la più ardua delle ascensioni, e inevitabilmente si palesa. Lo Yogi sa che nulla potrà impedirgli di raggiungerlo. Dunque la prima preghiera di una madre e lo splendore del Fuoco stanno sullo stesso filo del cuore.

562 — Quando vi ho concesso di annotare le Nostre Comunioni non vi ho nascosto che si sarebbero dette molte parole cattive contro i concetti più elevati. Chi pensa al bene non si sorprenda se si sentirà chiamare ipocrita, negromante, assassino, bugiardo. La gente, come invasata, gli appiopperà gli epiteti più infamanti. Là dove non si pensa al bene le malelingue sono sempre pronte.

563 — Questo è un giorno difficile, e vi voglio raccontare una favola. “Un diavolo decise di tentare una pia donna. Prese l’aspetto di un sadhu ed entrò nella sua capanna, sgranando il rosario. Chiese asilo, e la donna non solo lo invitò a restare, ma gli propose di pregare con lei. Il demonio, per meglio ottenere il suo scopo, acconsentì a tutte le sue richieste. Cominciarono col pregare, poi la donna lo invitò a raccontarle le vite dei santi, e il demonio prese a recitarle, come il migliore dei sadhu. All’udirle, la donna entrò in estasi, e si levò a spruzzare acqua benedetta nella capanna e quindi anche sul diavolo. Gli propose allora di eseguire assieme il pranayama e a poco a poco salì in tale grado di potere che il demone non fu più capace di uscire dalla capanna, e rimase a servirla e ad apprendere le preghiere più potenti. Un Saggio, che ivi transitava, si fermò a guardare, e scorto il diavolo in preghiera si unì a lui nelle lodi di Brahma. Così tutti e tre sedettero attorno al focolare a cantare gli inni sacri. Fu così che una donna semplice ma devota costrinse un diavolo un Saggio a cantare insieme le lodi divine. Nelle Dimore supreme questa cooperazione non fu causa di orrore, ma di sorrisi. Anche un diavolo può essere costretto a pregare”.

564 — Ecco un’altra favola che parla del cuore. “Un gruppo di uomini presero a vantare ciascuno le proprie capacità: uno fece mostra del proprio sviluppo muscolare, un altro parlò della sua abilità di domatore, uno diede prova della durezza del suo cranio e un altro ancora della velocità del suo piede; così esaltarono le varie parti del corpo umano. Uno ci fu che ricordò il cuore, cui nessuno aveva pensato. Tutti allora cercarono il modo di valutarne la forza, finché un uomo, allora sopraggiunto, non disse: ‘Avete parlato di varie competizioni, ma non di quella che più si attaglia al cuore umano: la generosità. Lasciate stare denti, pugni e crani, e battetevi in una gara di magnanimità: abbrevierà la via verso il Mondo del Fuoco’. Bisogna riconoscere che a questo tutti rimasero confusi, non sapendo che fare per mostrarsi generosi. Così nessuno parlò dell’amore, poiché la via che vi conduce non fu fra quelle dimostrazioni di abilità”. In verità, quando s’impara ad essere generosi l’amore accende i fuochi del cuore.

565 — Sovente la divisibilità del cuore ha spronato le risorse della mente. Ma come dividere ciò che è colmo dell’unico Fuoco? Si possono accendere molti lumi diversi, ma il Fuoco stesso non si divide. Allo stesso modo resta indivisa la tensione di tutto il cuore verso la Gerarchia. Ritengo che la causa di molti squilibri sia proprio l’ignoranza dell’unione gerarchica. Viene l’ora che la vita stessa costringerà a capire quell’unità. A ragione si è detto che quanto maggiore è la divisione tanto più irresistibile è l’attrazione verso l’unità. E ora non è forse al suo culmine? Potrebbe l’umanità farsi ancora più divisa? L’unità albeggia. La luna calante prepara la fase crescente. Non si vede forse un bimbo, sulla luna?

566 — Prestate molta attenzione alla battaglia in atto nel Mondo sottile: orde innumerevoli vi partecipano a tutti i livelli. Il cuore deve essere robusto per realizzare quelle forze, e persino in Terra le spalle dolgono a causa di quegli scontri. È bene far sapere agli uomini che dipendono in tutto e per tutto da quel Mondo. Sovente cercano una soluzione. Donde vengono certe scosse interiori? La loro probabile causa è un fenomeno del Mondo sottile.

567 — Incongruità e squilibri sono segni di caos. Quando appaiono nelle forme inferiori della natura c’è da sperare che si trasformino passando in uno stato superiore. Ma che dire della massima creazione terrestre, l’uomo, se questi si dimostra preda dell’instabilità più sfrenata? Nel corso di molte epoche si nota con stupore l’accrescersi dello squilibrio, nonostante alcune conquiste. Non c’è cosa che faccia riflettere l’uomo sul valore dell’equilibrio. Tutti gli Insegnamenti parlano dell’aureo Sentiero, ma questa è l’ultima cosa alla quale si pensi. L’umanità, con il suo squilibrio, con il suo stato caotico, ha provocato l’insorgere imminente del fuoco. Ma anche sull’orlo di questo pericolo essa rifiuta tutti i buoni consigli che le consentirebbero di salvarsi. Come sempre oscilla fra l’antichissimo e il nuovissimo, ancorché entrambi illusori. Come spiegarle che l’Agni Yoga non è vecchio né nuovo? Il Fuoco, elemento perpetuo e onnipresente, non va soggetto a categorie di tempo. Avete il Fuoco sulla soglia di casa! Trovate il giusto modo di riceverlo, e sappiate che solo Agni, l’energia psichica, può fungere da interprete.

568 — È possibile osservare, con profitto, il raffinarsi della sensibilità ai fenomeni ignei. Notate come la palma della mano e la fronte sentano emanazioni umane a distanza. È una sensibilità variabile, come tutte le radiazioni termiche. Ad occhi e orecchi chiusi è possibile, a poco a poco, percepire il calore emesso dall’uomo anche a considerevole distanza. Ciò conferma che egli è un centro di energia ignea.

569 — L’insonnia in realtà può essere causata dall’impossibilità di accedere al Mondo sottile per eccesso di tensione. La capacità abituale di proiettare il corpo sottile può avere il suo effetto immediato, allorché ci si addormenta. Ma se la tensione è troppa non si può correre quel rischio, poiché si potrebbe anche non rientrare più. Perciò attenti a non cadere in un vortice senza fondo durante la battaglia fra Luce e tenebre.

570 — Le trasmissioni mentali sovente contengono espressioni insolite, che spesso vi hanno sorpreso. Talora esse vengono usate allo scopo di farsi ricordare meglio: è un metodo molto antico. È difficile memorizzare le parole consuete, che possono scivolar via anziché penetrare nella coscienza. La trasmissione è tanto meglio ricordata quanto più è insolita, meglio costrutta, e ben definita. Ricordate che il pensiero che viene da lontano può slittare sulla superficie della coscienza. Non è il caso di rimproverarsi per quest’incapacità di memorizzare; quei pensieri che rimbalzano dopo aver percorso grandi distanze dimostrano, al contrario, di essere estranei e non interni alla coscienza stessa. Quindi anche nelle scuole bisognerebbe coltivare la ricettività a tali pensieri. Gli uomini poco ascoltano e poco comprendono ciò che leggono, al punto che si dovrebbero dedicare ore di lezione per verificare ciò che hanno effettivamente udito. Come attendersi di percepire l’energia ignea se non si presta ascolto neppure alle parole dette ad alta voce? Abbiamo detto, più volte, che è bene imparare a non vedere e non udire, ma questa è tutt’altra cosa. In condizioni normali l’uomo deve essere estremamente ricettivo.

571 — Ecco un altro esempio dell’influsso del pensiero: esaminando le scritture di tutti i tempi si è colpiti dal ricorrere di pensieri identici, come un continuo ripetere. E non solo si scoprono concetti identici, ma sovente li si trova persino espressi con le stesse parole. Eppure si sa con certezza che gli autori non solo non si conobbero, ma non poterono neppure aver lette quelle scritture. È un fenomeno osservabile in tutti i campi dell’attività creativa. L’ignoranza alimenta il sospetto di una sorta di plagio recondito, ma chiunque possieda una genuina forza creativa sa che il pensiero lanciato nello spazio può impregnare i ricettori più diversi. Sono fenomeni da studiare, in quanto dimostrano l’autentica capacità di influsso esercitata dall’energia psichica; e le stesse considerazioni possono dirigere il pensiero alla Gerarchia, cioè sulla via più breve.

572 — Non può che sorprendere il persistente rifiuto di visualizzare l’elemento igneo, che tutto pervade. Si può citare l’esempio banale dell’ossigeno, nei suoi stati solido, liquido, gassoso e persino eterico. Gli uomini ammettono tranquillamente l’azione di simili sostanze, ma si guardano bene dall’applicare questi esempi così eloquenti all’elemento del Fuoco. Essi ne conseguono una concezione troppo grossolana; la loro immaginazione è così poco sviluppata che non riesce a concepire l’elevarsi e il raffinarsi di una forma grossa nell’infinito. Così ripetono: “Perché non si vedono gli Esseri di Fuoco?”. Preferiscono calunniarli piuttosto che riflettere sull’opacità della loro propria coscienza.

573 — La pseudoscienza impedisce di conoscere l’Universo. Non si può limitare il pensiero alle concezioni meccanicistiche. Anche le migliori menti matematiche hanno riconosciuto la presenza di qualcosa che trascende le formule. Ma i mediocri non fanno voli di pensiero e nella loro stupidità preferiscono andare a sbattere contro un muro piuttosto che guardare in alto. Un maestro domandò ad un allievo: Dove abita la stupidità?”. Rispose: “Quando non so la lezione, tu mi batti sulla fronte: forse qui sta la stupidità”. Dovete capire perché ora Noi tocchiamo il cuore e non la testa. Il cervello è pieno di calcoli, mentre il cuore è stato pigro a muoversi: bisogna raddrizzare ciò che è rimasto piegato all’indietro.

574 — In verità il grande Sacrificio si manifesterà in tutto il mondo, e si imprimerà sui cuori umani con chiarezza lampante. Osservate dunque i segni con grande acume, ché sono numerosi.

575 — Quando gli uomini si ritrovano in quella sfera che vien chiamata Preta-loka rimpiangono di non aver abbandonato a tempo i loro stracci consunti. Il Fuoco dello Spazio deve consumare dolorosamente ciò che la luce di Agni avrebbe dissolto. È possibile liberarsi degli inutili fardelli ben prima del trapasso. La quota individuale di Agni è in grado di purificare dal sudiciume nocivo. La capacità di volgersi a Lui per tempo è un gesto opportuno suggerito dall’esperienza del cuore. L’unità della vita, allorché si manifesta, può far insorgere questa domanda: “Se la vita si prolungasse all’infinito, come se ne potrebbero conoscere i vari aspetti?”. Infatti, se il corpo fisico impedisse la penetrazione in molti livelli spaziali, si dovrebbe ricorrere ai sistemi più artificiali, che per loro natura contrastano il libero arbitrio. Solo l’aspirazione diretta e ardente al cuore della Gerarchia può unire realmente alle sfere superiori. Né è bene suddividere la Gerarchia secondo criteri personali, ma bisogna con tutte le proprie forze tendere, lungo il filo di fuoco, là dove la parola umana si dissolve e disperde nella radianza.

576 — Se torno a parlarvi della bellezza è perché voglio prepararvi alla grande beltà del Mondo del Fuoco. Chiunque ami il bello trasforma, per ciò stesso, una quota della vita terrestre. Solo la meticolosa conoscenza spirituale consente di gettare alle fiamme, ancora in Terra, gli inutili stracci. Non sono azioni che si compiano sulla pubblica piazza, in fuochi accesi a bella posta, ma nell’amore sorridente e quotidiano. Solo a poco a poco si realizza la beltà del mondo spirituale. I soggiorni nei vari strati sono di breve durata, ma chi penetra nel Mondo del Fuoco può rimanervi a lungo, e, al ritorno, preservare ovunque la solennità della fiamma.

577 — Chi vive nell’orgoglio non è del Fuoco, come non lo è chi disprezza sé stesso. Solo la semplicità di vita è di natura ignea.

578 — Anche nel corso della vita fisica gli uomini trasformano il loro aspetto con le loro passioni. Ma quanto si magnifica questa giustizia nel Mondo sottile! Avete visto come vi si muta d’aspetto: alcuni divengono luminosi, altri si oscurano e persino assumono orride sembianze. Salvo rare eccezioni nessuno, in Terra, si dà la pena di riconoscere, in questa autotrasformazione, una giustizia in atto: non ci si rende conto che è bene prendere le debite precauzioni, almeno per amore delle proprie parvenze. Qualsiasi pensiero mielato da un sorriso ipocrita fiorisce secondo i suoi veri meriti nel Mondo sottile, e se non si è fatto ricorso ad Agni le brutte smorfie della vera personalità si fissano per sempre. Sono pochi quelli che, già sfigurati dalla malizia, hanno abbastanza senno per rivolgersi alla Luce ancora in tempo. Seguendo una rigorosa progressione continuano a rotolare in abissi profondi sino a quando non si opera un subitaneo ribaltamento, che spesso provoca una reazione nell’oscurissimo.

Gli uomini farebbero bene a purificarsi, non per timore di un castigo, ma per anticipare il loro destino. Ciò che ciascuno prepara per sé stesso non è severità, ma semplice giustizia. Il concetto di purificazione conduce, per forza di cose, a realizzare il Fuoco. Il Battesimo di Fuoco è la dispensazione più saggia, ma come può raggiungervi, se il cuore non è addolcito, e pulsa ancora nella crudeltà? La brutalità è una maschera orrenda: nulla può raschiarla via, così come non si cancellano i segni del vaiolo; è una malattia feroce! Persino gli animali si rivoltano contro chi è crudele. Così ricordo quelle facce che non si possono lavare, che hanno scordato il cuore, il Mondo del Fuoco e la Gerarchia di Luce.

579 — Non parlate male di chi è trapassato nel Mondo sottile, neppure di un malvagio. Colà egli ha già assunto il suo vero volto, e parlarne male equivale ad invocare un nemico feroce. Sovente il male cresce e può accadere che, fattosi gigantesco, venga minaccioso con molti aiutanti. Meglio dunque augurargli di liberarsi di quella maschera abominevole; è molto più saggio.

580 — È necessario ripetere cose che dovrebbero essere familiari anche ad un bambino. Sovente gli uomini apprendono e capiscono qualcosa, ma poi, quando sono giunti a dividere anche gli atomi, restano sepolti sotto la polvere! Sanno solo dividere e spaccare, ma nessuno riesce a costruire in tale furia demolitrice.

581 — Una madre disse un giorno al figlio, parlando di un grande santo: “Anche la sabbia che calpesta diventa preziosa”. Accadde che quel santo ebbe a passare per quel villaggio. Il ragazzo lo seguì, raccolse un pizzico di polvere e la cucì in un sacchetto che mise al collo; e mentre recitava le lezioni a scuola teneva in mano quella reliquia. Finì per esserne talmente ispirato che i suoi compiti furono sempre eccellenti. Un giorno, terminate le lezioni, il maestro lo lodò e gli domandò che fosse quella cosa che usava tenere in mano. Il giovane rispose: “È terra su cui ha posato il piede quel santo che visitò il villaggio”. “Questa terra consacrata ti è più utile dell’oro”, commentò allora il maestro. Un bottegaio, udite queste parole, disse fra sé: “Che stupido quel ragazzo, a prenderne così poca! Quando il santo tornerà andrò a raccogliere tutta la terra che avrà calpestata, e potrò barattarla con grande profitto”. Sedette allora sull’uscio, ad attendere il santo; ma invano, ché questi non fece ritorno. L’avidità non ha nulla a che fare con il Mondo del Fuoco.

582 — Vergognoso è quel paese dove gli insegnanti sono poveri e bisognosi, e infami sono coloro che sopportano che i maestri dei loro figli versino in tale stato. Non curarsi di chi ha il compito di educare la generazione futura non è solo una sciagura per un popolo, è anche il segno della sua ignoranza. Come affidare i fanciulli ad un uomo depresso? Come ignorare le emanazioni causate dalla sofferenza? È trascurabile il fatto che chi è depresso non può ispirare entusiasmo? Come considerare secondaria una professione così nobile? Come attendersi che i fanciulli vengano illuminati in una scuola ridotta a luogo di umiliazione e di ingiustizia? Quando stridono i denti, si può forse costruire? Quando lo spirito tace, come pretendere che si accendano i fuochi del cuore? Perciò dico e ripeto che la nazione che dimentica gli educatori ha perso di vista il proprio futuro. Il pensiero deve essere subito rivolto alla gioia del futuro, non c’è tempo da perdere. E assicuratevi che gli insegnanti siano i membri più apprezzati degli istituti nazionali. È ora di illuminare lo spirito e di infondergli la gioia della vera conoscenza. Il Fuoco è alla porta!

583 — Bisogna addolcire i cuori degli insegnanti, che allora vivranno consapevoli e vigili. Il cuore dell’allievo sa riconoscere ciò che arde e ciò che è estinto. Il mondo dei prodigi è svelato non dalle lezioni impartite, ma dalla mutua aspirazione del maestro e dell’allievo. Aprire gli occhi ad un fanciullo significa spartire con lui l’amore del grande creato. Chi porrebbe in dubbio il fatto che le gambe devono essere salde se il bersaglio è lontano? L’arciere lo attesta. Amate dunque tutto ciò che apprezza il futuro. Avete il Fuoco alla porta!

584 — È lodevole venerare i giorni del grande Sacrificio. Che ogni cuore umano attinga dal Calice del Salvatore la forza per vincere. Non emulate i selvaggi, che si combattono fra loro. È tempo di farla finita con i massacri e le crocifissioni. Ascoltate bene! Occorrono apostoli di Verità, che aspirino al Battesimo di Fuoco. Che la malizia scompaia, almeno nei giorni del grande dolore, quando il Calice fu versato per il mondo intero! Voi capite che il punto focale dell’Essere Totale è uno solo: non ci possono essere due centri di evoluzione. Chi nega la grandiosità dell’Infinito è pazzo! Il Sacrificio ineffabile si valuta su questa scala. Se un corpo terreno volle accettare il Sacrificio per rigenerare il mondo intero, le parole umane sono impotenti a descrivere i moventi di quel sacro eroismo. Si possono scegliere le espressioni più belle, ma solo il cuore, nel suo fremito fervente, apprezza quell’atto di gloriosa bellezza. Non tollerate che lo si svilisca o lo si bestemmi, neppure per ignoranza. Chi così si comporta si precipita nel buio della follia. Insegnate dunque la salvezza dello spirito, che non ci siano ombre nei giorni del Calice ardente.

585 — Non a caso vi giungono in questi grandi Giorni notizie di tradimenti e di menzogne. Grave segno di follia è che i traditori prendano l’aspetto di custodi della comprensione superiore! Ma le tenebre hanno una legge inesorabile, e gli inganni della falsità non cesseranno sin quando il cuore umano non si sarà addolcito. Se persino il ricordo del grande Sacrificio è causa di menzogna e fellonia, le porte del grande Servizio rimangono chiuse. Lasciate le tenebre; anche le piante sanno rivolgersi alla luce.

586 — Risalire la corrente su un fiore di loto era, in antico, il simbolo del grande Servizio. L’estasi di tale conseguimento non lascia pensare alla profondità dell’abisso né porre in dubbio la vittoria. La gioia dello spirito lava via le paure terrene. Solo chi trascorre su quel fiore di loto sa questo coraggio e questa gioia. Non pensate dunque agli scogli sommersi quando lo spirito sente la vittoria.

587 — In questi Giorni sacri ricordate tutti coloro che lavorano e soffrono. Non siate crudeli neppure per un’ora soltanto, poiché la Corona di Spine continua a sanguinare ancor oggi. Siate giusti e retti.

588 — Ogni ingiuria al Salvatore, al Maestro, e all’Eroe precipita il mondo nella ferocia e nel caos. Come spiegare che il caos è imminente, che non è certo necessario passare il mare per trovarlo? È altrettanto difficile far capire che la ferocia comincia da minimi dettagli. Che resta, quando si è perso il tesoro della solennità e si sono gettate le perle della conoscenza del cuore? Ricordate che gli uomini hanno deriso il grande Sacrificio: non ne è stato punito il mondo intero? Guardate come si è degenerato; ed è la cosa peggiore di tutte. Dico: “Benedette siano tutte le energie; ma non affondate nel miasma della dissolutezza”. Ricordatelo, nei Giorni grandi!

589 — Egli accentrò in Sé tutta la Luce. Fu perfetto nella rinuncia del sé e dei possessi materiali. Conobbe il Luogo dello Spirito e il Tempio del Fuoco. Non si possono portare oggetti terreni tra quelle Fiamme, né introdurre tesori mondani in quel Luogo. Seguite dunque il grande Esempio. È possibile talvolta raffrontare oggetti del tempo presente, ma come valutare quelli del futuro? Così le Figure di Fuoco vi sono per ora inaccessibili e incomparabili. Pensate dunque nel profondo del cuore per cogliervi qualche lume del Mondo del Fuoco, con l’aiuto dei grandi Esempi. Anche solo per pochi istanti potreste navigare sul fiore di Loto, lottando contro tutta la marea e le ondate del Caos! Chiedete che in un’ora di grave difficoltà vi sia concesso di sperimentare lo stesso rapimento nel disperdere il Caos.

590 — Immaginate la bellezza del servizio reso congiuntamente da molti uomini dal cuore teso in un’ascesa sola. Non dite: “Impossibile”, o “Vietato”. Si può prendere a prestito dal Potere, ed essere illuminati dalla Luce. Se solo si capisse dove sono! Già qualcuno ne ride, ma nelle tenebre. Cosa è più odioso di queste risate nell’ombra? Ma la Luce accompagna chi la cerca.

591 — La resurrezione e l’immortalità sono concetti che indirizzano il pensiero alle basi dell’Essere. Ma anche queste inconfutabili verità sono per gli uomini causa di discordia anziché di cooperazione. Molte correnti di Benedizione piovono sulla Terra, e sono molto più frequenti che non si pensi, eppure quei doni sacri sono accolti solo raramente dall’uomo, meno di quanto si possa sperare. Questo è, infatti, il suo strano modo di interpretare la legge del libero arbitrio. Le forze oscure cercano in tutti i modi di arrestare quei flussi di Benevolenza. La volontà egoistica incoraggia molte perversioni. Si osserva che talvolta compaiono lampi di pensiero benefico, subito estinti come dalla pressione di una mano nera. Avete visto che anche un raggio potente è soggetto all’intervento dei tenebrosi. Perciò insisto nel dire che questi sono tempi che non hanno precedenti: è ingannevole per chiunque continuare a considerarli come normali. Per salvare una nave nella tempesta autoipnosi e reminiscenze non servono: l’ancora va gettata sulle solide rocce del futuro! Quante voci dell’ira gridano nello spazio, pur di impedire il progresso a quella nave! L’aquila nera lotta con grande ferocia, ma all’alba sopraggiunge l’Aquila bianca, con tutte le forze della Beatitudine!

592 — Solo il bene è capace di sradicare il male: è una verità molto semplice, ma incompresa. Il bene è normalmente inattivo nell’uomo, e non operante. Egli non riesce a immaginare come il bene possa espellere il male, stroncandone l’esistenza. Il bene è il principio più attivo, più vitale, più inesauribile, ed è invincibile, pur essendo sempre privo di crudeltà in tutto il suo agire. Questa è una delle qualità più notevoli che lo distinguono dal male, assieme all’assenza totale di egoismo e di orgoglio. Se dunque una religione con i suoi seguaci mostra crudeltà, non può essere di vero legame con il Bene supremo! Come pensare che un religioso possa essere crudele? Se tale fosse, sarebbe nemico del Bene, non solo, ma mostrerebbe di ignorare i veri fini di ogni religione. Il Bene non può sanzionare la crudeltà! Ma chi afferma il sacro Insegnamento del bene attivo deve saper dedicare tutto il proprio tempo a glorificarlo; e non solo in modo simbolico, ma con il fuoco del cuore. Chi vuole avanzare deve essere attivo nel bene. Bisogna rendersi conto che è possibile fare di una vuota voragine un vero e proprio tempio. A poco a poco si può colmare l’abisso con fortezze di Luce. Bisogna murare le pietre del bene, a parte e nonostante i sentimenti personali. E che questo piccolo pianeta vada pure a fuoco: la casa del Padre ha molte dimore. Ogni singolo atto di bene è una conquista eterna. Quando le scorie del male saranno da lungo tempo disintegrate, i luoghi del bene fioriranno.

593 — E pregate che i vostri occhi si aprano al bene: molti invero, accecati dalla polvere, non lo distinguono con sicurezza, e per il loro stato vedono solo forme imperfette. Siate molto cauti, per non calpestare i germogli del bene. Ma il cuore che ha rinunciato alla crudeltà sa riconoscerli tutti, e conclude nella generosità e nell’amore.

594 — Bisogna comprendere e avvolgere nel bene. Molto di ciò che si fa con negligenza non è male, ma la mancanza di memoria fa sovente degli uomini dei criminali. Proprio così: l’egoismo fa dimenticare il prossimo. Ma la coscienza ardente non scorda il vero fine della vita, se lavora per il bene del mondo. Molte volte gli uomini non sanno pensare al bene del mondo in quanto si ritengono insignificanti. Ma ciò è errato, perché lo spirito, seme di Fuoco, emana dall’unico Fuoco e combatte per la Luce eterna. Non importa in quale luogo arda la torcia che guida gli sperduti viandanti!

595 — Anche le piante e i fiori si influenzano a vicenda. Qualunque giardiniere lo sa, e distingue le essenze amiche e le nemiche. Quanto più profondi saranno dunque questi influssi reciproci fra gli animali e fra gli uomini! Durante una normale conversazione all’ora di pranzo la padrona di casa scopre con occhio esperto queste attrazioni e ripulse fra gli ospiti. Ancor meglio le discerne il cuore ardente, ed è bene notarle. Sentirle non basta; bisogna trasferirle nella coscienza, per poi utilizzarle a fin di bene: è una capacità, questa, che si acquista con l’esperienza. Per esercitarvisi è bene premettere un pensiero in tal senso. Molto si imprime nella coscienza con un semplice pensiero. Inoltre, lasciatevi guidare dalla natura. Il viola dei boccioli chiusi e gonfi non vi fa pensare alla rete protettiva dell’aura? Scoprirete nel suono e nel colore grandi analogie con le basi della Vita.

596 — Osservate la falsità evidente di chi cerca di nascondere, per pregiudizio, ciò che da lungo ha già appreso nel cuore. Ne segue un costante dissidio che può ripercuotersi nel corpo fisico. Negare ciò che l’essere conosce per esperienze di vita vissuta non può passare impunito. Quanti occhi pieni di dolore si incontrano per via! Grandi sono i tormenti di chi condanna la propria coscienza alle tenebre. Grande è la disperazione di chi ha rivolto contro sé stesso l’energia del Fuoco. Eppure, sovente si vedono, anche fra i più vicini, alcuni che nascondono un’antica conoscenza sotto una coltre di ceneri di paura. C’è da compiangere chi è malato in spirito.

597 — E dunque l’errore più grave sta in questo, che gli uomini si preparano alla morte anziché alla vita. Sovente si è detto loro che l’idea stessa della morte è sconfitta, che è necessario ricambiare i sette involucri, e che questo avviene in intima cooperazione col Fuoco. Ciò vuol dire che è bene assecondare la sua trasmutazione, dal momento che è inevitabile. Perché impiegare epoche intere e millenni per compiere ciò che potrebbe essere fatto molto più rapidamente! Dovete preparare la coscienza alla ricettività ignea dei vostri corpi concentrati. Se qualcosa è soggetto all’intervento del Fuoco, questo è un bene da compiersi nel più breve tempo possibile. Pensare a quel processo trasmutante aiuta di per sé grandemente l’organismo ad assimilarlo nella coscienza: e sapete che accettare in coscienza qualcosa ne garantisce anche l’assimilazione corporea. È tempo di assuefare le vostre concezioni generali alla portata del Mondo del Fuoco. Vi sorprende la differenza fra un genio e un idiota, ma non riuscite ad immaginare questa divergenza estesa all’infinito, né siete preparati a visualizzare la prossimità del Mondo del Fuoco, oscurato solo dal corpo fisico. È raro che qualcuno scorga le sfere supreme del Mondo sottile, ma chi è degno di mirare lo splendore delle sue montagne e dei suoi mari e la radianza dei suoi fiori può visualizzare la purezza del Reame del Fuoco! Quel Regno, inoltre è da immaginare onnipresente, se anche durante l’esistenza fisica si può proiettare il corpo sottile in luoghi diversi nello stesso istante. Abituatevi dunque al Mondo del Fuoco come destino comune e unico di tutti gli uomini.

598 — I fatti accertati di comparsa simultanea del corpo sottile in luoghi diversi annientano il pregiudizio che gli Esseri superiori non possano manifestarsi in varie parti del mondo nella stessa ora. Se persino nello stato fisico si può riconoscere la divisibilità dello spirito, certo nel Mondo del Fuoco, soprattutto, non esistono limitazioni, né di spazio, né di tempo. Una volta che si riesca, in modo logico e intelligente, a visualizzarne le qualità primarie si può subito cominciare ad assimilarne la realtà. Che gioia, quando l’Infinito non appare più come un semplice vuoto!

599 — L’insonnia, ancora una volta, fu per distogliere il corpo sottile da una battaglia troppo impegnativa nel suo Mondo. La sonnolenza è sovente segno che il corpo sottile si proietta fuori, ma la Guida deve vigilare che i rischi non siano troppo gravi.

600 — Il Mondo del Fuoco si riflette nella coscienza terrena come opposto a tutti i concetti convenzionali. Pensate un uomo che non abbia mai visto il levar del sole, e conosca solo i tramonti e le ombre della sera. Ma un terremoto lo desta all’alba: si precipita all’aperto e resta, stupefatto, a guardare la luce che sorge, finora a lui ignota. Se si riesce ad ignorare persino un evento così naturale, come assimilare le manifestazioni sottilissime del Fuoco? Finora gli uomini si sono adusati solo alle energie eteriche e sottili più grossolane, mentre i bei segni del Fuoco sono relegati fra le superstizioni. È terribile constatare che è proprio l’ignoranza che ve li condanna. È persino difficile immaginare quanto sia repellente questo oscuramento della conoscenza, frutto di stratagemmi tenebrosi. La chimica e anche la fisica elementare danno un’idea della luminosità superiore, ma neppure questi esempi bastano a fare elevare il pensiero. Gli uomini vogliono restare nel male, cioè nell’ignoranza. Ricordate bene che qualsiasi allusione all’unica Luce provoca attacchi ostili.

601 — Sappiate, inoltre, che il corpo sottile non solo non teme di essere colpito, ma le ferite ricevute lo fanno più potente. Quest’affermazione non sminuisce il Mondo del Fuoco. È un principio suscettibile di essere dimostrato con semplici esperimenti fisici. Abbiate dunque rispetto per il Mondo del Fuoco, dal più semplice al Supremo.

602 — Ahamkara è detta quella condizione elevata del seme igneo allorché può ormai affermarsi senza egoismo. Le Porte del Fuoco si aprono dunque quando non solo si è consunto l’egoismo, ma si è acquisita una valutazione superiore del sé. Solo allora lo spirito depone il suo vero e solo retaggio sull’altare della Luce. Ma durante questo lungo pellegrinare cosa ne è dei nemici che con le loro discordanze produssero tanti tormenti? Quando le tenebre si riprendono i loro possessi i restanti capaci di ascendere si dividono secondo i raggi. La discordia allora sparisce e l’ostilità si dissolve. Gli spiriti si raccolgono e salgono là dove gli opposti si pareggiano, come onde armoniose di luce. Ciò risolve la questione, incomprensibile all’uomo, dell’unità dei semi di Luce in ascesa verso il Mondo superiore. L’inimicizia, insolubile nel mondo fisico, si disintegra nei raggi eterici purificati. Già nei livelli mediani del Mondo sottile l’ostilità appassisce perché inutile. Le leggi secondo cui si distribuiscono i raggi devono essere studiate: solo tale comprensione mitiga la malvagità dell’avversario anche in Terra. Non dimenticate, inoltre, che l’ostilità sbilancia l’organismo, predisponendolo a varie malattie e ossessioni. Vi invito a pensarci, per profilassi. Perché ammalarsi, perché spandere il contagio, perché esporsi ad attacchi di follia se basta un solo sforzo spirituale per immunizzare da tutto ciò l’organismo?

603 — È sorprendente che fino a poco fa si considerasse impossibile trasmettere immagini. Ora lo si fa superando grandi distanze; la parola rintrona in molte sfere, anche più remote che non si pensi. Anche nei mondi del Fuoco non esistono ostacoli a trasmettere e comunicare. Ciò non deve stupirvi, se persino il mondo fisico ha già scoperto le forme grossolane di queste possibilità. E quante altre conquiste bussano alla porta del cuore umano!

604 — Potrebbe il linguaggio umano esprimere l’inesprimibile? Ciononostante bisogna pensare al Mondo del Fuoco. Lo si deve rappresentare come il più importante e direttivo; altrimenti, nei loro sogni confusi, gli uomini non sapranno accostarlo come prescritto. Il rispetto per l’unica Luce è naturale quanto l’idea del Padre comune. Gli uomini sono simili nel loro nucleo di Fuoco, è l’atavismo fisico che li pone a varia distanza dal Vero. Ma i fuochi superiori trascendono qualunque divisione. Leggete i referti delle molte e svariate visioni di Esseri di Fuoco recepite in tutte le parti del mondo, e vi scoprirete gli stessi segni e identici effetti. Di fronte al Mondo supremo cadono tutte le distinzioni. Gli uomini ne sentono ugualmente il respiro, e ugualmente fremono nel cuore e nel corpo. Odono la Voce dell’Inviato della Luce, e tornano a stento nella condizione ordinaria. Queste apparizioni, nonché l’estasi spirituale al contatto con un Essere superiore, sono indimenticabili per chiunque. E non trascurate il fatto che le persone più diverse fra loro hanno visto quegli Esseri sotto identici Aspetti. Non è questo un segno dell’unicità della Luce e della Gerarchia del Bene? Accettate dunque il Mondo del Fuoco con la mente e col cuore. Tutte le ispirazioni provengono di là. Artisti e artigiani possono testimoniare che le soluzioni migliori giungono dall’esterno: il Mondo del Fuoco, come una dinamo potente, emette grandi lampi di ottime formule, e non solo bisogna farne uso, ma attestarle nei termini migliori. Così i fuochi del cuore uniscono alla Luce superna, e non si tratta di orgoglio, ma della Luce che non conosce ostacoli.

605 — Non c’è salvezza più certa di quella garantita dalla devozione. Molto si può perdonare al vero fedele, che mai vacilla. Ci si può fidare di chi è tale nel cuore, ed è motivo di letizia quando la Gerarchia viene sostenuta dalla devozione. Ciò è ora specialmente necessario. Se la confusione di ieri è parsa enorme, che si dirà di domani? Vi ho preparato allo sviluppo crescente dell’Armageddon, e sapete che le ali nere delle tenebre non resisteranno alla Spada di Fuoco. Non stupitevi: la Battaglia si fa più intensa!

606 — Certo, bisogna liberarsi dall’egoismo per trasmutare e affermare l’Ego radioso. L’Ego così trasformato può accostarsi all’altare della Luce senza tema di bruciare. Che altro, dunque, può andare combusto se non proprio l’egoismo, con tutto il suo seguito? Come un’escrescenza cancerosa esso nasce quando Agni difetta. Non dimenticate che attrae appetiti carnali, di cui si nutre, e che genera il male. Attorno all’esca dell’egoismo ruotano famiglie clan, nazioni, con tutti i loro influssi. Gli stessi sedimi del Mondo fisico e sottile cercano di avvolgersi attorno ad esso, e quella palla spinosa non è adatta al Mondo del Fuoco. Ma l’Ego temprato, igneo e cosciente vi è bene accolto.

Sappiate dunque discernere ciò che è adatto a quel Mondo, e non considerate l’attrazione che avete per esso come una conquista, ma solo come un luminoso dovere. Non è commensurato intendere il predestinato come una strepitosa vittoria. È bene abituarsi a trasmutare il cuore in una via chiara e distinta, nota da gran tempo.

607 — Rallegratevi di un tale sentiero. Che l’idea di trasformare il cuore sia per voi fonte di gioia. Molte pene e difficoltà vengono dall’egoismo, e molte atrocità, e molti ostacoli. Non pensate alle limitazioni. Poiché vi è stato dispensato il seme di Fuoco, rallegratevi di portare una perla così preziosa, affidatavi alla Gerarchia.

608 — Non lasciatevi turbare alla vista dei demoni. Averne pietà è un’arma più potente di una spada di fuoco: per suo mezzo potete respingere anche l’attacco più audace. Una bestia non può resistere ad uno sguardo di compassione, mentre attacca se sente il fremito della paura. Certo, la paura è un male, ma di per sé è insignificante, perché fatto di ignoranza. Avete avuto molte occasioni per convincervi che le astuzie del male sono prodotto di insipienza. Armatevi dunque di una buona dose di compassione.

609 — Quale delitto è più distruttivo, per la monade del criminale? Il tradimento, senza dubbio. Esso ha l’effetto di alterare, d’improvviso, la corrente già formatasi, e ne risulta un terribile contraccolpo. Chi ha tradito non può vivere a lungo nel mondo materiale, e quando trapassa nel Mondo sottile sprovvisto com’è di energia vitalizzante viene risucchiato dal Caos ed è condannato a disintegrarsi. Un atto di tradimento non è mai compiuto d’impulso, ma sempre premeditato, e ciò ne aggrava il fato. Sia ben chiaro che il ritorno nel Caos, per prima cosa, è indicibilmente doloroso. Inoltre permane il senso del seme primario, e la constatazione che è futile sperare in una rapida trasformazione richiederebbe un coraggio indescrivibile, di cui il traditore è completamente incapace. È l’orgoglio, piuttosto, che non gli fa difetto. Sappiano dunque gli uomini che il tradimento è intollerabile anche per ragioni fisiche; quel gesto non solo ne condanna l’autore ma infetta vaste regioni circostanti, generandovi tempeste di fuoco. Non si creda che un’azione contro natura non si ripercuota nell’ambiente. Soprattutto essa reagisce sui fanciulli non ancora settenni, quando lo spirito non è ancora del tutto padrone dell’organismo. In quella prima fase le tempeste ignee sono particolarmente pericolose, in quanto inducono un acuto nervosismo sulle funzioni cardiache di chi già sia affardellato di grave atavismo. Così il traditore non solo oltraggia un individuo, ma nello stesso tempo una generazione intera e nuoce persino al benessere di tutta una regione. Chi pensa al Mondo del Fuoco stia attento al tradimento sin nei pensieri. Non ci sono tradimenti veniali; tutti sono grandi nel male e ostili all’Universo, e sbarrano l’ascesa.

610 — È istruttivo osservare scientificamente la natura dell’atmosfera che attornia la sostanza del Mondo sottile e del Fuoco, allorché quella si condensa per manifestarsi fisicamente. Ciò ricorda quelle correnti d’aria che precedono certi fenomeni; in certi casi si percepisce una frescura come di montagna, talvolta anche profumata, altre volte freddo penetrante e odori sgradevoli. Ciò serve a distinguere i vari livelli di quei mondi. Ma si possono anche discernere vari composti chimici nell’atmosfera così condensata. Non è questo un manifestarsi delle realtà superiori? Dunque è possibile, in senso spirituale e fisico, apprendere la magnitudine dei Mondi invisibili. E non solo è bene assuefarsi a quella bella realtà, ma commensurare anche le proprie azioni alla grandiosità del Cosmo.

611 — Sono da attendersi manifestazioni di alto livello nella vita del pianeta. Quando gli eventi precipitano dal Cosmo nel Calice dell’Arcangelo l’epoca è senza paragoni!

612 — Se persino gli Esseri sublimi testimoniano di non avere mai ancora vista l’Origine suprema di tutte le Origini, ciò non è da intendersi in senso negativo. Al contrario, questa prova della sacra infinitudine del Mondo supremo mostra quanto sconfinato sia il concetto della Luce superna. Ciò è giusto per chi conosce la via della Luce, ma l’ignorante, per orgoglio, presume che il cervello possa valutare il Sublime. Imparate a capire l’unicità dell’ascesa. La radianza del microcosmo mostra, per analogia, l’Infinito. Imparate ad apprezzare ogni singola goccia di rugiada in cui si riflettono miriadi di mondi. Mediante esperimenti si possono confutare tutti i dinieghi. Una manifestazione della Gerarchia è cosa dà accogliere con esultanza. La coscienza, quando è ben diretta, fa vedere all’occhio dello spirito il filo di perle che sale a perdersi nell’Infinito. È comprensibile il rispetto per la concordanza e la commensura. Lo spirito può assurgere verso la Luce e sorvolare grandi distese di tenebre. Non è vero che sovente si sogna di volare sin dall’infanzia? Lo spirito rammenta facoltà di altri mondi. Non c’è ostacolo terreno che possa estirpare dal cuore umano l’idea del volo, ed è lo stesso cuore a venerare l’Origine delle Origini.

613 — I1 pensiero crea; si estende fino alle estreme regioni dello spazio. Perciò molti degli esperimenti che si fanno servono solo in parte ad ampliare la conoscenza del suo potere. Sovente ci si meraviglia per l’inesplicabile chiaroveggenza del futuro, e raramente si comprende che il fuoco della mente accende e costruisce un’immagine del futuro. Pensieri di epoche e contenuto diverso costruiscono mondi sottili accessibili al chiaroveggente. La facoltà creativa del pensiero è di primaria importanza fra le cause dell’evoluzione. Perciò tanto dico e ripeto sulla sua qualità.

614 — Nel Mondo sottile si discute molto sugli eventi terreni, ma molte cose non vi vengono comprese. Bisogna compatire questa carenza, proprio come nel mondo fisico. Come in questo, anche colà non si devono aggravare le cose con l’irritazione. Bisogna seguire con perfetta fiducia la Gerarchia, così come ogni Gerarca segue il proprio Superiore. Amate questo sentiero di devozione, e aderitevi con tutto il cuore, sì da escludere qualunque altra maniera di pensare. In verità, è con devozione che i mondi vengono creati. Leggete gli esempi migliori di fedeltà, e avrete la storia degli eroi. E, ancor più, imparate a vivere come loro; amate la Sfera del Fuoco.

615 — Il tempo, in quanto percepito in modo diverso nei vari mondi, è causa di una certa complessità. Invero si può guardare nel futuro più remoto, mentre una data terrena si flette e appare del tutto diversa là dove il tempo non esiste. Per di più, quelli che in Terra sono giorni e notti assumono aspetti diversi già anche su altri pianeti del sistema. Ma il Mondo sottile e il Mondo del Fuoco sono ancora più svincolati da queste condizioni. Ciò significa che mentre i segni astrologici vi conservano un senso, sono però definiti con altri metodi, poiché le proprietà chimiche dei luminari si rifrangono diversamente allorché Agni trionfa. Ma per voi è difficile immaginare le condizioni dei mondi superiori. La luce astrale dipende nettamente dagli strati atmosferici: certi livelli del Mondo sottile sono crepuscolari, poiché fioco è il lume di chi vi risiede. Pochi si rendono conto che essi medesimi sono come dei fari. Ma è proprio Agni, se purificato, che si erge come un faro per tutti. Perciò ogni pensiero su Materia Lucida serve come segno luminoso di vittoria. Molti si domandano, perplessi, come potranno mai risplendere. Non dimenticate che l’egoismo è come una pietra scura che grava sul cuore, mentre l’Ego puro irradia come Adamante!

616 — La facoltà creativa mentale non è discernibile in modo definito a livello fisico: in ciò quest’ultimo si diversifica dal Mondo del Fuoco. Gli Esseri superiori percepiscono immediatamente l’effetto dei loro pensieri, mentre in Terra se ne risente solo la direzione, il risultato ultimo apparendo solo dopo un certo tempo. Vi potete così gradualmente formare un’opinione sulle differenze fenomeniche fra i vari mondi. Così è possibile un approccio progressivo alla coscienza ignea, estirpando le barriere che li dividono. Potete figurarvi che un giorno non ci sarà più morte, e la transizione sarà un processo usuale. È impossibile capire come nacquero le divisioni fra i mondi, non necessarie ai fini evolutivi, se non supponendo che gli uomini abbiano nutrito un orgoglioso concetto della Terra. Si scoprirà che nella remota antichità la forma sferica del pianeta era riconosciuta, molto meglio che nei periodi post-glaciali. È vero che molte antiche tradizioni si sono confuse, e solo adesso si comincia, giustamente, a stimare maggiore la durata della vita planetaria. C’è da stupire quando personaggi in apparenza molto dotti, discutendo la grandezza divina, cercano, nello stesso tempo, di sminuirne le creazioni. Se gli scienziati avessero, due secoli fa, osato pensare alla grande antichità di questo globo, o supporre altri mondi abitati, i loro contemporanei avrebbero con tutta probabilità fatto ricorso al ben collaudato rimedio del rogo. E si può esser certi che ancor oggi una teoria in proposito, pur moderata, pur sperimentale, sarebbe tacitata come fraudolenta. Insomma, gli uomini considerano il destino del loro pianeta come l’alfa e l’omega dell’intero Universo. Ci vorrà una grande opera di persuasione per ricordare loro che tutte le sacre Scritture prevedono l’Epoca del Fuoco.

617 — È pressoché impossibile trasmettere l’idea dell’invasione imminente del Fuoco. I segni sono numerosi, ma d’inverno gli uomini non vogliono pensare all’estate. Nessuno capisce che i risentimenti delle nazioni non si possono comporre con i metodi del secolo scorso. L’Insegnamento che riguarda i più sottili fra i processi fisici presuppone ovunque un qualcosa non suscettibile di definizione. Lo stesso può dirsi di quegli sviluppi che sono propri degli organismi nazionali. L’etnografia è una scienza molto utile per comprendere lo stato deplorevole del pianeta. Una concezione del mondo che comprendesse anche l’invisibile muterebbe la psicologia umana: ma è ancora lontana nel futuro! Anche i gruppi dediti alle ricerche psichiche non si peritano di praticare i risultati delle loro indagini. Si sperimenta, ma si resta tali e quali. Eppure nulla dovrebbe impedire ad un uomo di spartire il proprio sapere e incoraggiare lo sviluppo della coscienza. È questo l’amore del prossimo.

618 — Da ogni parte si indica la sofferenza come il migliore agente purificante e come mezzo per abbreviare la Via. Tutto ciò è certamente vero, nelle attuali condizioni del mondo. Ma potrebbe mai l’Atto creativo aver imposto uno stato inalterabile di dolore? No di certo. In realtà la grande Opera non prevede la necessità di soffrire. Sono gli uomini stessi che con orribile zelo si costringono nel cerchio della pena. Per millenni hanno cercato solo di degenerarsi. Ora appesantiscono di malizia l’atmosfera planetaria. Qualunque medico potrebbe asserire che senza il male non ci sarebbe dolore. Diciamo dunque che la capacità di evitare la sofferenza è un passo verso il Bene. Certo il passaggio del Bene attraverso la fornace del Fuoco elimina il senso di pena. Perciò la trasfigurazione operata dal Fuoco anche nel mondo fisico eleva oltre il dolore. La sofferenza non è da evitare, poiché non c’è vittoria che ne sia indenne; ma chi è pronto alla conquista accenda i fuochi del cuore: gli indicheranno la Via e gli faranno da scudo, non fatto da mani umane. Qualcuno domanda: “Come fa il Signore a vedere chi gli si avvicina?”. E si risponde: “Lo vede dai fuochi del cuore”. Se vi meraviglia il potere del Fuoco, che anche in Terra vi avvolge e vi satura in ogni veicolo, potete capire quanto sublimemente avvampino i fuochi del cuore su per la catena della Gerarchia!

619 — Si crede, a torto, che i gas venefici distruggano solo la vita terrestre; quei gas mortali celano invece un’insidia ben maggiore, in quanto viziano l’atmosfera, cioè disfano le azioni chimiche dei luminari. Essi non solo dunque minacciano la vita ma turbano l’equilibrio planetario. Se persino i fumi del fuoco di sterco sono perniciosi per l’intelletto, che dire delle esalazioni delle fabbriche e, soprattutto, dei gas tossici usati in guerra? Quest’ultima invenzione è il culmine dell’odio umano. Non può nascere una generazione sana se si pone il male alla base stessa della vita.

620 — Altra massima infamia è la pratica attuale della stregoneria, e proprio della peggior specie, dedita al male. Una tale collaborazione volontaria con le forze oscure non è meno orribile dei gas tossici. È incredibile che uomini che si considerano religiosi commettano poi atti della più infame stregoneria. Non parlerei di questo pericolo oscuro se non avesse assunto proporzioni colossali. Per nuocere altrui si sono ripresi i più abominevoli rituali, e le folle umane, per ignoranza, si sono invischiate nella magia di massa. Non si può tollerare una simile disintegrazione del pianeta, né permettere che le forze nere riescano ad annientare ogni moto evolutivo. La magia nera è illecita, in quanto esercita sullo spazio una pressione contraria alla natura. Fate conoscere, ovunque, quale pericolo vi sia riposto.

621 — È naturale che si voglia sapere come avviene il passaggio dall’una all’altra sfera. È facile capire che l’elemento decisivo è Agni purificalo. Se un aerostato viene riempito gradualmente di gas combustibile si solleva in modo proporzionale, e se lo lascia sfuggire ridiscende: ecco un esempio grossolano del principio che governa la transizione nelle varie sfere del Mondo sottile. L’entità sottile è in grado di elevarsi da sé, se il suo nucleo di Fuoco ha spinta sufficiente. Il Fuoco, il trasmutatore, facilita l’adattamento alle condizioni nuove e superiori, e Agni rende comprensibile il linguaggio di ogni sfera, poiché gli scambi divengono sempre più raffinati a mano a mano che si sale. Naturalmente nessuno che voglia migliorarsi viene negletto dalla Guida superiore, ma per assimilarne le direttive occorre la devozione. Dunque ogni essere può salire la scala; non c’è simbolo migliore per descrivere esattamente l’elevazione spirituale. La causa che lo trattiene ad un certo livello si legge nell’aura. Quanti pellegrini si trovano, d’un tratto, su posizioni inferiori! E il motivo di tale regresso sta in certe rimembranze terrene che ancora li attraggono. La Guida sa che occorre pazienza per proteggere quelli che così inciampano, ma non bisogna ricorrere troppo sovente a quella sua energia così preziosa. L’essere che ne scopra la causa da sé riprende a salire più veloce. In verità l’ascesa si accompagna alla gioia di incontrare nuovi compagni, il veleno dell’invidia terrena svanisce e la facoltà creativa del pensiero non è più trattenuta da correnti di malizia. Ma fin d’ora è necessario prepararsi a tale mobilità di coscienza. Questa, infatti, se è torpida, ostacola l’impulso di Agni. Visualizzate dunque con perfetta chiarezza la scala dell’ascesa.

622 — Non si deve violare in nessun modo il libero arbitrio altrui. L’Insegnamento di Luce trasforma la vita quando lo spirito riconosce volontariamente la necessità di elevarsi. Non appesantite dunque nessuno con moniti e consigli: ciascuno cresce e vince da solo. La storia dell’umanità dimostra che lo spirito sa aprirsi la via verso la Luce e ognuno con il proprio lume trova il sentiero a modo suo. Molti non sono disposti ad accettare le offerte d’aiuto, in quanto cercano da soli un loro approccio segreto alla Verità. Con tali aspiranti indipendenti è d’uopo esercitare la massima cautela: non a tutti piace cantare in coro. È l’osservazione che suggerirà le misure appropriate. Comunque è bene saper accettare con calma le peculiarità umane: anche i granelli di sabbia sono tutti diversi fra loro. Chi meglio di un fedele della Luce sa rispettare l’individualità! Non forzate mai, dunque. “Se un uomo oggi non cerca la Luce, domani forse piangerà per averla”.

623 — Giustamente non vi ha sorpreso il fatto che una donna, in stato di ipnosi, non ha risentito un colpo che le è stato inferto. È un’altra prova della supremazia dell’energia psichica sulle leggi fisiche. Tali esempi sono numerosi nella vita. Oltre a casi come questo, che implicano un comando estraneo, molte volte l’uomo con la propria energia psichica para i colpi più potenti a lui diretti. Ricordate che il legame con la Gerarchia è più forte di una corazza. Come fecero molti guerrieri e capi a sfuggire a tutte le insidie? Proprio per il legame che li univa ai Migliori. Perché quel legame esista occorre che l’Immagine del Signore sia sempre presente nel cuore. Se è stabile, si possono valicare anche gli abissi più insormontabili, ma se è solo temporanea la protezione può venir meno. Così è bene osservare le prove della vita, che forniscono molti esempi eccellenti del potere dell’energia psichica e della presenza delle Forze luminose.

624 — Anche nel mondo contemporaneo sono reperibili molti uomini-animali. Sono mostruosità che di solito si spiegano con qualche scossa o paura provata dalla madre. Ma, nonostante le varie ragioni addotte, la causa principale passa di norma inosservata. Dovete sapere che nel Mondo sottile certe entità vanno ancora soggette ad attacchi di desideri carnali. Durante quell’oscuramento calano fino ai livelli del regno animale, e, per di più, Agni declina talmente che il principio animale prevale in loro e ne prende possesso. Certo col tempo torneranno a riemergere, ma quel contatto può essere così intenso che al momento di reincarnarsi assumono forma animalesca. Talvolta ciò avviene per ereditarietà, poiché gli spiriti ignobili preferiscono forme adatte alla loro natura. E talvolta, invece, non è per atavismo né per ereditarietà, ma per una deplorevole immersione nel mondo animale, che li bolla con la pazzia. Anche qui è istruttivo osservare che è il declino di Agni che consente tali propensioni bestiali.

Agni, il salvatore, conduce ai mondi di bellezza, ma bisogna amarlo e coltivarlo, senza mai dimenticarne l’esistenza. Molti spiriti, pur senza abbassarsi fino al livello animale, restano sgraziati sempre nello stesso punto, e persino lo temono. Nei loro soggiorni terreni quei pavidi hanno paura di tutto, e il Fuoco è terrificante per loro. Dimenticano la Luce, che potrebbe guidarli nel Reame della Bellezza: e la paura è sempre un pessimo consigliere.

625 — Una soluzione satura produce cristalli; molte condizioni analoghe vi stanno sotto gli occhi. Ad esempio, il pensiero, se è saturo, genera un atto, e dunque un effetto fisico. Così il karma, se è saturo, determina conseguenze fisiche. Molti, per timidezza, cercano di evadere tali risultanze, ma gli spiriti forti saggiamente cercano invece con ogni mezzo di affrettarle. Essi comprendono che un tessuto sfilacciato ostacola l’ascesa. Chi si affretta non deve lasciarsi turbare dall’orrenda confusione. Egli riconosce nel cuore che l’inevitabile deve accadere, e si rallegra sapendo che tutto può essere superato: la forza di Agni lo sostiene.

626 — Dare è il principio fondamentale della divinità ignea dello spirito. L’analogia col fuoco è evidente in tutte le fasi dello sviluppo: dalle forme di vita più primitive alle più evolute, il dare è palese. Non è da biasimare il selvaggio che, ignorando il valore dei doni spirituali, offre alla divinità i tesori della sua capanna. È per tali vie circonvolute che l’umanità perviene all’offerta suprema. Per le creature di grande sviluppo dare è un dovere gioioso. A ciò bisogna tendere, con ogni forza, poiché allora si equipara il Principio del Fuoco, e dare significa ricevere. Superato l’egoismo, l’essere accetta i doni supremi, e in tale scambio, rapidissimo, l’energia fluisce. È un costante rigenerarsi della coscienza, che le risparmia interruzioni durante la transizione nel Mondo sottile. Ciò rammenta lo scambio di sostanze sia nell’infimo che nell’altissimo. Questi scambi incessanti annullano le loro distinzioni, cioè elevano il livello generale. I vicini ne traggono profitto, poiché vengono coinvolti nell’orbita dell’impegno cosciente. Risolvete di comprendere gli scambi esatti fra le sostanze.

627 — Talvolta vi sembra di sentire lamenti e strepito di voci. In realtà sono echi dal Mondo sottile che giungono tramite i centri interiori o per la tensione delle correnti. Per Noi le percezioni di quel Mondo si trasformano in voci, in apparenza fisiche, ma si sa che colà non esistono suoni fisici. Così le energie si trasmutano secondo gli strati. Quelle vibrazioni in prossimità della Terra risuonano gravemente, ma se sono fini sono come elettricità, invisibile agli occhi fisici. Del resto, le vibrazioni sottili sono inaudibili quando in grande tensione. Nei vari mondi si osservano mutamenti istruttivi, ma il principio dei fenomeni ignei permane inviolato in ogni caso.

628 — Lo scadere della religiosità ha scosso il moto di progresso. Non c’è via senza divinità. Ma lo si chiami come si vuole, il supremo Principio gerarchico deve essere rispettato, altrimenti non resta nulla cui appigliarsi. Così l’aspirazione ad elevarsi costruisce attorno al pianeta come una rete di protezione.

629 — Nelle credenze primitive il culto della divinità era basato sul timore. Ma questo evoca il terrore, e quindi, inevitabile, lo sdegno. La natura umana, infatti, serba immutata in sé la consapevolezza che la grande Origine delle Origini non ha nulla a che fare con il terrore. Chi ama Dio ne pronuncia il Nome nella sua propria lingua. Solo con questa concezione, universale, si esprime una nobile devozione. Nulla al mondo tanto accende il fuoco del cuore quanto l’amore. Non c’è gloria che possa paragonarglisi. Eppure gli uomini che non si vergognano di mostrare ira e irritazione nelle loro forme più infami, confondono e persino deridono quel sacro concetto. Chi non nasconde la propria devozione amorevole viene subito considerato come strano, e da questa confusione dei concetti fondamentali viene il caos del mondo. Il cuore umano non fiorisce se non anela all’Origine delle Origini, che è indicibile, ma conoscibile tramite il fuoco del cuore. Pertanto, fra la rovina dei fondamenti, accendete quel fuoco e amate il Supremo. Pensate che anche la Scienza, con la sua relatività, tiene aperto uno spiraglio sull’Infinito. Perché vivere nel male, nell’assassinio, nel tradimento, quando si è circondati da mondi grandiosi? È solo la tenebra che può ospitare tutti i delitti! Nessuna legge giustifica la cattiva volontà, che è terribile, perché conduce diritto nell’Ombra. Ma esistono mezzi esclusivamente fisici per sconfiggere la tenebra? In verità, c’è solo il fuoco dell’amore.

630 — “Come meglio servire in Terra per meglio beneficarla in questi tempi?”. Bisogna guarirla. Rigenerarla: ecco un compito perentorio, che può compiersi in modi innumerevoli. Tenete a mente che sono stati gli uomini a distruggere senza pietà le sue risorse, sempre pronti come sono ad avvelenare il suolo e l’aria. Hanno abbattuto le foreste, serbatoi di prana. Hanno decimato gli animali, incuranti del fatto che è proprio la loro energia che alimenta il suolo. Credono di poter sostituire il prana e altre emanazioni planetarie con dei composti chimici, senza neppure controllarli. Saccheggiano le risorse naturali senza pensare a riottenere l’equilibrio. Non si domandano le cause della catastrofe di Atlantide. Trascurano che gli ingredienti chimici devono essere messi alla prova per almeno un secolo, poiché una sola generazione non basta per stabilirne gli effetti di evoluzione o di caduta. Qualcuno si diletta a calcolare razze e sottorazze, senza che mai gli venga in mente di valutare lo scempio del pianeta. Si crede che con un atto di misericordia, un giorno, il tempo tornerà al bello, e tutti saranno prosperi e contenti! Ma nessuno pensa a guarire il mondo. Amate tutte le creature, dunque!

631 — Lo sfacelo del giardino terrestre è ormai pericoloso. Nessuno si leva a mostrare l’importanza della salute del pianeta. Un solo pensiero in tal senso, uno solo, basterebbe a generare, di per sé, un impulso spaziale. Imparate ad amare l’Origine delle Origini e tutto ciò che il pensiero grande ha creato.

632 — Nell’acquisire le varie qualità non si può seguire un solo sistema o un solo ordine sequenziale. Chi riconosce nell’intimo la necessità di imparare la pazienza si dedichi a quel compito. Chi vuole diventare coraggioso vi si impegni. Non si può impedire a nessuno di farsi compassionevoli o capaci di cooperare. Anche peggiori sono quei metodi costrittivi e convenzionali che impongono al discepolo l’acquisizione di qualità per lui remotissime e che non può ancora fare proprie. Nonostante la severità delle loro discipline le scuole di filosofia greche non consentivano di violare il libero arbitrio dell’alunno. Ad esempio, si proibivano di mutuo accordo tutte le parole ingiuriose, ma senza forzature, ché altrimenti le ingiurie mentali avrebbero potuto essere anche peggiori. È giusto mostrare ai principianti la necessità di perfezionare le loro virtù, ma nella sequenza da loro preferita. I fuochi del cuore accendono i centri secondo l’individualità di ciascuno: bisogna dunque rispettare quei segnali di fuoco. Noi tanto insistiamo che la vita venga trasformata in modo naturale, perché altrimenti la trasgressione della natura stessa del fervore finirà per scardinare tutti i fondamenti.

633 — In antico le alleanze si stipulavano saltando attraverso un fuoco, si giurava tenendo la mano sulla fiamma, si era consacrati camminando sul fuoco. Sono attestazioni del valore del fuoco che si ritrovano in tutte le epoche, da intendersi come riconoscimenti della sua virtù purificante. Sarebbe bene se ciascuno imparasse a filtrare il pensiero, per così dire, nel fuoco del cuore: è un consiglio da applicare. Ciò facendo si prova un istante di beatitudine che ravviva il calore del cuore. Il senso di calore o di pesantezza o di fremito che si prova nel cuore conferma la partecipazione della sua energia. Questi consigli non sono solo preliminari al Mondo del Fuoco. Per quel Mondo è indispensabile intensificare molte delle qualità citate.

634 — L’autocontrollo è una facoltà assai composita: comprende in sé coraggio, pazienza e compassione. Ma quel coraggio non deve diventare collera, quella compassione non deve sconfinare nell’isterismo e la pazienza non deve essere ipocrita. È dunque una virtù complessa, ma assolutamente necessaria per accedere ai mondi superiori. È una qualità sintetica da coltivare con la massima sollecitudine. Bisognerebbe, nelle scuole mettere gli allievi a confronto con le circostanze più inattese, e prendere nota del grado di assimilazione consapevole di quelle impressioni. Non si tratta qui dell’addestramento austero usato a Sparta per stimolare la resistenza e le risorse fisiche, ma di attingere dall’energia del cuore per apprendere in modo dignitoso. Non molti si curano dell’autocontrollo: non appena si trovano alle prese con qualcosa di insolito compiono gesti strani, dicono parole insulse e in genere assumono pose affettate, sia di spirito che di corpo. Figuratevi come perdono la faccia quando attraversano i grandi confini! Quando ci si accosta alla Luce si deve portare la propria lampada senza spanderne l’olio, ricordatelo, e tale compostezza deve essere acquisita nel mondo fisico. Ecco perché chi è esperto chiede di essere messo alla prova, ché, altrimenti, come potrebbe verificare la propria forza? Che ogni atto terreno vi conduca su per il sentiero superiore e che ogni vostro pensiero sia tale da poter essere ripetuto nel Mondo del Fuoco.

635 — Altra cosa difficile da conseguire: non è semplice valutare a dovere i beni del mondo pur liberandosi da ogni senso di possesso. Chi sente la grandiosità dell’Infinito certamente comprende quanto sia incommensurato avere possessi illusori in un luogo di semplice passaggio come la Terra. Chi si rende conto dell’immensa capacità creativa del pensiero venera il Sublime in qualsiasi produzione terrestre. Pertanto, badate all’unico grande Sentiero, e lasciate a chi vi segue il frutto del vostro lavoro. In tal modo ne preservate il valore, non per voi, ma per chi vien dopo, a continuare la catena di perfezione. Inoltre questa maniera di considerare i possessi deve impiantarsi nel cuore finché si è in Terra, per non portarsi appresso nel Mondo sottile un senso faticosissimo di proprietà terrene. Bisogna imparare a nutrire l’idea di perfezionamento interiore pur riconoscendo la bellezza degli oggetti terrestri. Bellezza per molti, non è questo un fuoco salutare per i viandanti? Raffinare sé stessi non per sé, ma per gli altri: ecco un degno proposito.

636 — Sono tempi molto complessi. L’odio fra gli uomini ha raggiunto proporzioni straordinarie. Non è più il caso di parlare delle antiche rivalità di stirpe: quelle erano giochi di bambini paragonate agli odi di oggi. È quindi opportuno dar prova di quell’autocontrollo che si è detto.

637 — Chi sfida a guado la corrente sceglie le pietre ferme. Sa a chi e quando affidare l’Insegnamento. L’Uccello della Vita, il Cigno radioso, sa per conoscenza-diretta dove sono i limiti dell’utilità, che nessun linguaggio umano può esprimere. Li si sente, inalterabilmente, ma non c’è strumento fisico capace di misurarli. Così si crea una grande prova per ogni tradimento possibile. Altra grande prova sta nel rassegnarsi a non avere dimora. È questo un grande concetto, molto deriso. L’idea di una dimora è una necessità assoluta per la mentalità terrena: se qualcuno osasse parlare di una Casa di Luce sarebbe preso per pazzo. Pertanto un cambiamento del luogo di soggiorno terreno è un’estensione benefica del concetto. Altra grande prova sta nell’ascoltare qualunque pensiero. La deplorevole necessità di segretezza che si prova in Terra è causa di molti errori. Orgoglio ed egoismo si ribellano alla mancanza di segretezza, ma chi assiste la Gerarchia di Luce è già in grado di comprendere questo livello di collaborazione. “Sono pronto”, afferma, e fa del suo meglio per aprire le porte del cuore. Qui sta la maestria che consente di superare tutte le prove, ed è l’amore per il Signore. Possono esistere ostacoli, se ne siete pervasi? Già l’amore terreno fa miracoli; e non dovrebbe l’amore ardente per la Gerarchia moltiplicarvi le forze? Anziché lasciarvi senza dimora, queste forze vi daranno una Casa vasta, illuminata! Non si possono immaginare distese fiorite quando si è immersi nella nebbia dell’appagamento. Si dice che la fame toglie dalla giusta via, ma bisogna aggiungere che chi è sazio è in acque melmose. Chi sa distinguere tra fame e sazietà entra nella corrente; ma chi tocca la Luce diventa un Uccello di Vita. E finché questa è per voi solo un’astrazione poetica, lo spirito vostro è ancora instabile.

638 — Si consiglia: “Non entrare nel Fuoco con abiti infiammabili, ma rivestito di gioia”. In questa frase stanno tutti i requisiti per comunicare con il Mondo del Fuoco. Infatti, neppure gli involucri del Mondo sottile sono sempre adatti. E, del pari, la gioia dell’ascesa deve trascendere tutte le gioie mondane: deve irradiare, ed essere una Luce di salvezza per molti. Chi allora osa deridere la gioia e la Luce? Le talpe non sono attratte dalla Luce, e solo i malvagi non sanno cosa sia la gioia! Se amate i fiori, se cercate di capirne, in pensiero, le mirabili strutture, se la creazione di un minuscolo seme vi attrae, se amate le fragranze fresche nell’aria, siete in contatto con il Mondo sottile. Anche nei fiori terreni, nelle piume degli uccelli, nelle meraviglie del firmamento scoprite la gioia autentica che vi prepara l’ingresso nel Mondo del Fuoco. Soprattutto non siate ciechi alla bellezza. Quale migliore scenario che la bellezza, per la devozione e l’aspirazione instancabili? Cercate fra le condizioni terrene ciò che è applicabile a tutti i mondi. Non avrete tempo di scegliere, al momento di passare nel Mondo sottile; l’illuminazione indotta dalla gioia può e deve essere istantanea. Invero essa preserva la coscienza. Ma non perdete neppure un’ora, e qui, in Terra, imparate ad amare ogni fiore, nella gioia.

639 — Che i giorni delle grandi imprese eroiche vivano nel vostro ricordo: come fiori di primavera, possono rigenerarvi in coscienza. Grande fu la fatica di quelle conquiste, perché avulse dalla coscienza delle moltitudini. Un grande Eroe spirituale di solito non conosce i suoi veri aiutanti; raramente può salutarli, e da lontano. Perciò fate bene a raccomandare di inviare voti augurali a grande distanza; così si manifestano l’amicizia e l’affinità dell’anima.

640 — Si domanda, a volte, se e come ci si rincontra dopo molte incarnazioni. Le cause sono molte, ma la principale sta nel Magnete cosmico. Si osserva che gli uomini si attraggono proprio per un impulso di karma: nulla può fermare il debitore. Ma le concezioni terrene rendono difficile coordinare l’Infinito con l’operare del karma. Quanto deve essere grande l’attrazione per tenere conformi energie così divergenti! Per di più, una delle parti cerca sempre di sfuggire, ma la legge la riconduce inflessibilmente a realizzare l’inevitabile. Si scorge in ciò un’attrazione psichica che in realtà dimostra l’unità della legge fondamentale. Per gli uomini, inoltre, è arduo riconoscere che le incarnazioni variano secondo principi psichici e non secondo distinzioni terrene: non sono molti a capire che un sovrano può ritrovarsi ad essere operaio, e un calzolaio, senatore. È il concetto di Agni che risolve l’enigma: i mutamenti di esistenza dipendono da Agni. Le energie ignee vi trasmettono le attività sovramundane. Le rivolte sanguinose hanno poco valore per Noi: la vera vittoria di Agni sta solo nell’illuminare.

641 — Chi è entrato nella corrente impara ad economizzare le forze. Chi apprezza il valore dell’energia non può dissiparla senza senso. Se avete un balsamo prezioso che non potete rifornire, lo sciupereste senza ragione? Ed Agni è appunto da riconoscere come la sostanza più preziosa. Rendetevi conto che è arduo coltivare quell’energia, e che nulla può compensarne lo spreco. Custodite semplicemente quel Fuoco divino con la massima cura. Chi presta ascolto ai suggerimenti mormorati dagli oscuri non la protegge di certo. Anche nei momenti di grave costernazione bisogna conservare quel dominio di sé di cui ho già parlato. Molto vi è stato detto, ma dovete praticarlo. Nessuno vuole che viviate nell’ozio, ma sappiate che sonno e veglia sono parti di una stessa attività. Anche a questo proposito, dunque, non giudicate solo secondo le convenzioni terrene. Gli uomini devono urgentemente imparare a pensare ai due mondi. Il pensiero, unitario e perenne, non deve limitarsi al solo piano fisico.

642 — Il seme dello spirito abbisogna, per così dire, di scosse e colpi che lo rafforzino. La sazietà, simile alla morte, e la dissipazione dissennata della vita sono contrarie alla natura. È arduo per l’uomo riconoscere la qualità benefica dei colpi che proiettano avanti, come gli scoppi di un motore. Sono appunto le esplosioni dell’energia che muovono l’umanità. Il grado di attività di Agni deve essere accertato proprio durante tali fenomeni energetici. Gli esempi in natura non mancano, ma gli uomini preferiscono fare a meno della legge dell’unità. È vero però che se non si conosce il futuro i colpi, quali forze motrici, sono incomprensibili, e danno origine a lagnanze e scoramento. Perciò è tanto necessario adottare i principi basilari dell’autoperfezionamento, in vista del grande futuro. Essere protesi verso il futuro è già un segno di Agni. Non pensate che sia superfluo tornare a dire di Agni e del futuro. Bisogna consolare i fanciulli ai loro primi dolori. Le lagnanze sono sintomo di scarsa comprensione dei problemi della vita. È assai difficile capire il vero significato dei colpi propellenti, quando vi percuotono. Ma l’eroismo che insorge in sé li fa riconoscere come tali. Non dimenticate questa formula.

643 — Bisogna saper ben discriminare per accertare il vero valore. Numerose illusioni e molti fantasmi offuscano il giudizio del vero progresso spirituale. Le forze dell’ombra assumono molte parvenze per sedurre e atterrire. Tali attacchi sono specialmente intensi nelle vicinanze di persone invasate o squilibrate di mente, che sono come porte aperte e non solo attirano a sé certe entità, ma le incanalano nell’ambiente. I confini delle malattie psichiche sono impercettibili, perciò vi esorto alla prudenza. Mi pare inutile spendere energie nello sperimentare sui fenomeni di ossessione quando il proprio stato di salute non è in equilibrio. Certi oscuri suggeritori sussurrano nelle orecchie malate, e solo una coscienza ben salda è in grado di scuoterli via senza indugio. Già sapete che nessuna malattia è da prendersi alla leggera. Bisogna subito inocularsi vigore, e non dimenticare Agni.

644 — Beatitudine, Nirvana, Presenza divina e altri termini analoghi, indicativi dello stato superiore, sono di solito intesi in senso terreno. Ad esempio, la Beatitudine è sempre vista come un oblio estatico, un rapimento indolente e ozioso; ma è un oblio che dovrebbe essere concepito solo come l’abbandono di tutti i mezzi e di tutti gli esempi terreni. Perché attenersi sempre a queste limitazioni, quando già si è in grado di ricorrere alle energie superiori? Come identificare la Presenza divina con l’indolenza e con l’immersione nell’oblio? È una correlazione che si oppone al significato autentico dell’approccio al Principio supremo. Questa comunione, questa trasformazione ottenuta dalle energie superiori soprattutto inducono a tendere sempre più tutte le forze. Anche in stato di estrema tensione l’uomo non deve perdere la presa su sé stesso. Ma al contatto con le irradiazioni del Fuoco il seme dello spirito divampa ancor più e il suo impeto creativo mentale si fa irresistibile. Perché gli uomini sminuiscono e disprezzano il valore del Mondo del Fuoco? Vogliono avvolgerlo di limitazioni terrene, e imporre che i cittadini degli altri mondi debbano avere corpi fisici e vivere in condizioni fisiche. Solo un’immaginazione incolta può concepire un Universo così limitato. Ecco perché tanto insisto sulla necessità di coltivarla, come base di lancio per i mondi superiori.

645 — Come può sperare l’uomo di creare mentalmente se non è neppure in grado di figurarsi un ambiente adatto? Come osa pensare di raffinare le forme se mai se le rappresenta nella mente, per rendere il proprio ambiente degno degli Esseri superiori? La questione non sta nel lusso, ma nella conformità. Solo la presenza di quest’ultima eleva la coscienza spirituale. Gli antichi studiarono le proporzioni, cercando la soluzione nei numeri, ma la coscienza ignea li trascende e crea restando immutabile. Nulla svilisce in tale fissità, che rispecchia la legge ignea sulle vie terrene. Così, gradualmente, si percepisce la Legge superiore.

646 — Il moto rotatorio è un simbolo cosmogonico. Chi vede in quel semplice processo il simbolo di una grande attività ha ben compreso la correlazione fra Macro e microcosmo. A livello fisico la rotazione a spirale è la base per l’accumulo della sostanza, e anche il pensiero agisce nello stesso modo. Dalle Vette supreme al caos, lo Spazio è intensificato dalle spirali di coscienza. Il pensiero, spiraleggiando, si trasforma in sostanza e permea il Cosmo intero. Questo processo e da capire e riconoscere. È come una fusione che fornisce sempre nuova sostanza, poiché il pensiero è inesauribile. Molti vantaggi si avrebbero in Terra se si capisse la sostanzialità del pensiero. Si teme assai di sovraffaticare il cervello, ma ciò è assurdo, perché il pensiero non causa stanchezza. Le malattie mentali discendono da altri eccessi. Fumo, alcolismo, abusi sessuali, insonnia, sovralimentazione, irritazione, depressione, tedio, invidia, tradimento e molti simili orrori delle tenebre sono le vere cause di ciò che viene ascritto al lavoro mentale. Come entità profilattica, il pensiero non solo non provoca fatica, ma contribuisce agli scambi delle sostanze superiori. Accusarlo in quel modo equivale ad espellere Agni dal cuore. Entrambi sono conduttori che connettono l’uomo ai mondi più elevati; c’è da tenerli preziosi, poiché senza essi si affonderebbe nel caos. In Occidente, religione sta per legame con Dio, con il Principio supremo; ciò vuol dire che ogni legame deve essere venerato, e gli scambi più importanti si producono tramite i processi del Fuoco. Liberatevi dunque dal timore che il pensiero causi stanchezza. Ma se provate fatica durante i processi mentali, cercatene la ragione altrove, che di solito è prossima. Forse non sta in voi: aria intossicata è entrata dalla finestra, o il fuoco fuma. Piccole cause a volte hanno gravi conseguenze, ma è veramente deplorevole che un pensiero luminoso sia ritenuto causa di fatica. Il pensiero è salute, rinnovo, scambio di sostanza: così è da intendere la sua virtù salutifera.

647 — Quando dico: “CaricateMi di più” non contraddico quell’economia di forze di cui ho detto. Sappiate che con ciò si accresce la resistenza del nucleo spirituale. Non si può disconoscere la legge di gravità. Ecco dove sta il valore di quel carico. Qualunque marinaio vi confermerà che la zavorra è indispensabile per una nave: nessuno di loro neppure si sognerebbe di uscire in mare senza quel peso. Ed anche nelle tempeste terrene si dimostra la sua utilità. Non abbiate quindi paura dei pesi, che solo rivelano il fuoco del cuore. Così dovreste pensare di ogni singola azione, e terminare con ciò ogni consiglio.

648 — “Abbraccio del Fuoco” si dice della formazione di un pianeta quando tutto un complesso di aggregati chimici si protende a cooperare con l’azione avvolgente del Fuoco. E l’uomo, il microcosmo, non dovrebbe fare altrettanto? Quell’abbraccio lo trae ai massimi concetti. Egli comincia col cercare le sostanze ignee nell’ambiente. Si circonda, in tal modo, di consonanze di Fuoco, poiché riconosce negli oggetti più disparati un principio a sé affine. Osservare le cose di cui si attornia un uomo dai centri aperti è come ascoltare un’armonia di fuochi. Fate attenzione alle abitudini di uomini siffatti; con le loro larghe vedute sono sensibili all’ambiente, e sentono acutamente, sino a dolerne, molte cose che altri trascurano. Non senza motivo si afferma che l’uragano è arduo, per il fuoco. È proprio il vortice terreno che mette in tensione i centri: ma ciò in fondo non è male affatto; al contrario, quella tensione è benefica. L’uomo del Fuoco sente chiaramente la futilità dell’esistenza terrena, e con tutto l’essere suo si attiene alla via superiore. Nulla può impedirgli di giungere alla meta: né di giorno né di notte dimentica quella via che è sua per destino. Non gli importa dove si compirà l’ascesa. La condizione del suo corpo ha perso importanza per quello spirito in lotta. Queste non sono qualità specifiche solo dei santi, ma fatti possibili nella vita. Molti sono i segni trasmessi all’umanità, basta non dimenticarli. Ciascuno di voi ricorda quei capisaldi, disposti variamente lungo gli anni della vita. Quando le Tavole vengono rivelate basta leggerle, e avanzare con coraggio verso la Luce.

649 — Già vi rendete conto che è meglio parlare poco che molto. Avete visto più volte come le coscienze immature deformano l’insegnamento ricevuto. Anche la più semplice delle istruzioni viene distorta in tal caso, e lo si può constatare. Quante considerazioni terrene si adducono per applicare misure che terrene non sono! Non solo chi è del tutto estraneo, ma anche coloro cui già è familiare l’Insegnamento possono deviare per incomprensione, perciò tanto insisto che esso venga inculcato secondo il luogo e la coscienza. Talvolta, inoltre, bisogna saper leggere fra le righe, specie quando alcuni, amici fidati, non riescono a capire ciò che si intende. Gli uomini sono molto restii ad accogliere istruzioni insolite per loro. Sono numerosi quelli che si bloccano da sé. Ad esempio, una donna ha perso figli e marito: questi le sono accanto, ma lei continua a dolersi e non si dà la pena di cercarli. Ciò avviene non solo in Terra, ma anche nel Mondo sottile. Bisogna coltivare pazienza e cooperazione sia qui che là.

650 — Tutti gli Insegnamenti rappresentano le forze oscure in atto di scoccare frecce contro l’Illuminato. È una battaglia ben descritta dai simboli. E non è meno chiaramente indicato che quei dardi ostili non colpiscono il bersaglio, ma compongono una barriera che lo protegge. Non sorvolate su ciò; questo simbolo è del tutto realistico, anche per la moderna mentalità scientifica. La fiamma malevola si scontra con il grande fuoco del cuore e ne resta dominata, e accresce Agni in quel grande Spirito. Perciò il cuore che manifesta tutto il suo potere è invincibile. In caso di disfatta, cercate le cause in voi: la forza del cuore è rimasta costante? O è sopraggiunta ad interferire una circostanza terrena e transitoria? O avete avuto pietà di voi stessi? O la paura vi ha scosso il cuore? O il dubbio vi ha annuvolato? In verità, se l’Agni del cuore non cede, la sconfitta non è possibile. Sovente si crede di aver raggiunto i propri limiti, ma ci si illude, per una falsa prospettiva, poiché ancora ci attende una grande distesa, dove la vittoria è possibile. L’immaturità è causa di sciagure.

651 — Quante inalterabili verità sono state rifiutate! Si dice che la vita eterna non esiste. Ma esiste. Si dice che non c’è un Mondo sottile. Ma c’è. Si dice che non ci sono scambi fra i mondi. Ma sono reali. Si dice che non esiste una Guida superiore. Ma esiste. Così i denigratori tenebrosi vorrebbero escludere la luce dal cuore. Ma non c’è serrame che possa bloccare il cuore e impedirgli di vincere. Non basta discutere e leggere, bisogna anche percepire il suo calore, che è misurabile, cioè accessibile ad apparati molto semplici. Agni indica la via per quel reame dove per suo destino il cuore trionfa. Il Mondo del Fuoco chiama alla vittoria.

652 — Perfezionare sé stessi è la più difficile delle imprese. Si usa introdurre però in questo processo un tal numero di questioni senza importanza che il suo vero decorso ne resta offuscato. L’autoperfezionamento si semplifica soprattutto quando si accetta la Gerarchia. Dovete rendervi conto che lo sviluppo della coscienza contiene in sé tutte le altre migliorie, ma non si può considerare come autentico progresso il semplice miglioramento meccanico delle minute faccende quotidiane. Si può temprare la più mortale delle lame, o scoprire il veleno più fatale, ma queste conquiste dell’intelletto non sono certo da intendere come degne migliorie. Ma per capire le idee dei mondi superiori è tuttavia necessario stabilire cosa sia perfezionare sé stesso. Si può valutare la bellezza di un’impresa solo quando si realizza per quale motivo va compiuta. Non si riuscirà nemmeno a pensare alla vittoria finale se non si concepisce come auspicabile il miglioramento della vita. L’affermazione del solo mondo fisico non basta a sviluppare veramente la coscienza. Vedete la storia umana. Osservate come sono stati brevi i periodi di materialismo, che invariabilmente si concludono fra convulsioni sanguinose. La tendenza mentale vi si ribellò, ed essendo stata perduta la via, i crimini si moltiplicarono. L’autoperfezionamento è possibile solo raffinando la coscienza, nel suo volersi circondare di manifestazioni degne e nobili. Così, essa vi protegge dai pensieri meschini e triviali. È la coscienza che conduce al Mondo del Fuoco.

653 — Certo è legittimo sdegnarsi quando si vuole coronare la città con una torre mostruosa per costruire là sopra una taverna. Non per nulla abbiamo già citato questo simbolo. Ditemi di cosa vorreste adornarvi, e vi dirò chi siete, in coscienza. Non soltanto gli incolti, ma sovente anche i più sensibili non sdegnano di adornarsi con gli oggetti più grossolani e primitivi. Meravigliano a volte gli sprazzi di sensibilità di alcuni, chiamati selvaggi, e si resta senza fiato agli assurdi comportamenti di certi uomini preminenti, detti civili. Cercate bene dove arde meglio il fuoco del cuore, e dove è più facile destare la coscienza.

654 — Vi ricordo un’antica favola cinese, che narra dei Decreti elusivi. Un uomo transitò nei pressi di otto Benedetti, e li vide stranamente occupati. Uno prendeva rincorse veloci nell’intento di saltare sempre più in alto, e quando gliene domandò la ragione, rispose: “Prendo al volo i Decreti elusivi”. Un altro teneva la mano sul fuoco, e anch’egli disse di riferirsi agli stessi Decreti. Così un terzo, immerso in una corrente gelida, disse la stessa cosa. Otto Beati erano dunque impegnati a cogliere quei Decreti superiori. Quel passante pensò allora fra sé: “Se anche quelli che già sono nella beatitudine devono lottare con tanto vigore per conoscere e capire i Decreti, quanta maggior tensione dovrò esercitare io, perché non mi sfugga la Volontà divina!”. Questa parabola contiene vari concetti utili. Per primo, la massima tensione favorisce realmente la ricezione trascendentale. Secondo, l’aver già conseguita l’iniziazione non esime di per sé necessariamente dal rischio di non riuscire a compiere le Ordinanze superiori. Terzo, tutte le tensioni sono benefiche, per entrare in sintonia con il Mondo più elevato. Quante volte i Decreti elusivi folgorano nello spazio e tornano nel tesoro di ciò che non è stato appreso! È sorprendente quale breccia si apra nel fronte della convenzionalità anche solo a parlare di quei Decreti elusivi. Alcuni sorridono, stolti, nell’ignoranza, altri confutano per orgoglio, altri si sentono offesi, perché hanno il cuore indurito. Ciascuno a suo modo continua ad ignorare quei decreti sottili, che svaniscono nell’etere. Ecco, una vecchia favoletta cinese richiama la debita attenzione sui Decreti elusivi.

655 — I Decreti del Fuoco non solo devono giungere a destinazione, ma non li si deve lasciare tremanti, come ali di un uccello impaurito. Ma è lecito paragonare similmente un Decreto, se è una freccia di fuoco? Certo un Decreto è come una freccia, e coglie nel segno, ma il cuore cui è destinato deve essere costantemente in fiamme!

In caso diverso, lo si può ben paragonare ad un uccello spaurito e tremante. Bisogna, per di più, tenere in debito conto lo stato fisico sia dell’uomo che della natura: durante una tempesta quella freccia di fuoco può aumentare la tensione sino a livelli pericolosi. È vero che i fenomeni elettrici e fosforici si eccitano a vicenda, ma durante quelle manifestazioni non è bene superare il limite di sicurezza nelle azioni umane. È opportuno studiare le condizioni fisiche dell’interlocutore. Purtroppo, molto sovente un oratore ascolta solo sé stesso e non presta attenzione alcuna all’uditorio: è solo la coscienza ardente quella che si concentra interamente sulle caratteristiche altrui, e ciò è sintomo di magnanimità.

656 — La tensione di cui parlo non deve essere interpretata come fanatismo. Al contrario, quella tensione che collega alla Gerarchia può essere proprio il distacco spirituale dalle condizioni ordinarie. Se è vero che in tempi passati si cadeva in un fanatismo corporale, non è detto che in epoca spiritualmente più progredita si debba ricorrere a quegli stessi metodi primitivi. Se allora era necessario minacciare l’inferno per ottenere un parziale abbandono della dieta a base di carni sanguigne, oggi le diete vegetariane si diffondono, in modo spontaneo. E così, quando si sia compreso che il punto focale dello spirito è il cuore, le manifestazioni fisiche del fanatismo cederanno alla rivelazione della vita del cuore. In tal modo, per gradi, anche nei tempi più difficili, la vita si spiritualizza. Avete sotto gli occhi molti e gravi esempi di nazioni che smarriscono sé stesse. Ma quando si è realizzato il Mondo del Fuoco anche il più potente degli stati terreni appare insignificante e transitorio.

657 — A buon diritto sostenete che l’esistenza di un Governo invisibile lascia perplessi molti uomini; ma se si ammette la presenza di un governo occulto dell’ombra, perché non dovrebbe esisterne uno luminoso? La mente umana sarebbe tanto atrocemente oscurata da riconoscere solo ciò che è tenebroso piuttosto che pensare alla Luce? Oggi in realtà si riconoscono le forze nere, e più di una volta se ne sente parlare, ché sono universalmente compatte, ma si diffida specialmente del Governo del Bene. Non si ha l’abitudine di stare solidali nel Bene, anzi, proprio il Bene è il primo pretesto di disunione. Tutti gli scompensi del pianeta si possono ascrivere alla totale discordia esistente fra quelli che avrebbero potuto unire le loro forze per il Bene. È veramente deplorevole che neppure in un tempio i cuori umani risolvano di cooperare. Riflettete dunque sul valore di ogni singolo gesto di amicizia, che è già una favilla di cooperazione.

658 — Le Nostre Comunioni non sono solo per trasmettere informazioni, ma per essere accolte nel cuore. Fra poco avrete terminato la prima parte di questi scritti sul Mondo del Fuoco. Ma non dateli a chi è solo curioso, che potrebbe bestemmiarli. Pensate bene cos’è la bestemmia, con molta attenzione. Non solo essa esclude la Luce, ma è portatrice di una vera e propria infezione. Chi la pronuncia non è più esattamente come prima, poiché ciò facendo ha stracciato una parte della rete protettiva, e può attendersi malattie di varia natura, poiché quella rete non è una difesa solo spirituale, ma anche fisica. Perciò le frasi blasfeme si dovrebbero vietare, anche nell’infanzia. È deplorevole che tanto si smarrisca il senso della responsabilità fino a dimenticare il valore della parola. Ai Cancelli del Fuoco non vengono in mente bestemmie, ma se le si è lasciate coscientemente radicare, saranno per il cuore come tanti coltelli roventi. Perdere di vista l’armonia è degradante. Come poté Pitagora capire il valore glorioso del corpo di Luce? Per di più l’avvento di molte invenzioni meccaniche ha distrutto considerevolmente i segni della cultura. Invero le forze distruttive sono attivissime: spandono su tutto ciò che è bello putredine, infezione, follia. Molti dati si sono raccolti che ne illustrano le operazioni: sono documenti, non superstizioni, che dimostrano i fini cui tendono. È possibile difendersi impiegando tutte le energie ignee, ma bisogna riconoscere Agni. Pertanto, tutti coloro che vorrebbero continuare a leggere altre note sul Mondo del Fuoco diano prova che è per loro di vitale importanza.

659 — Il Samadhi è uno stato solo parzialmente igneo. È proprio difficile capire, in Terra, le potenzialità dell’esistenza nel Fuoco, se persino quell’estasi non le corrisponde del tutto. Se il Samadhi mette a repentaglio la vita, quale tensione è necessaria per poter assimilare il Fuoco! Ma la trasmutazione della coscienza genera un’estasi così potente che la tensione ignea corrisponde pari pari al potere del nuovo essere. Il sonnambulismo, in Terra, è una prova di tale resistenza al fuoco. In una certa fase il sonnambulo acquisisce una fosforescenza che lo protegge anche dal fuoco più intenso; sono casi ben noti sia in Oriente che in Occidente. Ma, naturalmente, quel fenomeno è una trasmutazione della coscienza che infiamma, per così dire, la sostanza nervosa, sì che l’aura assorbe il fuoco col suo proprio fuoco. Ciò dà un’idea della trasformazione del corpo igneo. Ci sono esempi, tratti dalle vite più comuni, di madri che salvarono i loro figli resistendo vittoriose ai più furenti assalti degli elementi: una sostanza ne trasformò le forze. Non a torto si afferma che la metafisica non esiste, ma solo la fisica. Questa, del resto, insegna che il successo arride nella gioia. Ma cosa instilla l’indomita gioia dello spirito se non la realizzazione del Mondo del Fuoco? Ecco qualcosa da coltivare come un fiore prezioso. Il Loto d’argento splende, segno che si aprono le porte del futuro.

660 — La capacità di discriminare è una delle qualità più ardenti. Non è la conoscenza-diretta, ma un riflesso, per così dire, del linguaggio del Mondo del Fuoco. In verità chi ha i centri aperti non giudica dalle parole, ma ne capisce i significati interni. Se tutti i giudici fossero di tale livello molte offese si vedrebbero in una luce diversa. La discriminazione è una virtù da coltivare. Esiste nel seme dello spirito, ma bisogna evocarla dalla tesoreria dell’Immanifesto. Perciò urge affinare la coscienza. Chi si accosta dia prova di essere un giudice esemplare. Uno cominci a giudicare dagli occhi, un altro dalla voce, un terzo dal gestire. Non importa da dove si principia, poiché tutti i centri nervosi riflettono lo stato del fuoco interiore. Ed è istruttivo vedere che le parole, invece, sovente non sono aderenti a quella condizione. Pazientemente si possono ottenere grandi risultati e si manifestano segni di comprensione ignea. Certo non saranno che barlumi del Mondo del Fuoco, ma ogni favilla di tale conoscenza è già una vittoria. Entrando nel Mondo sottile si dovrebbe aver chiara in mente la decisione di avanzare verso la Luce e perfezionare rapidamente sé stesso, e ogni consiglio in tal senso è di estrema importanza. Se già in Terra vi fate capaci di discriminare, in quell’altro Mondo sarete molto agevolati. La difficoltà principale che vi si incontra è che disperazione e sgomento impediscono di assimilare le nuove condizioni. Ma se ricordate bene e chiaramente dove volete andare, e perché, troverete all’istante molto aiuto. Ma gli uomini sono sconcertati quando scoprono che la Luce ineffabile penetra ovunque e palesa ogni segreto. Benedetto chi non ha da vergognarsi per ciò che porta nel cuore. Amate tutto ciò che lo eleva.

661 — Il fanatismo è inammissibile. Non contiene traccia di devozione, né di amore, né di generosità, è solo una ricaduta nello stato animale, e genera tradimento, inimicizia, crudeltà. Il fanatismo non può varcare la soglia del Mondo del Fuoco, perché non ha la chiave dell’amore. Il fanatismo è come una malattia trascurata, e se non è curato con prontezza diviene inguaribile. Gravi scosse saranno necessarie ad una tale coscienza perché capisca la vera devozione. Con la sola ripulsa non si diventa magnetici. Perciò sono ansioso che non perdiate una sola occasione di essere amichevoli. Il fuoco del cuore deve essere alimentato con il combustibile migliore. L’amicizia genera una compassione autentica, che è la qualità direttamente opposta alla crudeltà del fanatico. Costui conosce solo l’egoismo, che dice presuntuoso: “O tutto o nulla”. E poiché tutto è irraggiungibile, non resta che nulla. Attenti quindi a notare anche i minimi segni di fanatismo, e curateli con la più grande pazienza, come una malattia contagiosa. È questo il male che ha scosso molti nobili Insegnamenti e corroso i semi dell’amore. È bene preparare con cura tutto ciò che facilita l’accesso di Agni al proprio cuore.

662 — Usualmente si ritiene che lo sviluppo della coscienza sia un processo lento. Eppure si vede che anche nel bel mezzo delle condizioni terrene essa cresce sotto gli occhi. Certo perché ciò avvenga occorre tensione da un lato, e dall’altro il rapporto con il magnete di una coscienza già ardente. È gaudioso quando ad ogni progresso della coscienza prendono vita antiche acquisizioni dello spirito, e quando la vita stessa viene rigenerata dalla vicinanza di un cuore acceso; ma attenti a discernere fra questo espandere e illuminare la coscienza e lo psichismo inferiore. Non Ci garba affatto constatare che gli scambi con le sfere inferiori del Mondo sottile sono in aumento. Non scordate che le entità più basse, anche a prescindere dall’ossessione permanente, possono paralizzare la coscienza. Dall’infimo nascono solo cose infime.

Cercate dunque ancora una volta di capire perché è tanto necessario l’impeto fervente del cuore verso l’Altissimo. Non è giusto deridere con arroganza le massime semplici che attestano ciò che più è essenziale. Quando i guerrieri sono pronti a combattere, il comandante li passa in rivista. È dunque necessaria molta cautela quando si parla dell’elemento più sottile, il Fuoco. Il Fuoco non è una formula chimica. È del tutto indefinibile, cercate di comprenderlo bene. Già in tempi antichi si trovano molte descrizioni delle sue caratteristiche: che pervade ogni cosa; che tutti i corpi celesti, nessuno escluso, ne sono intrisi. Non si sfugge a questo elemento così illuminante, ed è bene prepararsi ad accoglierlo, sapendo che occorre conoscere il Fuoco superiore per sormontare l’inferiore.

663 — Come si giunge al successo? Con la gioia, ricordatelo, non con la disperazione: solo con la gioia. Non vi passi per la mente nemmeno per un istante che Noi soppesiamo le probabilità della vittoria. Così dovete pensare: è sufficiente la mia gioia per accelerare l’ascesa? Noi consigliamo sempre la gioia. Rendetevi conto e ricordate bene che quando la gioia era in voi, il successo è venuto. Certo non si tratta di fare capriole come puledri nel prato, ma di quella gioia creativa che trasforma tutte le difficoltà. La Madre del Mondo gioca nella gioia, e avvolge gli illuminati nel Suo velo di gioia. Prendete gioia dai fiori; e pure dalle nevi, anch’esse fragranti!

664 — Se si guarda il pianeta dall’alto si osservano, oltre i vulcani, vortici speciali di luce e di ombra. Lo spirito umano è in grado di creare potenti effetti energetici. Si può affermare che i vortici luminosi salvano l’equilibrio del globo, e non si è lontani dal vero dicendo che quelli tenebrosi contengono invece un gas distruttivo, non solo letale per la crosta del pianeta, ma capace altresì di alterare il clima e influire in modo notevole persino sui poli. Ecco com’è potente lo spirito umano. Perciò Noi valutiamo come preziosissimi quegli Ashram dove si concentra Agni purificato. Molti insegnamenti hanno dato rilievo all’importanza di quei luoghi non contaminati dove l’energia psichica può affermarsi. Li si cita nelle sacre Scritture, nella Bibbia, nei Rig-Veda, e anche il Taoismo conosce quei luoghi, veri tesori della Terra. È una gioia per Noi vedere il formarsi di nuovi Ashram, poiché gli uomini pensano così di rado alla potenza del loro spirito!

665 — Il Muro di Fuoco, la Nebbia di Fuoco, il Battesimo del Fuoco affermano la realtà ignea. Gli uomini, ad esempio, non vogliono capire che la qualità del loro fuoco dipende da loro. Non pensano che loro stessi possono accendere sia i fuochi salutari che quelli distruttivi. La perseveranza in varie direzioni inevitabilmente impartisce al fuoco potenza e colore; perciò è così difficile estinguere il fuoco che consuma, alimentato com’è dalle abitudini. Ma lo Yogi sa quant’è necessario accendere il fuoco del Bene. É il pensiero del Bene che dà la misura della coscienza. Il vittorioso parte dall’abnegazione e misura i propri passi col criterio del Bene. Sa che non c’è mascherata che possa ingannarlo, poiché non sarebbe che un’illusione istantanea. Non dimenticate dunque che quel santo che venerate inviava saluti all’amico a grande distanza: sapeva che questi era impegnato in un’impresa spirituale, e i loro cuori si univano nella rivelazione. Nulla può impedire la rivelazione del cuore. Ad esempio, una reciproca confessione di fede è già di per sé un Presagio del linguaggio del Mondo del Fuoco, dove l’occulto si palesa. Non c’è da stupire se la parola di Verità si ripete di continuo nei millenni. Come dimenticarla, anche se mutano i tempi! Ogni menzione della Verità vi rallegri, poiché si parla di ciò che si ama, con le parole e nel cuore.

666 — L’autentico sapere umano sarà sempre in armonia con l’Unica Verità. Tutti gli sviluppi umani sono da raffrontare con l’Insegnamento di Luce, ed è bene quando la conoscenza segue l’unica Verità possibile. Ma per farlo occorre continuamente saggiare le azioni umane con i Principi fondamentali. Certo la scienza genuina non può contraddire le leggi immutabili, quindi le Tavole dei Principi devono essere sempre presenti nella mente e nel cuore quando si compiono nuove ricerche. Ne verrà un entusiasmo invincibile per lo studioso che, senza egoismo, prosegua con serietà le sue indagini per il bene del genere umano. Egli percepirà le onde di Luce e scoprirà energie nuove fra le vibrazioni. Il Fuoco, il grande Agni, è il Custode manifesto dell’Ineffabile. La Luce attrae, e chi vi penetra non torna indietro. Chi mai vorrebbe ridiscendere nelle tenebre?

Che la sacra Immagine custodita nel cuore vi sia come segno di via. Realizzate la potenza e la bellezza del Mondo del Fuoco. Non siate dei semplici curiosi, ma scoprite in voi il forte legame con il Mondo della Bellezza.

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Se vi chiederanno la seconda parte del Mondo del Fuoco, dite: “L’avrete subito, purché abbiate chiaro in mente l’augurio ricevuto all’inizio del lungo viaggio e preserviate la gioia e la decisione di affrettarvi in spirito”. Nel frattempo notate le scoperte della scienza e osservate l’uso che se ne fa. Non dimenticate che Agni si alimenta di gioia, coraggio e perseveranza. Seguite il sentiero della coscienza ardente.